Bivacco Val Loga

Il Bivacco Val Loga è situato alla testata della Val Loga attorniato dalle vette del Pizzo Ferrè, della Cima di Val Loga e del Pizzo Tambò. Di fronte la vista spazia sul gruppo del Suretta col suo ghiacciaio mentre sul fondovalle sono ben visibili l'abitato e il Lago di Montespluga.
Dall'estate 2009 sostituisce il vecchio Bivacco Cecchini, in lamiera.

Il Bivacco Val Loga è una costruzione in legno con il tetto coperto da pietre. E' dotato di nove brande con materassi, cuscini e coperte, un tavolo, due panche, cinque sgabelli, fornello con bombola, lavandino, stoviglie, alcuni viveri di emergenza, cassetta di pronto soccorso e cassetta per le offerte. Per recuperare l'acqua, uscendo dal bivacco bisogna andare a destra e poi seguire per circa 60 metri un evidente sentiero verso sinistra in costa marcato con ometti e rettangoli bianchi con striscia blu.
Non lontano dal bivacco c'è una piazzola per l'atterraggio dell'elicottero.

E' raggiungibile con due itinerari: il C16 e il C17 che risalgono rispettivamente la Val Loga e la Val Schisarolo lungo i due versanti del Monte Cardine.

Primo itinerario: C 16 - da Montespluga lungo la Val Loga
Con la statale 36, lasciata a destra la galleria che porta a Madesimo, continuiamo verso il Passo Spluga. Costeggiamo il Lago di Montespluga e raggiungiamo il minuscolo abitato che porta lo stesso nome dove prendiamo la via a sinistra che termina in un ampio parcheggio nei pressi del ristoro La Capriata (m. 1908). Sulla destra parte il sentiero C 16. Un segnavia indica il Bivacco Cecchini.

Lasciata la macchina ci incamminiamo lungo Via Ferrè, una stradina inizialmente con il fondo di mattonelle in cemento, che poco più avanti diventa sterrata.
Percorreremo tutta la Val Loga, inizialmente con poca pendenza lungo il torrente Loga sul fondovalle e poi saliremo a sinistra seguendo bolli gialli, bandierine bianco rosse e alcuni ometti.
Il primo tratto è pianeggiante. Lasciate a destra alcune case, troviamo uno slargo con un tavolo in cemento e relative panche.
Poco dopo troviamo una panchina in legno e camminiamo tra il torrente e un muretto a secco.

Raggiungiamo un ponte in cemento con le sponde in ferro con il quale attraversiamo il Torrente Loga. Un segnavia indica sulla destra il Bivacco Cecchini.
Seguiamo il torrente lungo la sponda di sinistra e poco dopo troviamo un altro cartello che segnala il Bivacco Cecchini a ore 2.30 e il Pizzo Ferrè a ore 4.
Superiamo una porcilaia. Alcuni rivoli d'acqua attraversano il cammino e lo rendono fangoso. Approfittiamo di alcune pietre più alte per appoggiare gli scarponi senza bagnarli.
In leggera salita superiamo vari altri rivoli.
Più in basso vediamo un ponticello che consente di tornare sull'altro lato del torrente ma continuiamo diritto sempre in leggera salita superando altri rivoli d'acqua.

Con pochi passi risaliamo un piccolo dosso (m. 1975), poi raggiungiamo un torrente che proviene da una cascata a sinistra. Con un po' di equilibrio riusciamo ad attraversarlo camminando sulle pietre più alte.
Poco dopo, superati altri rivoli, attraversiamo un altro torrente; anche questa volta senza grandi problemi (m. 2010).
La pendenza aumenta un poco. Di fronte abbiamo un altro piccolo dosso, risalito il quale continuiamo in leggera salita.
Sul lato destro della vallata vediamo scendere un impetuoso torrente.
Oltrepassato un torrentello ed un rivolo, il sentiero piega a sinistra e inizia a salire in modo deciso alla destra di un torrente.

Raggiungiamo un primo ripiano (m. 2180). Subito torniamo a salire ripidamente; alla sinistra c'è un ruscello.
Camminiamo su alcuni lastroni di roccia. Una freccia di colore bianco e rosso indica di proseguire diritto. Sulla destra da una roccia una piccola cascata scende a pioggia (m. 2255).
Superiamo altri lastroni a fianco di una piccola cascata e, poco dopo, raggiungiamo un pianoro coperto di neve (m. 2300). In alto cominciamo a vedere il bivacco.

