Rifugio Vincino

Il rifugio Vincino è situato in fondo alla Valle del Liro, sul lato destro idrografico.
Lo si incontra a monte delle baite di Vincino risalendo la dorsale prativa verso il Passo Camedo tra i monti Torresella e Cardinello.
I locali del rifugio, che è una vecchia caserma della finanza riadattata allo scopo, sono sempre chiusi e incostuditi.
Chi fosse interessato può ritirare le chiavi presso il Bar-Pizzeria Il Ponte a Gravedona (tel. 0344 85223).
La valle è ricca di boschi di castagne che, assieme al contrabbando, fino a qualche decennio fa costituivano la risorsa principale delle persone che la abitavano. Ora le antiche baite, sparse qua e là a gruppi sono quasi tutte disabitate e, talvolta, in rovina.

Primo itinerario: da Gravedona
Con la statale 340 Regina arriviamo fino a Gravedona dove prendiamo la deviazione per Peglio, Livo e Dosso del Liro allontanandoci dal lago.
Dopo alcuni chilometri, ad un bivio andiamo a sinistra verso Dosso Liro.
Raggiunto il paesino, lo attraversiamo passando per la piazzetta della chiesa, oltre la quale la strada si restringe un poco, e continuiamo fino al Pian delle Castagne dove troviamo sulla sinistra ampio spazio per parcheggiare (m. 860).

Lasciamo la strada, che prosegue con il fondo in cemento, e ci incamminiamo su una sterrata a sinistra passando accanto ad un cartello che indica la Via dei Monti Lariani n. 4 e il rifugio Vincino.
Questa stradina parte in discesa ma dopo pochi metri diventa pianeggiante. Siamo circondati da un bosco formato da castagni, betulle e larici.
Superiamo un ruscelletto che attraversa il cammino e poi, camminando in leggera discesa, altri due rivoli d'acqua.
Il percorso ritorna pianeggiante. Troviamo un altro rivolo e ignoriamo un sentiero in discesa sulla sinistra.
Un cartello indica ancora la Via dei Monti Lariani e più avanti un altro segnala nella nostra direzione di marcia: Vincino, Pianezza e Bolsena. Qui il percorso si restringe e diventa mulattiera. Incontreremo segnavia a bandierina di colore rosso bianco rosso e dei bolli gialli e seguiremo questi ultimi fino al rifugio.

Lasciamo a sinistra un terreno recintato da una rete metallica verde poi, dopo un breve tratto in salita, ritorniamo in piano e raggiungiamo Bolgiana. Superate le baite, che sembrano disabitate, ed un altro rivolo, cominciamo a vedere il rifugio, lassù in alto sull'altro versante della valle.
Attraversiamo un ruscelletto; passiamo tra i ruderi di una baita e una forra e, dopo un altro rivolo, scendiamo in direzione di un gruppo di case.
Prima di raggiungerle dobbiamo guadare un ruscello, camminando sui sassi che affiorano dall'acqua, e risalire l'altro versante.
Un cartello informa che siamo in località Pianezza. Le case sono tutte abbandonate.

Scavalchiamo un altro rivolo d'acqua e poi passiamo accanto ad un precipizio protetti da una recinzione.
Scendiamo ancora verso un ponticello che già vediamo. Questo tratto è un po' scivoloso.
Giunti in basso, superiamo un affluente del torrente cercando di tenerci in equilibrio su dei massi scivolosi.
Poco dopo, superato un altro cartello che indica il rifugio, raggiungiamo il ponticello (m. 830). Ci troviamo ad una quota inferiore a quella della località di partenza ed abbiamo già camminato per un'ora circa.
Ora però iniziamo a salire, dapprima ripidamente, tra i castagni, poi più dolcemente e, superato un tratto recintato, raggiungiamo le baite di Piazza (m. 998).

Dopo esserci dissetati alla fontana, lasciamo la Via dei Monti Lariani e deviamo a destra come indicato da un segnavia.
Di fronte abbiamo un ampio versante prativo con tre gruppi di baite e in cima vediamo il rifugio.
Giriamo dapprima verso destra e raggiungiamo le prime baite e una fontana.
Poi pieghiamo a sinistra e in piano ci avviciniamo ad un'abitazione recintata, le passiamo davanti e raggiungiamo un'altra fontana.
Qui il sentiero si unisce a quello descritto nel secondo itinerario.

Pieghiamo a destra, come indica una freccia, e procediamo in salita verso il terzo gruppo di baite. Le raggiungiamo e le attraversiamo facendo una breve sosta presso una delle due fontane.
Il sentiero ora prosegue in piano e passa a valle del rifugio.
Superiamo un rivolo d'acqua, entriamo nel bosco e ricominciamo a salire.
Troviamo un'altra indicazione per il rifugio su un grosso faggio sradicato e pertanto giriamo a sinistra abbandonando l'altro sentiero.
Saliamo ripidamente a zig-zag seguendo i bolli gialli.
Percorriamo poi un breve tratto in piano durante il quale dobbiamo attraversare un altro rivolo d'acqua.
Poi riprendiamo a salire e, al termine del bosco, troviamo il rifugio.

