Rifugio Baita Fortini di Napoleone

Il Rifugio Baita Fortini di Napoleone è situato lungo il Giro del Lago di Molveno, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta.
Prende il nome dei fortini napoleonici, antiche strutture difensive costruite durante le guerre napoleoniche nel XIX secolo, che si trovano nelle vicinanze.

Come raggiungere in auto Molveno (TN):
Autostrada A22 uscita Trento nord + SP235 fino alla circonvallazione di Mezzolombardo + SP64 fino ad Andalo + SS421 sino a Molveno.
Oppure guarda qui: https://www.visitmolveno.it/it/come-arrivare-a-molveno

Lasciamo la macchina nel grande parcheggio vicino al lago (m. 840).
Il parcheggio si può anche prenotare on line (ma solo per l'intera giornata) nel sito https://www.parkmolveno.it"

Parcheggiata la macchina ci dirigiamo verso il ponte sul Rio Massodi, prima del quale un cartello parla del Giro del Lago di Molveno (lunghezza km 11.3, tempo 3h15', dislivello 100 m, difficoltà T) e alcuni segnavia indicano
- diritto attraversando il ponte: Ponte romano h 0:25, Dos Corno h 0:35, Bivio per Lago Nembia h 1:15;
- a sinistra: Lago di Bior h 0:15, Bivio SAT 644 Senter de la Mars h 0:45;
- a destra: Molin dei Mori, Sentiero guidato - Salviamo l'oro blu.

Oltre il ponte troviamo altri segnavia che indicano: Lido di Molveno 830 m;
- a sinistra: Ponte romano, Dos Corno, Bivio per Lago Nembia.
Andiamo a sinistra.
Passiamo tra l'imbarcadero alla sinistra e alcune panchine alla destra.
Raggiungiamo la riva del lago.

Nel 2026, per l'undicesimo anno consecutivo, il Lago di Molveno ha ottenuto le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, il massimo riconoscimento nazionale assegnato alle località lacustri che si distinguono per qualità ambientale, sostenibilità, servizi e valorizzazione del territorio.

Seguiamo la spiaggia, con il lago alla sinistra e prati ben curati alla destra. In alto a destra vediamo le cime del gruppo Cros dell'Altissimo.
Ignoriamo una strada che si stacca alla destra.
Più avanti alla destra, oltre il prato, riusciamo a scorgere il campeggio.

Giunti in fondo alla spiaggia, proseguiamo con una stradina sterrata e superiamo due semicurve destra-sinistra.
Troviamo un grande cartello che parla del lago (lunghezza 4.4 km, larghezza massima 1.5 km, profondità 123 m) e mostra un disegno raffigurante i pesci che lo abitano e i loro nomi: Cobite barbatello, Sanguinerola, Alborella, Cavedano, Cobite, Temolo, Scardola, Lavarello, Triotto, Leocisco rosso, Luccio, Persico reale, Salmerino di fonte, Savetta, Trota fario, Lasca, Tinca, Carpa, Barbo comune, Trota marmorata, Salmerino alpino, Anguilla europea, Trota lacustre, Scazzone.

Attraversiamo un ponticello di legno.
Con il fondo in cemento, superiamo due semicurve destra-sinistra.
Ci immettiamo su di una strada asfaltata. I segnavia indicano:
- dietro: Lido 0.10
- a sinistra: Dos Corno 0.25
Andiamo a sinistra, quasi in piano (m. 840).

Poco dopo la strada diventa sterrata e procede tra una siepe e un muro di pietre.
Continuiamo nel bosco, in lievissima discesa. Per un breve tratto alla sinistra c'è una rete.
Troviamo un paletto in mezzo alla strada allo scopo di impedire il passaggio ai veicoli.

Un'apertura alla sinistra consente una veduta del lago. Alla destra ci sono una panchina e una scultura raffigurante un ranocchio e una lumaca.
Continuiamo in leggera salita nel bosco. Ai lati ci sono alcuni massi.
Percorriamo un tratto quasi in piano seguito da uno breve in leggera salita.
In discesa percorriamo una semicurva verso sinistra e quasi in piano una verso destra.
Come segnavia, di tanto in tanto vediamo due strisce azzurre.

Una piccola apertura tra gli alberi alla sinistra ci permette di vedere il lago.
Presso una semicurva verso destra, alla sinistra troviamo una panchina addossata ad una roccia liscia.
Proseguiamo in leggera discesa.
Un sentierino attraversa la strada.

