Rifugio Larice Tonassi

Il Rifugio Larice Tonassi è situato all'Alpe Pezzeda nei pressi della stazione a monte della seggiovia che sale da Collio.

Itinerario dai Piani di Vaghezza

Usciamo dall'autostrada Milano-Venezia a Ospitaletto e prendiamo la SP 19 che percorriamo interamente. Ci immettiamo poi nella SP 345 della Val Trompia con la quale, superate Gardone e Marcheno, arriviamo a Tavernole. Qua deviamo a destra per imboccare la SP 20.
Giunti a Mamertino, proseguiamo con la stradina che sale ai Piani di Vaghezza.
All'uscita dal bosco, lasciamo la macchina in un vasto parcheggio sulla sinistra nei prezzi di un'area attrezzata per il pic-nic (m. 1135).

I segnavia indicano a sinistra: Passo delle Piazze a ore 0.20, Scale dell'Ario, Pian del Bene a ore 1, Monte Ario a ore 1.45; a destra: Passo del Termine a ore 0.45, Passo della Cavada a ore 1.45, Lodrino a ore 2.40.
Ci incamminiamo in leggera salita a sinistra, lungo una stradina asfaltata costeggiata da alcune case.
Troviamo il primo segnavia di colore bianco e azzurro che indica la 3V (Tre Valli Bresciane).
Ignoriamo una stradina asfaltata sulla sinistra.
Arriviamo all'ultima casa e alla fine dell'asfalto (m. 1165). Un cartello stradale indica il divieto di transito agli automezzi. Entriamo nel bosco. Ora il fondo è in cemento ed è attraversato da alcune cunette per lo scolo dell'acqua.
La strada poi diventa sterrata. All'uscita dal bosco continuiamo tra i prati in piano ignorando due stradine, una per parte, che si uniscono a quella che stiamo percorrendo.
Un'altra stradina scende a sinistra. Continuiamo diritto poi, in leggera salita, rientriamo nel bosco.
Riprendiamo a salire. Presso una curva a sinistra trascuriamo una stradina che prosegue diritto ed un'altra che si dirige verso destra.

Poco dopo troviamo un'area di sosta con due tavoloni e relative panche. Alcuni segnavia della 3V informano che siamo arrivati al Passo delle Piazze (m. 1222) e che dobbiamo lasciare la stradina e prendere il sentiero sulla destra (Scale dell'Ario a ore 0.10, Pian del Bene a ore 0.40, Monte Ario a ore 1.25).
In salita, dopo due passi nel prato, entriamo nel bosco. Subito notiamo alcuni faggi secolari.
La pendenza aumenta (m. 1265); iniziamo infatti a risalire le Scale dell'Ario.
Ad un bivio andiamo a destra seguendo i bolli bianchi e azzurri (m. 1290).
Al bivio successivo andiamo ancora a destra.
Risaliamo una facile roccetta nella quale sono stati scavati dei gradini.
Percorriamo un tratto in leggera salita, poi la pendenza aumenta. Il sentiero si divide, ma subito torna ad unirsi (m. 1330). Continuiamo in leggera salita.
Troviamo un sentierino che sale da destra e subito dopo una staccionata in legno a sinistra.
Il sentiero ora ha il fondo roccioso e sale in modo abbastanza ripido.
Superato un tornante destrorso e alcuni zig-zag, raggiungiamo una grotta contenente una statuetta raffigurante S. Francesco (m. 1390).

