Rifugio Prabello

Il Rifugio Prabello sorge presso l'omonima colma situata tra il Sasso Gordona e il Poncione di Cabbio, spartiacque tra la Valle d’Intelvi e la Valle di Muggio, non lontano dal confine italo-elvetico.
In origine era una caserma della Guardia di Finanza, dismessa negli anni 70 e ricuperata a rifugio nel decennio successivo dal CAI di Monteolimpino.

Primo itinerario: dall'Alpe di Cerano (Piano delle Alpi)
Lasciamo la statale 340 Regina al km. 17.8, verso la fine di Argegno, per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 della Valle d'Intelvi con la quale raggiungiamo nell'ordine: Dizzasco, Castiglione Intelvi e S. Fedele Intelvi.
Prendiamo poi sulla sinistra la provinciale 15 per Casasco-Erbonne.
Attraversato l'abitato di Casasco con le sue strette viuzze, proseguiamo fino all'Alpe di Cerano (Piano delle Alpi) dove lasciamo l'auto nei pressi di un'area attrezzata a pic-nic (m. 960).

Un cartello indica il rifugio a sinistra. Attraversiamo un prato e raggiungiamo un bosco. Qui troviamo il sentiero che dovremo percorrere. Un segnavia indica il Rifugio Prabello a ore 0.45 e la lontana Cernobbio a ore 5.45. Nella direzione opposta vengono invece indicate: Ermogna a ore 0.30 e S. Fedele a ore 3.30. Ci troviamo infatti lungo la Via dei Monti Lariani con la quale è possibile percorrere in quota tutta la sponda occidentale del Lago di Como.

Ci addentriamo nel bosco e iniziamo a salire.
Dopo una curva a destra percorriamo un tratto incassato nel terreno circostante che termina alla successiva curva a sinistra (m. 980).
Proseguiamo in piano.
Il sentiero si biforca. Un cartello bianco e rosso collocato a cura del CAI Monteolimpino indica il Rifugio Prabello verso destra (m. 985).
Proseguiamo con il sentiero ancora incassato nel terreno circostante, dapprima con poca pendenza e poi in salita.
Dopo una curva a sinistra raggiungiamo un piccolo slargo pianeggiante. Teniamo la sinistra e troviamo un cartello che indica il rifugio (m. 1025).
Poi passiamo tra due alberi che recano entrambi un segnavia a bandierina con il n. 1.

Continuiamo in leggera salita con il sentiero incassato fino ad un bivio dove un altro cartello bianco e rosso indica il rifugio verso sinistra (m. 1040).
Riprendiamo a salire. Ora alla sinistra ci accompagna un solco che sembra il letto di un torrente in secca. Su di un albero vediamo un altro segnavia a bandierina (m. 1055).
Terminato il solco alla sinistra, percorriamo un tratto con poca pendenza (m. 1065). Poi riprendiamo a salire ancora con il sentiero incassato nel terreno circostante.

Incontriamo un altro sentiero che arriva dalla sinistra (m. 1085). La solita segnaletica indica di proseguire. Un piccolo cartello indica invece nella direzione dalla quale proveniamo: "Trail Lario".
Terminato il tratto incassato continuiamo con poca pendenza.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra, pieghiamo a destra e poco dopo vediamo un altro segnavia a bandierina su di un albero (m. 1095).
Torniamo a salire con un tratto incassato (m. 1130).
Proseguiamo poi in modo abbastanza ripido fino ad incontrare un sentiero che si immette dalla sinistra. Ora la pendenza è poca e gli alberi sono più radi (m. 1160).

Poco dopo cominciamo a vedere il rifugio.
Alla sinistra c'è un muretto di pietre che fa da rinforzo alla stradina sterrata che proviene da Posa (vedi secondo itinerario) sulla quale ci immettiamo. Qui i segnavia oltre al Rifugio Prabello indicano anche il Sentiero Italia (m. 1180).
Andiamo a destra praticamente in piano. Pochi passi più avanti un cartello su di un albero conferma la giusta direzione.
Camminiamo circondati da faggi e vediamo un altro segnavia a bandierina con il n. 1.
Poi alla sinistra troviamo una vecchia recinzione realizzata con paletti di legno che reggono cavi di filo spinato. Alla destra l'assenza di alberi consente una bella veduta della Valle d'Intelvi e della cerchia di monti all'orizzonte (m. 1200).
Lasciamo a sinistra una cascina recintata e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.45 - Dislivello: m. 241
Data escursione: febbraio 2013
 
