Rifugio Val Trompia

Il Rifugio Val Trompia è situato al termine di una bella faggeta, in località Pontogna, sulle pendici orientali del M. Guglielmo.

Primo itinerario: da Pezzoro
Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Superato il ponte sul Mella ci immettiamo nella SP 345 della Val Trompia con la quale arriviamo a Lavone dove al km. 25.6 deviamo a sinistra per prendere la SP 52.
Dopo un chilometro, presso un tornante destrorso, lasciamo la provinciale che prosegue verso Pezzaze per continuare diritto in direzione di Pezzoro.
Più avanti, sempre seguendo la segnaletica per Pezzoro, giriamo a sinistra e con vari tornanti ne raggiungiamo l'abitato.
Percorrendo la via principale troviamo due parcheggi, uno alla sinistra della strada e l'altro alla destra in posizione sopraelevata (m. 900).

Lasciata la macchina ci incamminiamo nella stessa direzione con Via de Contrini. All'inizio della strada, sulla destra, ci sono una fontana e alcuni cartelli che indicano: Rifugio Pontogna a ore 1 e Monte Guglielmo a ore 3.
Ignoriamo sulla sinistra Via del Forcellino che conduce oltre che al Forcellino anche a Cimmo e Caregno. Altri segnavia in legno posti a cura del CAI di Gardone indicano: Pezzoro m. 911; diritto con il sentiero 325: Rifugio CAI Valtrompia a ore 1, Monte Guglielmo a ore 2.50.
La strada è ancora asfaltata e sale accompagnata alla sinistra da un ruscello. Alla destra troviamo un'altra fontana con vasca. Poco dopo entriamo nel bosco.

Lasciamo poi a destra una strada chiusa da una stanga e proseguiamo diritto. Due segnali stradali indicano che è possibile continuare in auto solo disponendo di un fuoristrada e che il limite di velocità è di 20 chilometri. Da qui al rifugio il fondo stradale alternerà tratti sterrati ad altri con un misto di cemento e pietre. Di tanto in tanto troveremo delle canaline in metallo per lo scolo dell'acqua.

Terminato l'asfalto percorriamo un tratto su cemento poi, con il fondo sterrato, in rapida successione superiamo due ponti, passando dapprima alla sinistra e poi alla destra del ruscello e ignorando una sterrata che prosegue diritto (m. 960).
Subito dopo un tornante ci manda verso destra abbandonando così il piccolo corso d'acqua.

Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire con il fondo in cemento e raggiungiamo un tornante sinistrorso (m. 995). Qui ci sono due sentieri che proseguono diritto, uno in salita e l'altro che scende a Pezzoro. Seguiamo il tornante.
Il percorso diventa abbastanza ripido. Alla destra troviamo un casello dell'acquedotto sulla porta del quale leggiamo "Pozza Ciocca" (m. 1010).
Percorriamo un tratto in leggera salita su sterrato e poi continuiamo con maggiore pendenza e con il fondo in cemento.
La strada si snoda con varie semicurve dapprima con poca pendenza su sterrato, poi ancora in salita, e dopo pochi metri su cemento ancora su sterrato (m. 1060).

Ignoriamo un piccolo sentiero, inizialmente rinforzato da un tronco rasoterra, che sale a destra (m. 1080).
Presso una curva a sinistra la strada è bagnata da un rivolo che la attraversa (m. 1090).
Torniamo a salire in modo abbastanza ripido e con il fondo in cemento.

Superiamo un tornante destrorso all'esterno del quale c'è uno slargo dove è stato collocato un tavolo in legno con relative panche (m. 1120).
Continuiamo su sterrato dapprima con poca pendenza e poi in salita.
Superiamo alcune curve poi la pendenza aumenta e torniamo a camminare sul cemento.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale ci sono dei prati (m. 1155).
Subito dopo, con il fondo sterrato, rientriamo nel bosco.
Dopo un tratto con il fondo in cemento la strada torna ad essere sterrata (m. 1170).
Poco dopo ignoriamo una sterrata pianeggiante che si stacca verso destra.

