Rifugio Mont Fallère

Il Rifugio Mont Fallère è situato nella conca tra il Mont Fallère (m. 3061) da cui prende il nome, e il Monte Rosso di Vertosan (m. 2943) nelle Alpi Pennine.
È stato inaugurato nel 2012.
Nei dintorni del rifugio e lungo l'itinerario per raggiungerlo, ci sono molte sculture in legno che raffigurano principalmente animali ma anche pastori e contadini. Tutte le sculture, che sono circa 400, sono state realizzate dall'artista Siro Viérin.

Da Milano prendiamo l'autostrada A4 in direzione Torino e la percorriamo fino all'uscita di Santhià (km. 45.5).
Dopo la bretella continuiamo con la A5 in direzione Aosta.
Da Aosta, proseguendo lungo l’autostrada A5 per il M. Bianco, usciamo al primo casello, Aosta Ovest – Saint Pierre. Prendiamo la direzione Aosta centro.
Dopo 500 metri, al semaforo  giriamo a sinistra per Saint Pierre.
Sotto il castello di Saint Pierre giriamo a destra per Saint Nicolas.
Proseguiamo con la SR 22 per 8 km, con bella vista panoramica, fino a Saint Nicolas.
Attraversato il paese, la  SR 22 si divide, a sinistra diventa la SR 26 e diritto la SR 41. Continuiamo diritto e proseguiamo per altri 7 km circa.
Arrivati alla frazione di Vetan, lasciamo la macchina nei parcheggi a lato della strada (m. 1765).

Proseguiamo a piedi in salita seguendo l'asfalto.
Lasciamo a sinistra l' Hotel-ristorante Notre Maison.
Poco dopo troviamo i primi segnavia che indicano
- davanti (segnavia 13): Col Fenêtre  2729 m  3 h 15 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Lac Fallère  2424 m  2 h 55 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Lac de Grenouilles  2363 m  2 h 10 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Rifugio Mont-Fallère 2365 m  2 h 00 min difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Colle Paletta  2706 m  2 h 45 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Punta Leysser  2770 m  3 h 00 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 3): La Salle  990 m  6 h 40 min  difficoltà E
- dietro (segnavia 3) Saint-Pierre (Vetan)  1671 m  0 h 15 min  difficoltà E
Su due grandi cartelli leggiamo: Museo a cielo aperto Vetan - Rifugio Mont Fallère.
Proseguiamo diritto in ripida salita (m. 1785).

Lasciamo alla sinistra un bar. Subito troviamo un bivio dove ignoriamo la strada alla destra che ridiscende al parcheggio e continuiamo verso sinistra (m. 1795).
Proseguiamo attorniati da alberi.
Una freccia indica a sinistra, con una breve salita, la Chiesetta del Papa Polacco (m. 1810).

Dopo una curva verso sinistra sbuchiamo in un prato dove troviamo dei segnavia che indicano
- diritto (segnavia 3): La Salle  990 m  difficoltà E
- dietro (segnavia 3) Saint-Pierre (Vetan)  1671 m  difficoltà E
C'è anche una scultura raffigurante un ragazzo con un mantello giallo che tiene in mano un cartello con la scritta: "diritto: poderale-rifugio - a destra: museo a cielo aperto-rifugio". Andiamo a destra, quasi in piano, con un sentiero, come indicato anche dal segnavia 13 e da una freccia gialla.
Superiamo una semicurva verso sinistra e continuiamo in leggera discesa.

Presso una curva verso destra, con un breve tratto in discesa e uno in salita, attraversiamo il Torrent de Vétan che troviamo quasi asciutto (m. 1815).
Vediamo una freccia gialla e proseguiamo, quasi in piano, attorniati da prati. Alla sinistra, più in alto, vediamo due case.
Percorriamo una curva verso sinistra e troviamo alcuni alberi (m. 1820).
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra ci accompagna il Torrent Isolettaz (che in realtà sembra un placido ruscello).
Continuiamo in salita con un'ampia curva verso destra (m. 1840).

