Rifugio Brandet

Il Rifugio Brandet sorge nell'omonima valle a ridosso di un bosco di conifere in una zona denominata Fontana Mora.

Con la statale 39 scendiamo dal Passo dall’Aprica in direzione di Corteno Golgi.
Dopo circa cinque chilometri, in località Campagnola, prendiamo sulla destra la deviazione per S. Antonio.
Al bivio dopo il ponte sul Torrente Brandet andiamo a sinistra. Poi, arrivati nei pressi di una cappella, giriamo a destra.
Superate alcune case, la strada prosegue alla sinistra del torrente fino al piccolo paese di S. Antonio (m. 1110).
Qua giunti, dobbiamo lasciare l’auto nel vasto parcheggio che troviamo sulla destra all’inizio dell’abitato (costo 4 euro nel periodo estivo) e proseguire a piedi. Infatti da questo punto il transito non è consentito in quanto la zona fa parte della riserva naturale delle Valli di S. Antonio che, più a monte, si congiunge col parco delle Valli Belviso-Barbellino.
A lato del parcheggio, un plastico mostra l'orografia delle Valli Brandet e Campovecchio. Un cartellone parla del sentiero Frassati; altri due pubblicizzano i Rifugi Brandet e Campovecchio.

Ci incamminiamo e, dopo un breve tratto, già lasciamo la stradina, che prosegue ancora asfaltata verso il secondo ponte aggirando dalla sinistra il paese, e con il primo ponte ci portiamo alla destra del Torrente Brandet seguendo dei segnavia che indicano il sentiero P.G. Frassati e la chiesetta S. Carlo, quest'ultima segnalata a ore 3.40.
Superato il ponte, sulla destra troviamo una fontana e un lavatoio. Subito dopo un segnavia indica sulla destra l'inizio del sentiero Frassati.
Proseguiamo diritto tra le case e arriviamo alla chiesa di S. Antonio dove possiamo scegliere tra i seguenti due percorsi (m. 1124).

Primo itinerario: da S. Antonio (segnavia 129)
Il percorso più diretto prevede di lasciare a destra la chiesa e continuare tra le case seguendo una freccia che indica la Val Brandet.
Al termine dell'abitato, dalla sinistra, tramite il secondo ponte, arriva la stradina che proviene direttamente dal parcheggio.
Poco dopo troviamo un segnale stradale che indica il divieto di transito ai veicoli non autorizzati. Stiamo infatti percorrendo una strada agro silvo pastorale (m. 1140).
La strada ha il fondo acciottolato ed è attraversata da alcune canaline per lo scolo dell'acqua. Saliamo accompagnati da un muretto alla destra e da protezioni in ferro e legno alla sinistra oltre le quali in basso scorre il Torrente Brandet.
Più avanti la pendenza aumenta.
Sulla sinistra troviamo un casello dell'acquedotto ed un cartellone che informa che la sistemazione del percorso è stata effettuata con il contributo di fondi europei (m. 1185).
Ora alla destra ci sono dei tronchi collocati in orizzontale per scongiurare un possibile smottamento di terreno e alla sinistra delle robuste protezioni di legno. Diversi piccoli torrenti scendono dalla destra e attraversano la strada passandole sotto.
Più avanti la pendenza diminuisce (m. 1205).
Sulla sinistra troviamo un tavolone in legno con relative panche.

In leggera salita raggiungiamo una slargo (m. 1260) dove sulla destra prende avvio la sterrata agro silvo pastorale che attraversando il bosco porta verso la Valle di Campovecchio. All'inizio di questa stradina, una stanga e un segnale stradale ne vietano il transito ai mezzi non autorizzati.
Ci sono anche una fontana con vasca in pietra, una bacheca con un cartello che parla delle Valli di San Antonio, una panchina di legno e due cartelli che indicano i rifugi: davanti a 800 metri il Rifugio Brandet; a destra il Rifugio Campovecchio.