Dopo una curva a destra proseguiamo in leggera salita. Alla sinistra su di un faggio c'è una croce; alla destra c'è un casello dell'acquedotto (m. 1200).
Subito dopo riprendiamo a salire accompagnati alla sinistra da un gruppo di faggi alti e ritti.
Poi la pendenza diminuisce. Ora è alla destra che ci sono altri grandi faggi.
Torniamo a salire. Poi percorriamo un tornante destrorso con il fondo in cemento (m. 1245) ma potremmo anche proseguire diritto su sterrato. Davanti già vediamo il rifugio.
Dopo il tornante torniamo su sterrato. La pendenza è leggera e, in fondo, vediamo dei cartelli stradali indicanti che la strada diventa agro silvo pastorale e pertanto è percorribile solo dai mezzi autorizzati. Qui, o poco prima con un sentiero tra l'erba, giriamo a sinistra e raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.50 - Dislivello m. 360
Data escursione: ottobre 2011
 
Secondo itinerario: da Colle S. Zeno
Questo itinerario parte nei pressi del Rifugio Piardi, raggiungibile anche in auto tramite la stradina che collega Pezzaze a Pisogne.

a) da Pezzase (Val Trompia)
Usciamo dall'autostrada A4 a Ospitaletto (km. 206) e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente.
Superato il ponte sul Mella ci immettiamo nella SP 345 della Val Trompia con la quale arriviamo a Lavone dove al km. 25.6 deviamo a sinistra per prendere la SP 52.
Dopo un chilometro, presso un tornante destrorso, ignoriamo la strada che prosegue diritto per Pezzoro e proseguiamo con la provinciale seguendo le indicazioni per Colle San Zeno.
Superiamo Pezzaze e Avano e dopo alcuni chilometri arriviamo al Rifugio Piardi (m. 1418).

b) da Pisogne (Lago d'Iseo)
Con la statale 510 Sebina Orientale risaliamo il Lago di Iseo fino a Toline di Pisogne dove la lasciamo seguendo l'indicazione per la Val Palot.
Costeggiamo il lago e raggiungiamo il centro di Pisogne. Arrivati alla stazione ferroviaria giriamo a destra in Via Palini (cartello Val Palot).
Alla rotonda andiamo a sinistra e poi a destra in Via Romano (altro cartello Val Palot).
Giunti alla chiesa di S. Maria della Neve giriamo a destra in Via della Pace e continuiamo in salita fino al bivio di Dosseno. Al bivio, accanto a una madonnina e una fontana, troviamo un grande cartello che indica diritto: Sonvico, Fraine, Val Palot e Colle S. Zeno e a destra: Pontasio, Siniga, Grignaghe e Passabocche.
Proseguiamo diritto e superiamo le due frazioni di Pisogne: Sonvico e Fraine.
Ignoriamo sulla destra la strada per Croce Marino e Passabocche e proseguiamo diritto entrando in Val Palot.
Al successivo bivio giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per il Colle di San Zeno che raggiungiamo dopo alcuni chilometri di salita.

Circa duecento metri prima di arrivare al Rifugio Piardi per che arriva da Pisogne, oppure dopo per chi arriva da Pezzaze, troviamo uno slargo di fronte al quale parte una sterrata nella cui direzione i segnavia indicano: Cascina Gale a ore 0.40, M. Guglielmo a ore 1.40, Croce di Marone a ore 3.20, Malga Foppella, Rifugio Medelet, Rifugio Valtrompia a ore 1.20.
Lasciata la macchina ci incamminiamo sulla sterrata in salita.
Poco dopo troviamo un segnale di divieto di transito ed una stanga alzata.
Dopo un breve tratto con due strisce di cemento, in corrispondenza del passaggio delle ruote, la strada torna ad essere completamente sterrata.
Camminiamo in piano con un muretto alla sinistra. Una freccia gialla indica la direzione dalla quale proveniamo.
Alla sinistra c'è un prato. Poi entriamo in un bosco (m. 1420). Alla sinistra c'è ancora un muretto. Vediamo un'altra freccia gialla.
Percorriamo una curva a sinistra in leggera discesa e poi un'altra a destra quasi in piano ed usciamo dal bosco. Davanti vediamo il Monumento al Redentore sulla cima del M. Guglielmo.