Su di una pietra troviamo una scultura raffigurante una marmotta. Proseguiamo in leggera salita con il torrente incanalato tra due muretti di pietre.
Percorriamo una curva verso sinistra (m. 1860).
Proseguiamo diritto verso le due case recintate, situate più in alto, che ora vediamo meglio.
Percorriamo un tratto abbastanza ripido (m. 1870).

In leggera salita arriviamo ad un bivio dove i segnavia indicano
- a destra (segnavia 13): Col Fenêtre  2729 m  2 h 50 min  difficoltà E
- a destra (segnavia 13): Lac Fallère  2424 m  2 h 30 min  difficoltà E
- a destra (segnavia 13): Lac de Grenouilles  2363 m  1 h 45 min  difficoltà E
- a destra (segnavia 13): Rifugio Mont-Fallère  2365 m  1 h 35 min  difficoltà E
- a destra (segnavia 13): Punta Leysser  2770 m  2 h 35 min  difficoltà E
- a destra (segnavia 13): Colle Paletta  2706 m  2 h 20 min  difficoltà E
- dietro (segnavia 13): Vétan Dessus  1768 m  0 h 15 min  difficoltà E
Andiamo a destra, quasi in piano, volgendo le spalle alle due case (m. 1885).

Poco dopo percorriamo una curva verso sinistra passando sotto ad un cavo e continuiamo tra gli alberi.
Proseguiamo con un tratto infangato fino ad una curva verso destra dove attraversiamo un ruscello (m. 1890).
In leggera salita superiamo una semicurva verso destra.
Alla sinistra troviamo un cespuglio di ginepro. Continuiamo quasi in piano.
Superiamo una semicurva verso destra e una curva verso sinistra. Di tanto in tanto troviamo un tombino (m. 1905).
Proseguiamo con due semicurve sinistra-destra.

Alla sinistra abbiamo una parete sabbiosa e delle sculture raffiguranti tre donne.
Dopo due semicurve destra-sinistra continuiamo tra giovani larici.
Vediamo altre sculture: due mazze di tamburo alla sinistra e una marmotta alla destra.
Troviamo anche un gufo con le ruote.

Presso un tornante destrorso ci sono due salamandre. Attraversiamo un boschetto (m. 1915).
Continuiamo tra radi alberi. Alla destra c'è un capriolo e alla sinistra un coniglio.
Su di un albero alla destra vediamo un ritratto di Gesù.
Continuiamo in lievissima salita. Alla destra c'è un gallo.
Proseguiamo con una curva verso sinistra molto ampia e con vista panoramica alla destra. Troviamo un uccellino e delle bacche di ginepro (m. 1925).

Percorriamo un tornante sinistrorso e subito troviamo dei segnavia che indicano
- davanti (segnavia 13): Col Fenêtre  2729 m  2 h 35 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Lac Fallère  2424 m  2 h 15 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Lac de Grenouilles  2363 m  1 h 30 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Rifugio Mont-Fallère 2365 m  1 h 20 min difficoltà E
- a destra (segnavia 12): Alpe Loé  1986  0 h 15 min  difficoltà E
- dietro (segnavia 13): Vétan Dessus  1768 m  0 h 30 min difficoltà E
Vediamo anche una freccia gialla e continuiamo diritto tra i larici (m. 1930).

Un bruco che sbuca da un albero ci augura "Buona salita" (m. 1945).
Due boscaioli, in mezzo alla stradina, guardano in alto verso la cima degli alberi. Proseguiamo in modo abbastanza ripido.
Alla destra troviamo una tartaruga che mostra un cartello con la scritta: "Dai muoviti che al rifugio alle 15 la cucina chiude".
Vediamo anche una lepre.

Superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1975).
Continuiamo con due curve destra-sinistra (m. 1980).
Aggiriamo un larice con una grande farfalla sul tronco (m. 1990).

