Rifugio Shambalà

Il Rifugio Shambalà è situato all'Alpe Giumello sulle pendici meridionali del Monte Muggio (m. 1799).
Si tratta di una nuova costruzione, realizzata nel 2008.
Si può raggiungere con una comoda strada asfaltata oppure a piedi con vari sentieri che partono da alcune località collegate tra loro tramite la SP 66.

Primo itinerario: in auto
Dalla Valsassina
Percorriamo la SP 62 fino a Taceno dove imbocchiamo la SP 67 per Margno e Casargo. A Codesino (frazione di Casargo) prendiamo a sinistra la SP 66 di Vendrogno. Superate Indovero e Narro troviamo sulla destra la strada che sale direttamente al rifugio. Continuando invece con la SP 66 arriviamo a Mornico dove la strada inizia a scendere verso Bellano.

Da Bellano
Lasciamo la SP 36 al km. 75.2 per prendere l'uscita per Bellano.
Con la SP 62 scendiamo al Lago di Como dove ci immettiamo sulla SP 72 che ne costeggia la sponda orientale e la seguiamo verso destra in direzione nord.
Dopo 500 metri prendiamo sulla destra la SP 66. La strada, non molto larga, sale con molti tornanti dapprima verso alcune frazioni e poi tra i boschi. Terminata la salita a Mornico, continua in piano verso il bivio per l'Alpe Giumello e Narro.
 
Secondo itinerario: da Mornico (sentiero n. 6)
Come descritto nel primo itinerario arriviamo a Mornico dove lasciamo la macchina nell'ampio piazzale che precede l'abitato (m. 975).
I segnavia indicano: Monte Tedoldo a ore 0.45, Alpe Giumello a ore 2.15. Un segnale stradale consente il transito solo agli automezzi autorizzati. Su di un muro vediamo il segnavia n. 6 e la scritta: "Ul pais di baderli". C'è anche una bacheca con una dettagliata cartina della zona.

Ci incamminiamo quasi in piano lungo Via S. Sassi, ignorando un viottolo che scende a sinistra verso il lavatoio.
Poco dopo attraversiamo Piazza Arrigoni dove, alla destra, un ruscello forma una piccola cascata.
Proseguiamo diritto con un vicolo all'inizio del quale altri segnavia indicano: Monte Tedoldo a ore 0.45, Alpe Giumello a ore 2.15, Monte Muggio. Notiamo che su ogni casa c'è una lastra di pietra con il nome del proprietario o del negozio, in forma dialettale.

Dopo una diecina di metri giriamo a destra seguendo le indicazioni di un cartello giallo: Tedoldo, Giumello, M. Muggio.
Proseguiamo in leggera salita tra i vicoli e percorriamo tre curve a gomito: sx-dx-sx.
Arrivati alla casa con l'insegna: "Ca dül Zibülì", lasciamo la stradina che prosegue diritto in discesa e andiamo a destra in salita (m. 980).
Alla destra troviamo una fontana con vasca, accanto alla quale c'è una colonnina antincendio. Seguendo una freccia bianca giriamo a sinistra.

Ad un bivio alcuni segnavia indicano a destra: Monte Tedoldo a ore 0.45, Alpe Giumello a ore 2.15. Andiamo pertanto a destra. Usciamo dall'abitato e seguiamo una mulattiera tra prati e radi alberi.
Percorriamo un tratto incassato tra delle pietre alla sinistra e il terreno alla destra (m. 1000).
Dopo una curva a sinistra continuiamo quasi in piano e dopo la successiva curva a destra riprendiamo a salire. Un cartello giallo indica Tedoldo.

Subito dopo, ad un bivio andiamo a destra ignorando un sentiero che prosegue diritto in lieve salita (m. 1010).
Dopo un tratto con maggiore pendenza, giriamo a destra e proseguiamo quasi in piano.

Raggiungiamo una santella, contenente dei quadretti raffiguranti la Madonna. Davanti alla santella c'è una panca di pietra (m. 1035). La lasciamo a sinistra e proseguiamo in leggera salita.
Entriamo in un bosco di castagni e ci immettiamo su di una sterrata che percorriamo solo per qualche metro.
Prendiamo un sentiero che sale a sinistra, all'inizio del quale un cartello giallo indica Tedoldo, lasciando la sterrata che continua in discesa.
Dopo alcuni passi troviamo un altro cartello, più piccolo, con la scritta Lornico.
La mulattiera prosegue incassata nel terreno. Percorriamo una curva a destra e un tornante sinistrorso.

Subito arriviamo ad un bivio (m. 1050). I cartelli indicano a sinistra: Tedoldo; a destra: Lornico. Andiamo a sinistra.
Dopo una curva a sinistra proseguiamo in modo abbastanza ripido. Una freccia indica Tedoldo davanti.
Ignoriamo una stradina che scende a sinistra verso una vecchia cascina (m. 1070).
Continuiamo quasi in piano.
In leggera salita percorriamo una semicurva verso destra. Alla sinistra c'è il bosco e alla destra un grande prato (m. 1080).
Proseguiamo in salita. Alla sinistra tra gli alberi vediamo un cassottello verde. Davanti in lontananza distinguiamo due case e un baitello.

Giriamo a sinistra e, dopo pochi passi, ci immettiamo su di una stradina sterrata (m. 1095). Un cartello segnala Tedoldo e Giumello.
Dopo una breve discesa raggiungiamo un ruscelletto. Lo attraversiamo su di un ponte con le sponde formate da paletti che reggono tre sbarre.
Alla destra troviamo subito un crocefisso ed un piccolo parcheggio privato chiuso con una catenella.
Percorriamo una curva a sinistra mentre un altro ruscelletto attraversa la sterrata passandole sotto dentro ad un tubo.
Ignoriamo un sentiero che sale a destra e proseguiamo con poca pendenza.

Percorrendo un ampio tornante destrorso, troviamo un cartello che segnala a destra Tedoldo e Giumello. Lasciamo pertanto la sterrata e prendiamo il sentiero che sale a destra.
Poco dopo entriamo in un bosco. Alla sinistra ci accompagna un basso muretto di pietre.

Continuiamo con una staccionata alla sinistra ed un prato alla destra (m. 1120). Oltre la staccionata c'è una casa davanti alla quale vediamo un tavolo e delle panche.
Aggiriamo la casa con due semicurve destra-sinistra.
Il sentiero si biforca e teniamo la sinistra. Con pochissima pendenza iniziamo ad attraversare uno splendido bosco di betulle (m. 1140).