Secondo itinerario: da Posa
Lasciamo la statale 340 Regina all'inizio di Argegno, al km. 17, per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 Erbonne, che sale verso le varie frazioni di Schignano.
Giunti ad Occagno prendiamo a sinistra Via Rosa del Sasso e con questa stradina, superate le frazioni di Perla, Vesbio e Marnico, arriviamo a Posa.
Verso la fine dell'abitato troviamo due stradine che si staccano alla sinistra, una accanto all'altra (m. 836). I segnavia indicano con la prima: Alpe Nava a ore 0.20, Alpe Comana a ore 0.45, Sentiero delle Espressioni; con la seconda: Via delle Alpi, Monti Carolza (area di sosta) a ore 0.30, Sasso Gordona (fortificazioni) a ore 1.45, Colma Crocetta a ore 1.10, Rifugio Murelli. Su di una vecchia casa vediamo come segnavia due pallini gialli.

C'incamminiamo in leggera salita tra gli alberi. Alla sinistra ci accompagna un canalino di scolo che scorre tra una sponda di tronchi ed un muretto. Alla destra vediamo il Sasso Gordona.
Lasciamo a sinistra una costruzione sulla quale leggiamo: "Comune di Schignano, acquedotto comunale 1982".
Alla destra troviamo una casa con l'insegna "Cà Cilin". In alto a sinistra, oltre una recinzione, vediamo altre case.
Dopo una curva a sinistra iniziamo a salire nel bosco. Il fondo della stradina è formato da pietre cementate. In basso a destra un ruscello scorre profondamente incassato nel terreno (m. 850).

Presso una curva a destra con il fondo in cemento, superiamo una grata per lo scolo dell'acqua e attraversiamo un ruscello su di un ponte con le sponde di ferro (m. 885).
Proseguiamo camminando su pietre cementate.
Troviamo poi una casa alla sinistra, poco più in alto, e un muretto sormontato da una rete lungo la strada. In questa zona ci sono meno alberi.
Rientriamo nel bosco (m. 895). Ora il fondo della stradina è un misto di pietre, cemento e asfalto.

Più avanti la pendenza diminuisce. Lasciamo a sinistra una stradina all'inizio della quale i segnavia indicano: Via delle Alpi, Alpe Nava a ore 0.10, Monti Onazzo a ore 0.30, agriturismo La Pratolina (m. 920).
Subito dopo un'altra stradina si stacca alla destra. I segnavia indicano a destra: Alpe Fontanella a ore 0.20, faggio monumentale. Un cartello segnala diritto l'agriturismo Roccolo San Bernardo. Proseguiamo diritto in salita.
Alla destra c'è una recinzione, con paletti di legno e due cavi, oltre la quale vediamo una casa bianca.

Poco dopo un'altra stradina sale a sinistra (m. 930). I segnavia indicano a sinistra: Via delle Alpi, Monti Carolza a ore 0.15, Alpe Comana (agriturismo La Pratolina) a ore 0.30; davanti: Trincee militari, Colma di Binate (area di sosta) a ore 0.20, Sasso Gordona (fortificazioni) a ore 1.30; dietro: Posa a ore 0.15, Schignano a ore 0.40. Un cartello su di un albero indica davanti l'agriturismo Roccolo San Bernardo.
Proseguiamo diritto e poco dopo troviamo un altro percorso che sale dalla destra. Qui i segnavia indicano davanti con la VML (Via dei Monti Lariani): Colma Murelli a ore 1.20, Pian d'Alpe a ore 1.40.
Alla destra troviamo dei paletti di legno che sorreggono una rete a quadrotti.

Percorriamo un'ampia curva a sinistra (m. 965). Camminiamo tra conifere, faggi e betulle. La stradina è incassata nel terreno circostante.
Alla destra troviamo ancora la recinzione, con paletti e rete a quadrotti, oltre la quale c'è un prato. Qui l'assenza di alberi consente di vedere il Sasso Gordona, il Pizzo della Croce, il Monte San Zeno con la chiesetta sulla cima e inoltre la catena alpina all'orizzonte (m. 985).
Rientriamo nel bosco (m. 990).
La pendenza aumenta (m. 1010).