Lasciata alla sinistra una cascina arriviamo ad un bivio (m. 1415). La stradina alla sinistra è chiusa da una stanga ed un segnale stradale indica il divieto di transito agli automezzi. Prendendola con il percorso contrassegnato con il segnavia 327 arriveremo al Rifugio Valtrompia passando per la Malga Vivazzo di Mezzo e la Malga Mattone; poi ritroveremo l'altro percorso contrassegnato con il n. 326 poco prima di arrivare al Rifugio Valtrompia (vedi la descrizione a ritroso di questo itinerario nella pagina del Rifugio Valtrompia). Nessun segnavia indica il percorso 327 mentre viene ben segnalato il 326 che prosegue diritto: Cascina Gale a ore 0.40, M. Guglielmo a ore 1.40, Croce di Marone a ore 3.10. Dietro il Rifugio Piardi è indicato a 10 minuti.

Proseguiamo diritto, in leggera salita, rientrando nel bosco.
Alla sinistra vediamo una palina del metanodotto.
Continuiamo quasi in piano superando una sbarra che troviamo aperta.
Poi, in leggera salita, passiamo accanto ad un cartello che avverte di prestare attenzione per la presenza di un capanno di caccia.
Torniamo a camminare quasi in piano. Ora attorno ci sono solo radi alberi mentre e alla destra possiamo ammirare un bel panorama.
Percorriamo una curva verso destra all'interno della quale c'è il capanno di caccia.
Proseguiamo con poca pendenza poi percorriamo una curva a sinistra tra gli alberi e torniamo in piano.
Alla sinistra ci accompagna ancora un altro basso muretto.
Continuiamo in leggera discesa. In questo punto la sterrata è coperta con due strisce di cemento. Attorno ci sono prati, alberi e alcune paline del metanodotto. Vediamo un vecchio cartello con una scritta ormai illeggibile.

Passiamo tra i due piloni di cemento che fanno da ingesso alla Malga Foppella e subito la raggiungiamo (m. 1425). La case e le stalle hanno il tetto di colore verde. Passiamo accanto ad una fontana con una grande vasca in cemento.
Oltre la malga riprendiamo il cammino verso il M. Guglielmo.
Camminiamo quasi in piano tra i prati e vediamo sulla destra un'altra fontana con vasca.
Poi, in leggera salita, lasciamo a destra una baita, situata un poco più in basso.

Ora la strada diventa un sentiero che si divide in varie tracce (m. 1445). Ci troviamo su un ampio crinale erboso tra il M. Guglielmo e il Colle S. Zeno.
Ci spostiamo poi verso destra camminando a mezza costa tra gli alberi in leggera salita.
Saliamo con un ampio sentiero pietroso.
Percorriamo poi un tratto quasi in piano (m. 1480). Per un po' usciamo dal bosco.
Ad un bivio andiamo a destra in salita.
Poi il bosco termina (m. 1505). Ora siamo attorniati solo da prati e in alto a destra vediamo la Malga Gale.
Proseguiamo diritto seguendo tracce di sentiero in modo abbastanza ripido.
Poi raggiungiamo e seguiamo la recinzione della malga (pali di legno con 4 cavi di filo spinato). La salita termina quando arriviamo al cancello della malga (m. 1550). Accanto all'ingresso alcuni segnavia indicano a sinistra il Rifugio Val Trompia e a destra il Rifugio Medelet.

Ci immettiamo sulla sterrata, che termina proprio qui davanti alla malga, e andiamo a sinistra in piano iniziando a costeggiare il versante nord del Monte Guglielmo.
Dopo una curva a sinistra, percorriamo un lungo tratto con varie semicurve che nel periodo invernale sono in ombra. Attorno ci sono degli alberelli.
Proseguiamo in leggera discesa. Alla destra troviamo un muro in pietre e cemento.
Più avanti, su una grande pietra leggiamo l'indicazione: "Giro delle Creste" (m. 1525). Vediamo delle frecce gialle che indicano la direzione dalla quale proveniamo.
Proseguiamo quasi in piano attorniati da alberi.
In basso a sinistra ancora vediamo gli edifici della Malga Foppella, riconoscibili dai tetti di colore verde.
Percorriamo un tratto in discesa (m. 1520) poi la pendenza diminuisce un poco. Superiamo alcune semicurve.
Attorno ci sono in prevalenza cespugli il che consente, verso sinistra, una bella vista panoramica sulla vallata e sulle cime lontane.
Dopo una curva a destra (m. 1475) torniamo a percorrere un lungo tratto che nel periodo invernale è in ombra.
Terminati gli alberi, superiamo un'ampia curva a destra in leggera discesa.
Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra. Davanti verso sinistra cominciamo a vedere in lontananza il Rifugio Val Trompia.