Un cartello appeso al tronco di un albero avverte della presenza di un appostamento fisso per la caccia a meno di 50 metri. Già lo vediamo alla destra tra gli alberi (m. 1155).
Proseguiamo in leggera salita. Una pietra fa da gradino (m. 1170).
Subito dopo il sentiero si biforca e teniamo la destra.

Ci immettiamo su di una sterrata che proviene da dietro-destra e, in salita, arriviamo al termine del bosco. Davanti abbiamo i prati che precedono le case di Tedoldo (m. 1195).
Pieghiamo leggermente a destra e, con pochissima pendenza, li attraversiamo.
Raggiungiamo: una fila di alberi di sorbo, un'altalena, due tavoloni con relative panche, una colonnina antincendio e due fontane; la prima con una vasca e due rubinetti uno per lato, l'altra con due sbarrette sulle quali appoggiare il secchio per poterlo comodamente riempire. I segnavia indicano davanti: Alpe Chiaro a ore 1, Alpe Giumello a ore 1.30; dietro: Vendrogno a ore 1, Mornico a ore 0.30.
In salita passiamo tra le case dell'alpeggio, tutte quante ben sistemate e ancora abitate per lo meno d'estate e nei giorni festivi. Vediamo una madonnina in una nicchia scavata in un tronco.
Davanti, sulla parete di una casa notiamo un cartello raffigurante un grande cappello degli alpini.

Giriamo a sinistra e saliamo con una mulattiera a gradini.
Lasciamo a destra la casa con il cappello degli alpini, sulla quale ora vediamo anche un cartello che parla degli "Itinerari della Memoria - Sui sentieri partigiani in Muggiasca" (m. 1225).
Poco dopo raggiungiamo una chiesetta con un portico davanti alla facciata. La chiesetta è circondata da un muretto, sul quale vediamo un bollo giallo e il segnavia 6, e vi si accede aprendo un cancelletto di ferro nero. All'interno ci sono un altare e un quadro raffigurante una Madonna con Bambino. Dagli archi sotto al portico possiamo vedere il Lago di Como con la penisola di Balbianello.

Continuiamo verso destra e saliamo in modo abbastanza ripido.
Con una curva a sinistra raggiungiamo un prato ed un gruppo di betulle (m. 1240).
Giriamo a destra quasi in piano e poi a sinistra tra le betulle (praticamente abbiamo aggirato alla destra il prato).
Continuiamo in leggera salita.

Ci troviamo su un piccolo dosso tra due prati che degradano leggermente ai lati. Dietro, in lontananza, vediamo una pozza recintata.
Pieghiamo a destra e percorriamo un tratto quasi in piano (m. 1260).
Proseguiamo con poca pendenza tra gli arbusti. Alla sinistra vediamo il lago e davanti il Monte Muggio.

Raggiungiamo la fontana Azimut sulla quale c'è una porcellana rotonda raffigurante una Madonnina con Bambino. L'acqua, che possiamo anche bere con una tazza di metallo legata ad una catenella, cade in una vaschetta di cemento attorniata da pietre. Alla destra, accanto ad una panca di legno sale un sentiero poco evidente (m. 1280).
Questo sentiero diventa ben presto ripido e conduce in cima alla collina del Matoch (m. 1379). Prosegue quasi in piano attraversando la larga cresta e poi, con una breve discesa, rientra nel percorso principale nei pressi di una madonnina.
Seguiamo invece il sentiero principale che continua diritto e rientra nel bosco iniziando ad aggirare la collina alla sinistra, in leggera salita tra larici, pini e betulle. Questo tratto d'inverno è sempre in ombra.

Dopo pochi passi quasi in piano torniamo a camminare in leggera salita (m. 1305). Ora il bosco è formato solo da larici.
Proseguiamo in salita (m. 1320). Poi la pendenza diventa abbastanza ripida.
Terminati gli alberi alla sinistra, torniamo a vedere il lago (m. 1345).
Poco dopo usciamo definitivamente dal bosco. La pendenza diminuisce (m. 1355).
In leggera salita percorriamo due curve destra-sinistra. Troviamo una fontana e una panchina. Dalla destra scende il sentiero che proviene dalla cima del Matoch.

Raggiungiamo una madonnina collocata su di un piedestallo, sotto ad un arco, davanti ad una roccia (m. 1370).
Proseguiamo in salita tra erba, arbusti e giovani betulle. Vale la pena sostare un attimo e lasciar spaziare lo sguardo sullo splendido panorama che, alla sinistra, abbraccia una parte del Lago di Como e i monti circostanti.

Percorriamo un tornante destrorso volgendo le spalle al lago (m. 1400)
Saliamo in modo abbastanza ripido, passiamo accanto ad un masso e superiamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 1410).
Troviamo alcune roccette affioranti dal terreno.
Dopo un tratto con poca pendenza tra prati e cespugli, torniamo a salire e ben presto in modo abbastanza ripido (m. 1420). Alla destra vediamo il Matoch dall'alto.
Percorriamo un tratto quasi in piano. Dopo pochi passi in discesa continuiamo in leggera salita (m. 1435).

Giriamo a destra. Il sentiero si divide, teniamo la destra e superiamo un tratto incassato tra delle roccette (m. 1450).
Percorriamo subito un tornante sinistrorso e cominciamo a vedere davanti, più in alto, l'Alpe Chiaro. Ignoriamo un sentiero che sale a sinistra e continuiamo diritto quasi in piano.
Torniamo a salire tra prati e cespugli di ginestra e di erica. Davanti vediamo la croce culla cima del M. Muggio.
Proseguiamo in leggera salita tra giovani betulle (m. 1475).
Alla sinistra c'è un tombino.
Continuiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita. Troviamo un secondo tombino (m. 1485).

Percorriamo una semicurva verso destra molto ampia (m. 1495).
Troviamo un altro tombino (m. 1505).
Quasi in piano passiamo a valle di una casa. La vediamo più in alto alla sinistra dove scorre una sterrata che da questo punto non è visibile. Troviamo una vasca da bagno riciclata come abbeveratoio.
Proseguiamo diritto seguendo delle tracce di sentiero ma potremmo anche salire tra l'erba e raggiungere subito la sterrata. In ogni caso, andremo comunque a sbucare su questa stradina tra le case dell'Alpe Chiaro.

Seguiamo la sterrata verso destra, quasi in piano.
Troviamo anche una panchina con inciso il nome Vittorio, una fontana con vasca e altre case (m. 1525).
In leggera discesa raggiungiamo il cartello, affisso al tronco di un albero e rivolto verso coloro che provengono dalla direzione opposta, sul quale leggiamo: "Alpe Chiaro 1533".

