Bivacco Val Capra

Il Bivacco Val Capra è situato nella Valle del Drogo, sulle alture a monte dell'Alpe Lendine, accanto alle poche baite del vecchio alpeggio.
Si tratta di una costruzione in pietra all'esterno e in legno all'interno, ottenuta dal rifacimento di una vecchia baita ed è stato inaugurato nell'estate 2016.
Dispone di due locali; nel primo ci sono: cucina con fornello due fuochi a induzione, mobile con stoviglie, tavolo, due panche, due cassapanche, cassetta pronto soccorso, cassetta per le offerte; nel secondo (separato da una porta scorrevole): otto posti letto (sei a sinistra e due a destra) completi di materassi, cuscini e coperte. Illuminazione a faretti. Pannelli solari sul tetto. Acqua dalla fontana all'esterno o dal vicino torrente.
Tra le cime, in lontananza oltre il fondovalle, vediamo il Pizzo Groppera (m. 2948), il Pizzo Stella (m. 3163), il Pizzo Galleggione (m. 3107) mentre a destra e dietro ci sono il Monte Mater (m. 2415) e il Pizzaccio (m. 2588).

Primo itinerario: da Olmo con il sentiero C26
Con la statale 36 arriviamo fino a San Giacomo Filippo (km. 122.7) dove deviamo a sinistra per imboccare la strada per Olmo e San Bernardo.
Superata una Via Crucis e la frazione di Motta continuiamo in salita con 18 tornanti.
La strada è asfaltata ma è anche abbastanza stretta tranne che nei tornanti. Ci sono comunque parecchie piazzole per lo scambio.
Dopo 7 km. raggiungiamo la frazione Olmo.

Possiamo parcheggiare accanto alla chiesa oppure un centinaio di metri più avanti alla destra della strada, di fronte ad una fontana (m. 1050).
In questo secondo caso torniamo indietro a piedi e, accanto ad una cappellina con la statua di una madonna, iniziamo a salire una scalinata con delle protezioni che fanno anche da corrimano alla sinistra e con un muretto alla destra.
Arriviamo al piccolo cancello del cimitero e giriamo a destra costeggiando la chiesa (m. 1060).
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra e troviamo un bollo bianco rosso ed una freccia.

Camminando tra case e recinzioni arriviamo ad un bivio (m. 1075) dove, accanto ad un idrante, troviamo una palina con dei segnavia che indicano a destra con il sentiero C26: A. Lendine a ore 2, Lago Caprara a ore 3.20, Alta Via Bodengo; diritto con il sentiero C27: Laguzzola a ore 1.45, A. Lendine a ore 2.45. Andiamo a destra, quasi in piano tra le case.
Proseguiamo in salita; alla sinistra c'è un prato e alla destra una recinzione formata da paletti di legno che reggono una rete.
Continuiamo tra prati e alberi (m. 1090).
Passiamo sotto a tre cavi.

Alla destra troviamo il primo di una serie di otto cartelli dedicati a S. Luigi Guanella. Su questo leggiamo: "Il Signore ti osserva con sospiri d'amore meglio di un padre che conta i battiti del bambino che dorme". Volgendo lo sguardo vediamo i tetti di Olmo.
Proseguiamo dapprima quasi in piano e poi con leggera pendenza. Alla destra, sul lato opposto della valle, vediamo i prati e le case di Dalò con il ripido pendio che precipita verso Chiavenna.

Ad un bivio (m. 1115) i segnavia indicano a sinistra: Laguzzola; a destra: Lendine. Dopo pochi metri a sinistra c'è il cartello n. 2/8 sul quale leggiamo: "Dio Padre ti guarda con amorevolezza, come se non avesse che pensare a te solo". Non ne troveremo altri in quanto a questo bivio proseguiamo verso l'Alpe Lendine.
Lasciamo a destra un masso sul quale vediamo un segnavia a bandierina rosso bianco rosso e continuiamo in salita.
Percorriamo un'ampia curva a sinistra salendo dei bassi gradini di pietra.
Dopo una curva a destra proseguiamo quasi in piano (m. 1130) e dopo la successiva a sinistra torniamo a salire. Transitiamo sotto quattro cavi dell'alta tensione.
Saliamo altri piccoli gradini.
Percorriamo due curve sinistra-destra (m. 1145).
Subito, con una curva a sinistra, aggiriamo un masso sul quale vediamo i bolli.

Nei prati alla destra ci sono le vecchie baite di Zecca; solo qualcuna è stata ristrutturata.
Dopo una curva a destra le raggiungiamo (m. 1165).
Seguiamo vari bolli rossi e due cartelli che indicano Lendine. Il sentiero segnalato, anziché addentrarsi tra le baite, le aggira a monte.
Alla sinistra troviamo una fontana con vasca di pietra.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra.
Poco dopo passiamo tra due pietre, entrambe con i bolli.
Continuiamo con poca pendenza. Vediamo una freccia verde.

Alla sinistra troviamo una fontana con vasca. Un sentiero proviene dalla destra dopo aver attraversato il piccolo borgo. Un cartello ed una freccia verde invitano a proseguire diritto verso Lendine. Alla sinistra c'è una colata di pietre e massi franati (m. 1185).
In salita entriamo in un lariceto. Un altro cartello indica Lendine.