Tempo impiegato 2 ore. Dislivello: a saliscendi fino al ponte, poi 330 metri di salita.
Data escursione: novembre 2004
 
Secondo itinerario: da Consiglio di Rumo
Lasciamo la statale 340 Regina a Consiglio di Rumo per prendere una deviazione indicata come "ai monti".
La strada sale passando per diverse frazioni; ad Alborescia ignoriamo la diramazione per Brenzio e proseguiamo in piano addentrandoci nella valle del Liro, sul suo versante destro orografico.
Continuiamo tra radure, baite e castagneti fino a Ternasco (m. 751), poi scendiamo verso il torrente San Jorio.
Poco prima di arrivare al ponte della Mangiavacca (m. 660) troviamo un grande prato sulla destra e parcheggiamo la macchina.

Ci incamminiamo in leggera discesa. Giunti al ponte, lasciamo la strada e deviamo sulla destra per passare dall'altra parte del torrente.
Seguendo bolli gialli e rossi, procediamo lungo una stradina che subito abbandoniamo per prendere un sentiero che sale ripido sulla sinistra.
Superato un varco tra due rocce, la pendenza diminuisce.
Arriviamo ad un bivio dove lasciamo il sentiero più grande che sale a sinistra e ne prendiamo uno più piccolo che continua in piano.
Su un albero c'è un segnavia messo in posizione infelice; infatti salendo è visibile solo dopo averlo oltrepassato.
Superiamo un tratto in cui sembra che il sentiero possa franare.
Raggiungiamo un ponticello con il quale attraversiamo un torrente e riprendiamo a salire.
Un sentiero si innesta da sinistra. In alto c'è una vecchia baita.
Ora il percorso si divide in due per aggirare alcuni castagni e subito torna a riunirsi.
Su un masso vediamo una scritta gialla indicante il rifugio.
Il sentiero ancora si divide e riunisce altre due volte. Passiamo accanto a due baite diroccate.
Alla nostra destra vediamo un ruscello che forma una piccola cascata. Una parte dell'acqua si riversa sul sentiero allagandolo.
Giunti in cima guadiamo il rio e, con percorso pianeggiante, ci avviciniamo ad alcune baite e ad una fontana senza acqua.
Poco più avanti, con un tratto in lieve salita, ci uniamo ad un altro percorso e andiamo a destra. Qui bisognerà fare attenzione al ritorno, quando verrà spontaneo proseguire diritto.

Arriviamo alle baite di Morlone apparentemente abbandonate (m. 880). Passiamo tra le case e dopo due fontane in secca ne troviamo una terza con l'acqua.
Il sentiero, ora quasi pianeggiante, si addentra in un bosco di betulle. Poi riprendiamo a salire tra castagni e altre betulle.
Un albero abbattuto forma un arco sotto il quale dobbiamo passare. Alla nostra destra c'è un ruscello che ben presto dobbiamo guadare per risalire poi l'altro versante verso la baita Australia.
Continuiamo in piano e vediamo in alto le baite di Mezzonico che si possono raggiungere con una deviazione a sinistra. Un cartello indica invece di proseguire diritto per il rifugio.
Incontriamo per la prima volta il segnavia n. 4 della Via del Monti Lariani.
Poi, dopo essere passati tra due massi ai lati del sentiero, iniziamo un tratto in discesa con il quale perderemo una quindicina di metri di dislivello. Sotto di noi, a destra, rumoreggia il torrente Val Piana dalle acque bianche spumeggianti.
Circondiamo una forra e passiamo sotto un grosso faggio abbattuto. Poi con un ponte in legno e ferro superiamo il torrente.

Subito risaliamo ripidamente l'altro versante.
Superiamo un rivolo d'acqua e percorriamo un breve tratto in piano durante il quale troviamo ancora il segnavia numero 4, poi torniamo a salire.
Con un altro tratto in piano guadiamo un ruscello che scende dal monte alla nostra sinistra.
Arriviamo ad un bivio. Un segnavia indica il rifugio Vincino a 25 minuti sulla sinistra, mentre dall'altra parte prosegue la Via dei Monti Lariani.
Dopo un altro guado, riprendiamo a salire e raggiungiamo le baite di Piazza precedute da una fresca fontana (m. 998).
Qui il sentiero si unisce a quello descritto nel primo itinerario, pieghiamo a sinistra e proseguiamo come precedentemente descritto.

Tempo impiegato ore 1.40 - Dislivello: m. 500
Data escursione: maggio 2005

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Monte Torresella
  • al Passo Camedo (m. 1539) in ore 1.30
  • all'Alpe Malpensata (m. 1890) in ore 2.30
  • all'Alpe di Paina (m. 1967) in ore 3
  • alla Cima di Paina (m. 2379) in ore 4
  • al Monte Cardinello (m. 2521) in ore 5






Dati del rifugio Vincino

Altezza:
m. 1160
Gruppo:
Monti Lariani
Ubicazione:
Valle di Dosso
Comune:
Consiglio Rumo - CO
Carta Kompass:
poco fuori da: 91/92
Coordinate Geo:
46°10'58.70"N
9°13'35.80"E
Gestore:
incustodito
Telefono gestore:
0344 85223
Telefono rifugio:
-
Posti letto:
20
Apertura:
previo ritiro chiavi
Pagina aggiornata
il: 01/05/2005
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Il rifugio Vincino
La valle e il Monte Cardinello
Il ponticello a metà del primo itinerario
I RIFUGI E I BIVACCHI DELLE VALLI LARIANE:
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