Bivacco Del Piero

Il Bivacco Del Piero è situato lungo la cresta che unisce il Monte Confinale (m. 3370) a ovest e la Cima della Manzina (m. 3318) a est.
Il panorama verso nord si affaccia sulla Val Zebrù con le sue varie cime; dal Monte Cristallo (m. 3434) a sinistra, fino al Monte Ortles (m. 3905) e al Monte Zebrù (m. 3735) alla destra. Ai piedi di quest'ultimo si distinguono gli inconfondibili tetti di colore tra il giallo e l'arancione del Rifugio V° Alpini-Bertarelli (m. 2877). A sud invece rivediamo l'ultima parte della via di salita lungo la Valle della Manzina, laterale della Valle dei Forni; qui il panorama ci mostra il ghiacciaio dei Forni con le varie cime che lo attorniano tra le quali si impone per la maggior vicinanza il Pizzo Tresèro (m. 3594).

Il bivacco è stato dedicato a Giampaolo Del Piero (1954-72) perito a soli 18 anni, assieme al compagno di cordata Alfonso Gagliardini, sulla cresta est della Cima Kennedy nel gruppo del Disgrazia.
Il bivacco, collocato con la porta d'ingresso sul lato verso il M. Confinale, dispone di nove posti letto con materassi, cuscini e coperte, un tavolo, due panche, quattro sgabelli, un fornello (bombole all'esterno in un contenitore di colore grigio), armadietto con stoviglie, cassetta pronto soccorso e cassetta per le offerte.

Da Bormio con la provinciale 29 raggiungiamo S. Caterina Valfurva. All'inizio del paese prendiamo a sinistra Via Frodolfo.
Giunti in centro continuiamo diritto con Via Forni.
All'uscita dal paese, al termine del lungo parcheggio "La Fonte" sul lato destro della strada, vi è la presenza di un info-point con il distributore automatico dei permessi-ticket in funzione h24 (m. 1740).
Si consiglia di munirsi di monete in quanto la macchinetta non dà resto. È possibile pagare con carte di credito e bancomat in funzione contactless (avvicinando la carta al lettore senza necessità di inserire codice pin e senza aggravio di costi per commissioni).
Per l'anno 2024 l'importo richiesto è il seguente: Euro 10 per un giorno (24 ore dal momento del rilascio del ticket), Euro 15 per due giorni (48 ore), Euro 24 per una settimana (168 ore).
Il ticket, dà diritto a salire in auto fino al parcheggio dei Forni e non oltre.
In caso di esaurimento dei posti auto in zona Forni, la circolazione verrà sospesa in S. Caterina e verrà attivato un servizio di navetta, gratuito per i soli possessori di permesso in corso di validità.
Ritiriamo il ticket, lo esponiamo sul cruscotto e proseguiamo sulla strada asfaltata che sale fino all'ampio parcheggio dei Forni (m. 2150).

Il sentiero inizia dietro al Rifugio Forni (m. 2176).
Saliamo due gradini, giriamo a destra con un tornante e troviamo una palina con dei segnavia che indicano con il sentiero 575: Pradaccio dei Forni a ore 0.50, Lago della Manzina a ore 2.20, Lago Confinale a ore 4.30; con il sentiero 527: Baite Ables a ore 1.50, Baite Confinale di Sopra a ore 3, Baite Cavallaro a ore 3.30.
Dopo un tornante destrorso, proseguiamo su fondo roccioso. Troviamo un tubo nero semi incassato nel terreno.
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra.

Lasciamo a sinistra una vecchia torretta (m. 2190).
Pieghiamo leggermente a sinistra, passiamo accanto ad una vasca in cemento e saliamo tra l'erba verso un paletto con un bollo bianco e rosso.
Alla sinistra troviamo un masso e alcuni pecci.
Poco più avanti entriamo nella pecceta (m. 2215).
Saliamo in modo abbastanza ripido camminando sopra delle radici affioranti dal terreno. Sui tronchi degli alberi vediamo i bolli bianco rossi.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire (m. 2235).
Vediamo un bollo su di un masso.

Il sentiero si divide, solo per aggirare un masso affiorante ed un tronco segato, e subito si ricompone.
Troviamo un altro masso con i bolli (m. 2250).
Proseguiamo tra prati attorniati da pecci (m. 2260).
La pendenza diventa abbastanza ripida (m. 2270).
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire. Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 2300).
Alla destra troviamo dapprima un masso con i bolli e con delle pietre sopra per formare un ometto e poco più avanti un mucchietto di pietre.
Giriamo a destra.