Proseguiamo con poca pendenza e vediamo un tubicino arancione che affiora dal terreno.
Alla sinistra troviamo una vaschetta con dell'acqua e sentiamo il rumore del torrente che scorre passando sotto al sentiero, coperto delle pietre (m. 1195).
Attraversiamo una zona con dei massi franati, ai lati del sentiero.
Dopo un tratto quasi in piano torniamo a salire. Di tanto in tanto vediamo una freccia verde.
Percorriamo un tratto allo scoperto e rientriamo nel lariceto. Aggiriamo alla sinistra una bassa pietra piatta. Continuiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi.
Dopo una semicurva verso destra proseguiamo in leggera salita e dopo la successiva curva a sinistra torniamo a camminare quasi in piano (m. 1215).

Saliamo dei rudimentali gradini di pietra.
Superiamo due tornanti sinistra-destra (m. 1230).
Dopo un tratto con poca pendenza torniamo a salire con dei gradini di pietra.
Ai lati del sentiero ci sono vari massi e pietre franate.
Saliamo altri gradini di pietra.

Troviamo alcuni cespugli di rododendro alla sinistra del sentiero.
Percorriamo due tratti con poca pendenza intervallati da uno quasi in piano. Proseguiamo in salita.
Alla sinistra c'è un muretto di contenimento sul quale vediamo un bollo bianco rosso (m. 1250).

Subito percorriamo uno zig-zag sinistra-destra lasciando a destra un enorme masso.
Saliamo dei gradini di pietra. Attorno vediamo diversi massi e pietre.
Continuiamo con un tratto quasi in piano e riprendiamo a salire.
Alla sinistra ci sono rododendri e pietre franate.
Con uno zig-zag sinistra-destra saliamo dei rudimentali gradini di pietra (m. 1265).

Percorriamo un'ampia curva a sinistra all'esterno della quale ci sono dei massi e proseguiamo in leggera salita.
Troviamo la prima di una serie di fontane con vasca in legno, tutte uguali. Accanto c'è un idrante (m. 1280).
Continuiamo con un lungo tratto quasi in piano seppur con lievi saliscendi, camminando tra larici, rododendri e pietre. In basso alla destra vediamo una baita tra i larici.
Percorriamo due tratti con poca pendenza intervallati da uno quasi in piano.

Un sentiero si stacca alla destra e, in leggera discesa, scende verso una baita.
Alla sinistra troviamo una seconda fontana con vasca di legno. In basso a destra, nel bosco, vediamo dapprima due ruderi e poco dopo due baite (m. 1290).
Continuiamo con poca pendenza. Troviamo un altro sentiero che scende alle baite e passiamo accanto a due tombini in cemento e ad un idrante.
Dopo un tratto in salita continuiamo con poca pendenza.

Torniamo a salire. In basso a destra vediamo una baita tra i larici (m. 1310).
Un tubo blu con una righina azzurra affiora dal sentiero.
Subito dopo, aggiriamo una pietra con una freccia verde ed un albero situati nel mezzo dei sentiero. Attorno ci sono dei massi (m. 1325).
Continuiamo quasi in piano.

All'interno di una curva a sinistra ci sono dei rododendri.
Percorriamo un'altra curva a sinistra e poco dopo un tornante destrorso.
Continuiamo con poca pendenza.

All'inizio di un'ampia curva a sinistra, il sentiero è chiuso da un paio di cavi fissati ad un palo con una manopola, da aprire e richiudere dopo il passaggio, in modo da impedire il passaggio agli animali di qualche alpeggio (m. 1335).
Subito alla sinistra troviamo la terza fontana con vasca di legno e un idrante.
Vediamo ancora una parte del tubo blu con una riga azzurra che affiora dal terreno.
Percorriamo un tratto in salita, uno quasi in piano ed uno con poca pendenza.

In basso alla destra, sul fondovalle, vediamo le case di Sant'Antonio, lungo il percorso C 25 che sale al Lago del Truzzo e al Rifugio Carlo Emilio (m. 1360).
Vediamo una parte del tubo blu che affiora dal terreno.

Alla sinistra troviamo una croce accanto alla quarta fontana con vasca di legno e ad un idrante. In un incavo sotto una roccia vediamo un quadretto raffigurante una madonna. C'è anche un vecchio ombrello sicuramente abbandonato da parecchio tempo (m. 1370).
Continuiamo dapprima quasi in piano e poi con pochissima pendenza. Troviamo un tombino di ferro cementato nel terreno.
Dopo un altro tratto quasi in piano riprendiamo a salire e torniamo a vedere una parte del tubo blu affiorare dal sentiero.
Continuiamo con poca pendenza e poi quasi in piano.
Presso una curva a destra percorriamo pochi passi in salita e subito torniamo a camminare quasi in piano attorniati da massi e rododendri (m. 1390).
Proseguiamo con un tratto in salita, uno quasi in piano ed uno con poca pendenza.

In basso alla destra vediamo delle case.
Continuiamo quasi in piano passando accanto alla quinta fontana con vasca di legno e ad un idrante. Poco più in basso alla destra vediamo alcune vecchie baite (m. 1405).
Lasciamo a destra una pietra, con un bollo bianco rosso, infilata in verticale in un mucchietto di altre pietre.
Torniamo a salire tra larici, erba e cespugli di rododendro.
In basso alla destra, tra gli alberi, il torrente rumoreggia.
Dopo un tratto in leggera salita continuiamo quasi in piano e attraversiamo un ruscelletto (m. 1435).
Pochi passi più avanti vediamo ancora una parte del tubo blu che affiora dal sentiero.