Presso una curva a sinistra percorriamo un breve tratto allo scoperto ed in leggera salita ma subito rientriamo nel bosco e riprendiamo a salire in modo deciso.
Superato questo ripido tratto, in leggera salita arriviamo ad un bivio nei pressi di un manufatto in cemento (m. 1440). Andiamo a sinistra risalendo un avallamento del terreno, poi pieghiamo a destra ed arriviamo alla fine del bosco (m. 1465).
Continuiamo tra prati e qualche albero. Davanti si erge il prativo versante meridionale del Monte Campello, anticima del Monte Ario.
Dopo pochi passi in piano, torniamo a salire seguendo, sulla destra, una recinzione con dei paletti in legno.
Sbuchiamo poi su una stradina sterrata. Una palina con vari segnavia indica: Pian del Bene (m. 1515); diritto: Monte Campello a ore 0.30, Monte Ario a ore 0.45, Alpe Pezzeda a ore 1.15; a destra: Variante Bassa, Alpe Pezzeda a ore 1, Passo del Maniva a ore 5.30.
Possiamo pertanto scegliere se continuare diritto lungo le creste o aggirarle verso destra. Eventualmente i due percorsi si possono unire ad anello.

Andiamo diritto (vedi più sotto la variante bassa verso destra).
Saliamo tra i prati con un sentierino che ben presto diventa ripido.
Dopo un tornante destrorso la pendenza aumenta ancora. In basso a destra vediamo due malghe e dietro il M. Guglielmo.
Percorriamo poi un tratto con poca pendenza e torniamo a salire.
Arrivati in cima al Monte Campello (m. 1642) cominciamo a vedere la croce sull'Ario.
Seguiamo ora in crinale tenendoci un po' a sinistra.
Ci portiamo poi in cresta dapprima quasi in piano e poi in salita.
Ancora pochi passi in piano e torniamo a salire attorniati da alcune rocce che spuntano dall'erba.
Superiamo un piccolo valloncello e saliamo verso una selletta (m. 1690).
Dopo pochi passi in discesa continuiamo con un tratto in leggera salita un po' esposto.
Saliamo poi ripidamente verso una cimetta (m. 1710) e, anche questa volta, dopo pochi passi in discesa riprendiamo a salire.
Infine con un ultimo tratto in leggera salita raggiungiamo la grande croce sulla vetta del Monte Ario (m. 1755). Sulla cima troviamo anche un tavolo/altare ed un piccolo crocefisso. Alcuni segnavia indicano nella nostra direzione di marcia: Passo Croce a ore 1, Irma a ore 2.50, Bovegno a ore 3.40, Sella Campo di Nasso a ore 0.10, Passo Falcone a ore 0.15, Pezzeda Blachì a ore 0.30.
Una sosta è d'obbligo per tirare il fiato e ammirare la cerchia di cime che ci circondano; vale la pena di citare per lo meno: il Monte Guglielmo (m. 1948 W), il Monte Muffetto (m. 2060 NW), il Cornone di Blumone (m. 2843 NE), il Monte Pezzeda (m. 1799 NE) e la Corna Blacca (m. 2005 NE).

Iniziamo ora la discesa sull'opposto versante (NE). Inizialmente la pendenza è poca ma poi diventa vertiginosa. Occorre prestare molta attenzione, sopratutto in caso di fango o erba bagnata, in quanto uno scivolone potrebbe avere conseguenza assai gravi.
Giunti in basso, nei pressi di un traliccio la pendenza diminuisce sensibilmente.
Tra i maggiociondoli, continuiamo in discesa passando sotto i cavi dell'alta tensione.
I bolli ora sono di colore bianco e azzurro oppure bianco e rosso; a volte sovrapposti a formare la bandiera francese.
Con un tratto pianeggiante ed uno in lieve discesa raggiungiamo un bosco. Siamo al Goletto Campo di Nasso (m. 1610). Vari segnavia indicano a sinistra: Passo Croce a ore 0.40, Irma a ore 2.30, Bovegno a ore 3.10; dietro: Monte Ario a ore 0.30; andando diritto e subito dopo a destra: Alpe Pezzeda.