Ci spostiamo un poco a destra e saliamo in modo molto ripido. In questo tratto non c'è sentiero. Seguendo i bolli raggiungiamo un pianoro pietroso (m. 2375).
Attacchiamo un altro tratto assai ripido mentre il bivacco sparisce alla vista e ritroviamo il sentiero.
Superate alcune roccette torniamo a vedere il bivacco (m. 2450).

Raggiungiamo poi una valletta e ne percorriamo il lato destro a mezza costa superando un tratto innevato (m. 2470).
Continuiamo in salita su vaghe tracce di sentiero aggirando sulla destra un piccolo nevaio.
Per un attimo perdiamo di vista i bolli, forse coperti dalla neve. Di fronte abbiamo un altro ripido tratto. Non dobbiamo proseguire diritto seguendo un ruscelletto, ma guardare in alto un poco a sinistra dove c'è una grande roccia sulla quale è stata tracciata in bianco una freccia e una grande scritta che indica il bivacco sulla sinistra.
Andando in quella direzione, poco dopo ritroviamo bolli e sentiero.

Superata la roccia con la scritta (m. 2530), saliamo a zig-zag.
Percorriamo un tratto con minore pendenza durante il quale possiamo attraversare o aggirare un'altra zona innevata (m. 2585).
Continuiamo poi su tracce di sentiero salendo in modo più diretto. Torniamo a vedere il bivacco ma solo per poco (m. 2620).
Troviamo altra neve e passiamo non lontano da un torrente che scorre alla nostra destra.
Proseguiamo su sentiero detritico e torniamo a vedere il bivacco (m. 2665).
Ancora pochi passi tra la neve e poi attacchiamo l'erta finale un po' scivolosa su sabbia e pietrisco, al termine della quale raggiungiamo il bivacco.

Tempo impiegato: ore 3.00 - Dislivello: m. 865
Data escursione: agosto 2008
 
Secondo itinerario: C 17 - da Stuetta lungo la Val Schisarolo
Con la statale 36, lasciata a destra la galleria che porta a Madesimo, continuiamo verso il Passo Spluga. In località Stuetta, prima di arrivare alla diga che chiude a sudest il Lago di Montespluga, giriamo a sinistra per prendere la sterrata che sale verso le due dighe. La strada è abbastanza sconnessa per cui dobbiamo valutare se è il caso di parcheggiare subito presso uno slargo alla destra.
Arrivati alla casa del custode ignoriamo la stradina alla sinistra che conduce al Rifugio Castellaccio situato sul promontorio della Colmanetta tra le due dighe. Proseguiamo diritto passando accanto ad alcune costruzioni di servizio e raggiungiamo un vasto piazzale sterrato in fondo al quale parcheggiamo (m. 1910).

Ci incamminiamo, con il lago alla destra, su di una sterrata chiusa da una sbarra di ferro di colore grigio. Un segnale stradale vieta il transito ai veicoli. Un cartello segnala il Rifugio Stuetta a 500 metri nella direzione dalla quale proveniamo.
Poco dopo raggiungiamo la diga che chiude a sudovest il lago. Vari segnavia indicano a destra con il sentiero C18 superando la diga: Montespluga a ore 0.45; dietro: Rifugio Stuetta a ore 0.10; diritto con il sentiero C18: Cardinello, Isola a ore 1.30, Sentiero Storico di Valle Strada dello Spluga, Rasdeglia, Torni, Isola a ore 1.50. Altri segnavia indicano la Via Spluga e il sentiero 50. Una vecchia targa marmorea recita: "Vecchia strada per il Passo dello Spluga detta del Cardenello". Un cartellone in italiano e tedesco parla della Gola del Cardinello.
Ignoriamo pertanto il sentiero che scende a Isola passando per le Gole del Cardinello (descritto nella pagina del Rifugio Castellaccio) e girando a destra imbocchiamo il camminamento sopra la diga.

Giunti in fondo alla diga giriamo a sinistra. Vediamo una bandierina rosso bianco rossa. Passiamo accanto ad una fontana con vasca. Alcuni segnavia indicano a sinistra con il sentiero C29: Val D'Oro, Valmera, Stabisotto a ore 2; a sinistra con il sentiero C17: Val Schisarolo, Ghiacciao del Ferrè, Bivacco Cecchini a ore 3; a destra con il sentiero C18: Montespluga a ore 0.40.
Andiamo a sinistra con una sterrata in leggera salita accompagnati da un muretto alla destra mentre alla sinistra c'è la voragine al piedi della diga.
Superato un tornante destrorso, lasciamo alla sinistra un casello dell'acquedotto. Alcuni segnavia indicano la Via Spluga (m. 1915).

