Bar Bianco

L'agriturismo (ex-rifugio) Bar Bianco è situato alla base dell'Alpe Culino, su di un dosso prativo dominato dalla Cima Rosetta (m. 2156).

Primo itinerario: in auto
Lasciamo la statale 38 a Morbegno per prendere sulla destra (sud) la provinciale 7 della Val Gerola.
Dopo 8 km in salita, superato il centro di Rasura, dobbiamo girare a destra.
Possiamo farlo subito (a - Via Costa) oppure proseguire fino al termine del paese (b - Via Ronco Vecchio). In entrambi i casi, alcuni cartelli segnalano i Rifugi Bar Bianco e della Corte.
a) Percorrendo dapprima Via Costa e poi Via Pezzini risaliamo verso la parte alta del paese. Ad un bivio giriamo a sinistra in Via Larice (cartello indicatore: Alpe Culino km. 6).
b) Con Via Ronco Vecchio invece saliamo direttamente fino ad immetterci in Via Larice dove proseguiamo verso sinistra.

Dopo l'uscita dall'abitato di Rasura la strada è soggetta a pedaggio. Su un cartello leggiamo: "Strada agro-silvo-pastorale. Accesso con pass. Per poter accedere è necessario registrare la targa. Attenzione telecamere attive dal 20 giugno 1922. Dopo il passaggio ai varchi hai tempo 30 giorni per effettuare la registrazione. Costo del pass giornaliero € 5, settimanale € 10, mensile € 15. Informazioni e regolamento sul sito www.consorziomiglioriemontane.it o al numero di telefono 0342 610955." Alla destra c'è un parcheggio (m. 1040).

Dopo 400 metri circa, accanto ad un palo rosso, alla sinistra sale il sentiero 124 (descritto nel secondo itinerario) per coloro che vogliono arrivare al Bar Bianco a piedi.

Continuando in auto, più avanti ignoriamo una stradina sulla destra (cartello: Rasega, Fontane, Ronchi di Sotto) (m. 1120).
Poco dopo ignoriamo, sempre a destra, la deviazione per il Rifugio della Corte (cartello: Ronchi, Corte, Tagliate, Alpe Olano) (m. 1130).

Proseguendo, in località Ciani, nei pressi di un tornante destrorso, la carrozzabile diventa sterrata (m. 1335). All'esterno del tornante, dove c'è parecchio spazio per parcheggiare, parte un sentiero che si innesta in quello descritto nel secondo itinerario.
La sterrata invece dopo altri tre tornanti raggiunge il parcheggio del Bar Bianco.

Questo durante la bella stagione perché durante l'inverno, a causa dell'esposizione a nord, difficilmente riusciremo ad arrivare con l'auto oltre l'abitato di Rasura o, nella migliore delle ipotesi, qualche tornante più avanti.
 
Secondo itinerario: da Rasura (inizio tratto soggetto a pass)
Come descritto nel primo itinerario arriviamo al parcheggio oltre il quale la strada è soggetta a pedaggio e vi lasciamo la macchina (m. 1040).

Superiamo una sbarra che troviamo aperta e ci incamminiamo in leggera salita nel bosco seguendo la strada asfaltata. Alla sinistra ci accompagna un muro in cemento.
Alla sinistra, su un casello dell'acquedotto, vediamo la telecamera che riprende il passaggio dei veicoli (m. 1080).
Sull'asfalto vediamo la scritta in bianco: "Km. 2" e percorriamo una curva verso sinistra molto lunga (m. 1085).

Alla sinistra prende avvio il sentiero 124 e troviamo il primo di una serie di pali dipinti di rosso che ci accompagneranno lungo il cammino (m. 1090).
Prendiamo il sentiero e subito percorriamo tre tornanti sx-dx-sx protetti da una staccionata di legno sul lato a valle.
Poco dopo, davanti ad una baita, ci immettiamo su di una sterrata (anch'essa proviene dalla strada asfaltata, uscendo un poco più avanti). Vediamo un palo rosso e andiamo a sinistra (m. 1105).
Alla destra c'è un prato e in alto vediamo una casa. Troviamo un palo rosso e superiamo una semicurva verso destra.

Entriamo nel bosco. Alla sinistra c'è una fila di paletti che sorreggono un cavo.
In salita percorriamo un tornante destrorso (m. 1120) e uno sinistrorso (m. 1130).
Ignoriamo un sentiero che sale a destra e, come indicato da un bollo bianco-rosso, proseguiamo diritto (m. 1140).
Il sentiero è rinforzato con pietre sul lato a valle. Una freccetta bianca invita a proseguire.

