Rifugio Cascinelle

Il Rifugio Cascinelle è situato nell'alta Valle di Avano (Val Trompia), a sud del Monte Campione.
Inaugurato nell'anno 2000, è dedicato all'art. alpino Michele Balduchelli, ricordato anche da una targa marmorea affissa alla facciata dell'edificio.
Il rifugio non è gestito. Lo spazio esterno e il porticato, sotto al quale ci sono un tavolone con panche e un fornello quatto fuochi con bombola gas, sono sempre utilizzabili.
Alla sinistra del rifugio sotto ad un tettuccio ci sono una fontana di acqua sorgiva e una scultura raffigurante la Deposizione dalla Croce.
Un piccolo monumento con varie targhe commemora i "soci alpini andati avanti"
All'interno del rifugio c'è una cucina ma per accedervi bisogna richiedere le chiavi contattando il custode, l'artigliere alpino Faustino Richiedei al numero 338 3354710.

Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206.2) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Dopo il ponte sul Mella, giriamo a sinistra e ci immettiamo nella SP 345 della Val Trompia con la quale attraversiamo: Concesio, Sarezzo, Gardone, Mancheno, Brozzo, Tavernole e arriviamo a Lavone dove al km. 25.6 deviamo a sinistra per prendere la SP 52.
Dopo un chilometro, presso un tornante destrorso, ignoriamo la strada che prosegue diritto per Pezzoro e continuiamo con la provinciale seguendo le indicazioni per Colle San Zeno.
Superiamo Pezzaze e arriviamo ad Avano, piccola frazione con una ventina di case raccolte attorno alla settecentesca chiesa dedicata a San Gaetano da Thiene.

Lasciamo la macchina davanti alla chiesa e accanto a due fontane con vasca (m. 830) e in leggera discesa ritorniamo sulla strada (m. 825).
In leggera salita usciamo dall'abitato e continuiamo con prati alla sinistra e alberi alla destra.
Poco dopo ignoriamo un sentiero che scende a destra.

All'interno di un tornante sinistrorso troviamo il cartello che segnala l'inizio di Avano a coloro che procedono in senso contrario. Alla destra, un altro cartello segnala con una stradina che prosegue diritto in discesa: Località Canei, Piccolo Borgo Antico, incisione medioevale. Proseguiamo con la strada asfaltata (m. 830).
Passiamo sotto ad un cavo. In basso alla sinistra vediamo i tetti di Avano.
Continuiamo in salita.

Ignoriamo una stradina che scende all'esterno di un tornante destrorso (m. 845).
Percorriamo un tornante sinistrorso lasciando a destra una casa di recente costruzione (m. 855).
Altre case e cascine più vecchie le troviamo poco dopo alla destra. Ai lati della strada ci sono alcuni alberi.
Ignoriamo una sterrata che si stacca alla destra accanto ad un grosso castagno. Percorriamo una semicurva verso sinistra lasciando a destra un cancello (m. 865).
Proseguiamo con pochissima pendenza. Alla destra, oltre una recinzione con pali di legno che reggono tre cavi, vediamo una casa.
Poco dopo anche alla sinistra troviamo una recinzione; questa è realizzata con pali di ferro che sorreggono una rete.

Subito dopo troviamo una casa bianca a due piani alla sinistra mentre alla destra un evidente cartello, scritto in giallo su fondo verde, indica la stradina per il Rifugio Cascinelle del Gruppo Alpini di Pezzaze. Lasciamo pertanto la strada asfaltata che prosegue verso Colle San Zeno e prendiamo la stradina per il rifugio che inizia in leggera salita, con il fondo in cemento, disegnando un'ampia curva verso destra. Alla destra c'è ancora la recinzione con pali di legno che reggono tre cavi (m. 870).
Terminata la curva, la stradina diventa sterrata (m. 880).
Poco sopra, alla destra, vediamo un baitello in cemento.
Continuiamo tra gli alberi. Ignoriamo una sterrata chiusa da una sbarra che sale verso destra.
Superiamo una semicurva verso sinistra.