Oltre l'alpeggio attraversiamo un ruscello che bagna la sterrata e proseguiamo in leggera salita.
Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 1545).
Continuiamo quasi in piano. Alla sinistra troviamo il monumento agli alpini in una zona recintata e, subito dopo, la mulattiera che sale verso la chiesa dell'Alpe Giumello.
Attraversiamo un gruppo di pini. Alla destra c'è una staccionata.
Percorriamo una semicurva verso destra. In discesa superiamo un rivolo che passa sotto alla sterrata in un tubo.
Continuiamo in leggera salita.

Troviamo un'altalena ed una panchina alla destra, altre tre panchine alla sinistra. Siamo arrivati all'Alpe Giumello.
Proseguiamo in leggera discesa tra le case. La strada ora ha il fondo acciottolato.
Dalla destra arriva la mulattiera descritta nel terzo itinerario. Subito dopo c'è la Capanna Vittoria (m. 1538).

Dopo un tratto quasi in piano, in salita percorriamo una curva a destra.
Superiamo una stanga verde. Alla destra c'è una cabina dell'Enel. Ora la strada è asfaltata.
In leggera salita raggiungiamo il vasto parcheggio al termine della carrozzabile asfaltata che sale da Narro (m. 1550).
Seguendo la strada teniamo la destra. Passiamo accanto al Ristoro Genio e proseguiamo in leggera discesa.
Lasciate a destra due stradine asfaltate private, vediamo poco più in basso il Rifugio Shambalà e lo raggiungiamo con una gradinata o con la successiva deviazione (m. 1535).

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 575 - 15
Data escursione: dicembre 2016
 
Terzo itinerario: da Narro (sentiero n. 9)
Questa vecchia mulattiera, che sale in modo diretto da Narro all'Alpe Giumello, è poco frequentata da quando nel 1973 è stata realizzata la strada asfaltata che, seppur con più ampi tornanti, ne ricalca il percorso. Durante il cammino infatti, non abbiamo incontrato nessuno.

Venendo da Indovero, superata la chiesa di S. Martino (in alto a destra) e raggiunto il cartello che indica l'inizio di Narro, prendiamo una strada asfaltata che sale a destra.
Venendo da Mornico invece, attraversiamo Narro e poi prendiamo la strada che sale a sinistra alla fine del paese.
Questa strada termina poco più avanti di fronte al cimitero (m. 965).

Lasciata la macchina ci incamminiamo su una bella mulattiera che sale a sinistra.
Dopo aver percorso un tratto tra gli alberi, superiamo una cappella dedicata alla Natività e, poco dopo, raggiungiamo la chiesa di S. Brigida (m. 1000).
Continuiamo su strada asfaltata (Via Centrale) addentrandoci tra le case, fino a ritrovare sulla destra (via Giumello) la mulattiera che sale con alcuni gradini.
Raggiunta una strada con il fondo in cemento, giriamo dapprima a destra e poi a sinistra.
Infine, seguendo una freccia bianca, usciamo dal borgo.
Continuiamo quasi in piano con una mulattiera che ben presto si addentra in un bosco tra castagni e qualche pino.
Ignoriamo un sentierino che si innesta da destra e continuiamo in salita fino a raggiungere la strada asfaltata che sale all'Alpe Giumello.
La seguiamo verso destra per un centinaio di metri e, raggiunto il primo tornante (m. 1078), vediamo sulla destra il cartello che indica la mulattiera (9 - Alpe Giumello e Monte Basso).

Il percorso è ampio e sale con poca pendenza fino a una costruzione dell'acquedotto. Poi la pendenza aumenta e percorrendo alcuni tornanti passiamo accanto ad un rudere.
Ad un bivio andiamo a destra e poi saliamo ripidamente con altri tornanti.
Superiamo due vecchi baitelli, non molto distanti l'uno dall'altro (m. 1210) e più avanti incontriamo la strada. Il sentiero però ne sfiora solo un tornante e continua ripidamente nel bosco.
Superata una vecchia stalla, in leggera salita raggiungiamo la strada (m. 1290) tra una cappella (a sinistra) e il ristoro Monte Basso (a destra).

Con una stradina lastricata, saliamo a destra e aggiriamo il ristorante, poi continuiamo quasi in piano passando tra un gruppo di baite.
Ignoriamo un sentiero a sinistra e superiamo una fontana. Al termine delle abitazioni, il sentiero diviene più ripido.
Seguendo una staccionata di legno raggiungiamo la strada (m. 1345).

Seguiamo l'asfalto verso destra per un centinaio di metri e, presso un tornante, ritroviamo la mulattiera (cartello: sentiero 9, Alpe Giumello; Monte Basso).
Alternando brevi tratti in salita ad altri quasi in piano ci addentriamo in un bosco di betulle.
Per due volte attraversiamo il letto di un piccolo torrente in secca, poi riprendiamo a salire con alcuni tornanti.
Superato un tratto più ripido, ritroviamo la strada (m. 1430) e questa volta dobbiamo solo attraversarla.

Il percorso continua sull'altro lato accanto ad un cartello con la scritta Rif. Capanna Vittoria.
Superato un tornante, tra pini e betulle, vediamo in alto, proprio di fronte a noi, la rossa costruzione di questo rifugio.
Percorriamo un tratto rettilineo e poi continuiamo con alcuni piccoli tornanti.
Infine, risalendo alcuni gradini, arriviamo sul retro della Capanna Vittoria accanto ad un cartello che indica, in discesa, la vecchia mulattiera n. 9 che abbiamo percorso.
Continuiamo verso destra con la stradina acciottolata e poi asfaltata che, come descritto al termine del secondo itinerario, raggiunge dapprima il grande parcheggio e poi il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.25 - Dislivello: m. 585 -15
Data escursione: gennaio 2007
 
Quarto itinerario: da Oro (Frazione di Bellano)
Questo itinerario passa per Noceno e Camaggiore entrambi raggiungibili da una strada. E' pertanto possibile scegliere se effettuare l'intero percorso a piedi o iniziare a camminare più in alto riducendo tempi e dislivelli.

Parte Prima: da Oro (Frazione di Bellano) a Noceno (Frazione di Vendrogno)
Lasciamo la SP 36 al km. 75.2 per prendere l'uscita per Bellano.
Con la SP 62 scendiamo al Lago di Como dove ci immettiamo sulla SP 72 che ne costeggia la sponda orientale e la seguiamo verso destra in direzione nord.
Dopo 500 metri prendiamo sulla destra la SP 66.
Percorriamo questa provinciale per 800 metri e, presso un tornante destrorso, la lasciamo per continuare diritto con Via Strada Nuova per Oro.
Dopo un altro chilometro troviamo sulla destra l'inizio della mulattiera. Potremmo lasciare la macchina qui, a lato della carreggiata, ma ci pare opportuno proseguire per altri 170 metri fino al termine della strada dove c'è un parcheggio con 12 posti auto (m. 305).