Più avanti, in leggera salita, troviamo a sinistra una casa bianca con un robusto muro di contenimento (m. 1040). Ora gli alberi sono più radi.
La stradina si restringe e passa tra due muretti. In alto a sinistra c'è una casa. Alla destra c'è una baita di pietra sulla quale una scritta in giallo, una freccia e due pallini segnalano il Rifugio Binate.
Alla destra ci sono delle robuste protezioni metalliche.
Subito dopo la stradina si divide in tre. I segnavia indicano: Località Treviglio m. 1058; a sinistra: Colma di Binate, Colma Murelli a ore 1, Pian d'Alpe a ora 1.20, agriturismo Roccolo San Bernardo; al centro: Colma Crocetta, Sasso Gordona; a destra: Schignano, Argegno; dietro: Carolza (area di sosta) a ore 0.15, Alpe Comana (agriturismo) a ore 0.30, Posa a ore 0.20, Schignano a ore 0.40.
Proseguiamo con il percorso centrale, in salita, alternando due tratti ripidi ad altrettanti più comodi (m. 1120).

Superate alcune vecchie baite poste in posizione panoramica, raggiungiamo la Colma della Crocetta (m. 1128). Qui ci sono due case e la croce di ferro che da il nome al luogo.
Tenendo la destra, proseguiamo in lieve salita contornando una proprietà recintata e successivamente attraversiamo una faggeta.
Raggiungiamo così delle trincee, scavate sotto il monte, risalenti alla seconda guerra mondiale (m. 1210).
Contorniamo il Sasso Gordona sul versante nord, in leggera discesa, fino ad incontrare un altro percorso che proviene da Casasco e si immette da destra (m. 1158); poi pieghiamo a sinistra in leggera salita e recuperiamo i pochi metri persi.
Infine troviamo il sentiero che sale dall'Alpe di Cerano, sopra descritto, che si immette da destra. Superiamo una vecchia cascina e raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 365
Data escursione: aprile 2004
 
Terzo itinerario: da Cabbio - CH (con il percorso principale)
Da Como, con la strada che costeggia la sponda occidentale del lago (Via per Cernobbio) arriviamo alla rotonda che precede Cernobbio dove, evitando l'ingresso in paese, andiamo a sinistra.
Alla biforcazione che precede l'ingresso della prima galleria (cartelli stradali a sinistra: Menaggio, Porlezza, Chiavenna, Sondrio; a destra: Ponte Chiasso, Maslianico), andiamo a destra.
Passiamo sotto il ponte e continuando diritto prendiamo la provinciale 16.
Ad una biforcazione teniamo la destra (mentre a sinistra si va verso l'autostrada).
Dopo aver costeggiato il Breggia, lo attraversiamo verso destra con un ponte.
Ad una rotonda giriamo a sinistra e raggiungiamo il valico di Maslianico/Pizzamiglio.
Passato il confine, continuiamo diritto. Seguiamo le indicazioni per la Valle di Muggio.
Superiamo Morbio.
Pieghiamo poi a destra per imboccare la strada della Valle di Muggio (che dovremo percorrere fino a Cabbio).
Attraversiamo Caneggio.
Lasciamo a destra la strada che conduce a Bruzella.
Superiamo un viadotto.
Trascuriamo Via San Rocco che conduce al cimitero.
Arrivati a Cabbio, nel punto in cui la strada spiana, prendiamo sulla destra Via alla Chiesa, una ripida stradina con la quale, superati due tornanti, raggiungiamo l'ampio piazzale in fondo al quale c'è la chiesa dedicata a "Deo Salvatori Coelos Ascendenti" e lasciamo la macchina nel grande parcheggio gratuito (m. 661).

Ci incamminiamo verso le case partendo dalla "Casa Comunale Uff. Patriziale" e andando verso destra; oppure risalendo le scale all'inizio del parcheggio e anche in questo caso poco dopo giriamo a destra.
In entrambi i casi, arrivati davanti ad una casa di colore beige, giriamo a sinistra e ci immettiamo su di una stradina asfaltata (m. 670).
In leggera salita attraversiamo l'abitato e passiamo sotto un portico.

