Rifugio Laghi Gemelli

Il Rifugio Laghi Gemelli è situato in Val Brembana nei pressi della diga che chiude l'omonimo lago.

Itinerario da Carona (sentiero 211)

Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la provinciale 1 che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo.
Dopo quattro chilometri e mezzo ignoriamo sulla destra la provinciale 3 per Roncobello (vedi l'itinerario dalla Baite di Mezzeno).
Superata Branzi, prendiamo la deviazione sulla destra con la quale raggiungiamo Carona.
Attraversando il paese troviamo diversi cartelli che indicano i rifugi della zona. Andiamo a destra scendendo verso il lago, passiamo sopra la diga e giriamo a sinistra. Un centinaio di metri più avanti troviamo un parcheggio e l'inizio del sentiero 211 (m. 1119).

Un grande cartello sotto la scritta "Rispetta la montagna" indica il rifugio Laghi Gemelli a 3 ore di cammino e i laghi della zona: Becco, Marcio, Casere, Gemelli e Colombo.
Prendiamo il sentiero in salita. Incrociamo un stradina e proseguiamo diritto; un cartello su un pino indica il rifugio a 3 ore di cammino.
Troviamo un segnavia bianco rosso a bandierina con il numero 211 e un cartello caduta massi.
Il sentiero è abbastanza ripido e sale a zig-zag fra i pini. Qualche apertura tra gli alberi consente di vedere la sottostante Carona.
Un rivolo d'acqua che scende dalla montagna bagna il sentiero.
A destra scorre un piccolo torrente; nei punti in cui il sentiero si avvicina, alcuni cartelli segnalano il pericolo di piene improvvise.
Ad un bivio andiamo a sinistra e continuiamo con minore pendenza. Alcune tracce di sentiero consentono di tagliare i tornanti e abbreviare il percorso.
Oltrepassiamo un ponticello di legno (m. 1360).

Passiamo per la prima volta sotto la funivia di servizio dell'Enel; ogni volta troveremo un cartello che invita a non sostare sotto i cavi.
Ad un bivio prendiamo a sinistra e riprendiamo a salire.
Superato un tavolo e delle panche in legno, il sentiero prosegue con dei tornanti che diventano sempre più ripidi.
Più avanti il percorso diventa meno faticoso e proseguiamo alternando dei tratti più o meno ripidi.
Ripassiamo sotto i cavi della funivia e poi li seguiamo per un tratto.
La pendenza diminuisce. Il sentiero si divide e torna a riunirsi varie volte.
Percorriamo un altro tratto molto ripido con dei corti tornanti poi, quasi in piano, ripassiamo sotto la funivia.
Riprendiamo subito a salire e passiamo un'altra volta sotto i cavi.
Continuiamo con un tratto in piano passando accanto a un precipizio e poi torniamo a salire.

Ancora in piano, superiamo un ponticello di pietra presso una chiusa sul torrente e raggiungiamo un bivio (m. 1770); i segnavia indicano a sinistra il rifugio Calvi (sentiero 213 - ore 3) e a destra il rifugio Laghi Gemelli (sentiero 211 - ore 1.15).
Riprendiamo a salire, inizialmente con alcuni gradini; poco più avanti c'è una piccola sorgente con l'acqua che esce da un tubo.
Poi, quasi in piano, costeggiamo un canale artificiale, con delle funi di acciaio a protezione, e raggiungiamo un altro bivio. Possiamo scegliere se proseguire con il sentiero 211 e passare per i laghi Marcio e Casere oppure girare a sinistra e fare un giro più lungo (mezz'ora in più) passando per i laghi Becco e Colombo.

Eventualmente i due percorsi si possono unire ad anello; uno all'andata e l'altro al ritorno.

a) Diritto per i laghi Marcio e Casere.

Arrivati in vista della diga del lago Marcio, giriamo a destra e la risaliamo (m. 1826).
Un cartellone informa che la diga è alta 17 metri ed è stata costruita negli anni 1922-25.
Proseguiamo in piano alla destra del lago. Alcuni tratti sono protetti con delle funi nonostante che il sentiero sia abbastanza largo.
Passiamo altre due volte sotto i cavi della funivia. Ad un bivio prendiamo a sinistra come indicato da un cartello.
Poco dopo raggiungiamo la casa del custode delle dighe e il lago Pian delle Casere (m. 1823).
La diga che chiude questo lago è alta 40 metri ed è stata costruita negli anni 1941-46.
Da destra arriva il sentiero che sale da Branzi (n. 212) e si unisce al nostro.

Giriamo a sinistra e passiamo sopra un canale che unisce i due laghi nei pressi della piazzola per l'atterraggio degli elicotteri.
Continuiamo in piano alla sinistra del lago che è probabilmente il più bello tra tutti quelli presenti in questa zona.
Giunti in fondo, scendiamo verso un ponticello in ferro con il quale superiamo un affluente del lago.
Con un breve ripido strappo torniamo a salire poi con poca pendenza passiamo accanto ad una casa e a una stalla.
Successivamente ignoriamo un sentiero sulla sinistra e riprendiamo a salire ripidamente.
Raggiungiamo e superiamo una casa e un traliccio dell'alta tensione.
Il rifugio è sulla destra poco più avanti e precede il lago la cui diga costruita negli anni 1925-32 è lunga 198 metri.