Subito dopo arriviamo ad un bivio. Una freccia rossa su di un masso e delle scritte indicano a sinistra Alpe Mede, P. Ferrè, C17, mentre il sentiero alla destra è contrassegnato da bolli gialli (è da questo sentiero che torneremo nel caso decidessimo di fare un giro ad anello).
Andiamo a sinistra dapprima con poca pendenza poi, superata una curva a destra, in salita.
Camminiamo su di un sentiero con delle pietre, circondati dall'erba (m. 1935).
Percorriamo un tratto bagnato da un rivolo. Continuiamo quasi in piano (m. 1950).

Scendiamo alcuni gradini di roccia poi riprendiamo a salire. Il sentiero in questo punto è infangato.
Continuiamo poi tra erba e pietre.
Percorriamo pochi passi quasi in piano con una grande roccia alla destra (m. 1955).
Poi torniamo a salire. Alla sinistra c'è una pozza.
Continuiamo quasi in piano tra l'erba su di un bel sentiero con delle pietre (m. 1960).
Torniamo a salire. Alla destra c'è una parete di roccia mentre alla sinistra il sentiero precipita ripidamente e sul lato opposto della vallata riusciamo a distinguere il sentiero del Cardinello.
Continuiamo dapprima con poca pendenza, poi quasi in piano e, dopo una curva a destra percorriamo un breve tratto in leggera discesa (m. 1975).

Dopo una semicurva a destra per un paio di metri camminiamo su pietrisco.
Superiamo una curva a destra. Ora il pendio alla sinistra scende verticalmente. Continuiamo con altre semicurve.
Dopo un'altra curva verso destra percorriamo un tratto in discesa che termina con una curva a sinistra presso un'ansa della montagna dalla quale potrebbero cadere delle piccole pietre (m. 1965).
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in lieve discesa, con un basso muretto di pietre alla destra che termina presso un'ampia curva destrorsa.
Troviamo poi un masso con i bolli bianco rossi.
Presso una curva a sinistra percorriamo due brevi tratti su pietrisco (m. 1955).

Quasi in piano superiamo una curva a destra accompagnati da un basso muretto di pietre. Ora il pendio alla sinistra scende meno ripidamente.
Prima di una curva a destra, vediamo alcuni massi poco più in basso alla sinistra (m. 1950).
Torniamo a scendere, inizialmente con poca pendenza, più lontano dal precipizio.
Dopo un tratto quasi in piano continuiamo in lieve discesa. Alla sinistra vediamo la vallata, Isola e il lago.

Arriviamo ad un bivio (m. 1925). Su di una pietra vediamo delle frecce gialle e bianco-rosse che indicano a sinistra con il sentiero C29: Valmera; diritto con il sentiero C17: Ferrè, Trekking della Val Spluga; dietro: Stuetta. Su di un'altra pietra, alla destra viene segnalato il Bivacco Cecchini. Andiamo dunque a destra.
Poco più in basso, in posizione panoramica sulla vallata, ci sono le baite di Le Mede ma da questo punto non sono visibili. Poco più avanti ne vedremo alcune mentre per poter vedere tutto l'alpeggio dovremo proseguire ancora e poi volgere lo sguardo.

Dopo un tratto quasi in piano ne percorriamo uno breve in salita, seguito da un altro anch'esso breve in discesa con il quale piegando a sinistra superiamo un'ansa della montagna e incrociamo il letto di un torrente.
Continuiamo dapprima quasi in piano e poi in salita (m. 1935).
Ci abbassiamo un poco per raggiungere il letto di un piccolo torrente e dopo averlo superato risaliamo l'altra sponda. Camminiamo a mezza costa con un sentiero tra l'erba.
Percorriamo un tratto con maggiore pendenza.
Poi la pendenza diminuisce un poco ma, superata una curva a sinistra (m. 1965), torniamo a salire fino a raggiungere un masso con i bolli.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire (m. 1985).
Davanti vediamo una cascata. Un rivolo attraversa il sentiero. Alla destra c'è una grande e liscia parete scura (m. 1990).
Attraversiamo un ruscello e saliamo in modo abbastanza ripido poi la pendenza diminuisce un poco (m. 2015).

Ora dobbiamo guadare il torrente a monte della cascata (m. 2020). Se l'acqua è tanta o il fondo si presenta scivoloso, per evitare rischi è opportuno risalire ripidamente l'erboso pendio alla destra del torrente per circa 10-15 metri fino a trovare un punto dove il corso d'acqua è stretto e lo si può scavalcare senza problemi.
Possiamo poi ridiscendere lungo l'altra sponda per riprendere il sentiero dopo il guado. Preferiamo proseguire diritto quasi in piano tra l'erba e portarci su di un'altra traccia, nel punto in cui ci sono dei bolli bianco rossi (m. 2035). Seguendola, saliamo in modo abbastanza ripido, poi ci immettiamo sul sentiero principale passando accanto ad un masso con i bolli (m. 2055).