Poi, usciti dal paese, continuiamo in salita tra i prati e raggiungiamo un bivio (m. 695) dove i segnavia indicano:
- diritto: al Bunèll (un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli con eccezione per le bici con permesso del Municipio);
- con un tornante destrorso: Arla 1 h, Rifugio Prabello 1 h 50 min, Alpe Bonello 1 h 50 min, Muggio 3 h;
- dietro: Cabbio 5 min.
Qui di seguito continuo con la descrizione del percorso principale, quello alla destra; più sotto (vedi il quarto itinerario) trovi l'altro.

Andiamo dunque a destra, in salita.
Camminiamo con un muro di pietre a secco alla sinistra e una recinzione con paletti di ferro alla destra.
Arriviamo ad una biforcazione dove proseguiamo diritto ignorando la stradina che scende a destra (m. 710).
Subito dopo lasciamo a destra una stalla e un ovile. La strada diventa sterrata.

Ignoriamo una stradina con il fondo in cemento che sale a sinistra (m. 715).
Ora alla sinistra abbiamo un muro davanti al quale ci sono due panchine. In alto, oltre il muro, tra l'erba vediamo due tavoli con relative panche. Alla destra ci sono dei prati (m. 725).
Troviamo poi una vecchia casa alla sinistra, prima e dopo della quale c'è un muro coperto dal muschio e sormontato da una recinzione metallica oltre la quale vediamo dei filari di viti. Alla destra ci sono degli alberi (m. 735).
Continuiamo con una bella mulattiera di pietre. Alla sinistra c'è un muretto a secco. Di tanto in tanto vediamo un segnavia bianco-rosso-bianco (m. 745).

Superiamo una curva verso sinistra e proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra troviamo una cappelletta con un dipinto raffigurante un santo che tiene un rosario tra le mani. Una scritta in alto ricorda che si tratta di San Nicolao [Nicola di Flüe (1417-1487) fu contadino, magistrato, deputato alla Dieta federale, soldato e ufficiale dell'esercito federale, padre di dieci figli ed infine eremita. Oggi è il patrono della Svizzera.] (m. 765).

Poco dopo alla sinistra c'è una vecchia cascina (m. 770).
Continuiamo in salita. Alla sinistra c'è ancora il muretto a secco; alla destra ci sono gli alberi.
Lasciamo a destra una striscia di terreno pianeggiante (m. 800).
Un tratto senza alberi consente con bella veduta alla destra sulla vallata nella quale notiamo la presenza di tre borghi (m. 815).

Alla sinistra troviamo una torretta e poi una vecchia cascina con la stalla a piano terra mentre alla destra ci sono un garage e una baita (m. 820).
Un segnavia giallo raffigurante due escursionisti indica le due direzioni: davanti e dietro.
Subito dopo percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 830).
Continuiamo con poca pendenza.
Un'apertura nel muretto alla sinistra consente l'accesso ad un prato (m. 845).
Riprendiamo a salire. Alla sinistra vediamo in lontananza dei ripetitori sulla cima di un monte.

Ad un bivio, i segnavia invitano ciclisti a proseguire diritto e i pedoni verso sinistra. Andiamo a sinistra (m. 855).
Poco dopo lasciamo a sinistra una stalla seguita da una grande casa con l'insegna "Vallera" sul retro della quale c'è un portico con bella vista sulla vallata (m. 865).

Rientriamo nel bosco e troviamo un bivio dove il segnavia giallo raffigurante i due escursionisti indica le possibili direzioni: a destra o dietro.
Un grande faggio sbuca orizzontalmente dal terreno alla sinistra e subito si piega ad angolo retto per ergersi verso l'alto. Camminiamo tra faggi, castagni e agrifogli.
Continuiamo con poca pendenza (m. 895).

Ignoriamo un sentiero che sale a sinistra verso alcune case tra le quale sventolano due bandiere (m. 910).
Proseguiamo in salita con un muro a secco alla sinistra e il bosco dall'altro lato.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 925).

Raggiungiamo un cancelletto rotto. Un sentiero prosegue diritto all'interno di una recinzione verso una vecchia cascina, i ruderi di due stalle e una vasca da bagno riciclata come abbeveratoio; un altro sentiero le aggira alla destra. Un segnavia giallo con i due escursionisti indica: a destra e dietro (m. 940). Su di una targa leggiamo: "Cisterna (C8) Betuela m. 940".
Poco dopo, presso il cancello di uscita, i due sentieri si ricongiungono.
Continuiamo quasi in piano nel bosco. In alto a sinistra vediamo un prato oltre il quale ci sono altri alberi.
Superiamo una semicurva verso destra e continuiamo con poca pendenza.
Quasi in piano percorriamo una semicurva verso sinistra molto ampia (m. 945).
Percorriamo un tratto in leggera salita.
Continuiamo quasi in piano lasciando a sinistra dei ruderi.
In leggera salita superiamo due semicurve destra-sinistra.