Riprendiamo a salire. Dalla sinistra un rivolo si riversa sul sentiero e per alcuni metri lo bagna.
Continuiamo con poca pendenza. In basso alla destra vediamo una vecchia baita a due piani.
Troviamo la sesta fontana con vasca in legno e l'idrante. Sotto ad una grotta vediamo un quadretto raffigurante una madonnina. Vediamo anche il tubo blu che affiora per alcuni metri dal sentiero (m. 1445).
Poco dopo lo rivediamo riaffiorare in altri due punti. Riprendiamo a salire.
Percorriamo un tratto con poca pendenza e torniamo a salire.

Un ruscelletto si immette sul sentiero e per una diecina di metri lo bagna abbondantemente (m. 1465).
Continuiamo con poca pendenza. Lasciamo a sinistra una roccia obliqua. Vediamo un pezzo del solito tubo affiorante dal terreno.
Superiamo un altro tratto bagnato da un ruscelletto (m. 1475).
Alla sinistra troviamo un idrante e subito sentiamo scorrere l'acqua di un ruscello che, coperto delle pietre, attraversa il sentiero.

Quasi in piano raggiungiamo la settima fontana con vasca di legno collocata accanto ad un grosso cubo in cemento. Alla destra c'è un ponticello di legno protetto ai lati da paletti che reggono una rete verde (m. 1485).
Attraversato il torrente, giriamo a sinistra e riprendiamo a salire.
Ci immettiamo su di un sentiero più largo che proviene dalla destra. Vediamo un bollo rosso su di un albero (m. 1495).
Passiamo accanto a due tombini.

Arriviamo ad un bivio (m. 1500). I segnavia su di una pietra indicano davanti: Lendine; dietro verso sinistra: Olmo; dietro verso destra: Drogo.
Il sentiero si divide, aggira un paletto di legno intagliato nella parte alta, e si ricompone (m. 1535). In questo punto il torrente scorre alla sinistra ad una ventina di metri di distanza dal sentiero.

Poi ci avviciniamo e lo attraversiamo su di un ponticello di tronchi, con le sponde ai lati, interamente in legno (m. 1570).
Dopo il ponte, prendiamo una scorciatoia, indicata da una freccia bianca, che sale a destra, lasciando il percorso principale che è diventato una stradina sterrata e che prosegue diritto.
Subito percorriamo due tornanti destra-sinistra salendo dei gradini.
Poco dopo, ad un altro bivio, seguendo un bollo bianco rosso superiamo uno zig-zag destra-sinistra.
Saliamo dei gradini di pietra (m. 1585).
Con il sentiero diviso in due tracce percorriamo un altro zig-zag destra-sinistra; poi si ricompone. In basso vediamo la stradina sterrata.

Torniamo ad immetterci sulla sterrata che nel frattempo ha effettuato un tornante destrorso (m. 1605). Cominciamo a trovare delle canaline in metallo per lo scolo dell'acqua.
Poco dopo percorriamo un ampio tornante sinistrorso all'esterno del quale, in basso, scorre il torrente.
Superiamo un tornante destrorso (m. 1620).
Continuiamo con un tornante sinistrorso molto ampio, tagliabile con una scorciatoia (m. 1630).
Arrivati davanti ad un grande masso, percorriamo un tornante destrorso. Continuiamo altri due tornanti sinistra-destra (m. 1645). Quasi tutti questi tornanti sono tagliabili con una scorciatoia.

Un altro sentiero, che sale dalla destra, si immette sulla sterrata (m. 1655). Alla destra vediamo il torrente.
Alla sinistra ci sono prati e cespugli di rododendro.
Percorriamo un'ampia curva a sinistra.
Davanti, più in alto, vediamo l'Alpe Lendine.

Lasciamo a destra un ponticello di legno, con solo la sponda di destra, con il quale è possibile attraversare il torrente. Su di un masso oltre il torrente vediamo una scritta ed una grande freccia arancione che indicano verso destra: Truzzo. Qui, invece, giriamo a sinistra.
In leggera salita, superato un tornante destrorso, raggiungiamo Lendine (m. 1700). Le baite dell'alpeggio, ben ristrutturate, sono diventate delle seconde case e sono abitate per lo meno nel periodo estivo.
Accanto ad una fontana con vasca in legno, troviamo una palina con vari segnavia che indicano:
- a sinistra con il sentiero C27: Laguzzola a ore 1.45, Olmo a ore 3 (vedi il secondo itinerario);
- a destra con il sentiero C28: A. Prosto a ore 0.50, Lago del Truzzo, Rifugio Carlo Emilio a ore 2;
- davanti con il sentiero C9, Lago Caprara a ore 1.20, Alta Via Lendine-Bodengo;
- dietro con il sentiero C26: Olmo a ore 1.15.
In alto, davanti verso destra, poco sotto alla cima, alla destra di una cascata, vediamo sventolare le bandiere sul pennone accanto al bivacco.
Fin qui abbiamo impiegato 2 ore per superare un dislivello di m. 650.

Continuiamo diritto tra le baite rimanendo nella parte destra dell'alpeggio.
A monte dell'alpeggio proseguiamo con un sentiero tra i prati. In basso alla destra scorre il torrente.
Vediamo un bollo su di una pietra.