Quasi in piano, torniamo indietro a piedi fino all'inizio della mulattiera (m. 305). Qui troviamo una fontana e una panchina sopra alla quale un cartello e una freccia segnalano Pendaglio. Anche dall'altro lato della carreggiata ci sono un cartello e una freccia che indicano la medesima località.

Iniziamo a salire con la bella mulattiera che ha bassi gradini e pietre ben sistemate.
Subito percorriamo una curva verso sinistra.
Proseguiamo con una staccionata di legno alla sinistra e un muro di pietre alla destra. Alla sinistra vediamo il Lago di Como.
Superiamo una semicurva verso destra.

Con uno zig-zag sinistra-destra, quasi in piano, attraversiamo un piccolo ponte sotto al quale scorre un ruscello (m. 315).
Riprendiamo a salire. Ora la staccionata è alla destra.

Giunti davanti a un baitello, la mulattiera si divide e proseguiamo verso sinistra. Passiamo sotto a due cavi. La staccionata ora è alla sinistra (m. 330).
Troviamo tre tombini/pozzetti vicini tra loro.
Con uno zig-zag sinistra-destra, in piano su di un ponticello simile al precedente, attraversiamo nuovamente il ruscello (m. 345).
Proseguiamo in salita nel bosco.
Percorriamo una curva verso sinistra seguita da un tornante destrorso.
Superiamo una curva verso sinistra (m. 360).
Continuiamo con due semicurve destra-sinistra e ignoriamo un sentiero che sale a destra (m. 370).
Alla destra ci accompagna un muro mentre alla sinistra ci sono delle protezioni dapprima in ferro, poi in muratura e poi in legno (m. 375).
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra abbiamo alberi e arbusti.
Transitiamo sotto tre cavi dell'alta tensione.

Troviamo una casa a tre piani alla destra e subito dopo un baitello in muratura alla sinistra.
Percorriamo una curva verso destra (m. 380).
Alla sinistra c'è un corto muretto coperto dal muschio.
Ignoriamo il sentiero che, scavalcando un ruscello, si stacca all'esterno di un tornante destrorso. Riprendiamo a salire (m. 390).
Lasciamo a destra un piccolo manufatto in cemento coperto da alcune tegole.
Subito dopo percorriamo un tornante sinistrorso (m. 395).
Ora alla destra c'è un muro di pietre a secco.
La pendenza aumenta.
Alla sinistra troviamo delle protezioni in legno seguite da altre in ferro intervallate da tratti di muretto (m. 405).

Presso una curva verso sinistra un ruscello passa sotto alla mulattiera. Troviamo il segnavia del Sentiero del Viandante (m. 415).
Lasciamo a sinistra una casa beige e continuiamo con poca pendenza camminando tra una staccionata in legno alla sinistra e un muro di pietre a secco alla destra. Troviamo un tombino e camminiamo sotto a sei cavi dell'alta tensione che scorrono in parallelo sopra di noi.
Superiamo una griglia per lo scolo dell'acqua.
Alla sinistra c'è una vecchia stalla (m. 430).
Subito dopo troviamo un cancelletto di ferro alla destra. L'assenza di alberi alla sinistra consente una bella veduta panoramica sul Lago di Como e sul M. Bregagno.
Riprendiamo a salire e superiamo una semicurva verso destra. Davanti, in alto, cominciamo a vedere la chiesa e alcune case di Pendaglio.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua (m. 440).
Per un tratto alla sinistra ci accompagna una rete metallica di colore verde.
Continuiamo in modo abbastanza ripido camminando tra due muretti.

Raggiungiamo le prime case di Pendaglio e la chiesa di San Domenico (m. 450). Su di un cartello giallo leggiamo: "La piccola chiesa venne edificata per volontà degli abitanti della frazione tra il 1680 e il 1681. Consiste in un'aula rettangolare con un solo altare e campaniletto. La pala raffigura La Madonna del Rosario con S. Domenico (sec. 17°)". Appare subito evidente che il borgo è abbandonato e molte case sono ormai in cattive condizioni. I segnavia indicano a sinistra il Sentiero del Viandante, Verginate a ore 0.10, Ronchi a ore 0.15, Dervio a ore 0.30; diritto (dopo aver superato uno zig-zag destra-sinistra): Soglio a ore 0.10, Noceno a ore 0.40, Gora a ore 0.30. Continuiamo diritto.
Poco dopo la mulattiera si divide davanti a un lavatoio alla cui sinistra c'è una fontana. Due viottoli proseguono tra le case. Seguiamo quello alla destra in leggera salita tra vecchie case e muretti (m. 455).
Percorriamo una curva verso sinistra e continuiamo con una mulattiera a gradini inizialmente inerbita.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua e le ultime case. Percorriamo una curva verso destra.

Dopo un tratto quasi in piano proseguiamo con pochissima pendenza. Alla sinistra ci accompagna un muro a secco (m. 470).
Continuiamo in salita lasciando a destra un rudere (m. 475).
Superiamo una curva verso sinistra.

Poco dopo, presso una curva verso destra, attraversando un ponticello superiamo il torrente che scende ripido da sinistra (m. 480).
Alcuni metri più avanti ignoriamo un sentiero che sale a sinistra e continuiamo diritto con pochissima pendenza. Alla sinistra c'è un muro di pietre a secco. Alla destra, per un breve tratto, c'è una protezione con paletti di legno e cavo metallico.
Alla sinistra vediamo una casa tra gli alberi.
In lievissima discesa superiamo una semicurva verso sinistra aggirando un'altra casa tra gli alberi (m. 490).
Proseguiamo in salita. Un ruscelletto passa sotto al sentiero. Alla destra c'è una corta protezione in ferro.
Continuiamo quasi in piano.

Alla sinistra troviamo una santella contenente un affresco raffigurante San Bartolomeo (m. 495).
Riprendiamo a salire lasciando a destra una vecchia cascina composta da tre edifici e tuttora abitata.
Con poca pendenza, tra i prati, percorriamo un'ampia curva verso sinistra.

Troviamo un'altra vecchia cascina alla sinistra e un sentiero che scende a destra (m. 505). I segnavia indicano, diritto: Noceno a ore 0.30; dietro: Pendaglio a ore 0.10, Verginate a ore 0.20, Oro a ore 0.20; a destra: Gora a ore 0.15, Lezzeno a ore 0.25, Pradello a ore 0.30. Continuiamo diritto.
Dopo pochi passi, presso una semicurva verso destra, scavalchiamo un rivolo.
Proseguiamo con una mulattiera in modo abbastanza ripido.