Proseguiamo diritto con poca pendenza.
Alla sinistra troviamo dapprima un masso con due piccole croci di ferro e subito dopo un crocefisso in legno; alla destra oltre una recinzione c'è il bosco.
In piano raggiungiamo un primo gruppo di baite (Francesconi m. 1274) e un ponte che attraversa il torrente. Di fronte a noi i Monti Sellero (m. 2744) e Telenek (m. 2753) che chiudono la testata della valle ci appaiono in tutta la loro maestosità.
Dopo un breve tratto in salita tra le ultime costruzioni, ignoriamo una stradina che sale a destra e proseguiamo quasi in piano alternando tratti al sole ad altri all'ombra di alcuni gruppi di alberi. In seguito gli alberi sono un po' meno vicini alla sterrata.
Alla destra troviamo due panchine e un tavolo con relative panche, all'ombra.
Proseguiamo con una recinzione alla destra e troviamo una bacheca ed un altro tavolo con panche, questa volta al sole.
Alla destra c'è un ponticello gettato sopra ad uno stagno. Continuiamo tra i prati.

Raggiungiamo le Baite Brandet (m. 1299). Nel prato alla destra c'è una fontana con due cannelle e una vasca di pietra.
In leggera salita, passiamo accanto alla chiesetta, attualmente in costruzione.
Proseguiamo quasi in piano e, poco più avanti, sulla destra troviamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.50 - Dislivello: m. 195
Data escursione: marzo 2004/luglio 2012
 
Secondo itinerario: da S. Antonio (segnavia 124)
Prendiamo il sentiero che parte alla sinistra della chiesa, seguendo una freccia e la scritta Campovecchio.
Superate le ultime case, camminando in leggera salita, troviamo alla sinistra un prato recintato con dei paletti che reggono del filo spinato. In basso a destra ci accompagna il Torrente Campovecchio.
Ben presto ci inoltriamo in una fresca pineta (m. 1140).
Alterniamo alcuni tratti in salita ad altri con poca pendenza. Alcune canaline per lo scolo dell'acqua attraversano il percorso.
Vediamo una casa in alto a sinistra poi, camminando quasi in piano, superiamo un rivolo che attraversa il sentiero.

Ignoriamo un ponticello di legno con il quale è possibile attraversare il torrente (m. 1170).
Dopo pochi passi in salita proseguiamo dapprima quasi in piano e poi con poca pendenza.
Sulla sinistra troviamo dei tronchi collocati in orizzontale come rinforzo per prevenire eventuali smottamenti del terreno.
Trascuriamo un sentiero che retrocede verso sinistra e continuiamo diritto in salita (m. 1200).
Poco più avanti sulla destra troviamo, una dopo l'altra, due panche realizzate con mezzo tronco.

Raggiungiamo una baita con la parte inferiore di pietra e quella superiore di legno. Sulla grondaia leggiamo il segnavia 22 (m. 1210).
Subito dopo con un altro ponticello è possibile attraversare il torrente. Proseguiamo diritto in leggera salita e troviamo un'altra panca.
Alla destra, oltre il corso d'acqua, vediamo un baitello.
Troviamo anche una vecchia passerella che probabilmente più nessuno utilizza per attraversare il torrente, tanto è inerbita e coperta da vegetazione.

Tenendo sempre il percorso principale, raggiungiamo uno splendido ponte di tronchi, coperto da una tettoia di legno, sul quale una panchina inviterebbe a una sosta (m. 1230).
Passati alla destra del Torrente Campovecchio, dopo un breve tratto in piano, riprendiamo a salire.
Lasciamo un masso alla sinistra poi, quasi in piano, scavalchiamo due rivoli.
Torniamo a salire. Alla destra c'è una stalla/fienile (m. 1255).
Saliamo tre pezzi di tronco che formano dei rudimentali gradini (m. 1270).
Poco dopo usciamo dal bosco. Percorriamo pochi passi quasi in piano tra i prati e poi, con altri tre gradini simili ai precedenti, riprendiamo a salire.
Proseguiamo tra due bassi muretti di pietre ammucchiate, attorniati da cespugli e qualche alberello. Alla sinistra ci sono anche dei vecchi paletti di legno che reggono del filo spinato.

Poco dopo raggiungiamo una trentina di vecchie baite, tutte quante ben conservate o ristrutturate. Iniziamo ad attraversarle, quasi in piano, finché troviamo sulla sinistra un altro ponte in legno, coperto e simile al precedente (m. 1300).
Ignorata la stradina che prosegue diritto verso l'ormai vicino Rifugio Campovecchio, andiamo a sinistra.
Superato il ponte, sulla destra troviamo una fontana con due cannelle e una vasca di pietra.