Per due piccoli tratti, troviamo altrettante finestre tra gli alberi che consentono di vedere il lago. Alla destra c'è una panchina (m. 840).
Continuiamo quasi in piano con uno scorcio sul lago. Troviamo un'altra panchina alla destra.
Proseguiamo in salita, nel bosco.
Attorno alla sterrata ci sono alcuni massi.
Continuiamo in lievissima discesa.
Superiamo una semicurva verso destra.
Proseguiamo in leggera salita. Poco dopo troviamo una panchina alla destra.

Presso un bivio troviamo una panchina alla sinistra e dei segnavia che indicano
- a sinistra: Dos Corno 0.15
- dietro: Lido 0.20
Continuiamo in leggera discesa.

Ignoriamo un sentiero che scende alla sinistra.
Tra gli alberi riusciamo a scorgere il lago.
Troviamo una panchina alla destra e proseguiamo in lievissima salita con un'altra finestra sul lago.
Continuiamo con una staccionata, dapprima solo alla sinistra e poco dopo da entrambi i lati. Percorriamo una curva verso sinistra.

Siamo arrivati al "ponte romano". Da un cartello apprendiamo, tra l'altro, che: "Questa non era una via di comunicazione romana. Il nome deriva quindi dalla tipologia costruttiva: si tratta di un porte ad arco a tutto sesto, tipologia costruttiva alla quale diedero massima diffusione i Romani. La costruzione del ponte avvenne tra il 1250 e il 1311." L'ultima parte è tra due muretti con vista lago.
Ignoriamo un sentiero che scende a destra verso un torrente immissario del lago.
Su di un cartello leggiamo: "Siete nel parco naturale Adamello Brenta". Proseguiamo in salita.

Arriviamo ad una biforcazione dove troviamo una panchina alla sinistra. Ignoriamo la stradina in leggera discesa alla sinistra e proseguiamo diritto in salita (m. 845).

Poco dopo ci immettiamo su di una strada. I segnavia indicano
- dietro con la strada (segnavia SF): Valbiole, Andalo, Sentiero Fossati;
- davanti (segnavia SF): Nembia, Deggia.
Subito dopo troviamo altri segnavia che indicano
- dietro con la strada: Molveno 2.1 km, Andalo, Dolomiti di Brenta Bike;
- dietro con la sterrata: Ponte romano km. 0:10, Lido di Molveno h 0:30;
- davanti: Nembia 4.7 km ▲50 m, Bivio San Lorenzo in Banale 9.6 km ▲150 m, Dolomiti di Brenta Bike;
- davanti: Dos Corno h 0:10, Bivio per Lago Nembia, Ristorante Fortini h 0:20, Rifugio Malga Andalo h 1:40.
Proseguiamo con il fondo in cemento.

Subito troviamo un cartello che informa se il Rifugio Malga Andalo m. 1350 è chiuso o aperto.
Alla sinistra ci sono delle protezioni con paline che reggono tre cavi.
Superiamo una semicurva verso destra (m. 865).

Una stradina esce alla sinistra e poco più avanti è chiusa da due stanghe. Alla destra c'è una panchina. Anche un sentiero si stacca alla sinistra. Proseguiamo diritto (m. 880).
Superiamo una semicurva verso destra incassata tra il terreno alla sinistra e dei massi alla destra.

Presso una curva verso sinistra troviamo dei segnavia che indicano
- a sinistra: Fortini di Napoleone h 0:10 [vedi la descrizione più sotto];
- dietro: Lido di Molveno;
- seguendo la strada: Dos Corno, Bivio per Lago Nembia, Baita Fortini.
Seguiamo la strada (m. 890).

Poco dopo arriviamo ad un incrocio dove i segnavia indicano: Dos Corno;
- diritto: Nembia 4.3 km, bivio San Lorenzo in Banale 9.2 km ▲100 m, Dolomiti di Brenta Bike;
- diritto: Bivio per Lago Nembia h 0:45;
- dietro: Bivio per Fortini di Napoleone km. 0.04, Ponte romano h 0:10, Lido di Molveno h 0:35;
- dietro: Molveno 2.5 km, Andalo 8 km ▲190 m;
- diritto in discesa: Giro del Lago;
- a destra: Ristorante Fortini h 0:10, Rifugio Malga Andalo h 1:30.
Teniamo la destra (m. 905).