Raggiungiamo un altro gruppo di case e giriamo a sinistra ignorando un sentiero che scende a destra (m. 515).
Passiamo tra una casa restaurata alla destra e un baitello alla sinistra.

Entriamo in un bosco composto da alberi di castagni e di noci (m. 530).
Superiamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro.
Proseguiamo con delle serpentine appena accennate lasciando a destra due vecchie stalle.
Continuiamo con un muro di pietre a secco alla destra e, dopo pochi passi, anche con un muretto alla sinistra (m. 550).

Presso un tornante sinistrorso troviamo una piccola croce di ferro in memoria di una persona deceduta (m. 560).
Dopo un breve tratto in salita proseguiamo con poca pendenza. Alla destra c'è un muro di pietre a secco.
All'esterno di un tornante destrorso scorre un ruscelletto (m. 570).
Poco dopo percorriamo un tornante sinistrorso (m. 575).

Saliamo in modo abbastanza ripido.
Presso un tornante destrorso, dalla sinistra scende un ruscelletto (m. 585).
Poco dopo, con un tornante sinistrorso, aggiriamo una vecchia casa.
Alla destra c'è una rete di recinzione. Superiamo una semicurva verso destra.
Continuiamo con poca pendenza e con un muro di pietre a secco alla destra (m. 610).

Proseguiamo in modo abbastanza ripido tra i muretti di sostegno a vecchi terrazzamenti un tempo coltivati.
Con poca pendenza superiamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro (m. 625).
Riprendiamo a salire. Alla destra ci sono della gabbie colme di pietre.
Percorriamo un tornante destrorso e uno sinistrorso (m. 630).
Superiamo un altro tornante destrorso (m. 640).

Presso un tornante sinistrorso lasciamo a destra due vecchie stalle (m. 645).
Percorriamo una semicurva verso sinistra molto ampia.

Dopo aver superato un tornante destrorso, alla sinistra troviamo una santella contenente le statue della Madonna di Lourdes e di Bernadette (m. 665).
Continuiamo con un corto muretto a secco alla sinistra seguito da un tronco tagliato per ricavarne due sedili sui quali è stato inciso: "2014 F. G." (m. 675).
Lasciamo a sinistra una cascina in rovina e subito percorriamo un tornante sinistrorso (m. 685).
Continuiamo con un ampia curva verso destra aggirando un rudere (m. 690).
Un ruscelletto attraversa la mulattiera passandole sotto.
Pieghiamo a sinistra.
Dopo una curva a destra, percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio aggirando un altro rudere (m. 710).

Superiamo un tornante destrorso (m. 715) e due tornanti vicini sinistra-destra (m. 725).
Proseguiamo con altri tornanti: sinistra (m. 735), destra (m. 740), sinistra (m. 745), destra (m. 750), sinistra (m. 755).
Dopo un breve tratto con poca pendenza riprendiamo a salire e percorriamo un tornante destrorso e uno sinistrorso (m. 760).
Continuiamo in modo abbastanza ripido con tre tornanti: sx-dx-sx vicini tra loro (m. 770).
Poco dopo superiamo un tornante destrorso (m. 780).

La pendenza diminuisce un poco e, in alto verso sinistra, cominciamo a vedere alcune case di Noceno e il bianco campanile della chiesa.
Superiamo un tornante sinistrorso e uno destrorso (m. 790).
Gli alberi diventano radi e poco dopo il bosco termina.
La mulattiera diventa un sentiero. Un ruscelletto lo attraversa passandogli sotto (m. 795).
Dopo alcuni passi, con un tornante sinistrorso ci portiamo in direzione della case.
Continuiamo con alcuni zig-zag.

Ad un bivio prima delle case, possiamo proseguire verso sinistra con il sentiero o diritto con dei gradini di cemento. Un cartello indica Bellano nella direzione dalla quale proveniamo (m. 820). Continuiamo diritto tra le case.
Per alcuni metri, alla sinistra c'è un corrimano fissato alla parete di una casa.

Giriamo a sinistra e troviamo una panca di marmo accanto ad una casa con la targa: "Locus Amoenus" (m. 825). Continuiamo verso sinistra in leggera salita tra le case ignorando il viottolo alla destra e quello che sale diritto.
Davanti vediamo il campanile della chiesa di S. Gregorio Magno.
Di fronte ad un rudere proseguiamo con uno zig-zag destra-sinistra aggirandolo.
Ora davanti vediamo anche la chiesa ma subito dobbiamo effettuare un tornante destrorso immettendoci sulla viuzza principale (m. 830).

In salita raggiungiamo una fontana con vasca che troviamo alla sinistra e prendiamo il viottolo che prosegue diritto, lasciando a destra (dove ci sono la cassetta per imbucare la posta e una bacheca piena di avvisi) la viuzza principale (m. 840).

Nota 1:
In questa prima parte abbiamo impiegato ore 1.30 per superare un dislivello di m. 535.
Con la viuzza principale verso destra si attraversa tutto il borgo e si raggiunge il piazzale sterrato con il parcheggio per coloro che sono arrivati a Noceno in auto.
Noceno infatti è raggiungibile anche con una stretta strada asfaltata lunga due chilometri e mezzo che si stacca dalla SP 66 (alla sinistra 400 metri prima del parcheggio sotto San Grato per chi sale da Bellano oppure alla destra 400 metri dopo per chi scende dalla Valsassina).

 
Parte Seconda: da Noceno a Camaggiore
Alla fontana (m. 840) prendiamo il viottolo che sale diritto e poco dopo piega verso sinistra.
Davanti a un cortiletto continuiamo con un tornante destrorso (m. 845).
Dopo le case proseguiamo con il fondo in cemento. Alla sinistra c'è un muretto a secco e alla destra una rete di recinzione.
Dopo una curva verso sinistra troviamo una fontana con vasca (m. 855).
Continuiamo su sterrato. Alla sinistra c'è un muretto sormontato da una rete verde.
Troviamo subito una biforcazione e andiamo a destra.
Poco dopo ignoriamo il viottolo alla sinistra che conduce a un ovile e prendiamo quello a destra che passa davanti a una casa davanti alla quale ci sono un tavolone di legno e le relative panche (m. 870).
Percorriamo un tratto quasi in piano (alla sinistra c'è una madonnina nell'incavo di un tronco), uno in leggera discesa e uno in leggera salita. Abbiamo raggiunto la parte alta del paese. Sul muro alla sinistra vediamo un bollo bianco (m. 870).