Poco dopo ci immettiamo su di un sentiero più largo (m. 2325). I segnavia indicano a sinistra con il percorso 527: Baite Ables a ore 1.10, Baite Confinale di Sopra a ore 2.20, Baite Cavallaro a ore 3; e con il percorso 527/575: Pradaccio dei Forni a ore 0.30, Lago della Manzina a ore 1.40, Lago Confinale a ore 4; a destra con il percorso 528: Rifugio Pizzini a ore 1.50, Rifugio Casati a ore 3.40, Rifugio V° Alpini a ore 4.30; dietro con il sentiero 527.2: Rifugio Forni a ore 0.15.
Andiamo a sinistra, quasi in piano, lasciando a destra una diga.

Troviamo un cancello di legno da aprire e richiudere dopo il passaggio.
Proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano su di una stradina sterrata tra l'erba e radi pecci.
Troviamo delle mucche al pascolo. Alla sinistra, oltre la valle, il Tresero impone la sua maestosa presenza.
Percorriamo delle semicurve. Un rivolo attraversa la stradina.

Passiamo tra due rocce, probabilmente spaccate appositamente per far passare la sterrata. Sul masso alla sinistra vediamo il vecchio segnavia 27A. Troviamo anche un tombino in cemento.
Subito dopo, ignoriamo una sterrata che con un tornante retrocede alla destra.
Un ruscello scende dalle rocce alla destra e bagna il percorso.
Dopo una curva a sinistra superiamo un rivolo. Troviamo un tombino identico al precedente.
Vediamo il segnavia 27A su di una pietra alla destra.
Superato un altro tombino proseguiamo con delle semicurve. Alla sinistra ci sono dei paletti che reggono una fettuccia.

In basso a sinistra vediamo le vecchie baite di Pradaccio.
Troviamo un altro tombino in cemento e vediamo il segnavia 27A dipinto su di una roccia alla destra.
Subito dopo giriamo a destra.
Guadiamo un ruscello.
Troviamo delle canaline di legno per lo scolo dell'acqua ed un tombino collocato nel prato alla destra, accanto stradina.

Dalla sinistra sale un'altra stradina (m. 2340). Subito giriamo a destra e troviamo una palina con parecchi segnavia che indicano davanti con il percorso 527: Baite Ables a ore 1, Baite Confinale a ore 2, Baite Cavallaro a ore 2.30; con il percorso 527/575: Lago della Manzina a ore 1.30, Monte Confinale a ore 3.20, Lago Confinale a ore 3.40; dietro con il percorso 527/528: Rifugio Forni a ore 0.45, Rifugio Pizzini a ore 2.20, Rifugio Casati a ore 4; a sinistra con il percorso 572: Pradaccio dei Forni a ore 0.05, Campec a ore 0.30. Continuiamo diritto.
Superiamo alcuni rivoli che attraversano la stradina scorrendo nelle canaline di legno.

Arriviamo ad un bivio dove, ignorato il percorso a sinistra in discesa, prendiamo l'altro a destra in leggera salita. Anche qui i segnavia ricordano il Lago della Manzina a ore 1.30.
Percorriamo una curva a destra. Camminiamo tra prati e qualche pietra.
Un rivolo attraversa il percorso (m. 2355).
Lasciamo un ometto alla sinistra e riprendiamo a salire.
Percorriamo pochi passi su fondo roccioso.
In questo punto, alla sinistra, la vista può spaziare sul fondo valle.

In leggera salita raggiungiamo un bivio (m. 2375). I segnavia indicano con il percorso 527 che continua diritto: Baite Ables a ore 0.50, Baite Confinale di Sotto a ore 2, Baite Cavallaro a ore 2.30; a destra con il percorso 575: Lago della Manzina a ore 1.30, Bivacco G.P. Del Piero a ore 2.40, Monte Confinale a ore 3.20; dietro con il percorso 527/528: Rifugio Forni a ore 0.50, Rifugio Pizzini a ore 2.20, Rifugio Casati a ore 4; con il percorso 572: Pradaccio dei Forni a ore 0.10, Campec a ore 0.30. Andiamo a destra in salita tra i prati.
Alla sinistra vediamo un torrente scendere ripidamente formando una cascata.
Troviamo alla sinistra un paletto con un bollo bianco rosso, un po' in dentro rispetto al sentiero (m. 2390).
Passiamo accanto ad un altro paletto.

Arriviamo ad un bivio (m. 2420). I segnavia indicano diritto con il percorso 575: Lago della Manzina a ore 1.20, Bivacco Del Piero a ore 2.30, Monte Confinale a ore 3.20; a sinistra con il percorso 527: Baite Ables a ore 0.50, Baite Confinale a ore 2, Baite Cavallaro a ore 2.30; dietro con il percorso 528: Rifugio Forni a ore 0.50, Rifugio Pizzini a ore 2.20, Rifugio Casati a ore 4; con il percorso 572: Pradaccio dei Forni a ore 0.20, Campec a ore 0.45.
Proseguiamo diritto in leggera salita tra i fischi delle marmotte. Alla sinistra troviamo un masso sormontato da alcune pietre che formano un ometto.
Passiamo poi tra due ometti; accanto a quello alla sinistra c'è un paletto con i bolli.