In salita raggiungiamo una crestina un po' esposta e con alberi sulla sinistra.
Troviamo poi un sentiero che arriva da sinistra; un cartello lo segnala come adatto ai bikers.
Arriviamo ad un bivio: a sinistra c'è un sentiero con i bolli bianco-rossi e a destra un'altro con i bolli bianco-azzurri.
Prendiamo il primo in salita tra l'erba. Dopo un tratto con poca pendenza, saliamo ripidamente fino al Dosso Falcone (m. 1701).
Giunti in cima, andiamo verso destra in piano.
Poi in leggera discesa iniziamo a scendere l'opposto versante. A sinistra c'è una baita tra gli alberi.
Davanti a noi ci sono i prati dell'Alpe Pezzeda in fondo ai quali già vediamo il Rifugio Blachì2.
Dopo un po', terminati gli alberi alla nostra sinistra, vediamo anche il Rifugio Larice, sulla sinistra dell'alpeggio.
Raggiungiamo l'innesto con la Variante Bassa (m. 1660). I segnavia indicano davanti a noi: Pezzeda, Rifugio Blachì a ore 0.15, Passo Pezzeda, Mattina a ore 0.35, Corna Blacca a ore 1.50; verso destra: Passo Falcone a ore 0.15, Monte Ario a ore 0.40, Campo di Nasso a ore 0.35.

Per raggiungere il Rifugio Larice possiamo anche scendere direttamente tra i prati alla nostra sinistra.
Continuiamo diritto in leggera discesa tra i prati su di una stradina sterrata parzialmente ricoperta dall'erba.
Dopo pochi passi in leggera salita, proseguiamo in leggera discesa lasciando a sinistra una pozza d'acqua.
Arriviamo ad un bivio. A destra bastano pochi passi per arrivare al Rifugio Blachì2 e successivamente alla stazione di arrivo della seggiovia. Andiamo invece a sinistra. Costeggiamo la pozza d'acqua, presso la quale ci sono due panchine, e raggiungiamo il Rifugio Larice.

Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello m. 721 -241
Data escursione: giugno 2009

Variante Bassa

Al bivio in località Pian del Bene (m. 1515), prendiamo la sterrata verso destra.
Con percorso quasi pianeggiante, passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e arriviamo alla Malga Pian del Bene di Sopra.
Passando tra le costruzioni della malga, continuiamo in leggera discesa con un tratturo tra i prati fino a raggiungere una sterrata nei pressi di un'altra malga che lasciamo a destra.
Prendiamo questa stradina e andiamo a sinistra in leggera discesa.
Troviamo un cartellone che informa sul regolamento per la raccolta dei funghi.
Un rivolo passa sotto alla sterrata. In questo punto i dossi a lato della stradina sono ingabbiati in una imbragatura per evitare eventuali frane.
Dopo un tratto pianeggiante ne percorriamo un altro in discesa tra i prati.
Troviamo due rivoli, uno dopo l'altro, che attraversano la stradina (m. 1455).
Superiamo un gruppo di alberi e poi, tra i prati, alternando tratti in piano ad altri in leggera salita arriviamo alla Malga Campo di Nasso (m. 1513).

Continuiamo verso sinistra con un tratturo tra i prati lasciando una pozza alla nostra destra.
In leggera salita arriviamo ad un bivio. Da sinistra arriva un sentiero contrassegnato da bolli bianco-azzurri. Andiamo a destra.
Passiamo accanto ad un altro cartello che disciplina la raccolta funghi e superiamo un gruppo di larici.
La pendenza aumenta ed il sentiero si divide in due tracce che scorrono parallele.
Raggiungiamo un bivio ed alcuni segnavia che indicano a sinistra: Monte Ario a ore 0.30, Pian del Bene a ore 1, Piani di Vaghezza a ore 1.50; dietro: Variante Bassa, Pian del Bene a ore 0.45, Piani di Vaghezza a ore 1.30. Continuiamo diritto con brevi saliscendi fino ad arrivare al margine sud dell'Alpe Pezzeda dove incontriamo il sentiero che scende dal Dosso Falcone e arriva da sinistra (m. 1660).
I Rifugi Larice e Blachì2 sono già visibili più in basso davanti a noi. Continuiamo come precedentemente descritto nel precedente itinerario fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.10 - Dislivello m. 585 -105
Data escursione: giugno 2009

Escursioni partendo dal Rifugio:


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