Bivacco Zamboni

Il Bivacco Zamboni è situato all'Alpe Azzaredo, nella Foresta Demaniale Azzaredo-Casù.
E' stato ricavato dalla vecchia baita Cima recentemente ristrutturata dalla ERSAF.
Il bivacco dispone di tre posti letto su tavolato (mancano materassi e coperte). Contiene inoltre tavolo e panche in legno, un mobile, una base per camino (senza cappa), una griglia per cucinare, un solo padellino, una cassetta per il pronto soccorso e attrezzi vari (badile, piccone, martello).
All'esterno c'è una vasca per l'acqua; nei pressi c'è anche una sorgente segnalata da un cartello.
Dietro al bivacco passa il Sentiero delle Orobie n. 101.

Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a destra la provinciale 2 per Foppolo e continuiamo sulla sinistra con la provinciale 1.
Attraversata Mezzoldo, la strada diventa la provinciale 9 e inizia a salire verso il Passo San Marco.
Al primo tornante in Località Riva parte il sentiero n. 124.
Al nono tornante, tre km più avanti, dopo aver superato le Località Castello e Fraccia parte invece il sentiero n. 124/a.

Primo itinerario: dal Rifugio Madonna delle Nevi (sentiero n. 124)
Al primo tornante troviamo alcuni segnavia che indicano verso destra il sentiero n. 111 per: Piede Azzaredo a ore 0.10, Casera Siltri a ore 1.10, Forc. Rossa (incrocio 101) a ore 2.00; e il sentiero n. 124 per: Piede Azzaredo a ore 0.10, Baita Casera a ore 1.10, Baita Cima (incrocio 101) a ore 1.40, Bivacco Zamboni.

Superiamo il ponte sul torrente e troviamo un bivio: a sinistra la strada asfaltata termina poco dopo al Rifugio Madonna delle Nevi (m. 1336) preceduto da un ampio parcheggio; a destra i segnavia 111/124 su un masso segnalano la stradina sterrata che dovremo inizialmente percorrere.

Lasciata la macchina ci incamminiamo alla sinistra del torrente (m. 1320).
Poco dopo la sterrata gira a destra e attraversa il torrente. In caso di acqua abbondante, onde evitare il guado, è possibile continuare diritto con un sentierino (cartello: variante in caso di piena).
Poiché l'acqua è decisamente tanta, proseguiamo con il sentiero in leggera salita, tra il bosco e il torrente che effettua alcuni salti causati artificialmente dalle opere di contenimento dello stesso.
Più avanti ritroviamo la sterrata che arriva da destra riattraversando il torrente (altro guado). Un cartello su un albero indica la Madonna delle Nevi nella direzione da cui proveniamo. Un altro grande cartello segnala che stiamo entrando nella Foresta Azzaredo Casù.

Continuiamo con la sterrata in salita. Una freccia rossa indica le due direzioni di marcia.
Raggiungiamo un bivio (m. 1395). Su un masso vediamo il segnavia a bandierina con il n. 124 e la scritta: F. Rossa n. 111. Possiamo continuare con la stradina a sinistra o con il sentiero a destra che segue il torrente. In entrambi i casi dovremo superare un piccolo corso d'acqua; con il sentiero è sufficiente scavalcarlo mentre con la sterrata, se l'acqua è abbondante, potremmo bagnarci gli scarponi perché in questo punto è più largo. In ogni caso i due percorsi poi si riuniscono.
Riprendiamo dunque la sterrata e, quasi in piano, superiamo un altro torrente che scende da una cascata a sinistra e passa sotto la strada (m. 1405).
Torniamo a salire, seppur con poca pendenza, e raggiungiamo una palina con vari segnavia (m. 1430). A sinistra sale il sentiero 124 per: Bivacco Zamboni, Baita Cassù a ore 0.30, Casera Azzaredo a ore 1, Baita Cima (incrocio 101) a ore 1.30. Diritto invece il percorso n. 111 continua verso: Casera Siltri a ore 1, Incrocio 101 a ore 1.50.

Prendiamo dunque il sentiero a sinistra che si infila in un'abetaia. Alla sinistra c'è una breve protezione in legno.
Raggiungiamo un tratto con altre protezioni a sinistra e lo percorriamo in leggera salita.
Subito dopo troviamo un bivio (m. 1445). Una freccia rossa indica di continuare verso destra in salita ignorando l'altro sentiero in discesa.
Iniziamo a salire ripidamente mentre il rumore del torrente nel fondovalle si affievolisce poco alla volta.
Passiamo accanto ad una pietra sulla quale è stata tracciata in rosso una freccia e l'indicazione del bivacco (m. 1490).
Superiamo una curva con protezione a sinistra e continuiamo a salire in modo decisamente ripido con vari piccoli tornanti.
Troviamo poi tre gradini in legno. Presso alcuni tornantini ci sono delle protezioni in legno all'esterno.
Percorriamo un tratto in leggera salita (m. 1545).
Ora, quale protezione all'esterno dei tornanti, ci sono dei tronchi di albero.
Torniamo a salire ripidamente poi la pendenza diminuisce.