Usciamo dal bosco. Vediamo una freccia gialla. Troviamo delle mucche nere al pascolo.
Continuiamo in salita, con gli alberi solo alla destra mentre alla sinistra possiamo ammirare il panorama (m. 2005).
Superiamo una semicurva verso destra (m. 2030).
Troviamo subito un larice nel mezzo della stradina. Continuiamo ripidamente.
Aggiriamo altri larici (m. 2050).

Superiamo due semicurve sinistra-destra. Sul tronco di un albero, in alto, c'è il volto di una Madonna (m. 2065).
In mezzo alla stradina troviamo due alberi nati dallo stesso ceppo (m. 2085). Poco dopo ne troviamo altri tre.
Passiamo accanto a tre larici disposti a triangolo (m. 2095).

Ora alla sinistra abbiamo ampie aperture con vista sui monti e sulla vallata.
Lasciamo a sinistra altri tre alberi nati dalla stesso ceppo.
Troviamo due alberi solitari nel mezzo della strada (m. 2105).

Continuiamo allo scoperto tra bassi cespugli di ginepro e fioriture di camenerio (m. 2115).
Superiamo due semicurve sinistra-destra e torniamo a camminare tra i larici.
In salita percorriamo un tratto allo scoperto.
Il percorso si divide ma subito si ricompone.
Attorniati da alcuni alberi, superiamo tre semicurve: dx-sx-dx (m. 2130).

Ora davanti non ci sono più alberi e dobbiamo camminare sotto il sole cocente di agosto.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido seguendo una traccia che sale diritto oppure un'altra con vari zig-zag (m. 2140).
Dopo un tratto in salita troviamo una freccia gialla e riprendiamo a camminare in modo abbastanza ripido. Alla destra c'è un orso (m. 2160).
Alla sinistra troviamo un ragno e poco dopo una cavalletta (m. 2170).
Una lepre scavalca con un balzo un tronchetto di legno (m. 2180).
Alla destra vediamo una civetta.

La salita diventa più ripida e si divide in due tracce (m. 2185).
Quando si ricompone troviamo una coccinella alla sinistra e un'altra civetta alla destra (m. 2200).
Di tanto in tanto saliamo alcuni gradini di legno.

Il percorso diventa una strada sterrata e nel mezzo c'è una marmotta (m. 2210).
Continuiamo con poca pendenza. Troviamo un pastore con una pecora sulle spalle. Troviamo anche una panchina e due tavoli con relative panche.
Su di un cartellone, che parla dei siti archeologici di Mont Fallère, leggiamo tra l'altro: "I siti localizzati alle pendici del Mont Fallère, nel cuore delle Alpi, a qualche decina di chilometri dal Monte Bianco, testimoniano la frequentazione stagionale dell'area da parte di gruppi di cacciatori-raccoglitori del Mesolitico (ca. 6800 a.C.), oltre all'attestazione delle prime forme di transumanza verticale a partire dal IV millennio a.C., durante l'età dal Rame (ca. 3600 a.C.). Il carattere multidisciplinare della ricerca ha permesso di mettere in relazione dati archeologici e ambientali ottenuti tramite prospezioni territoriali, scavi archeologici, datazione radiocarboniche, carotaggi palinologici, indagini geologiche e geomorfologiche."

Con due curve destra-sinistra raggiungiamo due sedili, uno dei quali è occupato da una scultura. Davanti abbiamo due cervi che si affrontano. Andiamo ad immetterci su di una sterrata e troviamo dei segnavia che indicano verso destra il Rifugio Mont-Fallère e dietro Vetan. Andiamo a destra in salita attorniati da prati e fioriture di camenerio (m. 2225).
Troviamo altre sculture raffiguranti animali e ammiriamo un bel panorama su tre lati.
Vediamo un capriolo in basso a destra all'ombra, altri in alto a sinistra (m. 2245).
Alla sinistra ci sono due cinghiali e un corvo (m. 2250).
Troviamo una volpe col suo sguardo furbo, due piccoli tassi e una civetta (m. 2255).

Superate due semicurve sinistra-destra, troviamo alla destra dei lupi che assaltano un cervo. Continuiamo quasi in piano (m. 2265).
Con poca pendenza percorriamo una curva verso destra e proseguiamo in salita.

