Rifugio Mambretti
- Altezza: m. 2004
- Gruppo: Orobie Valtellinesi
- Ubicazione: Alta Val Caronno
- Comune: Piateda - SO
- Carta Kompass: 104 C2
- Gestore: Cai di Sondrio
- Telefono gestore: 0342 214300
- Telefono rifugio:
- Posti letto: 25
- Apertura: previo ritiro chiavi
- Pagina inserita il: 27/06/2005
Il Rifugio Mambretti sorge su un poggio erboso nei pressi della testata terminale della Val Caronno.
Tra le vette che lo circondano, le principali sono la Punta Scais (m. 3039) e il Pizzo Redorta (m. 3038), due delle tre sole cime delle Orobie che
(assieme al Pizzo Coca) superano i tremila metri.
E' ben visibile inoltre quanto resta del ghiacciaio Porola e, sul fondovalle, il lago di Scais.
Il rifugio è dedicato allo sfortunato alpinista Luigi Mambretti deceduto nel 1929 durante una ascesa alla Punta Scais.
Il rifugio è chiuso; chi desidera utilizzarlo deve procurarsi le chiavi presso il Cai di Sondrio (tel. 0342 214300) o presso il Sig. Valsecchi (tel.
0342 219225 ore pasti)
Lasciamo la statale 38, alcuni chilometri dopo Sondrio, per girare a destra (sud) in direzione di Piateda. Continuiamo poi verso Piateda Alta, Vedello
ed Agneda. L'ultimo chilometro è su strada sterrata eccetto che nei tornanti dove il fondo è in cemento.
Arrivati alla chiesetta e alle prime case di Agneda, proseguiamo sulla sinistra in piano per circa un chilometro fino a trovare un parcheggio ed
un'area picnic recintata (m. 1228). Da questo punto il transito è consentito ai soli mezzi autorizzati.
Lasciamo l'auto e ci incamminiamo sulla sterrata in leggera salita.
Superiamo una stanga verde che troviamo alzata. Di fronte a noi vediamo le cime del gruppo Scais-Redorta.
Un rivolo d'acqua protetto da un muretto, scende dalla montagna e passa sotto la strada; anche l'acqua di una cascatella, poco dopo, segue la stessa
sorte.
Ora il fondo della strada è in cemento. Passiamo accanto ad una grande roccia liscia.
La pendenza si accentua e procediamo con vari tornanti tra pini e larici. Più avanti il fondo ritorna sterrato e la pendenza più lieve.
Salendo possiamo ammirare il panorama dell'intera vallata e, dopo una curva, già vediamo il muraglione della diga che chiude il lago di Scais.
Quando il fondo stradale torna ad essere in cemento, troviamo un sentiero sulla sinistra (m. 1400) con l'indicazione per il rifugio Mambretti e il
segnavia a bandierina n. 251.
Lasciamo la strada e prendiamo il sentiero con il quale superiamo un ponte e iniziamo a salire al fresco di un bosco.
Ora percorriamo una mulattiera e alterniamo un tratto in piano ad un altro in salita.
Per un attimo usciamo dal bosco poi, dopo esserci rientrati, troviamo un rivolo d'acqua che bagna il sentiero rendendo i sassi un po' scivolosi.
Nuovamente allo scoperto, vediamo di fronte a noi le due cime Scais-Redorta.
Continuiamo quasi in piano percorrendo un altro tratto tra gli alberi che termina nei pressi della diga.
Superiamo un capanno per gli attrezzi e raggiungiamo la casa del custode (m. 1484); una doppia scritta su di un muro indica il rifugio Mambretti nella
nostra direzione di marcia.
Superata una fontana all'altezza del muraglione della diga, proseguiamo alla sinistra del lago.
Ci fermiamo qua e là per fare qualche foto: il lago è decisamente molto bello!
Ignoriamo un tunnel che corre parallelo alla sinistra del sentiero. In piano superiamo due tratti protetti verso il lago sottostante con picchetti e
funi di acciaio.
Giunti in fondo al lago, nei pressi di una grande casa, troviamo un cartello che indica l'altezza: m. 1500; a sinistra la prosecuzione con il sentiero
251 verso il rifugio Mambretti a ore 1.30, le baite di Caronno a ore 0.20 e il passo Scaletta a ore 3.20; mentre a destra il sentiero GVO verso la
baita Cornascio a ore 0.15, il passo Forcellino a ore 2.15 e le baite Cigola a ore 3.15.
Andiamo a sinistra in leggera salita superando alcune case e un ponticello di legno.
Dopo un tratto in piano, riprendiamo a salire; troviamo una baita e la aggiriamo sul lato sinistro.
Superato un segnavia a bandierina con il numero 1, attraversiamo un prato circondato da abeti, poi rientriamo nel bosco e camminiamo su un sentiero
pietroso.
All'uscita dal bosco troviamo un vasto pianoro (m. 1610) al centro del quale ci sono le due baite di Caronno e l'omonimo torrente superabile con un
ponticello di legno; noi però dobbiamo proseguire diritto senza attraversarlo.
Il rifugio Mambretti viene segnalato ad un ora di cammino. In alto a sinistra vediamo una cascata.
Al termine del pianoro riprendiamo a salire lievemente poi ci affianchiamo ad un torrente che poco dopo oltrepassiamo camminando in equilibrio su tre
tronchi.
Subito troviamo un altro torrente che dobbiamo superare passando sopra alcuni massi che sporgono dall'acqua.
Riprendiamo a salire tra radi alberi di conifere. Su un masso troviamo il segnavia n. 1 e poco dopo l'altro segnavia GVO.
Ora il percorso diventa ripido. Troviamo alcuni segnavia a bandierina giallorossi e biancorossi.
Saliamo faticosamente con vari tornantini, accompagnati dalla vista del lago che pian piano rimpicciolisce sul fondo valle. Di tanto in tanto troviamo
qualche gradino che facilita il cammino.
Un breve tratto in piano ci consente di tirare il fiato ma riprendiamo subito a salire.
Attraversiamo poi uno slargo (m. 1810) camminando quasi in piano e sotto il sole ma anche questa volta riprendiamo ben presto la ripida ascesa
rientrando tra gli alberi.
Vediamo un cartello appeso ad un pino che dice: "Chi sale al rifugio è pregato di portare legna. Grazie."
Continuiamo tra innumerevoli cespugli di rododendro; bellissimi a fine primavera durante il periodo della fioritura.
Raggiungiamo finalmente un prato dal quale iniziamo a vedere il rifugio e con un ultimo tratto in salita lo raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello m. 776
Data escursione: giugno 2005
Escursioni partendo dal Rifugio:
- al Rifugio Donati (m. 2504) in ore 2.15
- al Lago Reguzzo (m. 2500) in ore 2.10
- al Passo della Scaletta (m. 2523) in ore 2
- al Forno del Ferro in ore 1
- al Pizzo Redorta (m. 3038) in ore 4
- alla Punta Scais (m. 3039) in ore 4
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