Troviamo uno spazio aperto in quanto gli alberi sono stati tagliati. In alto a destra vediamo la baita Cassù e, dopo un tornante, la raggiungiamo (m. 1624). Ci sono sei rudimentali panche fatte con mezzi tronchi, tre all'esterno e tre all'interno. Una scala a pioli conduce al soppalco. La porta è mancante. Può essere un buon riparo in caso di un improvviso acquazzone.
Al successivo tornante ripassiamo dietro alla baita.
Torniamo a salire abbastanza ripidamente con altri zig-zag, poi la pendenza diminuisce.
Dopo un tratto quasi in piano, con protezioni a sinistra, raggiungiamo due piccole cascate; l'acqua scende da destra e poi attraversa il sentiero (m. 1715).
Successivamente superiamo altri due rivoli; anch'essi scendono dalla montagna e attraversano il cammino.
Con un ultimo tratto in salita arriviamo alla fine dell'abetaia (m. 1785). Un cartello indica nella direzione da cui proveniamo: "Discesa per Madonna delle Nevi". Da sinistra arriva un sentiero.
Seguiamo ora, verso destra e in lieve salita, un costone erboso, con bella vista sui monti circostanti.

Troviamo il sentiero n. 124/a che sale da sinistra (m. 1790 - vedi il secondo itinerario). Un cartello in legno indica da quella parte Fraccia; diritto il Bivacco Zamboni; dietro la Madonna delle Nevi.
Nei pressi di un passaggio tra un muretto a secco, troviamo un cartellone che parla della "Geomorfologia in Azzaredo - inquadramento territoriale".
Continuiamo quasi in piano superando altri bàrech (= recinzioni fatte con muretti a secco).
In leggera salita raggiungiamo la Casera Azzaredo (m. 1795).
Qui giriamo a destra e, superato un muretto a secco, passiamo davanti alla stalla della casera (m. 1806).
Una freccia rossa indica le due direzioni di marcia.
Torniamo a salire tra i prati a zig-zag e raggiungiamo un altro passaggio tra un muretto. Un altro cartellone parla dei "Pascoli magri a nardo".
Arriviamo poi alla Baita Arletto (m. 1860) che precede una piccola conca nella quale un cartellone narra dei "Pascoli con forte stazionamento di bestiame".

Riprendiamo a salire, dapprima con dei gradini perfettamente intagliati nella pietra e successivamente con alcuni zig-zag.
Dopo un tratto quasi in piano continuiamo in leggera salita a mezza costa tra erba e qualche albero. In basso a destra vediamo una baita racchiusa in un bàrech.
Percorriamo altri due passi in piano, poi continuiamo in leggera salita. In basso a destra un muretto a secco scorre parallelo.
Troviamo un altro cartellone: "Pascoli secchi su substrato siliceo a festuca varia" (m. 1925).
Superiamo altre pietre ben sistemate a gradino.
Dopo una curva verso sinistra, la pendenza aumenta. Risaliamo altre pietre messe a gradino mentre vediamo un rivolo che scende da una pietra sulla destra a guisa di cascatella.
Raggiungiamo uno stretto ruscello e lo scavalchiamo per due volte mentre percorriamo un tratto in salita.
Arriviamo poi alla Baita Laghetti (m. 1963) alla sinistra della quale c'è lo Stallone dei Laghetti (m. 1969).

Dietro alla baita troviamo un altro cartellone che parla dei "Pascoli umidi".
Camminando su due pietre superiamo un ruscelletto.
Il sentiero ora si perde tra l'erba ma, alzando gli occhi, possiamo già vedere il bivacco davanti a noi.
Superiamo un cassone in lamiera e raggiungiamo un altro muretto a secco. Una scritta in quattro lingue ci da il benvenuto al Bivacco Zamboni.
Attraversato il bàrech, salendo tra prati e alcune pietre, troviamo un altro cartellone che parla dei "Pascoli pingui".
Ancora pochi passi e raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 687
Data escursione: maggio 2009

Secondo itinerario: da Fraccia (sentiero n. 124a)
Al nono tornante c'è posto per non più di quattro autovetture (m. 1600). Eventualmente possiamo proseguire per altri 350 metri e lasciare la macchina in uno slargo ai bordi della strada. Un segnavia su una tavola in legno indica il Bivacco Zamboni a ore 1.30.