Proseguiamo quasi in piano. Poco sopra, alla sinistra, c'è un muretto di contenimento coperto dal muschio e una recinzione con pali di legno che reggono due cavi.
Alla sinistra troviamo un rudere (m. 960).
Continuiamo in leggera salita con delle serpentine appena accennate. I cavi della recinzione sono diventati tre.
Alla sinistra troviamo altre due vecchie costruzioni diroccate (m. 970).
Subito dopo percorriamo una curva verso destra.
Ora i cavi della recinzione sono di filo spinato.
In alto a sinistra vediamo un cassottello (m. 985).

Subito dopo, quasi in piano, con un'ampia curva verso sinistra aggiriamo una cascina recintata. Sul cancello leggiamo: "6 Laurina 8" (m. 985).
Pochi passi più avanti un sentiero sale e si immette dalla destra. Un segnavia giallo raffigurante i due escursionisti indica: davanti e dietro.
Troviamo subito un altro sentiero che scende a destra verso una sterrata che vediamo tra gli alberi. Continuiamo diritto con minima pendenza.
Lasciamo a sinistra un altro rudere (m. 990). Alla destra vediamo in lontananza la dorsale che collega il Bisbino al Sasso Gordona.
Percorriamo una curva verso destra (m. 995).

Poco dopo arriviamo ad un bivio (m. 1000). I segnavia indicano: Arla 1004 m; a sinistra: Alpe Bonello 40 min, Muggio 1 h 50 min, Rifugio Prabello 40 min; diritto in piano: Uggine, Cabbio; dietro: Cabbio via Vallera a 50min. Andiamo a sinistra in salita.
Subito dopo, vediamo un rudere poco sotto alla destra, tra i due sentieri.
Superiamo una semicurva verso destra (m. 1015).
Percorriamo un tratto con poca pendenza ed uno in salita (m. 1025).
Quasi in piano superiamo una curva verso sinistra. Un segnavia giallo raffigurante i due escursionisti indica le due direzioni (m. 1070).

Continuiamo con poca pendenza. Alla destra del sentiero ci sono dei paletti di legno. A destra, oltre la Val Cugnolo vediamo il Rifugio Binate e in basso due case nel bosco. Davanti, un poco verso destra, vediamo il Sasso Gordona.
Proseguiamo quasi in piano, a mezza costa.
Percorriamo un tratto in salita e continuiamo in modo abbastanza ripido (m. 1080).
Superiamo una curva verso sinistra (m. 1090).
Ora la pendenza è minima e alla destra ci accompagnano dei paletti che reggono un cavo.
Dopo un breve tratto in leggera discesa continuiamo in leggera salita (m. 1090).
Proseguiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi. Alla destra vediamo il Sasso Gordona.
Superiamo un tratto con poca pendenza e continuiamo quasi in piano (m. 1105).

Ad una biforcazione ignoriamo la traccia più a destra e continuiamo con l'altra in leggera salita come indicato da un segnavia bianco-rosso-bianco.
Trascuriamo un'altra traccia che sale ripidamente a sinistra (m. 1120).

Subito dopo troviamo un'altra biforcazione. Lasciamo il sentiero che prosegue diritto in leggera salita e prendiamo quello alla sinistra segnalato da un bollo bianco-rosso che sale in modo abbastanza ripido.
Dopo un tornante sinistrorso continuiamo con poca pendenza (m. 1135) e dopo uno destrorso riprendiamo a salire (m. 1140).