Un cartello della Rosetta Skyrace indica il sentiero che si stacca con un tornante destrorso. Continuiamo diritto (m. 1160).
Troviamo un'altra freccetta bianca.

In leggera salita raggiungiamo le prime case di Larice di Sotto (m. 1190).
Dopo una curva verso destra saliamo dei gradini di pietra camminando tra due staccionate di legno.
In alto giriamo a sinistra e continuiamo quasi in piano tra le baite (m. 1205).
Per un tratto camminiamo tra una staccionata di legno e un muretto di pietre a secco.
Alla destra troviamo una fontana con vasca in cemento. L'acqua cade nella vasca e passa anche in un tronco scavato. In alto a destra vediamo una tettoia con vari attrezzi. Su di un disco di legno affisso ad un paletto leggiamo: "Larice di Sotto".

In salita rientriamo nel bosco.
Percorriamo un tornante destrorso all'interno del quale c'è una rudimentale staccionata (m. 1215).
Su di un gradino vediamo un bollo bianco rotondo.

Raggiungiamo una sterrata e andiamo a sinistra verso uno slargo. Prima di raggiungerlo riprendiamo il sentiero che sale a destra accanto a un palo rosso (m. 1225).
Poco dopo ci immettiamo nuovamente sulla sterrata. I segnavia indicano: a sinistra la Madonna della Larice (bastano pochi passi verso sinistra per vedere la cappellina in alto a destra); dietro la Rosetta Skyrace; alla destra ci sono il solito palo rosso che indica la prosecuzione del nostro itinerario e un cartello che segnala il divieto di caccia (m. 1235).

Raggiungiamo una fontana con vasca in cemento. Davanti vediamo una cascina. Un cartello indica a sinistra il Bar Bianco. Continuiamo con due tornanti sinistra-destra (m. 1240).
Prima della cascina percorriamo con un tornante sinistrorso (m. 1250).
Con poca pendenza arriviamo ad un tornante destrorso e proseguiamo in salita (m. 1260).

Su fondo roccioso procediamo con dei zig-zag: sx-dx-sx.
Superiamo due semicurve destra-sinistra e riprendiamo il sentiero, tra gli alberi (m. 1280).
Percorriamo un breve tratto quasi in piano.
Con poca pendenza superiamo una semicurva verso destra.
In salita percorriamo due tornanti sinistra (m. 1285) e destra (m. 1290).

Usciti dal bosco troviamo una baita, con tavolo e panche sotto ad una tettoia. Il sentiero si divide e, come indicato da un palo rosso andiamo a sinistra (m. 1305).
Con poca pendenza superiamo una semicurva verso sinistra e riprendiamo a salire.

Lasciamo il sentiero che prosegue diritto per prenderne un altro, segnalato da un palo rosso, che si stacca alla destra (m. 1320).
Superiamo una semicurva verso destra e troviamo un altro palo rosso.

Raggiungiamo la radura di Ciani (m. 1335). Alla sinistra c'è una casa a due piani. Alla destra c'è la cappella dedicata ai caduti in guerra. Poco sopra alla sinistra c'è una baita. Tra l'erba ci sono anche tavoli, panche di legno e una fontana. In basso alla destra vediamo altre baite e il sentiero che sale dal parcheggio situato al quart'ultimo tornante della carrozzabile nel punto in cui diventa sterrata. Il panorama ci mostra, sul versante retico: Cima SW Malvedello (m. 2585), Cima del Dosenigo (m. 2844), Cima del Colino (m. 2510), Pizzo di Zocca (m. 3173), Cima di Castello (m. 3378), Torrone Occidentale (m. 3349) e il Monte Disgrazia (m. 3678) mentre sul versante orobico: Monte Verrobbio (m. 2136), Monte Ponteranica (m. 2378), Monte Valletto (m. 2370), Pizzo di Tronella (m. 2311), Pizzo di Trona (m. 2510), Pizzo dei Tre Signori (m. 2553), Il Piazzo (m. 2262), Pizzo Melàsc (m. 2465)  e Monte Colombana (m. 2387). Attraversiamo la radura disegnando un tornante sinistrorso.
Lasciamo a destra un casello dell'acquedotto con un cartello giallo che indica: Pesciadello minuti 30, Foppe minuti 60, Combanina minuti 60.

Proseguiamo in modo abbastanza ripido. Alla sinistra troviamo un palo rosso e alla destra un cartello di divieto di caccia (m. 1345).
Continuiamo in salita tra gli alberi.
Su di un masso vediamo un bollo bianco-rosso e una freccetta bianca. Subito dopo percorriamo una semicurva verso destra.