Con una stradina sterrata ci addentriamo nel bosco, gelido d'inverno ma molto fresco anche d'estate.
Alla sinistra in alcuni punti ci sono delle protezioni in legno. Alcune canaline per lo scolo dell'acqua attraversano il percorso. Alla destra ci sono dei cartelli che indicano il limite del parco.
Camminiamo con lievi saliscendi, prevalentemente alternando qualche tratto in piano ad altri in leggera discesa.
Sulla sinistra troviamo un cartellone che invita gli escursionisti a comportarsi correttamente (m. 1280).
Raggiungiamo uno slargo. Alla destra ci sono una panchina e un cartellone che informa che la sistemazione del percorso è stata effettuata con il contributo di fondi europei. Alla sinistra scende una stradina. Proseguiamo diritto.

Alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in leggera salita.
In basso a sinistra vediamo due baitelli in un prato mentre in alto a sinistra, raggiungibile con una stradina inerbita, c'è una costruzione in cemento dal cui tetto sbucano due tubi (m. 1300).
Dopo una breve discesa, quasi in piano, troviamo sulla destra un muro, dal quale tramite alcuni tubicini scende dell'acqua, e una panca in pietra.
Riprendiamo a scendere. Ignoriamo una stradina che sale a destra e, subito dopo, raggiungiamo tre baite, sull'ultima delle quali inciso nel legno leggiamo "Baite Brandet de Barbis" (m. 1280).
Camminando tra un muretto di pietre e una protezione in legno, raggiungiamo una stanga che chiude l'accesso ai veicoli, e ci immettiamo sulla strada descritta nel precedente itinerario (m. 1260) con la quale continuiamo verso destra fino al rifugio (m. 1305).

Tempo impiegato: ore 1.25 - Dislivello: m. 255- 60
Data escursione: marzo 2004/luglio 2012
 
Terzo itinerario: da Aprica (segnavia 338)
Aprica, situata presso l'omonimo passo, è raggiungibile con la statale 39 sia dalla Valtellina (SO) lasciando la statale 38 a Tresenda (km. 54.7) che dalla Val Camonica (BS) lasciando la statale 42 a Edolo.
Provenendo dalla Valtellina, al secondo semaforo prendiamo sulla destra Via Palabione e raggiungiamo l'ampio parcheggio della stazione a valle della cabinovia Palabione nel quale lasciamo la macchina (m. 1180).

Usciti dal parcheggio, giriamo a destra (est) in Via Adamello e la percorriamo in lievissima salita.
Lasciamo a sinistra Via Vago e, più avanti, Via Stella Alpina all'inizio della quale c'è un parcheggio a pagamento per soste brevi (tariffa oraria 2 euro).
Continuiamo quasi in piano con Via Adamello, superiamo una strettoia e raggiungiamo uno slargo dove alla sinistra c'è una fontana con vasca sotto a una tettoia.
Qui Via Adamello si immette su di un'altra strada che a sinistra si chiama Via Tonale e a destra Via Ospitale (m. 1195). Andiamo a destra in salita, inizialmente tra le case e poi tra case e prati.

Ad un bivio prendiamo la strada a sinistra (m. 1210). I segnavia infatti indicano verso sinistra con il percorso n. 339: Bratte Alte a ore 1, Malga Baradello a ore 1.30, Piana dei Galli a ore 2.30 e con il percorso 338: Bratte Basse a ore 0.50, Malga Premalt a ore 1.40.
Superiamo le ultime case e percorriamo una curva verso destra.

Giriamo a sinistra e, su di un ponte con le sponde di legno, attraversiamo il Torrente Ogliolo di Edolo. Un cartello informa che la strada diventa agro-silvo pastorale (S. Pietro - Bratte) e il transito è consentiti solo ai veicoli autorizzati.
Quasi in piano percorriamo un tratto sterrato, attorniati da prati (m. 1215).
Proseguiamo in salita con il fondo in cemento tra prati e radi alberi. Alla sinistra troviamo quattro paletti di legno che reggono un cavo.
Un sentiero sale dalla sinistra (m. 1230). Di tanto in tanto troviamo una canalina di ferro per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Poco dopo trascuriamo una sterrata che scende a sinistra verso una baita (m. 1235).

Percorriamo tre semicurve: sx-dx-sx. Alla destra troviamo il "Bait da la Presina", una stalla-fienile e un prato recintato mentre alla sinistra c'è una baitella di recente costruzione.
Continuiamo quasi in piano su sterrato. Attorno ci sono due prati. Alla sinistra c'è una recinzione con pali che reggono quattro cavi (m. 1255).
Proseguiamo con poca pendenza. La recinzione alla sinistra ora è più rudimentale. Vediamo una baita alla destra e il baitello della legnaia alla sinistra (m. 1260).
Continuiamo quasi in piano attorniati da alberi e prati (m. 1265).