Continuiamo a zig-zag tra erba e alcune pietre.
Poi la pendenza diminuisce un poco. Ora tra l'erba ci sono dei massi (m. 2070).
Alla sinistra, un po' discosto, vediamo scorrere un altro torrente.
Saliamo in modo abbastanza ripido fino a raggiungere un grande masso semi interrato, con i bolli, e lo lasciamo alla destra (m. 2105).
La pendenza diminuisce un poco. In questo punto un rivolo scorre sopra al sentiero.
Più avanti alla sinistra c'è un valloncello. Noi giriamo a destra, seguendo i bolli (m. 2115).

Saliamo a zig-zag tra erba e pietre affioranti dal terreno.
Superato un tornante sinistrorso la pendenza aumenta (m. 2130).
Proseguiamo poi tra erba, pietre e massi mentre la pendenza diminuisce.
Dopo un tratto in leggera salita la pendenza torna ad aumentare (m. 2145). Frattanto vediamo un torrente che scende ripidamente alla nostra sinistra. Lo raggiungiamo e per un po' lo costeggiamo (m. 2160).
Lasciamo a sinistra un masso con i bolli (m. 2175). Ormai il sentiero è ridotto a pallide tracce ma sui massi ci sono vari bolli gialli e bandierine rosso bianco rosse che indicano chiaramente il cammino.

In leggera salita ci riaccostiamo al torrente, dal quale ci eravamo allontanati di una diecina di metri.
Poi lo guadiamo verso sinistra e sull'altra sponda lo seguiamo in salita (m. 2195).
Più avanti lo guadiamo nuovamente tornando alla sua destra (m. 2210).
Passiamo accanto ad un masso con i bolli e proseguiamo dapprima quasi in piano e poi in leggera salita tra erba e pietre (m. 2225).
Frattanto su di un piccolo sentiero in alto a destra vediamo scendere lentamente, in fila indiana, mucche e capre; sono i giorni della transumanza.
Percorriamo un ripido tratto (m. 2240) seguito da un altro con poca pendenza (m. 2265).
Torniamo a salire. Poi la pendenza aumenta.
Raggiunto un masso con i bolli continuiamo in leggera salita (m. 2290).

Ci spostiamo di alcuni metri verso sinistra per evitare una zona con dei massi.
Riprendiamo a salire. Percorriamo poi un tratto quasi in piano seguito da un altro in leggera salita (m. 2310).
Attraversiamo una piccola pietraia poi riprendiamo il sentiero e saliamo in modo abbastanza ripido (m. 2315).
Poi ci spostiamo di alcuni metri verso sinistra e saliamo con delle serpentine.

Ora il sentiero è esposto verso sinistra e pertanto ci spostiamo a destra tra l'erba come indicato anche dai bolli (m. 2345).
Continuiamo quasi in piano. In basso a sinistra vediamo il sentiero (m. 2355).
Aggiriamo verso sinistra una pietraia poi, con alcuni passi in salita, ci riportiamo sul sentiero (m. 2360).

Saliamo ripidamente lungo una erbosa crestina, larga almeno un paio di metri, situata tra la vallata alla sinistra e un valloncello alla destra che raccoglie i massi caduti dal Monte Cardine.
Percorriamo un tratto con poca pendenza ma ben presto riprendiamo a salire (m. 2385).
Poi ci spostiamo un poco alla sinistra della cresta camminando con poca pendenza (m. 2410).
Passiamo accanto ad un bollo giallo e ad un ometto (m. 2415) e alterniamo alcuni tratti quasi in piano ad altri in leggera discesa seguendo i bolli tra pietre e qualche ciuffo d'erba.
Quasi in piano passiamo accanto ad un masso con i bolli e con delle pietre sopra a formare un ometto. In basso a sinistra rumoreggia il torrente.

Davanti si apre la conca ai piedi del Pizzo Ferrè (m. 2410).
Ci portiamo a fianco del torrente e lo costeggiamo alla destra.
Proseguiamo quasi in piano, seppur con lievi saliscendi, verso la testata della valle. Troviamo ancora qualche chiazza di neve che ormai, data la stagione, non riuscirà a sciogliersi.
Poi cominciamo a salire, piegando un poco verso destra, verso il passo dove termina il M. Cardine. Frattanto alla sinistra, sull'altro lato della valle spunta il Pizzo Ferrè.
La pendenza aumenta. Saliamo tra pietre e qualche ciuffo d'erba verso le ultime creste del M. Cardine che da questo punto di osservazione, nell'insieme, hanno le sembianze di uno spremiagrumi.
Superato un masso con i bolli, percorriamo un tratto con poca pendenza (m. 2485).
Poi riprendiamo a salire in una vasta pietraia verso il valico che appare sempre più evidente (m. 2500).