Poco dopo arriviamo ad un bivio dove ci sono le seguenti indicazioni
- a destra: Malga Ceda di Villa Banale h 1:20, Rifugio Malga di Andalo per strada forestale h 1:30;
- diritto: Baita Fortini.
Alla destra c'è anche un cartello con una freccia e la scritta Rifugio Malga Andalo, 4 km, time 1 h 30', dislivello 450 mt.
Continuiamo diritto (m. 910).

Con il fondo sterrato percorriamo un tornante destrorso (m. 920) ed uno sinistrorso.
Troviamo due canaline di ferro, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Lasciamo a destra una casa.
Percorriamo un tornante destrorso e raggiungiamo il Rifugio Baita Fortini di Napoleone con una bella veduta sul sottostante Lago di Molveno (m. 940).

Tempo impiegato: ore 1 / Dislivello: m. 115 -15 / Lunghezza: km 3.0
Data escursione: maggio 2026

Fortini di Napoleone

Al bivio di quota 890 (vedi più sopra), prendiamo la deviazione segnalata per i Fortini di Napoleone.
Troviamo subito un grande cartello sul quale leggiamo tra l'altro: "Le fortificazioni visibili poco lontano da qui vengono chiamate 'Fortini di Napoleone' ma sarebbe più corretto chiamarli Fortini contro Napoleone: furono utilizzati infatti dagli Austriaci a partire dal 1796 per difendere questi territori dalle truppe napoleoniche che volevano invadere i territori austriaci. Che questo passaggio fosse strategicamente importante risulta chiaro già dai documenti vescovili del 1204 che ne vietavano la fortificazione. La costruzione di strutture di difesa prese avvio nel 1701".

Prendiamo il sentiero, quasi in piano, nel bosco.
Percorriamo un tratto in lievissima discesa.
Continuiamo in leggera salita.
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra (m. 895).

In leggera salita entriamo in una radura e la attraversiamo. Alla sinistra c'è una panca. Alla destra vediamo una casa in un grande prato.
Arrivati in fondo alla radura troviamo un bivio. I segnavia indicano diritto in salita Napoleone a 5 minuti; alla sinistra in discesa il Giro del Lago. Proseguiamo diritto, in salita, nel bosco.
Incrociamo un altro sentiero e proseguiamo diritto in modo abbastanza ripido. Troviamo delle radici che affiorano dal sentiero.

Presso un tornante destrorso, i segnavia indicano: seguendo il tornante Napoleone e dietro il Giro del Lago (m. 905).
Aggiriamo due alberi cresciuti nel mezzo del sentiero.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 915).
Presso un tornante destrorso troviamo un altro albero nel mezzo del sentiero. Continuiamo in salita.
Incrociamo un altro sentiero (m. 920).

Troviamo un cartello intitolato: "Fortini e trincee". Vi leggiamo: "200 uomini al lavoro per 4 settimane. Nel 1914 l'Austria diede l'ordine di rendere sicure e agibili le postazioni erette durante le guerre napoleoniche un secolo prima. Gli ingegneri del genio militare elaborarono i progetti per alloggiare sul Dosso di Mezzolago una compagnia e mezza di fanteria, cioè circa 400 uomini, più la dotazione di artiglieria, forte di 7 cannoni di piccolo calibro. Durante questi lavori le trincee che collegavano i due forti del Doss Corno e della Sella di Mezzolago furono migliorate con coperture di difesa contro le schegge, per garantire una maggiore sicurezza ai militari. Lungo tutta la linea delle trincee, a 6 metri di distanza dalle stesse, fu posizionato del filo spinato. La linea Forte Alto, Baita ai Fortini, Sella di Mezzolago, Doss Corno divenne il perno occidentale della seconda linea di difesa austriaca."
Pieghiamo a sinistra, con una trincea sul lato destro del sentiero.
Poco dopo giriamo a sinistra. Il sentiero si divide in tre. Siamo nel punto più alto, attorniati dagli alberi (m. 930).
Scendendo un poco sul versante opposto riusciamo a vedere il Lago di Molveno.

Tempo impiegato: ore 0.15 / Dislivello: m. 40 / Lunghezza: km 0.4
Data escursione: maggio 2026

Escursioni partendo dal Rifugio:


Copyright © Diska (www.diska.it) 2001,2026 - All Rights Reserved