Al termine del muro giriamo a sinistra e riprendiamo la mulattiera che sale nel castagneto, inizialmente incassata tra pietre e terreno (m. 875).
Poco dopo percorriamo una curva verso destra.
Mentre giriamo a sinistra un sentiero che si immette dalla destra (m. 885).
Dopo pochi passi superiamo una curva verso destra aggirando un castagno.
Percorriamo un'ampia curva verso sinistra (m. 895).
Continuiamo con una serpentina destra-sinistra (m. 900).
Superiamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro (m. 910).
Vediamo un bollo bianco su di una pietra e percorriamo un tornante destrorso seguito da una sinistrorso (m. 920). Saliamo in modo abbastanza ripido.

Alla destra troviamo una piccola croce di ferro in memoria di un quindicenne tragicamente perito (m. 925).
Subito dopo un tornante destrorso, alla sinistra troviamo una santella all'interno della quale è rimasto il solo affresco sulla parete di sinistra (m. 935).
La pendenza diminuisce un poco.
Percorriamo un tornante sinistrorso (m. 945).
Il successivo tornante destrorso è tagliabile con un ripido sentierino (m. 965).
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 970).
Alla destra troviamo un gruppo di betulle mentre dall'altro lato ci sono sempre i castagni (m. 975).
Percorriamo un tornante destrorso e proseguiamo con poca pendenza (m. 990).

Lasciamo a sinistra una vecchia casa abbandonata e continuiamo tra i castagni (m. 995).
In basso a destra, in lontananza, riusciamo a scorgere tra gli alberi la strada asfaltata per Noceno e una parte del Lario.
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1010).
Poco dopo, troviamo due pezzi di un vecchio tronco collocati raso terra alla destra del sentiero. Riprendiamo a salire.
Lasciamo a destra la parte bassa (circa m. 1.70) di un grosso vecchio tronco, cavo e coperto dal muschio (m. 1025).
Con poca pendenza percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 1030).

Presso una curva verso destra attraversiamo un torrente che troviamo asciutto. Poco sopra, alla sinistra, c'è una centralina probabilmente allo scopo di rivelare smottamenti o slavine. Infatti guardando in basso a destra, vediamo che il solco scavato dal torrente scende dritto dritto sulla verticale di Bellano.
Proseguiamo in salita.
Superiamo una curva verso sinistra.

Alla sinistra troviamo una santella recentemente ridipinta di bianco. All'interno ci sono una piccola croce e una statuetta della Madonna (m. 1050).
Dopo pochi passi, in un prato all'esterno di un tornante sinistrorso, vediamo il pannello solare che alimenta la centralina trovata poco prima alla quale è collegato con un cavo che scorre sotto terra.
La mulattiera ora sale incassata tra due muretti di pietre a secco.

Raggiungiamo Monte Basso di Camaggiore. Le vecchie case, stalle e fienili da tempo abbandonati sono in cattivo stato e si stanno lentamente trasformando in ruderi. Piegando leggermente a sinistra li attraversiamo (m. 1060).
Dopo alcuni passi abbastanza ripidi proseguiamo con poca pendenza e usciamo dall'alpeggio (m. 1075).
All'esterno di una curva verso sinistra troviamo l'ultima vecchia casa e subito dopo l'ultimo rudere (m. 1080).

Presso un tornante destrorso alla sinistra si stacca un muretto (m. 1090).
Proseguiamo in salita.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1095).
Continuiamo con due tornanti ravvicinati destra-sinistra, il secondo dei quali aggirando una grossa pietra (m. 1100).
In modo abbastanza ripido percorriamo due tornanti destra-sinistra vicini tra loro (m. 1105).
Dopo pochi passi lasciamo a destra un rudere.
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1120).

Il percorso è ormai diventato una via di mezzo tra la mulattiera e il sentiero. La pendenza diminuisce un poco.
Percorriamo altri tornanti: destra (m. 1130), sinistra (m. 1135), destra (m. 1140), sinistra (m. 1145).
Continuiamo in modo abbastanza ripido. Un sentiero sale dalla sinistra. In alto a destra cominciamo a vedere alcune case di Camaggiore.
Poco dopo, davanti vediamo altre case (m. 1155).
Alla sinistra ci sono un cancelletto e una rete verde.
Su di una casa alla destra notiamo il cartello: "La baita de Giallo". Il bosco termina e alla sinistra vediamo un bel panorama sul Lario (m. 1170).

Davanti a una casa giriamo a destra. Un cartello su di un albero indica Noceno nella direzione dalla quale proveniamo. Alla destra ci sono un crocefisso e un esemplare del barometro a corda già visto in altri luoghi.
Proseguiamo in salita tra erba rasa.
Poco dopo pieghiamo a sinistra e continuiamo tra due file di ginestre.
Lasciamo a sinistra un pannello solare all'interno di una recinzione (m. 1185).
Giriamo a destra e passiamo sotto tre cavi.
Poco dopo ci immettiamo su di una sterrata che seguiamo verso sinistra (m. 1200). Alcuni cartelli indicano, diritto: Prà Bolscino, Giumello; a sinistra: S. Ulderico; dietro: Noceno.

Nota 2:
In questa seconda parte abbiamo impiegato ore 1 per superare un dislivello di m. 360.
La sterrata verso destra conduce al vicino Rifugio Ragno e continuando si attraversa tutto l'alpeggio oppure risalendo un sentiero ci si immette sull'altra sterrata che lo aggira a monte.
Camaggiore è raggiungibile anche in auto con una strada che si stacca dalla SP 66 (alla sinistra 400 metri dopo il parcheggio sotto al Rifugio S. Grato per chi sale da Bellano oppure alla destra 400 metri prima per chi scende dalla Valsassina). Questa strada inizialmente è asfaltata; poi diventa sterrata e da questo punto occorre avere il permesso di transito (pass Euro 2 acquistabile presso gli esercizi commerciali della zona) oppure proseguire a piedi per km. 1.7

 
Parte Terza: da Camaggiore a Giumello
Seguiamo la sterrata verso sinistra, quasi in piano (m. 1200). Ai lati ci sono varie panche e dei prati nei quali vediamo altalene e altri giochi.
Dopo un tratto in leggera salita raggiungiamo la chiesa di S. Gerolamo che troviamo alla destra mentre alla sinistra, quindici gradini più in basso, c'è una grande croce in bella posizione panoramica sul sottostante Lago di Como e sui monti oltre la sua sponda occidentale tra i quali appare anche una parte del Lago di Lugano. Accanto alla chiesa ci sono un cartello che parla dei sentieri partigiani nella Muggiasca e cinque panche (m. 1205).
Dopo la chiesa continuiamo quasi in piano.
Poco sopra alla destra vediamo un tavolo di legno e una panca.