Proseguiamo quasi in piano e ci portiamo sulla riva al torrente (m. 1725). Qui abbiamo due possibilità. Il sentiero marcato con bolli di colore bianco-rosso e qualche ometto passa alla destra del torrente mentre un altro sentiero segnalato solo da alcuni ometti prosegue diritto. Abbiamo percorso il primo all'andata (come di seguito descritto) e l'altro al ritorno. Entrambi sono per buona parte ripidi e  presentano qualche passaggio esposto.

Andiamo a destra e, camminando su di un muretto che forma una piccola diga, attraversiamo la prima parte del torrente che in questo punto passa sotto in un tubo.
Continuiamo con un guado, agevolati da pietre affioranti dall'acqua.
Giriamo poi a sinistra, in salita, e usciamo dal letto del torrente (m. 1735).

Proseguiamo tra i prati seguendo un bollo ed un ometto.
Su di un masso vediamo un altro bollo ed un ometto. Camminiamo tra radi alberi e cespugli di rododendro.
Troviamo un altro ometto.
Pieghiamo leggermente a destra.
Vediamo i bolli su alcuni tronchi degli alberi e continuiamo con poca pendenza (m. 1745).
Presso una curva a sinistra troviamo molti cespugli di rododendro (m. 1755).
Percorriamo due curve destra-sinistra vicine tra loro.
Su di un masso vediamo i bolli ed un ometto (m. 1765).
Seguiamo delle pallide tracce tra l'erba, attorniati da radi larici e cespugli di rododendro.
Vediamo i bolli su dei massi che affiorano dal terreno.
Torniamo a salire (m. 1775). Vediamo altri bolli.

Quasi in piano, superiamo uno zig-zag sinistra-destra e attraversiamo il letto in secca di un torrente (m. 1785).
Giriamo a destra e lo costeggiamo in salita.
Senza sentiero, seguiamo i bolli tra erba, pietre, massi e mucche al pascolo.
Ritroviamo delle tracce di sentiero tra l'erba e vediamo un bollo circolare bianco-rosso su di una pietra. Ci troviamo sempre alla sinistra del torrente (m. 1810).

Ora saliamo in modo abbastanza ripido. Alla sinistra troviamo un ometto e alla destra una pietra con i bolli (m. 1820).
Poco dopo raggiungiamo dei giovani larici. Con uno zig-zag sinistra-destra il sentiero si porta in mezzo a loro.
Saliamo ripidamente (m. 1835).
Passiamo accanto ad un tronco dipinto con i bolli e trasformato in paletto segnavia (m. 1845).
Il sentiero si divide e si riunisce.
Subito si divide nuovamente per ricomporsi dopo alcuni metri.
La faticosa salita continua tra larici e rododendri. Stiamo risalendo un costolone tra due vallette.
Vediamo un bollo circolare bianco-rosso (m. 1855).
Superiamo una pietra nel sentiero e continuiamo con alcuni zig-zag: sx-dx-sx.

Il sentiero si biforca; seguendo i bolli andiamo a destra ma, poco dopo, superata una curva a sinistra, ritroviamo l'altro ramo (m. 1865).
Presso uno zig-zag destra-sinistra, nel sentiero troviamo una pietra piatta con i bolli (m. 1875).
Dopo altri zig-zag: sx-dx-sx, continuiamo con delle serpentine tra larici e rododendri.
Percorriamo due curve destra-sinistra vicine tra loro (m. 1895).
Continuiamo con serpentine appena accennate tenendoci sul margine destro del costolone.

Presso una curva a sinistra saliamo tre pietre aiutandoci con le mani (m. 1910).
Con minore pendenza, aggiriamo alla destra un albero caduto.
Percorriamo un tornante destrorso ed una curva a sinistra (m. 1920).
Continuiamo con un tornante sinistrorso e una curva a destra (m. 1930).
Saliamo in modo abbastanza ripido, sempre tra radi larici e rododendri.
Dopo un tornante destrorso la pendenza diminuisce un poco. Siamo tornati sul margine destro del costolone e in basso vediamo il torrente (m. 1940).
Presso una curva a sinistra troviamo dei mirtilli.
Dopo una curva a destra ci portiamo al centro del costolone.
Saliamo in modo abbastanza ripido. Il sentiero torna sul margine destro (m. 1950).
Percorriamo una curva a sinistra. Siamo attorniati da un mare di rododendri (m. 1960).
Proseguiamo con tre curve: dx-sx-dx: seguite da un ampio tornante sinistrorso (m. 1970).

La pendenza diminuisce. Il sentiero si porta sul margine sinistro del costolone.
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad altrettanti in salita. Vediamo un bollo circolare bianco-rosso.

Attraversiamo verso sinistra un canalino pietroso nel quale scorre un rivolo. Poco dopo, con una curva a sinistra, gli voltiamo le spalle (m. 2000).
Saliamo in modo abbastanza ripido agevolati da rudimentali gradini di pietra.
Dopo un tornante destrorso proseguiamo ripidamente.
Subito percorriamo un ampio tornante sinistrorso incassato tra una roccia alla sinistra e dei cespugli di rododendro alla destra (m. 2010).

Sbuchiamo su di una cresta accanto ad un paletto di legno con i bolli e giriamo a destra con un tornante (m. 2020).
Tra erba e rododendri attacchiamo una ripida rampa.
Il sentiero piega a destra, poi a sinistra e poi ancora a destra (m. 2035).
Superiamo un ampio tornante sinistrorso.
Continuiamo con due tornanti destra-sinistra seguiti da una curva a destra (m. 2050).
Ci teniamo sul margine sinistro e in leggera salita raggiungiamo un paletto di legno con i bolli (m. 2060).
Dopo pochi passi, i segnavia ci fanno piegare a destra. Seguiamo pallide tracce tra l'erba.
Con una semicurva a sinistra raggiungiamo un altro paletto di legno con i bolli (m. 2080).