Passiamo sotto i due cavi della seggiovia quadriposto Baradello - Piana dei Galli.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla destra ci sono due baite.
Continuiamo quasi in piano con il fondo in cemento. All'esterno di una curva verso sinistra troviamo un Crocefisso.
Torniamo a camminare in leggera salita su sterrato (m. 1270).

Entriamo in un bosco e percorriamo una curva verso destra.
Proseguiamo in salita su cemento. Alla sinistra c'è un prato con delle felci.
Superiamo una semicurva verso destra.
Percorriamo pochi passi su sterrato. Ignoriamo una stradina inerbita che sale a destra. Alla destra c'è una costruzione ai piedi della quale esce un ruscello che attraversa la strada su di un letto in cemento. Nel prato in basso alla sinistra vediamo una villetta e un baitello (m. 1285).
Continuiamo in salita su cemento. Alla destra c'è una casa.
Subito percorriamo una curva verso sinistra. Dietro verso destra, vediamo in lontananza le case di Aprica.

Rientriamo nel bosco (m. 1300).
Percorriamo un tornante destrorso molto ampio e vediamo un grosso bollo rosso-bianco-rosso su di un larice (m. 1310).
Proseguiamo con poca pendenza e dopo pochi passi su sterrato torniamo a camminare sul cemento attorniati da larici e betulle (m. 1315).
Tra gli alberi, in basso a destra riusciamo a scorgere un baitello (m. 1330).
Subito dopo, in basso a destra, vediamo due baite in un prato e una sterrata che scende a raggiungerle.
Continuiamo con un tornante sinistrorso e riprendiamo a salire tra larici e betulle (m. 1335).

Quasi in piano, su sterrato, percorriamo una curva verso destra. Alla sinistra c'è una panca (m. 1360).
Poco dopo, nuovamente su cemento, torniamo a salire e superiamo una semicurva verso sinistra trascurando una stradina inerbita che sale a destra.
Alla sinistra troviamo un'altra panca di legno (m. 1365).
Ora alla sinistra ci sono meno alberi e diversi arbusti (m. 1380).
All'interno di una semicurva verso sinistra vediamo un prato (m. 1385).

Percorriamo un tornante destrorso ignorando un sentiero che prosegue diritto (m. 1395). I segnavia indicano a destra: Baita Pidac, Bratte Basse, Bratte Alte, Palabione, Rifugio Valtellina.
Subito dopo, alla sinistra ci sono una fontana e la Baita Pidac che vediamo più in alto.

Poco dopo arriviamo ad un bivio. Lasciamo la sterrata che continua diritto [più avanti vediamo dei segnavia che indicano con la sterrata agro-silvo-pastorale Bratte - Baradello - Piana dei Galli (segnavia 337): Bratte Alte a ore 0.15, Malga Palabione a ore 1] e continuiamo verso sinistra con il fondo in cemento.

Dopo un tratto in salita, troviamo dei segnavia che indicano con il sentiero 338 che si stacca verso sinistra: Malga Premalt a ore 0.40, Campovecchio. Prendiamo il sentiero che inizia in modo abbastanza ripido (m. 1410).
La pendenza diminuisce un poco. Su di un albero vediamo il segnavia 338. Continuiamo in un bosco di larici. Da questo punto, di tanto in tanto, troveremo un bollo bianco-rosso.

Percorriamo una curva verso sinistra seguita da una verso destra mentre camminiamo sopra delle radici affioranti dal terreno (m. 1435).
Superiamo due brevi tratti, il primo quasi in piano e l'altro in leggera salita.
Dopo una curva verso destra continuiamo in salita.
Sei tronchetti di legno formano altrettanti gradini.

Giriamo a sinistra e quasi in piano attraversiamo un ruscello su di un ponticello di legno (m. 1450).
Proseguiamo in salita e rientriamo nel bosco.
Percorriamo una curva verso destra (m. 1460).
Due radici formano altrettanti gradini. Proseguiamo con poca pendenza (m. 1465).
Continuiamo in salita.
Troviamo varie radici che affiorano dal terreno.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire (m. 1475).