Usciamo dal bosco e raggiungiamo una panchina in posizione panoramica che inviterebbe ad una sosta (m. 1145). Davanti proseguono tre sentieri. I segnavia indicano, con quello più a sinistra (vedi il quarto itinerario): Alpe Bonello 20 min, Muggio 1 h 30 min; con quello più a destra: Rifugio Prabello 20 min, Sasso Gordona; dietro: Arla 10 min, Cabbio 1 h 10 min. Prendiamo il sentiero alla destra.
Dopo un breve tratto in discesa continuiamo quasi in piano. Davanti verso destra vediamo il Sasso Gordona.
Proseguiamo in leggera discesa. Passiamo sotto al tronco di una betulla cresciuta obliquamente sopra al sentiero (m. 1130).
Percorriamo due tratti quasi in piano intervallati da un breve tratto in salita.
Superiamo una semicurva verso destra.
Dopo un breve tratto in leggera salita continuiamo quasi in piano.
Percorriamo una curva verso sinistra. Davanti vediamo il Sasso Gordona.

Superiamo dei brevi tratti: uno in leggera discesa, uno accidentato in salita, uno quasi in piano ed un altro in leggera discesa.
Riprendiamo a salire (m 1130).
Continuiamo quasi in piano (m. 1140). Davanti vediamo in lontananza due case e il Sasso Gordona.
Percorriamo una semicurva verso sinistra molto ampia.
Continuiamo tra gli alberi che in prevalenza sono betulle.
Proseguiamo con poca pendenza.

Troviamo un cippo di confine che porta le iscrizioni "S35A" da un lato e "I1923" dall'altro. Una freccetta indica con precisione svizzera che in realtà il confine passa metri 0,7 più a destra vale a dire nel mezzo del sentiero.
Percorriamo un tratto in leggera discesa seguito da uno in leggerissima salita.
Quasi in piano percorriamo una curva verso destra (m. 1165).
Proseguiamo con poca pendenza in direzione del Sasso Gordona.
Superiamo un tratto quasi in piano e riprendiamo a salire

Alla destra del sentiero troviamo un altro cippo di confine. Questo reca inciso "S1923" da un lato e "I35B" dall'altro.
Continuiamo con pochissima pendenza. Alla destra vediamo l'intera dorsale che collega il Sasso Gordona al Bisbino.
Alla sinistra troviamo il terzo cippo con inciso "S35C" da un lato e "I1923" dall'altro. Una freccetta segnala che il confine passa m. 0,9 più a destra, nel mezzo del sentiero.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla destra c'è una fila di tronchi collocati raso terra.

Riprendiamo a salire e raggiungiamo un tornante sinistrorso presso il quale un sentiero continua diritto. I segnavia indicano diritto: Alpe del Corno 50 min, Cabbio 2 h 30 min, Bruzella 2 h 40 min; dietro: Arla 30 min, Cabbio 1 h 30 min, Alpe Bonello 40 min, Muggio 1 h 50 min. Davanti vediamo una cascina, una nevera e il Sasso Gordona. Seguiamo il tornante.
Poco dopo, in leggera salita raggiungiamo il Rifugio Prabello.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 570-30
Data escursione: gennaio 2020
 
Quarto itinerario: da Cabbio CH per l'Alpe Bonello
Come descritto nel terzo itinerario raggiungiamo il bivio dove il terzo e il quarto itinerario si dividono (m. 695). I segnavia indicano:
- diritto: al Bunèll (un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli con eccezione per le bici con permesso del Municipio);
- con un tornante destrorso: Arla 1 h, Rifugio Prabello 1 h 50 min, Alpe Bonello 1 h 50 min, Muggio 3 h;
- dietro: Cabbio 5 min.
Questa volta proseguiamo diritto.

La strada procede con poca pendenza. A destra c'è un muretto a secco e a sinistra una recinzione metallica.
Alla sinistra troviamo un cancello e una recinzione con paletti di ferro che reggono una rete a quadrotti (m. 705).
Superiamo un cancello di traverso alla strada e lasciamo a destra una vecchia stalla con fienile.
Alla destra troviamo un cancello dipinto di blu (m. 725).
Proseguiamo in salita.

Una stradina inerbita si stacca in salita all'interno di una semicurva verso destra. Continuiamo diritto, quasi in piano, nel bosco. La strada ora è sterrata (m. 735).
Poco dopo superiamo una curva verso sinistra e proseguiamo in leggera salita su asfalto.
Quasi in piano percorriamo un tornante destrorso molto ampio, sterrato nella seconda metà (m. 740).
Continuiamo su asfalto, in leggera salita.
Superiamo due semicurve destra-sinistra.
Troviamo una canalina in metallo, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada. Per un tratto la strada è sterrata (m. 760).
Su asfalto percorriamo due curve destra-sinistra. Subito dopo troviamo un'altra canalina di traverso alla strada (m. 765).
Con il fondo sterrato superiamo una semicurva verso sinistra seguita, poco dopo, da altre due semicurve destra-sinistra.