Poco dopo, alla sinistra troviamo uno slargo, un tombino/pozzetto e una grata per lo scolo dell'acqua.
Proseguiamo con un'ampia curva verso destra. Alla sinistra della sterrata un ruscelletto scorre in un canalino.
Alla destra un'altra stradina entra in una proprietà privata. Continuiamo diritto con il fondo in cemento (m. 905).
Ora la stradina è incassata nel terreno circostante.

In basso alla sinistra vediamo una casa bianca. Per un breve tratto, alla sinistra c'è una staccionata di legno. Trascuriamo una sterrata che si stacca con un tornante destrorso e sale verso un baitello. Il tratto incassato termina e continuiamo diritto con il fondo sterrato (m. 930).
Proseguiamo quasi in piano e ignoriamo un sentiero che retrocede verso destra.
In leggera salita percorriamo una semicurva verso sinistra.
Dopo un tratto quasi in piano continuiamo con poca pendenza. Superiamo tre semicurve tutte verso destra (m. 945).
Presso una curva verso sinistra un rivolo attraversa la stradina. Proseguiamo in salita (m. 950).
Ora la sterrata ha due strisce di cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote (m. 960).

Con il fondo sterrato percorriamo un tornante destrorso. Alla sinistra c'è uno slargo (m. 975).
Continuiamo quasi in piano. In basso alla sinistra, riusciamo a scorgere tra gli alberi tre case bianche.
Troviamo una canalina di legno, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla sterrata.
Dopo un breve tratto in salita (m. 980), in discesa percorriamo due semicurve sinistra-destra. Su di una pietra vediamo un bollo bianco rosso con la scritta "RIF". Continuiamo quasi in piano.
Passiamo sotto ad un cavo. In alto a destra vediamo una casa bianca. Superiamo un'altra canalina per lo scolo dell'acqua. Alla destra c'è un baitello di legno.

In leggera salita arriviamo ad un bivio. Una scritta incisa su di un asse di legno (sotto al quale è stata appesa una pentola) informa che siamo in Loc. Val Curata. La sterrata alla destra sale verso una casa. Su di un altro cartello di legno leggiamo: Val Curata m. 1009. Con pochissima pendenza, proseguiamo diritto nel bosco (m. 980).
Alla destra troviamo un masso coperto dal muschio.
Poco dopo riprendiamo a salire con il fondo in cemento.
Lasciamo a sinistra un grosso ceppo con due radici mentre i relativi tronchi sono stati tagliati (m. 995).

Poco dopo arriviamo ad un trivio. Piegando leggermente a sinistra una sterrata si dirige verso una casa. Un'altra sterrata continua diritto. Piegando leggermente a destra la nostra stradina, segnalata da un cartello, prosegue per un tratto con il fondo in cemento (m. 1005) poi diventa sterrata (m. 1015).

Alla sinistra, oltre un cancello di legno che troviamo aperto, c'è una baita piccola ma carina. Un cartello informa che siamo a Guastizzo (m. 1020).
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra c'è una recinzione con paletti di legno che reggono un cavo.

Una sterrata esce alla destra e si dirige verso una vecchia casa che vediamo più avanti. Continuiamo diritto.
Superiamo una semicurva verso destra.
Lasciamo a sinistra un baitello in cemento (m. 1035).
In basso alla sinistra vediamo una vecchia cascina.
Percorriamo una semicurva verso sinistra e riprendiamo a salire (m. 1045).

All'inizio e alla fine di una semicurva verso destra troviamo due rivoli che la attraversano. Alla sinistra per pochi metri c'è una staccionata di legno (m. 1055).
Subito dopo, alla sinistra, troviamo un piccolo crocefisso affisso al tronco di un albero.
Pochi passi più avanti, presso una curva verso sinistra, superiamo un ruscelletto che attraversa il percorso.
Alla sinistra, poco più in basso, vediamo un'altra sterrata che scorre parallela.

Ad una biforcazione proseguiamo con un tornante destrorso mentre alla sinistra una stradina in leggera discesa, chiusa da una sbarra, entra in una proprietà privata. C'è anche un sentiero che retrocede verso destra in salita. Su di un vecchio cartello di legno leggiamo: Località Ponticolo m. 1063.
La nostra stradina continua con due strisce di cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote.
Alla sinistra vediamo la parte retrostante dei due edifici che formano la cascina.