Con il sentiero incassato nel terreno circostante superiamo due serpentine destra-sinistra (m. 1480).
Proseguiamo con un breve tratto quasi in piano.
In leggera salita, attorniati da arbusti, superiamo una curva verso destra (m. 1485).
Continuiamo in salita.
Quasi in piano percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1505).

Terminati gli arbusti, guadiamo un ruscelletto.
Rientriamo nel bosco e proseguiamo in leggera salita.
Saliamo in modo abbastanza ripido (m. 1515).
Dopo un breve tratto quasi in piano torniamo a salire (m. 1520).
Vediamo del muschio sopra una roccia che affiora alla sinistra del sentiero.
Percorriamo un tratto abbastanza ripido (m. 1535) e uno con poca pendenza (m. 1545).
Dopo un breve tratto quasi in piano continuiamo in leggera salita (m. 1550).
Superiamo una semicurva verso sinistra e proseguiamo quasi in piano.

Percorriamo altre due semicurve destra-sinistra e continuiamo con poca pendenza. Un segnavia in legno indica il sentiero 23.
Proseguiamo quasi in piano.
In leggera salita superiamo due semicurve sinistra-destra.
Dopo un tratto in salita continuiamo quasi in piano (m. 1555).

In leggera discesa percorriamo un ampio tornante sinistrorso.
Dopo un breve tratto quasi in piano, superiamo una semicurva verso destra e riprendiamo a salire con delle serpentine appena accennate.
Percorriamo un tratto con poca pendenza e continuiamo in salita (m. 1560).

Su di un albero vediamo il segnavia 23 (m. 1575). Proseguiamo in modo abbastanza ripido.
In salita superiamo una semicurva verso destra (m. 1585).
Presso una semicurva verso sinistra vediamo delle radici affioranti dal terreno.
Continuiamo con pochissima pendenza (m. 1600).

Pieghiamo a destra. Con un passo scavalchiamo una roccetta (m. 1605).
Proseguiamo quasi in piano.
Vediamo il segnavia 338 su di un albero.

Arriviamo ad un bivio (m. 1600). I segnavia indicano, diritto: Campovecchio (sentiero 122); a destra: Sentiero P.G. Frassati, Zappello dell'Asino; dietro (sentiero 338): Aprica. Qui termina la salita e inizia la discesa verso Campovecchio. Proseguiamo diritto.
Lasciamo subito a sinistra un roccolo, un tempo usato per l'uccellagione, e continuiamo in discesa su di un largo sentiero.
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1585).
Continuiamo in leggera discesa (m. 1575).

Troviamo dei cartelli che indicano dietro (segnavia 122/7): Aprica, Baradello, Sentiero Frassati. Proseguiamo quasi in piano (m. 1570).
Poco dopo troviamo altri segnavia che indicano diritto: deviazione per Campovecchio, Sentiero P.G. Frassati, Camizzone, Aprica, Percorsi per Mountain Bike direzione Corteno Golgi.
Continuiamo in discesa tra prati e radi alberi.
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1555). Frattanto il largo sentiero è diventato una sterrata.

Percorriamo altre due semicurve: sinistra-destra. Alla destra c'è una vecchia stalla (m. 1540).
Dopo pochi passi, alla sinistra troviamo una baita recintata.
Continuiamo con il fondo in cemento ma solo per una diecina di metri (m. 1530).
Proseguiamo in leggera discesa su sterrato.
Alla destra vediamo una baita in un prato (m. 1520).
Poco dopo trascuriamo la sterrata che entra nel prato.

Poco prima di raggiungere i due edifici della Malga Premalt troviamo dei cartelli che indicano, diritto: Corteno (segnavia 6); a destra: deviazione per Campovecchio, Percorsi per Mountain Bike direzione Corteno Golgi. Andiamo a destra. Con una breve discesa scendiamo nel prato e quasi in piano lo attraversiamo (m. 1510).
Raggiunti gli alberi in fondo al prato, giriamo a destra e, seguendo il cartello che indica la deviazione per Campovecchio, prendiamo un sentiero inerbito, in leggera discesa, tra gli alberi.

In discesa percorriamo una semicurva verso destra (m. 1490).
Continuiamo quasi in piano (m. 1480).
Scendiamo un modo abbastanza ripido.
Percorriamo due curve sinistra-destra (m. 1465).
Proseguiamo con delle serpentine: dx-sx-dx.