Proseguiamo su asfalto, senza alberi alla sinistra dove vediamo una casa (m. 770).
Continuiamo in salita con una recinzione alla sinistra, inizialmente con paletti di ferro e una rete metallica, poco dopo con pali di legno e una rete a quadrotti.
Superiamo una semicurva verso destra e torniamo nel bosco (m. 780).
Troviamo un'altra canalina in metallo per lo scolo dell'acqua.
Subito dopo, presso un'ampia curva verso sinistra, un torrente attraversa la strada.
Ora il fondo stradale è sterrato ma coperto da pietruzze (m. 785).
Proseguiamo in salita (m. 795).
Superiamo una canalina di legno di traverso alla strada.

Su asfalto, percorriamo un tornante destrorso molto ampio (m. 800).
Proseguiamo quasi in piano. Presso un tornante sinistrorso, un torrente attraversa la strada (m. 810).
Continuiamo su sterrato.

Percorriamo un tornante destrorso molto ampio che termina in salita, su asfalto. Alla sinistra ci sono quattro paline color arancione.
Proseguiamo in leggera salita. Presso un ampio tornante sinistrorso un torrente attraversa la strada (m. 820).
Con il fondo sterrato percorriamo un ampio tornante destrorso.
Dopo una semicurva verso destra continuiamo su asfalto. Alla sinistra ci sono tre pali color arancione (m. 830).

Subito dopo, presso una curva verso sinistra, un torrente attraversa la strada. Un muretto di pietre scende a sinistra come rinforzo.
Superiamo una semicurva verso destra e continuiamo, quasi in piano, su sterrato. Alla destra c'è un muretto coperte dal muschio (m. 835).
Ignoriamo un sentiero che sale a destra.

Poco dopo, presso un tornante sinistrorso, un torrente scorre sotto alla strada dentro due tubi, ma anche sopra in caso di acqua abbondante.
Proseguiamo su asfalto, in salita. Gli alberi sono più radi.
Un ruscelletto attraversa la strada (m. 840).

Dopo pochi passi arriviamo ad una biforcazione priva di indicazioni. Trascuriamo la sterrata inerbita in leggera discesa alla sinistra e prendiamo quella in leggera salita alla destra rientrando nel bosco.
Continuiamo in salita (m. 850).
Superiamo una semicurva verso destra.

Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentiero che continua diritto (m. 860).
Proseguiamo in leggera salita.
Percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra (m. 870).

Più avanti, su di un albero, vediamo un segnavia a bandierina. Percorriamo due curve sinistra-destra. Un ruscello, che troviamo asciutto, attraversa la strada (m. 885).
Alla destra, poco sotto, vediamo un'altana tra gli alberi (m. 890).

Con un tornante sinistrorso molto ampio aggiriamo delle roccette (m. 895).
Presso un tornante destrorso in leggera discesa, superiamo un torrente che attraversa la strada e proseguiamo in leggera salita.
Con una semicurva verso sinistra aggiriamo delle roccette (m. 910).
Percorriamo un tornante sinistrorso ignorando una sterrata che continua diritto (m. 920).

Presso una curva verso destra, all'esterno della quale c'è uno slargo, troviamo alcuni faggi molto alti (m. 925).
Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale c'è una parete di roccia. Vediamo un segnavia ricurvo (m. 940).
Una vecchia canalina di legno per lo scolo dell'acqua precede una curva verso sinistra molto ampia (m. 950).
Lasciamo a sinistra uno slargo (m. 955).
Troviamo altri grandi faggi (m. 970).
Percorriamo un tornante sinistrorso, verso la fine del quale alla destra c'è una parete rocciosa (m. 975).

Dopo un breve tratto allo scoperto rientriamo nel bosco (m. 980).
Superiamo un'ampia curva verso destra (m. 995).
Presso un tornante sinistrorso un torrente attraversa la strada su di un letto in cemento. Un muretto di pietre scende a sinistra come rinforzo (m. 1015).
La pendenza aumenta un poco.
Dopo un tornante destrorso continuiamo in leggera salita (m. 1035).
Per un tratto alla sinistra ci accompagna una recinzione con pali di legno e filo spinato (m. 1055).
Superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1065).