Proseguiamo alternando piano e leggerissima discesa tra radi alberi e cespugli.
Raggiungiamo una sbarra di colore rosso che troviamo aperta (m. 1420).
Dopo alcune curve vediamo un segnale stradale che avverte, coloro che provengono in senso contrario, che la sterrata terminerà 50 metri più avanti.
Lasciamo a destra un piccolo sentiero.
Proseguiamo in leggerissima discesa (m. 1405).
Ignoriamo un altro piccolo sentiero che sale a destra. In basso a sinistra vediamo una pozza.
Camminiamo in piano e troviamo un cartello, rivolto a coloro che provengono in senso opposto, che indica il divieto di transito ai veicoli.

Poco dopo raggiungiamo la Malga Pontogna composta da alcuni edifici adibiti ad abitazione o a stalla. C'è anche una fontana con una grande vasca in cemento. I segnavia indicano: Malga Pontogna (m. 1384); Monte Guglielmo a ore 1.25; Rifugio Cal Trompia a ore 0.15; Malga Gale a ore 0.50.
Proseguiamo in leggera discesa con due tornanti sinistra-destra con il fondo in cemento, che possiamo tagliare con un sentierino che scende con maggiore pendenza tra l'erba (m. 1375).
Continuiamo tra i prati (m. 1360).
Poi entriamo in un bosco e riprendiamo a scendere. Alla sinistra ci sono dei faggi secolari.
Usciti dal bosco percorriamo un breve tratto su cemento e pietre.
Continuiamo poi in piano, passiamo sotto dei cavi e raggiungiamo un baitello sulle cui pareti vediamo il segnavia 325.

Arriviamo ad un bivio (m. 1325). Dalla sinistra, accanto ad uno skilift, arriva il percorso n. 327 che avevamo lasciato quasi all'inizio. E' questo infatti il punto in cui i due percorsi tornano ad unirsi.
Poco dopo raggiungiamo una pozza accanto alla quale alcuni segnavia indicano dietro: M. Guglielmo (sentiero 325) a ore 1.40, Malga Gale (sentiero 325-326) a ore 1, Colle San Zeno (sentiero 327) a ore 1.15; a destra: Caregno (sentiero 320) a ore 1.10.
Possiamo proseguire con la sterrata che fa un giro più lungo verso sinistra. Conviene però prendere un sentiero che continua diritto.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Il sentiero si allarga e diventa una stradina inerbita.
Scendiamo tra i prati verso il visibile Rifugio Valtrompia. Poi la pendenza diminuisce. Alla sinistra c'è una costruzione. Passiamo sotto dei cavi e poi seguendo i piloni arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello m. +142 -300
Data escursione: ottobre 2011

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Monte Guglielmo (m. 1948) in ore 1.50 (sent. 325)
  • alla Malga Pontogna (m. 1390) in ore 0.20 (sent. 325-326)
  • alla Malga Gale (m. 1557) in ore 1.10 (sent. 325-326)
  • al Colle San Zeno (m. 1434) in ore 1.25 (sent. 325-327)
  • al Rifugio Piardi (m. 1418) in ore 1.15 (sent. 325-327)







Dati del Rifugio Val Trompia

Altezza:
m. 1260
Gruppo:
Valli Bresciane
Ubicazione:
Pontogna
Comune:
Tavernole - BS
Carta Kompass:
106 G2
Coordinate Geo:
45°45'36"N
10°12'06"E
Gestore:
Fabrizio Silvestri
Telefono gestore:
338 4296474
Telefono rifugio:
030 920074
Posti letto:
60
Apertura:
chiuso al martedi
Pagina aggiornata
il: 07/11/2013
Il Rifugio Val Trompia Veduta invernale del rifugio Il Monte Guglielmo La Malga Pontogna La Malga Gale

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