Con un tratto in salita e con una staccionata alla sinistra andiamo ad immetterci sull'altra sterrata che ha aggirato a monte l'alpeggio (m. 1210). Qui troviamo una palina con segnavia che indicano, diritto: S. Ulderico a ore 1, Alpe Giumello a ore 2; dietro: Busè a ore 0.50, Vendrogno a ore 1.30, Noceno; a destra: Prà Bolscino a ore 0.45, Alpe Chiaro a ore 1.15, Alpe Giumello a ore 1.30 [in realtà alla destra non si stacca alcun sentiero e questi segnavia andrebbero posizionati più avanti dopo una curva a destra]. Continuiamo diritto quasi in piano.
Alla destra, notiamo una solitaria betulla cresciuta orizzontalmente a causa del vento del lago che solitamente in questa zona soffia forte. Alla destra troviamo anche un masso con una freccia e una scritta che indicano S. Ulderico.

Poco dopo arriviamo al "Cantun della Breva" dove la strada gira a destra.
Alla sinistra cominciamo a vedere il Legnoncino e il Legnone.
Troviamo subito alcuni bolli bianchi che segnalano tracce di sentiero che salgono a destra tra l'erba verso il Monte Croce di Muggio. Lasciamo pertanto la sterrata (poco più avanti c'è la casera dove d'estate si può comprare il formaggio) e seguiamo queste tracce. In particolare dobbiamo farci guidare delle frecce color arancione, a volte accostate alla lettera "G" che indica Giumello, puntando in direzione del monte ben evidente davanti a noi.

Percorriamo un tratto abbastanza ripido e troviamo una freccia bianca su di una pietra.
Continuiamo con un tratto in leggera salita e troviamo un bollo bianco su di un'altra pietra (m. 1225).
Poco dopo vediamo una freccia arancione su di un'altra pietra.
Continuiamo in salita e troviamo una freccia arancione.
Con poca pendenza, poco dopo, raggiungiamo un masso lungo e basso sul quale vediamo la freccia arancione e la "G" (m. 1240).
Per un tratto la traccia è più evidente e la seguiamo fino a un casello dell'acquedotto sul quale sono state dipinte la freccia arancione e la "G". Continuiamo diritto (m. 1265).
Proseguiamo in salita e troviamo un masso con i bolli.
Passiamo accanto a delle pietre ammucchiate su alcune delle quali ci sono dei segni bianchi e rossi (m. 1285).

Da questo punto la pendenza diventa ripida.
Troviamo subito una freccia arancione su di una pietra.
Continuiamo sempre diritto. La pendenza aumenta ancora (m. 1300). Alla sinistra vediamo il Legnone e il Legnoncino; dietro ora vediamo anche la parte alta del Lario.
Raggiungiamo un masso e alcune roccette affioranti dal terreno. Proseguiamo diritto (m. 1355).
Troviamo una freccia bianca su di una pietra e lasciamo a destra un cartello che segnala il divieto di caccia (m. 1370).
La pendenza diminuisce un poco.

La traccia si sdoppia: da una parte prosegue verso degli alberi alla sinistra dove gira a destra, l'altra prosegue diritto (m. 1380). Scegliamo di continuare diritto.
Presso una curva verso sinistra troviamo un bollo e una freccia arancione (m. 1400).
Poco dopo percorriamo un tornante destrorso. Ora la traccia è più evidente (m. 1405).

Lasciamo a destra altri due cartelli che indicano il divieto di caccia. In basso a destra vediamo: una baita con una lunga pensana, Bellano, il Lario e anche un'ampia porzione del Lago di Lugano. Giriamo a sinistra e riprendiamo a salire ripidamente (m. 1410).
Vediamo un bollo bianco su di una pietra (m. 1420).
Su di un'altra pietra vediamo una freccia bianca e una arancione (m. 1425). La pendenza diventa molto ripida.
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 1435).
Poco dopo troviamo una freccia e un bollo arancione.

Ora la traccia, più evidente, sale incassata nel terreno circostante e i segnavia appaiono a scadenza quasi regolare.
Dopo alcuni zig-zag continuiamo in modo rettilineo (m. 1455).
Superiamo una curva verso destra. La pendenza diminuisce un poco ma dopo la successiva curva verso sinistra torniamo a salire ripidamente.

Arriviamo al termine della salita e troviamo un cartello che segnala il divieto di caccia (m. 1470).
Continuiamo diritto come indicato da una freccia arancione, dapprima con poca pendenza e poi in salita, in direzione della vetta del M. Croce di Muggio. Alla sinistra vediamo sempre il Legnoncino e il Legnone.
Dopo un breve tratto quasi in piano continuiamo in leggera salita (m. 1490). Passiamo accanto ad una freccia arancione (m. 1500).
Lasciamo a destra un altro cartello di divieto di caccia.

Raggiungiamo il grande pannello verde di un ripetitore davanti al quale ci immettiamo su di un sentiero (m. 1505). I segnavia indicano: Prà Bolscino m. 1530; a sinistra: Anello M. Muggio ore 2, Alpe Dolca a ore 0.20, S. Ulderico a ore 0.50 [il sentiero per S. Ulderico presenta dei brevi passaggi di disarrampicata nei quali bisogna mettere le mani sulla roccia. Lo abbiamo percorso al ritorno facendo l'anello del Monte Muggio]; a destra: Alpe Giumello a ore 0.30; dietro: Camaggiore a ore 0.30, Vendrogno a ore 2. Andiamo a destra quasi in piano.
Dopo alcuni passi pieghiamo a sinistra e riprendiamo a salire.
Lasciamo a destra un cartello di divieto di caccia.

Subito dopo troviamo una crocetta di ferro in memoria di una persona deceduta (m. 1520).
Continuiamo con poca pendenza ammirando lo splendido panorama sul lago e sui monti (m. 1525).
Il sentiero prosegue a mezza costa con un ripido pendio erboso che scende alla destra (m. 1535). Superiamo un tratto quasi in piano e uno in leggera discesa.
Una dopo l'altra, troviamo due pietre nel sentiero (m. 1530).
Percorriamo due tratti con poca pendenza intervallati da uno quasi in piano. Ora nel pendio che scende alla destra ci sono anche degli arbusti.

Troviamo delle roccette affioranti che possiamo aggirare da entrambi i lati (m. 1535).
Altre pietre le troviamo presso una semicurva verso sinistra.
Dopo pochi passi in discesa continuiamo in leggera salita.
Su fondo roccioso percorriamo una curva verso sinistra passando accanto ad un altro cartello che segnala il divieto di caccia (m. 1535).
Dopo un tratto in leggera discesa continuiamo quasi in piano.