Quasi in piano guadiamo un torrente verso destra (m. 2435).
Poi lo seguiamo in leggera salita tra erba, pietre e alcuni massi.
Alla destra troviamo un ometto costruito sopra ad un masso piatto (m. 2445).
Lasciamo alla sinistra altri due ometti. Le pietre ora sono più rade.
Dopo pochi passi in leggera discesa proseguiamo in leggera salita (m. 2460).
Uno dopo l'altro attraversiamo due rivoli che incrociano il sentiero. Troviamo altri ometti ed un bollo bianco e rosso.

Guadiamo i due rami di un torrente (m. 2490).
Cominciamo a salire con dei tornanti. Presso ogni tornante, su di una pietra vediamo un bollo bianco e rosso.
Il primo tornante è destrorso (m. 2505); il secondo sinistrorso (m. 2520).
Camminiamo sempre tra erba e pietre tra le quali a volte spuntano dei fiorellini color arancione e della campanelle viola.
Su di un masso vediamo una grande freccia color arancione (m. 2530).

Dopo un tornante destrorso troviamo alcune pietre disposte a gradino.
Continuiamo con tre tornanti sx-dx-sx (m. 2565-95).
Con poca pendenza arriviamo al successivo tornante destrorso (m. 2600).
Torniamo a salire e ne superiamo uno sinistrorso (m. 2615).
Presso il successivo tornante destrorso troviamo un ometto (m. 2625).
Dopo un tratto in leggera salita arriviamo ad un tornante sinistrorso oltre il quale riprendiamo a salire (m. 2640).
Continuiamo con un tornante destrorso.
Con poca pendenza arriviamo ad un tornante sinistrorso dove il sentiero si divide e subito si ricompone (m. 2665).

La pendenza diventa abbastanza ripida. Su di un masso vediamo una freccia color arancione.
Presso un tornante destrorso troviamo una ripida scorciatoia che continua diritto. Preferiamo seguire il tornante con pendenza meno accentuata.
Percorriamo un tornante sinistrorso e poi troviamo la scorciatoia che rientra dalla sinistra (m.2680).

Ora saliamo in modo abbastanza ripido lungo un contrafforte tra due vallette (m. 2730). Alla destra, in fondo ad una conca, vediamo una pozza, quanto resta del Laghetto Prealda. Più a destra ancora c'è il Sasso Prealda, mentre alle nostre spalle cominciano a vedere le cime della testata della Valle dei Forni.
Terminato il contrafforte percorriamo un tratto con minore pendenza.
Poi torniamo a salire in modo abbastanza ripido con alcune serpentine.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 2745) seguito da uno zig-zag sinistra-destra.
Continuiamo con serpentine appena accennate seguendo bolli ed ometti.
Dopo un tratto con poca pendenza continuiamo quasi in piano (m. 2760).
Percorriamo pochi passi dapprima in discesa e poi in salita.
Troviamo un grande ometto alla destra.
In leggera discesa giriamo a destra. Subito dopo, quasi in piano, giriamo a sinistra.
Proseguiamo in leggera salita.
Lasciamo a destra un masso con un ometto (m. 2775).
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Vediamo i bolli su di una roccetta e poco dopo, quasi in piano, anche su di un ometto.

Arriviamo in riva al lago dove troviamo una palina con alcuni segnavia che indicano: Lago della Manzina 2790 m.; a sinistra: Bivacco G. Del Piero a ore 1.10, Monte Confinale a ore 1.50; dietro: Pradaccio di Sopra a ore 1.10, Campec a ore 1.30, Rifugio Forni a ore 1.30.
Iniziamo ad aggirare il lago alla sinistra, quasi in piano, tra erba e pietre.
Attraversiamo il torrente emissario camminando su delle pietre affioranti dall'acqua.
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad uno quasi in piano, seguendo bolli ed ometti, tenendoci alti sul lago (m. 2800).
Arriviamo alla fine del lago.
Ora troviamo anche qualche masso isolato.
Passiamo accanto a due massi sormontati da un ometto, vicini tra loro (m. 2820).
Quasi in piano attraversiamo il letto di un ruscello in secca.
Troviamo un altro ometto.

Iniziamo ad attraversare una pietraia.
Dopo un tratto in discesa, ne percorriamo un altro quasi in piano lasciando a destra un masso con ometto.
Sotto alle pietre sentiamo scorrere l'acqua di un torrente.
Usciamo dalla pietraia e proseguiamo in leggera salita tra erba e pietre.
Percorriamo una semicurva a destra e riprendiamo a salire.
Continuiamo quasi in piano. Troviamo delle margherite (m. 2840).