Il bosco termina (m. 1075). Davanti vediamo l'Alpe Bonello.
La sterrata, ora inerbita, piega a destra.
Dopo un tornante sinistrorso raggiungiamo l'alpeggio (m. 1085). La strada si divide e i segnavia indicano a sinistra: Alpe della Bolla 5 min, Muggio 1 h 30 min; a destra: Arla 35 min, Cabbio 1 h 30 min, Rifugio Prabello 50 min. Andiamo a destra, in leggera salita.

Poco prima di raggiungere la caserma svizzera delle guardie di confine Bonello, la strada gira a destra (m. 1095). I segnavia indicano, a destra: Arla, Cabbio, Rifugio Prabello; dietro: Alpe Bonello, Muggio. Seguiamo la strada verso destra attorniati dai prati.
Alla sinistra c'è un muretto di pietre sormontato da una recinzione con pali di legno e filo spinato.

Dopo una curva verso sinistra proseguiamo in leggera discesa (m. 1105).
Quasi in piano torniamo tra gli alberi.
Lasciamo a sinistra una stalla-fienile (m. 1100).
All'esterno di una curva verso destra troviamo una piccola pozza.
Continuiamo con pochissima pendenza. Alla sinistra c'è un prato.
Superiamo una semicurva verso sinistra molto ampia.

Arriviamo al termine del bosco.
Lasciamo a sinistra il rudere di un baitello (m. 1115).
Percorriamo una curva verso destra (m. 1120).
Continuiamo in leggera salita, a mezza costa, tra pendii prativi.
Proseguiamo quasi in piano.
Superiamo due semicurve sinistra-destra (m. 1125).
Continuiamo con poca pendenza. Alla destra, poco più in basso, vediamo degli alberi.
Percorriamo un tratto in leggera discesa tra gli alberi (m. 1150).

Usciamo dal bosco e raggiungiamo una panchina, in posizione panoramica, che inviterebbe ad una sosta (m. 1145). Di fronte arriva il sentiero del terzo itinerario. Alla sinistra ci sono due sentieri. I segnavia indicano, dietro: Alpe Bonello 20 min, Muggio 1 h 30 min; con il secondo dei due sentieri alla sinistra: Rifugio Prabello 20 min, Sasso Gordona; davanti: Arla 10 min, Cabbio 1 h 10 min.
Proseguiamo verso sinistra come precedentemente descritto fino al Rifugio Prabello (m. 1201).

Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 575 -35
Data escursione: settembre 2020

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • alla Vetta del Bisbino (m. 1325) in ore 2.45
  • al Rifugio Bugone (m. 1119) in ore 2.10
  • al Monte S. Bernardo (m. 1351) in ore 1.10
  • al Monte Colmegnone (m. 1383) in ore 1.30
  • al Rifugio Murelli (m. 1200) in ore 1.30
  • al Sasso Gordona (m. 1410) in ore 0.40 (vedi foto)
  • al Rifugio Binate (m. 1200) in ore 0.50
  • al Poncione di Cabbio (m. 1262)




Dati del Rifugio Prabello

Altezza:
m. 1201
Gruppo:
Monti Lariani
Ubicazione:
Colma del Prabello
Comune:
Cerano Intelvi - CO
Carta Kompass:
91 B6
Coordinate Geo:
45°54'47.60"N
9°04'22.10"E
Gestori:
Gianni Abate e
Cinzia Botta
Telefono gestore:
031 5476862
Telefono rifugio:
031 5476862
Posti letto:
24
Apertura:
venerdì sabato e
domenica tutto l'anno;
da inizio giugno a fine
settembre tutti i giorni
Pagina aggiornata
il: 27/09/2020
Il Rifugio Prabello 1° itinerario -  Il sentiero nel bosco dopo una nevicata 2° itinerario - Strettoia a Treviglio Colma della Crocetta 3°/4° itinerario - La Chiesa di Cabbio Persiane a Cabbio 3° itinerario - La Cappella di San Nicolao Una vecchia cascina 4° itinerario - La Caserma Bonello 3°/4° itinerario - Panchina al Dosso Arla con la neve Un cippo di confine Panorama dal rifugio verso la Valtellina Il rifugio e il Sasso Gordona Il Sasso Gordona in inverno Veduta invernale del rifugio

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