Davanti vediamo una serie di bolli dipinti sulle pietre tra l'erba e li seguiamo.
Ne superiamo tre poi pieghiamo un poco a sinistra verso un masso con i bolli e poco dopo lo raggiungiamo (m. 2095).
Alla sinistra, oltre una valletta, vediamo il bivacco, le altre baite e le bandiere che sventolano sul pennone.
Proseguiamo in salita, tra erba e pietre, seguendo i bolli.

Percorriamo un tratto abbastanza ripido (m. 2110).
Poi la pendenza diminuisce un poco, pieghiamo a sinistra e raggiungiamo un altro paletto in legno con i bolli (m. 2125).
Lasciamo a destra un ometto.
Continuiamo con poca pendenza. Davanti verso sinistra torniamo a vedere il bivacco (m. 2135).
In salita pieghiamo a destra.
Raggiungiamo un altro paletto di legno con i bolli (m. 2165). Ci troviamo alla stessa altezza del bivacco dal quale ci separa sempre la valletta.

Poco dopo, quasi in piano, attraversiamo un canale di pietre e sfasciumi.
In leggera salita passiamo accanto ad un masso sormontato da un ometto.
Iniziamo ad aggirare a mezza costa la testata della valletta, dapprima quasi in piano e poi in leggera salita.
Continuiamo quasi in piano su sfasciumi.
Giunti in fondo, giriamo a sinistra tra pietre e sfasciumi (m. 2180).
Camminiamo poi su pietrisco e sabbietta.

Torniamo a salire. In questo punto il sentiero, in parte eroso, è esposto e scivoloso.
Proseguiamo quasi in piano tra erba e sfasciumi.
Raggiungiamo una palina in metallo con i bolli e giriamo a destra.
Continuiamo tra l'erba, verso il bivacco, dapprima in discesa e poi con minore pendenza.
Passiamo accanto ad un masso con i bolli da entrambi i lati. Alla destra scorre un ruscello (m. 2165). Lo guadiamo verso destra e troviamo un altro masso con i bolli.
Al termine della discesa (m. 2155), torniamo a salire tra massi, pietre ed erba.
Passiamo accanto alla piazzola per l'atterraggio dell'elicottero.
Continuiamo quasi in piano tra le vecchie baite dell'alpeggio e raggiungiamo il bivacco.

Tempo impiegato: ore 3.10 - Dislivello: m. 1144 -30
Data escursione: agosto 2016
 
Secondo itinerario: da Olmo con il sentiero C27
Come già descritto all'inizio del precedente itinerario parcheggiamo a Olmo (m. 1050), saliamo alla chiesa e, tra le case, raggiungiamo il bivio dove i sentieri C26 e C27 si dividono (m. 1075). I segnavia indicano a destra con il sentiero C26: A. Lendine a ore 2, Lago Caprara a ore 3.20, Alta Via Bodengo; diritto con il sentiero C27: Laguzzola a ore 1.45, A. Lendine a ore 2.45. Questa volta proseguiamo diritto.
In salita tra le case percorriamo due curve sinistra-destra.
Troviamo subito una biforcazione e seguendo i bolli andiamo a destra.
Poco dopo raggiungiamo un prato e giriamo a sinistra.
Alla sinistra c'è una staccionata con una rete di recinzione. In alto a destra vediamo dieci pannelli solari.
Subito dopo alla sinistra ci sono delle protezioni paravalanghe. Continuiamo in modo abbastanza ripido e passiamo sotto a due cavi.
Percorriamo una semicurva a destra.

Entriamo in un bosco (m. 1010). Un cartello avverte di tenere i cani al guinzaglio.
Percorriamo un tornante destrorso seguito, con minore pendenza, da un'ampia curva a sinistra (m. 1225).
Continuiamo con un tornante destrorso molto ampio (m. 1135). Alla sinistra scorre uno stretto ruscelletto. Troviamo l'ultimo di una serie di otto cartelli dedicati a S. Luigi Guanella e vi leggiamo: "Percorri il cammino della vita con amore, perché Dio è Padre ottimo."
Tra erba e radi alberi percorriamo una curva a sinistra.
Lasciamo a destra un'area quadrata recintata con delle pietre.
Continuiamo con una curva a sinistra e con delle serpentine appena accennate (m. 1145).
Lasciamo un masso alla sinistra e transitiamo sotto ai cavi dell'alta tensione.

Poco dopo arriviamo ad una biforcazione. Nel mezzo c'è un bollo rosso. Teniamo la sinistra (m. 1160).
Alla sinistra del sentiero troviamo alcune pietre ammucchiate.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1170).
Vediamo un bollo su di un masso alla destra.
Passiamo tra due massi. Continuiamo quasi in piano.

Percorriamo una curva a destra, rientriamo nel bosco e proseguiamo in salita (m. 1185).
Saliamo due gradini di pietra. Alla destra ci sono delle pietre ammucchiate.
Un altro mucchio di pietre lo troviamo alla sinistra.
Passiamo accanto al settimo della serie di otto cartelli dedicati a S. Luigi Guanella e vi leggiamo: "Se il nostro Padre celeste vede che confidiamo sopra tutto in lui, la quiete entrerà nel nostro cuore, la sicurezza nella nostra mente. Un bravo figliolo è lieto quando si trova tra le braccia di suo padre." Proseguiamo tra erba e pochi alberi.
Un ruscelletto scorre tra le rocce.
Su di una pietra vediamo un bollo bianco-rosso.