La salita diventa assai ripida. Ora tra le pietre troviamo della sabbia scivolosa. I bolli puntano ad una grande roccia che faticosamente raggiungiamo (m. 2540).
Poi la costeggiamo spostandoci verso sinistra. La pendenza aumenta ancora.
Evitiamo di risalire un canalino che si apre alla destra e seguendo i bolli proseguiamo aggirando le rocce (m. 2555).
Saliamo ripidamente camminando dapprima su della sabbia e poi su sfasciumi.
Più avanti, dalla roccia alla destra, vediamo scolare dei rivoletti di acqua (m. 2570).
Attraversiamo una ripida pietraia, seguendo i bolli che indicano la via migliore, a volte aiutandoci con le mani.
Poi la pendenza diminuisce un poco. Troviamo della sabbia e tracce di sentiero (m. 2590).

Dopo un altro tratto tra massi e pietre cominciamo a vedere il bivacco (m. 2610).
Superiamo un tratto quasi in piano, con un piccolo nevaio alla destra.
Torniamo poi a salire tra l'erba, con un paio di zig-zag destra-sinistra (m. 2640).
Attraversiamo dapprima una pietraia e poi un tratto su pietrisco (m. 2660).
Ci addentriamo in un'altra pietraia e poi quasi in piano ne usciamo (m. 2670).

Ora il sentiero sale tra l'erba. Poi diventa abbastanza ripido e sale con delle serpentine.
La pendenza aumenta ancora (m. 2690).
Raggiungiamo le rocce in alto a destra e le fiancheggiamo quasi in piano (m. 2705).
Torniamo a salire a mezza costa, tra sabbia e sfasciumi, mentre un ripido pendio scende alla sinistra.

Con pochi passi quasi in piano raggiungiamo due catene, una per lato, che ci aiutano a salire una roccia, in modo quasi verticale, per circa quattro metri.
Proseguiamo poi verso sinistra dapprima in salita e poi quasi in piano. Passiamo alla destra di un piccolo nevaio.
Abbiamo terminato di aggirare il Monte Cardine (m. 2720).
Ora ci spostiamo un poco verso destra e vediamo la Val Loga, Montespluga e il lago.
Torniamo a salire in modo abbastanza ripido passando su delle lastre di pietra oblique e camminando tra ciuffi d'erba.
Infine con un ultimo ripido tratto a zig-zag su tracce di sentiero raggiungiamo il bivacco.

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello: m. 930 -67
Data escursione: settembre 2013

Note:
Volendo effettuare un giro ad anello conviene salire con il sentiero C17 più impegnativo e riservare il più tranquillo C16 per la discesa.
Poi, prima di arrivare a Montespluga, prendiamo sulla destra il sentiero C18 che costeggiando il lago in 45 minuti ci riporta alla diga occidentale e al parcheggio.

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • alla Cima di Val Loga (m. 3004) in ore 1
  • al Pizzo Ferrè (m. 3103) in ore 2
  • al Pizzo Tambò (m. 3274) in ore 3









Dati del Bivacco Val Loga

Altezza:
m. 2773
Gruppo:
Val Chiavenna
Ubicazione:
Alta Val Loga
Comune:
Madesimo - SO
Carta Kompass:
92 - A1
Coordinate Geo:
46°28'33.50"N
9°17'04.30"E
Proprietario:
CAI Valle Spluga
Telefono propriet.:
333 4431373
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
9
Apertura:
sempre
Pagina inserita
il: 14/10/2013
Il Bivacco Val Loga Interno del bivacco Inizio del percorso lungo la Val Loga Il torrente della Val Loga Un guado Un piccolo nevaio Il Lago di Montespluga Ultimo tratto salendo dalla Val Loga Il Lago di Montespluga. Inizio del percorso lungo la Val Schisarolo Le baite di Le Mede al centro in posizione panoramica Il bivio Ferrè - Valmera Nel panorama a valle domina la nebbia Il circo terminale della Val Schisarolo Lasciato il torrente, attacchiamo la ripida erta finale Pietraie Le ultime creste del Monte Cardine Salendo tra le pietraie Sul dosso al centro si intravede il bivacco Ultimo tratto salendo dalla Val Schisarolo Il Pizzo Ferrè

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