Passiamo accanto ad un prete che guarda il panorama e tiene un libro tra le mani incrociate dietro alla schiena. Da un cartello apprendiamo che si tratta di "Jean-Baptiste Cerlogne (Saint-Nicolas 1826-1910). Padre della poesia francoprovenzale in Valle d'Aosta, autore di un'opera monumentale, tra cui la grammatica e il primo dizionario valdostano".

Presso una curva verso sinistra vediamo alcuni camosci sulle rocce. Continuiamo con pochissima pendenza. Davanti cominciamo a vedere il rifugio (m. 2285).
Alla sinistra ci sono due orsi (m. 2290). Superiamo una semicurva verso sinistra e proseguiamo quasi in piano.

Percorriamo un'ampia semicurva verso destra.
Continuiamo con una semicurva verso sinistra. In basso alla destra vediamo un lupo che sbrana una pecora mentre in alto alla sinistra due pastorelli suonano il piffero e la fisarmonica.

Presso una curva verso destra, in basso su di un ponticello c'è un bambino con il suo cane. Proseguiamo in leggera salita (m. 2295).
Troviamo un acquedotto e le tre scimmiette che non vedono o non sentono o non parlano.
In alto alla sinistra ci sono due stambecchi.

Percorriamo una semicurva verso sinistra. Vediamo due soldati Salassi armati di lancia, uno dei quali a cavallo. Da un cartello apprendiamo tra l'altro che: "La popolazione celtica dei Salassi occupò la valle della Dora Baltea a partire dal VIII secolo a. C. Il primo scontro con i Romani, che vennero sconfitti con gravi perdite, si tenne nel 143 a. C. sotto il consolato di Appio Claudio Pulcro. La penetrazione romana comunque proseguì, tanto che nel 100 a. C. il Senato istituì, ai confini meridionali del territorio salasso, la colonia latina di Eporedia (oggi Ivrea) come base di partenza per la conquista della regione. Ecc." Qui troviamo anche una madonnina e dei segnavia che indicano
- a sinistra (segnavia 13 A): Punta Leysser  2770 m  1 h 25 min  difficoltà E
- a sinistra (segnavia 13 A): Colle Paletta  2706 m  1 h 10 min  difficoltà E
- davanti (segnavia 13): Rifugio Mont-Fallère 2365 m  0 h 20 min difficoltà E
- dietro (segnavia 13): Vétan Dessus  1768 m  1 h 10 min difficoltà E

Alla destra vediamo un'ape e un pastore. Continuiamo in leggera salita.
In basso alla sinistra una persona prende il sole.
Davanti verso destra torniamo a vedere il rifugio.

Due persone con un cartello ci danno il benvenuto in sette lingue (m. 2320).
Continuiamo quasi in piano.
Vediamo un toro nel prato alla sinistra e anche un ermellino.
Superiamo due semicurve destra-sinistra. Alla destra c'è una cavalletta.
Dietro un masso, scopriamo una coppia in camporella. Su un cartello leggiamo: "shhhh !!! c'è gente". Ci allontaniamo subito, in punta di piedi.
Percorriamo una curva verso destra mentre alla sinistra c'è un uomo seminascosto (m. 2330).

Continuiamo con un tornante sinistrorso, aggirando uno stambecco che rincorre un leone mentre un'aquila osserva la scena dall'alto.
Percorriamo un'ampia curva verso destra (m. 2335).
Proseguiamo in salita. Dalla cima di un dosso un toro osserva le mucche al pascolo.

Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 2350).
Lasciamo la sterrata che piega a sinistra e proseguiamo diritto verso il rifugio.
Passiamo accanto ad altri animali, tra i quali un cavallo che sembra vero e raggiungiamo il Rifugio Mont Fallère (m. 2385).
Alla destra ci sono un laghetto e delle pozze. Tutto attorno vediamo altre sculture.

Tempo impiegato: ore 2.05 / Dislivello: m. 620 / Lunghezza: km. 5
Data escursione: agosto 2026

Escursioni partendo dal Rifugio:


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