Presso un bivio troviamo un masso con tre frecce rosse che indicano diritto Laguzzola, dietro Olmo mentre la terza freccia verso destra è accompagnata da una scritta illeggibile (m. 1210).
Continuiamo in un rado bosco.
Saliamo alcuni gradini.
La pendenza aumenta. Troviamo dei cespugli di lamponi.
Percorriamo una curva a destra, uno zig-zag sinistra-destra ed un ampio tornante sinistrorso.

Alla destra ci sono delle vecchie baite e stalle in pietra (m. 1230).
Saliamo in modo abbastanza ripido. Poco dopo alla destra troviamo una fontana con vasca in pietra.
La pendenza diminuisce un poco e lasciamo a destra altre due baite/stalle. Continuiamo tra prati recintati con muretti di pietre ammucchiate (m. 1250).
Saliamo quattro rudimentali gradini di pietra.
Per un tratto la pendenza aumenta mentre camminiamo tra radi alberi e saliamo altri gradini. Poi diminuisce un poco.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla destra ed entra nel bosco.

Percorriamo un tornante destrorso molto ampio lasciando a sinistra una baita recentemente ristrutturata (m. 1260).
Rientriamo nel bosco. Un cartello avverte di tenere i cani al guinzaglio.
Subito troviamo alla sinistra una fontana con vasca scavata nella pietra.
Dopo un tratto abbastanza ripido continuiamo in salita e usciamo dal bosco.

Percorriamo un tornante sinistrorso e cominciamo a trovare delle frecce verdi che segnalano il percorso in senso inverso al nostro procedere (m. 1295).
Dopo due curve, entrambe verso destra, vediamo un'altra freccia verde. Continuiamo con un tornante sinistrorso (m. 1310).
In modo abbastanza ripido superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 1320).
All'esterno di una curva a destra troviamo un grande tombino.

Arrivati davanti ad una piccola costruzione in cemento, coperta da cinque lastre di pietra e con un sportello di colore verde, percorriamo una curva a sinistra (m. 1330).
Continuiamo con due coppie di corti tornanti destra-sinistra tra larici fitti alla sinistra del sentiero e radi alla destra.
Vediamo un'altra freccia verde. Con minore pendenza, percorriamo un tornante destrorso molto ampio (m. 1350) seguito da una curva a sinistra. Saliamo alcuni gradini.
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 1360).
Continuiamo in modo abbastanza ripido tra radi larici.
Dopo uno zig-zag sinistra-destra, subito percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 1380).

La pendenza diminuisce un poco. Il sentiero si biforca; possiamo continuare diritto oppure andare a sinistra e percorrere un tornante destrorso. Poi le due tracce si ricompongono.
Dopo un breve tratto con poca pendenza (m. 1415), percorriamo un ampio tornante sinistrorso e proseguiamo in salita.
Continuiamo con alcuni zig-zag: dx-sx-dx (m. 1425).
Alterniamo tre tratti quasi in piano ad altrettanti con poca pendenza. Tra i larici vediamo qualche masso.
Riprendiamo a salire.
In modo abbastanza ripido superiamo uno zig-zag sinistra-destra e continuiamo in leggera salita (m. 1450).

Passiamo tra una roccetta ed un masso.
Con pochi passi quasi in piano attraversiamo uno slargo erboso e subito torniamo a salire tra radi larici (m. 1460).
Superiamo due tornanti sinistra-destra vicini tra loro.
Continuiamo con un tornante sinistrorso (m. 1475).
Dopo alcuni passi con poca pendenza riprendiamo a salire. Alla sinistra c'è un masso con un segnavia a bandierina a strisce orizzontali.

In modo abbastanza ripido superiamo uno zig-zag sinistra-destra seguito da un tornante destrorso (m. 1495).
Percorriamo un tratto con poca pendenza tra erba, radi larici e alcuni massi.
Riprendiamo a salire con uno zig-zag sinistra-destra.
Continuiamo con un lungo tratto in leggera salita. Di tanto in tanto troviamo una freccia verde che indica la direzione contraria a quella che stiamo percorrendo.

In salita superiamo uno zig-zag sinistra-destra (m. 1525).
Lasciamo a destra alcuni massi e percorriamo un tratto quasi in piano.
Passiamo accanto al tronco di un albero rinsecchito, ritto e svuotato, sul quale vediamo i bolli.
Continuiamo con delle serpentine appena accennate.

Un vecchio cartello di legno, appeso al tronco di un albero, indica Laguzzola (m. 1535).
Dopo alcuni passi in discesa proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano (m. 1545).
Riprendiamo a salire. Nel sentiero e ai lati ci sono delle pietre.
In modo abbastanza ripido superiamo alcuni zig-zag: sx-dx-sx-dx.
Dopo un tratto in salita la pendenza aumenta (m. 1585).
Attorno al sentiero ci sono alcuni massi.
Percorriamo un tratto quasi in piano seguito da uno con poca pendenza (m. 1595).
Torniamo a salire, con uno zig-zag sinistra-destra, su dei rudimentali gradini.
Proseguiamo con poca pendenza.
Saliamo dei rudimentali gradini di pietra.
Attraversiamo una zona con massi e cespugli di rododendro (m. 1610).
Dopo un tratto abbastanza ripido, quasi in piano percorriamo una curva a sinistra molto ampia (m. 1630).
Riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido con dei zig-zag: sx-dx-sx-dx-sx-dx.
Continuiamo in leggera salita.