Ignorate alcune tracce che salgono a sinistra, prendiamo il sentiero che scende davanti a noi tra i pini.
Poi percorriamo un tratto pianeggiante tra faggi e altri alberi. Torniamo a scendere ed usciamo dal bosco.
Piegando a destra superiamo un'ansa della montagna dalla quale scende un torrente (m. 1585).
Percorriamo un tratto in salita. Alla sinistra ci sono degli alberelli. Una freccia rossa indica le due direzioni.
Camminiamo poi in leggera discesa tra i prati; in alto a sinistra vediamo una casa in costruzione.
Ci addentriamo in un altro bosco di conifere. Dopo un breve tratto in leggera discesa troviamo un masso che stringe la sede del sentiero (m. 1575).
Continuiamo con percorso che alterna brevi tratti in leggera salita o discesa. Un rivolo attraversa il sentiero.
Ad un bivio andiamo a destra in leggera discesa, poi continuiamo quasi in piano. In basso a destra nei prati vediamo tre baite.
Dopo una curva a sinistra scendiamo un poco fino ad un'altra ansa della montagna dove, camminando sulle pietre che affiorano, superiamo un altro corso d'acqua (m. 1565).
Percorriamo un tratto in salita nel bosco e continuiamo poi in piano con alberi a sinistra e prati a destra.
Tra i cespugli arriviamo al terzo guado che superiamo agevolmente grazie a delle pietre ben sistemate (m. 1575).
Giriamo a sinistra, riprendiamo a salire e poi, in piano, arriviamo all'ultimo guado (m. 1600).

Subito dopo troviamo un bivio e seguendo una freccia rossa andiamo a sinistra e riprendiamo a salire passando accanto ad un segnavia 124/a.
Saliamo tra i prati dove pascolano delle mucche lasciando a destra un baitello.
Ci avviciniamo ad un bosco ma, prima di raggiungerlo, il sentiero piega a sinistra.
Continuiamo con un traverso a sinistra in leggera salita. La pendenza aumenta. Dopo alcuni zig-zag percorriamo un altro traverso, questa volta verso destra.
Troviamo una scorciatoia che si stacca a sinistra (m. 1660). Il sentiero principale continua fino al limitare di un bosco e poi piega anch'esso a sinistra e, quasi in piano, viene raggiunto dall'altro.
Continuiamo in salita con prati a sinistra e alberi a destra.
Dopo una curva a destra la pendenza aumenta. Camminiamo tra prati e radi alberelli.
Un sentiero sale da destra e si unisce a quello che stiamo percorrendo (m. 1705). In questo punto giriamo a sinistra. La pendenza diminuisce.
Il sentiero si sdoppia ma torna subito ad unirsi. Ora saliamo ripidamente. A destra, nei prati, c'è un baitello (m. 1735).
Con qualche zig-zag raggiungiamo alcuni abeti.
Sulla sinistra si stacca una ripida scorciatoia. Una freccia rossa indica di proseguire diritto.
Subito dopo troviamo una bacheca con un cartellone riguardante la Foresta Azzaredo Casù.

Troviamo poi il primo di una serie di cartelloni che parlano del "Sentiero dei Pascoli" posti a cura della Ersaf.
Il sentiero ora gira a sinistra e continua con minore pendenza fino al bivio (m. 1790) dove incontriamo il sentiero n. 124, descritto nel precedente itinerario, con il quale continuiamo fino al bivacco.

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 447 -40
Data escursione: luglio 2009

ESCURSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • al Passo della Porta (m. 2028) in ore 0.15
  • alla Malga Fioraro (m. 1880) in ore 0.40
  • al Passo San Marco (m. 1985)
  • al Lago di Cavizzola (m. 1900) in ore 1
  • alla Forcella Rossa (m. 2053) in ore 1.30
  • a Foppolo in ore 4




Dati del Bivacco Zamboni

Altezza:
m. 2007
Gruppo:
Val Brembana
Ubicazione:
Alpe Azzaredo
Comune:
Mezzoldo - BG
Carta Kompass:
105 - D3
Gestore:
CAI Piazza Bremb.
Telefono gestore:
0345 82244
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
3
Apertura:
sempre aperto
Pagina inserita
il: 10/07/2009
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Il Bivacco Zamboni
Interno del bivacco
Veduta sui tornanti per il Passo S. Marco
Panorama nei pressi della Casera Azzaredo
Panorama dei pressi della Baita Arietto
I RIFUGI E I BIVACCHI DELLA VAL BREMBANA:
Armentarga - Benigni - Ca' d'Arera - Calvi - Cancervo - Canto Alto - Capanna 2000 - Cà San Marco - Gesp - Gherardi - Grassi - Gremei - Laghi Gemelli - Longo - Lupi di Brembilla - Mezzeno - Mirtillo - Nembrini - Palazzi - San Marco 2000 - Terrerosse - Tre Pizzi - Zamboni.

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