Percorriamo una semicurva verso destra assecondando un ansa della montagna (m. 1530).
Per una diecina di metri il sentiero procede su due tracce parallele e poi si ricompone.
Aggiriamo due pietre alla sinistra.
In leggera salita aggiriamo altre pietre con dei segni bianchi.
Passiamo tra delle roccette affioranti e superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1540).
Dopo pochi passi in discesa continuiamo in leggera discesa. Davanti cominciamo a vedere la Grigna.
Proseguiamo quasi in piano (m. 1530).

Ignoriamo un sentiero che scende a destra e superiamo due semicurve sinistra-destra.
Vediamo una freccia bianca dipinta su di una pietra nel sentiero.
Poco dopo percorriamo una curva verso sinistra e continuiamo in leggera discesa. Davanti vediamo l'Alpe Chiaro e in basso alla destra il sentiero da Mornico (descritto nel secondo itinerario).
Troviamo un'altra freccia bianca.

Quasi in piano raggiungiamo una palina (m. 1520) con dei segnavia che indicano: Alpe Chiaro 1533 m; diritto: Alpe Giumello a ore 0.10; dietro-destra: Monte Tedoldo a ore 0.30, Mornico a ore 1.10, Vendrogno a ore 1.50; dietro: Anello M. Muggio ore 2.20, S. Ulderico a ore 1.10, Camaggiore a ore 0.50.
Dopo alcuni passi in discesa verso destra, giriamo a sinistra e continuiamo quasi in piano. Poco più in alto alla sinistra c'è una lunga pensana.
Il sentiero si allarga e diventa una stradina inerbita che poco dopo si immette su di una sterrata con la quale proseguiamo diritto in lievissima salita. Alla sinistra ci sono le case dell'alpeggio.
Troviamo anche una panchina con inciso il nome Vittorio, una fontana con vasca e altre case (m. 1525).
In leggera discesa raggiungiamo il cartello, affisso al tronco di un albero e rivolto verso coloro che provengono dalla direzione opposta, sul quale leggiamo: "Alpe Chiaro 1533".

Oltre l'alpeggio attraversiamo un ruscello che bagna la sterrata e proseguiamo in leggera salita.
Percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 1545).
Continuiamo quasi in piano. Alla sinistra troviamo il monumento agli alpini in una zona recintata e, subito dopo, la mulattiera che sale verso la chiesa dell'Alpe Giumello.
Attraversiamo un gruppo di pini. Alla destra c'è una staccionata.
Percorriamo una semicurva verso destra. In discesa superiamo un rivolo che passa sotto alla sterrata in un tubo.
Continuiamo in leggera salita.

Troviamo un'altalena ed una panchina alla destra, altre tre panchine alla sinistra. Siamo arrivati all'Alpe Giumello.
Proseguiamo in leggera discesa tra le case. La strada ora ha il fondo acciottolato.
Dalla destra arriva la mulattiera descritta nel terzo itinerario. Subito dopo c'è la Capanna Vittoria (m. 1538).

Dopo un tratto quasi in piano, in salita percorriamo una curva a destra.
Superiamo una stanga verde. Alla destra c'è una cabina dell'Enel. Ora la strada è asfaltata.
In leggera salita raggiungiamo il vasto parcheggio al termine della carrozzabile asfaltata che sale da Narro (m. 1550).
Seguendo la strada teniamo la destra. Passiamo accanto al Ristoro Genio e proseguiamo in leggera discesa.
Lasciate a destra due stradine asfaltate private, vediamo poco più in basso il Rifugio Shambalà e lo raggiungiamo con una gradinata o con la successiva deviazione (m. 1535).

Nota 3:
In questa terza parte abbiamo impiegato ore 1.30 per superare un dislivello di m. 387 -52

Riassumendo. Se iniziamo a camminare
da Oro: tempo impiegato ore 4, dislivello m. 1282 -52
da Noceno: tempo impiegato ore 2.30, dislivello m. 747 -52
da Camaggiore: tempo impiegato ore 1.30, dislivello m. 387 -52
Data escursione: aprile 2019
ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Capanna Vittoria (m. 1538) in ore 0.10
  • al Monte Muggio (m. 1799) in ore 0.50
  • all'Alpe Chiaro (m. 1531) in ore 0.20
  • a S. Ulderigo in ore 1.05
  • a Ortighera - S. Ulderigo in ore 3
  • giro del Monte Muggio in ore 2.30






Dati del Rifugio Shambalà

Altezza:
m. 1535
Gruppo:
Valsassina
Ubicazione:
Alpe Giumello
Comune:
Casargo - LC
Carta Kompass:
105 A3
Coordinate Geo:
46°02'42.30"N
9°21'48.40"E
Gestore:
F. Spazzadeschi
Telefono gestore:
340 6722738
Telefono rifugio:
0341 802024
Posti letto:
21
Apertura:
tutto l'anno
Pagina aggiornata
il: 01/05/2019
Il Rifugio Shambalà 2° itinerario - Bosco di betulle Autunno a Tedoldo Il vecchio borgo di Tedoldo La Baita Alpini a Tedoldo La chiesetta di Tedoldo Dalla chiesetta di Tedoldo Fontana Azimut Madonnina Lago di Como e Monte Bregagno Il Matoch in primo piano; il lago e sullo sfondo i Monti Crocione e Tremezzo Alpe Chiaro 3° itinerario - Chiesetta 4° itinerario - Vista lago da Oro (fraz. di Bellano) La parte iniziale della mulattiera La chiesa di S. Domenico a Pendaglio Tra i vicoli di Pendaglio Veduta su Pendaglio e sul Lago di Como Ponticello La santella di S. Gerolamo Una vecchia cascina Un tratto di mulattiera prima di Noceno La santella con le statue della Madonna di Lourdes e di S.Bernadette Arrivo a Noceno Panorama da Noceno Santella con affresco dopo Noceno Una vecchia casa abbandonata e isolata nel bosco Una santella poco prima del Monte Basso di Camaggiore Vecchie case abbandonate a Monte Basso di Camaggiore Vecchia casa abbandonata a Monte Basso di Camaggiore Arriviamo a Camaggiore La chiesa di S. Gerolamo a Camaggiore La chiesa di S. Gerolamo a Camaggiore La croce accanto alla chiesa con bella vista panoramica Il Monte Muggio Betulla orizzontale al "Cantun de la Breva" Il Legnoncino e il Legnone La Casera A Prà Bolscino troviamo solo un ripetitore Il Lago di Como da Prà Bolscino Alpe Giumello - la chiesetta Il Monte Muggio La Grigna incorniciata dalla bandirine tibetane Il Rifugio Shambalà Giumello e dintorni - Alpe Giumello Spunta la Grigna dalle nebbie Il parcheggio innevato a Giumello La Chiesa di San Ulderico Interno della chiesa

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