Percorriamo un tornante sinistrorso. Proseguiamo con un tornante destrorso aggirando dei massi.
Dopo pochi passi quasi in piano, torniamo a salire con dei rudimentali gradini di pietra.
Superiamo alcune semicurve.

Al termine di un'ampia curva a sinistra, troviamo un cancelletto di legno da aprire e richiudere dopo il passaggio (m. 1650).
In leggera salita percorriamo una curva a destra. Varie pietre affiorano dal sentiero.
Continuiamo con una curva a sinistra passando tra due bassi massi, subito seguita da un'altra curva a destra (m. 1660).
In modo abbastanza ripido superiamo alcuni zig-zag: dx-sx-dx-sx seguiti da un altro zig-zag dx-sx incassato nel terreno circostante (m. 1680).
Proseguiamo con altri zig-zag: dx-sx (questo è incassato)-dx.
Lasciamo a sinistra una bassa roccetta sulla quale vediamo una freccia verde (m. 1695).

Percorriamo una curva verso destra e tre tornanti: sx-dx-sx.
Troviamo un'altra pietra piatta con una freccia verde.
Con poca pendenza, arriviamo ad un tornante destrorso oltre il quale proseguiamo in salita con alcuni rudimentali gradini.
Continuiamo con dei zig-zag: sx-dx-sx tra cespugli di rododendro; sempre tra radi larici (m. 1725).
Percorriamo un'ampia curva a destra.
Vediamo un bollo bianco-rosso nel sentiero.
Presso un'ampia curva a destra, un cartello avverte di tenere i cani al guinzaglio.

Percorriamo un tornante destrorso e cominciamo a vedere Laguzzola (m. 1730).
Superiamo due curve destra-sinistra vicine tra loro e vediamo un bollo su di un masso.
Poco dopo, quasi in piano, raggiungiamo una cappelletta recintata con una staccionata di legno. Nella cappelletta, dietro ad una grata, c'è la statua di una madonnina. Accanto ci sono due panche realizzate con mezzo tronco ciascuna (m. 1740).
Lasciata a destra la piccola chiesetta proseguiamo in salita verso le baite dell'alpeggio. Su una di queste vediamo una meridiana e la scritta "Alpe Laghiró" (m. 1750). Le baite dell'alpeggio, quasi tutte ben ristrutturate, sono diventate delle seconde case e sono abitate per lo meno nel periodo estivo.
Passiamo accanto ad una fontana con vasca in legno.
Tra le baite giriamo dapprima a destra e poi a sinistra, quasi in piano, e riprendiamo il sentiero (m. 1760).

Poco dopo arriviamo ad un bivio. Un sentiero prosegue quasi in piano; un altro si stacca verso destra in leggera discesa e, pur privo di indicazioni, è il sentiero che conviene prendere. Non vedendo indicazioni, continuiamo diritto e, in leggera salita, arriviamo ad un ponticello interamente in legno oltre il quale c'è un altro bivio e delle frecce che indicano a sinistra: Lago; a destra: Lendine; dietro Olmo. Andiamo a destra in leggera discesa.
Lasciamo a sinistra alcuni grandi massi e raggiungiamo una baita. Qui il sentiero termina per cui giriamo a destra e ci immettiamo sull'altro sentiero che iniziava alla destra prima del ponticello.

Continuiamo tra radi larici, dapprima quasi in piano e poi in lievissima discesa.
Dopo un tratto in discesa continuiamo a scendere ma con minore pendenza.
Quasi in piano passiamo accanto ad un masso, basso e piatto, con i bolli (m. 1735).
Proseguiamo tra rododendri e radi larici alternando tratti in lievissima discesa ad altri quasi in piano.
Lasciamo a destra tre grandi massi (m. 1725).
Vediamo un paio di bolli sui tronchi e troviamo molti mirtilli.

Giriamo a sinistra e subito percorriamo un tratto in discesa, poi giriamo a destra e continuiamo quasi in piano.
Aggiriamo un masso alla sinistra.
Vediamo un bollo su di un tronco.
Dopo una semicurva verso destra torniamo a scendere e, giunti in basso, passiamo tra due massi (m. 1710).
Percorriamo pochi passi in salita.
Continuiamo quasi in piano con un'ampia curva a sinistra.
Dopo una semicurva a destra in salita, proseguiamo quasi in piano (m. 1715). Ai lati ci sono alcuni grandi massi.
Percorriamo un tratto con poca pendenza e riprendiamo a salire.
Su di un masso alla destra vediamo i bolli (m. 1725).
Continuiamo in salita tra erba, felci e radi larici.

Proseguiamo con delle serpentine abbastanza ripide (m. 1735) poi la pendenza diminuisce un poco.
Alcune pietre formano dei rudimentali gradini (m. 1760).
Percorriamo tre tornanti: dx-sx-dx vicini tra loro seguiti da uno zig-zag sinistra-destra.
Dopo due passi quasi in piano riprendiamo a salire con un tornante sinistrorso incassato nel terreno circostante (m. 1770).
Percorriamo un tornante destrorso.
Dopo un tratto quasi in piano riprendiamo a salire e superiamo una curva a destra (m. 1785).
Continuiamo con pochissima pendenza.