Lasciamo a destra una roccia che sporge leggermente verso il sentiero e continuiamo in discesa (m. 1455).
Proseguiamo in leggera discesa attorniati da arbusti (m. 1445).
Superiamo due semicurve destra-sinistra e continuiamo in discesa (m. 1440).
Un cartello segnala il divieto di caccia.
In leggera discesa percorriamo un'ampia curva verso destra (m. 1430).
Riprendiamo a scendere in modo abbastanza ripido.
Continuiamo con delle serpentine.
In leggera discesa percorriamo una curva verso destra (m. 1400).
Dopo un tornante sinistrorso proseguiamo in discesa
Percorriamo altri due tornanti: sinistra e destra (m. 1395).

Il sentiero si biforca. Alla sinistra scende ripidamente. Meglio tenere la destra e percorrere due curve sinistra-destra. Dopo una diecina di metri il sentiero si ricompone (m. 1375).
Dopo un tratto in leggera discesa continuiamo in discesa (m. 1365).

Troviamo una roccetta che affiora nel sentiero e possiamo aggirarla da entrambi i lati (m. 1365).
Il sentiero si divide nuovamente ma solo per aggirare una pietra liscia obliqua (m. 1355).
Proseguiamo in leggera discesa.
Percorriamo un tratto quasi in piano (m. 1350).
In leggera discesa superiamo due semicurve: sinistra-destra
In discesa percorriamo un tratto di sentiero bagnato da un rivolo.

Proseguiamo quasi in piano. Alla destra, da un tubo arancio, esce dell'acqua sorgiva che attraversa il sentiero (m. 1325).
Torniamo a scendere. Troviamo alcuni massi e pietre coperti dal muschio.
Quasi in piano percorriamo una curva verso sinistra accompagnati da una staccionata sul lato destro del sentiero (m. 1315).
Lasciamo a sinistra alcuni massi.

Sbuchiamo sulla sterrata di fondo valle tra le baite di Campovecchio (m. 1310). I segnavia indicano, dietro: inizio sentiero 4 luglio CAI Santicolo e con il segnavia 7: Malga Premalt a ore 0.50, Passo Telenek a ore 5.30, Passo Sellero a ore 6.30, Bivacco Davide a ore 8; verso sinistra e verso destra con i sentieri 124 e 129: Giro delle Valli di Sant'Antonio. Alla destra c'è il Rifugio Alpini Campovecchio. Andiamo a sinistra, quasi in piano passando accanto ad una baita con l'insegna: "1886 Tablat de li Goe 1990".
Continuiamo in discesa. Alla destra ci sono un prato ed alcuni grandi massi.
Percorriamo un paio di curve e su di una baita vediamo il segnavia a bandierina con il n. 124.
Troviamo il sentiero (segnavia 124) descritto nel secondo itinerario che arriva davanti a noi. Alla destra c'è un ponte in legno coperto (m. 1300).
Superiamo il ponte e proseguiamo attraversando il bosco come già descritto nel secondo itinerario e poi ci immettiamo sulla sterrata (segnavia 129) descritta nel primo.

Tempo impiegato: ore 2.50- Dislivello m. +490 -365
Data escursione: marzo 2004/settembre 2020

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Rifugio Campovecchio (m. 1311) in ore 0.50
  • al Lago di Picol (m. 2378) in ore 3.15
  • al Bivacco Davide Salvatori presso il Passo Torsoleto (m. 2645) in ore 5
  • al Monte Torsoleto (m. 2708) in ore 5.30







Dati del Rifugio Brandet

Altezza:
m. 1305
Gruppo:
Orobie Camune
Ubicazione:
Val Brandet
Comune:
Corteno Golgi - BS
Carta Kompass:
94 -B5
Coordinate Geo:
46°08'15.70"N
10°13'11.40"E
Gestore:
Piero e Laura
Telefono gestore:
338 8977025
Telefono rifugio:
0364 1916206
Posti letto:
24
Apertura:
maggio-ottobre
Pagina aggiornata
il: 01/11/2020
Il Rifugio Brandet 1° itinerario - Alcune baite in Val Brandet Lungo la sterrata Ponticello lungo il percorso in versione invernale La testata terminale della valle 2° itinerario - Un ponticello ... sul Torrente Campovecchio Ponte coperto 3° itinerario -  Il parcheggio della Cabinovia Palabione La Baita Pidac a Bratte Basse Crocefisso Ponticello di legno Roccolo Una baita prima di Premalt Malga Premalt Il torrente e alcune baite a Campovecchio Il Rifugio Brandet in versione invernale

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