Attraversiamo una piccola radura e continuiamo nel bosco (m. 1360).
Ora saliamo ripidamente verso una palina con dei segnavia che vediamo in alto e la raggiungiamo.
I segnavia indicano
- diritto (segnavia 124): Cima della Rosetta ore 2;
- dietro: Loc. Ciani ore 0.05, Rasura ore 1;
- a sinistra (segnavia GVO): Alpe Combana ore 1.10, Laveggiolo ore 3.10, Lago di Trona ore 6;
- a sinistra (segnavia 139): Foppe ore 0.30;
- a sinistra (senza segnavia): Alpe Combanina ore 0.30, Alpe Stavello ore 2, Bocchetta di Stavello.
Continuiamo diritto come indicato anche da una freccetta bianca (m. 1380).

Percorriamo una curva verso destra segnalata da una freccia bianca ricurva (m. 1395).
Presso una curva verso sinistra troviamo un palo con un bollo bianco-rosso nel mezzo del sentiero. Troviamo anche un cartello, ormai illeggibile, affisso ad un albero (m. 1400).
Lasciamo a sinistra una piccola radura e proseguiamo diritto, nel bosco, in modo abbastanza ripido (m. 1405).
Camminiamo sopra delle radici che affiorano dal terreno (m. 1420).
Superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 1430).
Passiamo accanto ad un palo rosso (m. 1435).
Ora saliamo ripidamente.
La pendenza diminuisce un poco e percorriamo una curva verso destra (m. 1460).

Attraversiamo uno slargo dove troviamo alcuni tronchi segati e percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1470).
Dopo una curva verso destra continuiamo in modo abbastanza ripido tra gli alberi.
Il sentiero si divide in due tracce e dopo una curva verso destra si ricompone (m. 1485).

Troviamo un pannello, inchiodato a quattro pali di legno, intitolato "Il legno morto per la biodiversità". Vi leggiamo tra l'altro: "Il bosco svolge numerose funzioni nell'ecosistema forestale, tra cui quella di fornire la necromassa legnosa, cioè tutte le parti di legno di varie dimensioni, secche o già in decomposizione, presenti a terra o ancora sugli alberi. Le piante diventano così rifugi e habitat idonei allo sviluppo di una ricca varietà di organismi viventi, tra cui batteri, funghi, insetti, uccelli e mammiferi, oltre ad essere una importante fonte di alimentazione per molti di essi."
Dopo alcuni passi troviamo un palo rosso (m. 1490).

Troviamo due corte staccionate alla destra e la terza presso un tornante sinistrorso (m. 1505).
Con poca pendenza percorriamo un tornante destrorso, usciamo dal bosco e continuiamo in salita.
Lasciamo a sinistra un baitello in pietra.
Un cartello indica dietro la Rosetta Skyrace.
Ancora pochi passi e raggiungiamo il Bar Bianco (m. 1520).

Tempo impiegato ore 1.30 - dislivello m. 480
Data escursione: aprile 2023

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • percorso ornitologico
  • alla Baita del Prato (m. 1715) in ore 0.35
  • alla Baita Vèn (m. 1807) in ore 0.55
  • al Lago Culino (m. 1959) in ore 1.15
  • alla Cima della Rosetta (m. 2156) in ore 1.50








Dati del Bar Bianco

Altezza:
m. 1520
Gruppo:
Orobie Valtellinesi
Ubicazione:
Alpe Culino
Comune:
Rasura - SO
Carta Kompass:
92 - C9
105 - C2
Coordinate Geo:
46°05'46.90"N
9°32'08.40"E
Gestore:
Tiziana Borromini
Telefono gestore:
329 401 9065
Telefono rifugio:
320 083 3373
Posti letto:
21
Apertura:
giugno-settembre
tutti i giorni;
negli altri mesi
nei fine settimana
Pagina aggiornata
il: 25/04/2023
Bar Bianco Sopra Rasura, inizio strada agro silvo pastorale ... a pedaggio Inizio del sentiero La prima baita che incontriamo Il sentiero nel bosco Località Larice Località Larice Una cascina Panorama La Madonna della Larice La Madonna della Larice Località Ciani Casa a Ciani Cappelletta Interno della Cappelletta Pizzo di Tronella e Pizzo di Trona La Baita del Prato La Baita Vèn Il Laghetto Culino La Cima della Rosetta dal Laghetto Culino

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