Alla destra un rivolo scende da una roccia. Poco dopo, in leggera salita, lo scavalchiamo per due volte.
Alterniamo tre tratti quasi in piano a due in salita.

Troviamo il sentiero che scende dal lago e si immette dalla sinistra. Su di una pietra ci sono tre frecce. Dei cartelli indicano a sinistra: Lago Grande e dietro: Laguzzola (m. 1810).
Più avanti cominciamo la discesa verso Lendine che già riusciamo a intravedere tra gli alberi.
Tra radi larici e cespugli di rododendro, percorriamo un'ampia curva a sinistra (m. 1800).
Scendiamo ripidamente e superiamo uno zig-zag sinistra-destra.
Dopo due tornanti destra-sinistra la pendenza diminuisce un poco (m. 1780).
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.

In leggera discesa attraversiamo il letto asciutto di un ruscello.
Proseguiamo dapprima in discesa e poi con minore pendenza.
Nuovamente in discesa, superiamo un ampio tornante destrorso (m. 1765).
Continuiamo quasi in piano.
Vediamo un bollo su di un tronco e riprendiamo a scendere.
Dopo un tratto quasi in piano, in discesa percorriamo un'ampia curva a destra.
Continuiamo con una curva a sinistra ed un tornante destrorso.
Presso un tornante sinistrorso, su di una roccia vediamo un bollo bianco-rosso ed una freccia verde (m. 1745).
Troviamo dei cespugli di rododendro.
Percorriamo tre tornanti: sx-dx-sx vicini tra loro (m. 1735).
Continuiamo con un ampio tornante destrorso.
Poco dopo, vediamo un bollo su di un tronco ed uno su di una pietra (m. 1725).
Dopo una curva a sinistra, scendiamo in modo abbastanza ripido tra alberi più radi (m. 1710).
Seguendo una traccia tra l'erba percorriamo due tornanti destra-sinistra.
Proseguiamo in leggera discesa.

Quasi in piano, uno dopo l'altro, guadiamo due affluenti del torrente principale, agevolati dalla presenza di una fila di pietre affioranti dall'acqua.
Su di un masso alla sinistra vediamo una freccia con due punte e la scritta Laguzzola nella direzione dalla quale proveniamo.
In leggera salita costeggiamo il torrente principale che scorre alla nostra destra.
Poi giriamo a destra e, con una passerella in cemento, lo attraversiamo (m. 1700).

Riprendiamo a salire e subito arriviamo ad un bivio. Seguendo i bolli andiamo a destra ma possiamo anche andare a sinistra in quanto, poco dopo i due percorsi, quasi in piano, si ricongiungono (m. 1705).
Lasciamo a destra una fontana con vasca di legno e continuiamo diritto verso le baite.
Attraversando l'alpeggio, scendiamo un poco verso destra e raggiungiamo una fontana con vasca in legno (m. 1700) accanto alla quale c'è una palina con vari segnavia che indicano
- dietro con il sentiero C27: Laguzzola a ore 1.45, Olmo a ore 3;
- davanti con il sentiero C28: A. Prosto a ore 0.50, Lago del Truzzo, Rifugio Carlo Emilio a ore 2;
- a sinistra con il sentiero C9, Lago Caprara a ore 1.20, Alta Via Lendine-Bodengo;
- a destra con il sentiero C26: Olmo a ore 1.15 (vedi il primo itinerario).
Fin qui abbiamo impiegato 3 ore per superare un dislivello di + 823 -173.
Ora proseguiamo con il sentiero C26 come già descritto nel primo itinerario.

Tempo impiegato: ore 4.10 - Dislivello: m. 1317 -203
Data escursione: agosto 2016

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • al Lago Caprara (m. 2288) in ore 0.25
  • al Passo di Lendine (m. 2322) in ore 0.35
  • al Passo Forcola (m. 2226)
  • al Bivacco Forcola (m. 1838)
  • al Pizzaccio (m. 2591)







Dati del Bivacco Val Capra

Altezza:
m. 2164
Gruppo:
Val Chiavenna
Ubicazione:
Avert Val Capra
Comune:
S. Giacomo Filippo
- SO
Carta Kompass:
92 - A4
Coordinate Geo:
46°20'06.50"N
9°18'01.40"E
Gestore:
CAI Chiavenna
Telefono gestore:
0343 32489
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
8
Apertura:
sempre
Pagina inserita
il: 07/09/2016
Il Bivacco Val Capra e il Pizzaccio Cucina Tavolo Letti Letti Uno dei faretti Partiamo da Olmo con il sentiero C26 - Zecca Una baita nel bosco Ponticello Ometti accanto al torrente Ponticello con il sentiero C27 - una baita Lariceto Cappella a Laguzzola Laguzzola Una delle baite dellˊAlpe Lendine (qui i sentieri C26 e C27 si uniscono) Una delle baite dellˊAlpe Lendine Una delle baite dellˊAlpe Lendine Dopo Lendine saliamo con il sentiero marcato con i bolli ... e scendiamo con il sentiero segnalato degli ometti Avert Val Capra (le vecchie baite accanto al bivacco) Il pennone con le bandiere accanto al quale arriva il sentiero degli ometti La madonnina poco sopra al bivacco Veduta dalla madonnina sul bivacco, le bandiere e il M. Mater La targa del bivacco Panorama verso la Val Bregaglia Il Lago Caprara a monte del bivacco

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