Alla destra scorre un rivolo che è possibile attraversare camminando su di un tronco. Proseguiamo con la stradina che da questo punto torna ad essere sterrata.
Dietro alla cascina sale un grande prato. Alla sinistra, oltre la valle, in lontananza riusciamo a distinguere il Monumento al Redentore sulla cima di Castel Bertino (Monte Guglielmo)
La sterrata continua alla destra del prato, incassata nel terreno circostante.
Il fondo diventa acciottolato.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra (m. 1090).
Terminato il tratto incassato, nei prati in basso alla sinistra vediamo altre cascine sparse. Proseguiamo con poca pendenza e lasciamo a destra uno slargo e una casa (m. 1095).

Una sterrata, chiusa con una catena, esce con un tornante destrorso e sale verso un capanno di caccia. Continuiamo diritto in salita.
Il fondo della stradina torna ad avere due strisce in cemento in corrispondenza del passaggio delle ruote (m. 1115).
Alla sinistra della stradina scorre un ruscelletto che poco dopo la attraversa. Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra (m. 1125).
Proseguiamo in salita su sterrato. Il ruscelletto ora scorre alla destra.
Percorriamo una semicurva verso sinistra.
Pochi passi più avanti il fondo torna ad essere in cemento.
Subito ignoriamo una sterrata che si stacca alla destra in leggera discesa (m. 1135).
Terminato il tratto su cemento proseguiamo su sterrato e vediamo il ruscelletto, che ci ha accompagnato nell'ultimo tratto, scendere dalla destra passando in parte all'interno di un tubo.

Poco dopo troviamo un sentiero che retrocede verso destra in salita. I segnavia indicano con questo sentiero: Roccolo del Cucchetto m. 1209; dietro: Pezzazole m. 618 a ore 2.15. Continuiamo diritto (m. 1145).
Il tratto sterrato termina poco dopo mentre un ruscello passa sotto alla stradina (m. 1150). Continuiamo con il fondo in cemento.

Quasi in piano, su sterrato, superiamo due semicurve destra-sinistra vicine tra loro (m. 1165).
In salita percorriamo una semicurva verso sinistra. Su di una roccia alla destra una scritta verde e una freccia indicano davanti: "Az. Morbega" (m. 1170).
Superiamo un tratto in leggera salita e uno quasi in piano (m. 1180).
In salita percorriamo una curva verso destra.
Subito dopo alla destra c'è un casello dell'acquedotto.
Continuiamo in leggera discesa con una parete rocciosa alla destra.

Quasi in piano, presso un tornante sinistrorso, agevolati da alcune pietre affioranti dall'acqua, guadiamo il torrente originato dalla cascata che vediamo più in alto alla destra (m. 1180).
Dopo il guado, passiamo tra due paletti di ferro dipinti di grigio e riprendiamo a salire.
Pochi passi più avanti, percorriamo una curva verso destra con il fondo in cemento, oltre la quale continuiamo con poca pendenza su sterrato.

Lasciamo a destra un camino, una tettoia e un baitello in metallo.
Il successivo tratto lo troviamo ghiacciato.
Dopo pochi passi su cemento, superiamo una curva sterrata verso destra oltre la quale riprendiamo a camminare su cemento (m. 1195).
Un rivolo attraversa la stradina passandole sotto in un tubo (m. 1205).

Torniamo a salire e, all'interno di una curva verso destra, vediamo dei massi (m. 1210).
Quasi in piano, percorriamo un breve tratto con il fondo acciottolato (m. 1215).
Su sterrato superiamo una semicurva verso sinistra attraversata da un ruscelletto.
Dopo una semicurva verso destra continuiamo con poca pendenza.

Ora saliamo in modo abbastanza ripido (m. 1235).
Dopo una semicurva verso destra percorriamo un tratto quasi in piano e uno in leggera salita (m. 1250).
Alla destra troviamo un cartellone di legno con tettuccio che preannuncia l'arrivo al rifugio (m. 1255).
Giriamo a destra e lo raggiungiamo.

Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello m. 440 -15
Data escursione: febbraio 2019

Escursioni partendo dal Rifugio:


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