Attraversiamo un rivolo che sgorga dal terreno. Nei pressi c'è una lastra con i bolli, infissa in verticale per formare un ometto.
Dopo alcuni passi in leggera discesa, proseguiamo quasi in piano lasciando a destra un masso con ometto.
In leggera salita percorriamo uno zig-zag destra-sinistra.
Continuiamo con serpentine appena accennate, sempre seguendo bolli ed ometti.
Dopo un tratto quasi in piano, giriamo a destra e proseguiamo con poca pendenza.
Passiamo tra due massi; sopra quello alla destra c'è un ometto (m. 2865).
Continuiamo dapprima con poca pendenza e poi quasi in piano. Vediamo alcune tane scavate dalle marmotte.

Proseguiamo in salita, a mezza costa, su di uno stretto sentiero circondati da sabbietta.
Raggiungiamo una pietraia, giriamo a destra e saliamo ripidamente (m. 2885).
Alla sinistra, sotto alle pietre, sentiamo scorrere un torrente senza riuscire a vederlo.
Con poca pendenza camminiamo sopra ad una lastra di roccia, passando accanto ad alcuni ometti (m. 2915).
Saliamo con delle serpentine seguendo tracce di sentiero tra pietre e sfasciumi.

Ci troviamo sul fianco destro di una valletta.
Dopo pochi passi in leggera discesa, proseguiamo quasi in piano tra le pietre (m. 2935).
Torniamo a salire seguendo tracce di sentiero. Tra le pietre vediamo delle margherite.
Dopo due passi in discesa, riprendiamo a salire (m. 2945).

Poco dopo troviamo un ometto che ci invita a scendere per circa quattro metri verso sinistra.
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita lasciando a destra alcuni massi.
Sempre seguendo gli ometti, continuiamo con lievi saliscendi.
Ci abbassiamo un poco verso sinistra, dove vediamo un ometto tra le pietre sotto alle quali scorre il torrente (m. 2955).
Risaliamo la sponda opposta su tracce di sentiero e sfasciumi.
Proseguiamo dapprima con poca pendenza e poi in salita su dei lastroni di roccia, in fondo ai quali vediamo un ometto e lo raggiungiamo (m. 2965).
Continuiamo quasi in piano passando tra due massi sopra ai quali ci sono degli ometti.

Da questo punto, guardando in alto verso destra, cominciamo a vedere il bivacco, piccolo punto arancione, lassù sulla ripida cresta, ancora lontano.
Seguiamo la pietraia percorsa dal torrente che forma una piccola pozza. Poi lo guadiamo verso sinistra.
Siamo sul fondo, al centro della valle. Seguiamo delle tracce di sentiero dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.
Guadiamo verso destra un altro corso d'acqua che scorre tra le pietre (m. 2985).
Riprendiamo a salire.
Quasi in piano, seguendo gli ometti, ci spostiamo un poco verso destra (m. 2995).

Risaliamo ripidamente un lastrone roccioso.
Con minore pendenza seguiamo delle tracce tra le pietre.
Lasciamo a destra un masso con un grande bollo rosso (m. 3005).
Senza tracce, tra le pietre, raggiungiamo un grande ometto dal quale torniamo a vedere il bivacco, che sembra ancora lontano (m. 3025).
Proseguiamo quasi in piano, seguendo tracce e ometti.
Raggiungiamo un nevaio e lo aggiriamo alla destra in leggera salita.

Continuiamo a camminare sul fondo valle.
Alla sinistra troviamo un piccolo laghetto (m. 3030).
Al termine di un tratto in piano proseguiamo in leggera salita sempre seguendo tracce di sentiero ed ometti.
Dopo un breve strappo in salita continuiamo con poca pendenza camminando su di un costone sopraelevato rispetto al fondo valle. Alla destra c'è un nevaio (m. 3050).
Riprendiamo a salire. Il bivacco, lassù, sembra in cielo (m. 3060)
Lasciamo a sinistra un altro nevaio. La traccia diventa abbastanza ripida (m. 3085).

Ora saliamo faticosamente con ripide serpentine (m. 3095).
Percorriamo un tornante destrorso (m. 3120) seguito da uno sinistrorso e continuiamo zigzagando.
Attraversiamo un nevaio (m. 3135).
La pendenza è assai ripida. Camminiamo su terra e ghiaietto.
Poi la pendenza aumenta ancora.
Pieghiamo un poco verso sinistra e poi torniamo verso destra.
Infine raggiungiamo la cresta, proprio davanti alla porta del bivacco.

Tempo impiegato: ore 3 / Dislivello: m. 990 / Lunghezza km 6.1
Data escursione: luglio 2015

Escursioni partendo dal Rifugio:


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