Tempo impiegato: ore 3.00 - Dislivello: m. 849
Data escursione: luglio 2005

b) A sinistra per i laghi Becco e Colombo.

Prendiamo il sentiero che sale a sinistra. Dopo aver percorso un tratto in piano, saliamo in modo assai ripido fino alla diga che chiude il lago Becco (m. 1872).
Proseguiamo poi quasi in piano costeggiando la sponda destra del lago.
Troviamo un bivio ed andiamo a sinistra; un segnavia infatti indica da quella parte il lago Colombo.
Superata una chiusa, percorriamo pochi passi in salita e poi un lungo tratto in piano.
Ad un bivio prendiamo a destra. Sull'altro versante della vallata già vediamo il rifugio, ma per arrivarci dovremo fare un lungo giro, raggiungere il lago Colombo e ritornare sull'altro lato.
Arrivati ad un altro bivio, continuiamo verso sinistra in leggera salita. A destra sotto di noi c'è una vecchia baita.

Dopo un lungo tratto in leggera salita troviamo sulla destra un sentiero che conduce verso un ponte sospeso con il quale è possibile arrivare sull'altro versante della vallata accorciando un poco il cammino. Decidiamo comunque di proseguire diritto altrimenti non potremmo vedere il lago Colombo.
Superiamo un pilone dell'Enel e ignoriamo un ripido sentiero che sale a sinistra verso il Pizzo Becco.
Continuiamo con maggiore pendenza e, superato un ponticello in cemento, arriviamo in cima alla diga (m. 2046); è il punto più alto della nostra escursione.

Costeggiando il lago Colombo si potrebbe andare al rifugio Calvi per il passo di Aviasco. Giriamo invece a destra, attraversiamo la diga e scendiamo poi dall'altro lato.
Iniziamo ora un lungo percorso in leggera discesa sull'altro versante della vallata.
Troviamo una freschissima sorgente che esce da una costruzione in cemento.
Su una roccia vediamo l'indicazione del percorso (214-250).
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Dopo un corto tornante, proseguiamo in piano e superiamo un ruscelletto che scende dalla montagna alla nostra sinistra.
Superata una curva, vediamo la diga che chiude a valle i Laghi Gemelli e in breve la raggiungiamo.
Giriamo a destra e percorriamo il camminamento sopra la diga.
Giunti in fondo pieghiamo ancora a destra e con un ultimo tratto in salita raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 3.30 - Dislivello m. 930 fino al lago Colombo e m. -81 da qui al rifugio.
Data escursione: luglio 2005

Itinerario dalle Baite di Mezzeno (sentiero 215)

Con la statale 470 percorriamo il fondovalle della Val Brembana fino al bivio di Lenna dove lasciamo a sinistra la provinciale 1 che sale al Passo San Marco e continuiamo sulla destra con la provinciale 2 in direzione di Foppolo.
Dopo quattro chilometri e mezzo prendiamo sulla destra la provinciale 3 per Roncobello. Superiamo Borgogna, Baresi, Roncobello e Capovalle, poi la strada diventa più stretta e sale nel bosco con 14 tornanti. Solo gli ultimi 700 metri sono sterrati.
La strada termina poco prima delle Baite di Mezzeno, visibili in basso a destra. Parcheggiamo accanto ad una fontana e a una bacheca con una cartina della zona.
Vari segnavia indicano: Località Mezzeno (m. 1600)
- diritto sentiero 215: Passo di Mezzeno (m. 2142) a ore 1.30, Rifugio Laghi Gemelli a ore 2
- diritto sentiero 217: I Tre Pizzi (m. 2153) a ore 2, Monte Pietra Quadra (m. 2287) a ore 2.45
- a destra sentiero 219: Passo Branchino (m. 1821) a ore 1, Sentiero dei Fiori a ore 1, Rifugio Capanna 2000 a ore 2.30
- a destra sentiero 270 A: Passo Marongella a ore 0.30

Ci incamminiamo in leggera salita con il sentiero 215/217 tra prati e radi alberi.
Lasciamo a sinistra un casello dell'acquedotto. Su una pietra vediamo il segnavia a bandierina rosso bianco rosso con i numeri 215 e 217.
Superiamo un ruscello che attraversa il sentiero.
La pendenza aumenta. Saliamo con un ampio sentiero con dei gradini di legno.
Poi superiamo un altro ruscelletto. Il sentiero ora è più stretto e procede in leggera salita.
Raggiungiamo un bivio dove una freccia consiglia di andare a destra (m. 1645). In effetti il percorso a destra sale dolcemente con un giro più largo mentre quello a sinistra è più ripido e diretto. Comunque, più avanti, tornano ad unirsi.
Un altro ruscelletto attraversa il cammino. Il sentiero ridiventa largo. A destra scorre dell'acqua in un canalino.
Lasciamo a destra un casello dell'acquedotto (m. 1685). A sinistra invece scorre un torrente. Lo seguiamo per un breve tratto con gradini di legno, poi giriamo a sinistra e camminando su tre pietre ben sistemate, lo attraversiamo. Sulla destra invece si stacca in sentiero (m. 1695).
La pendenza aumenta. Per un tratto il sentiero è bagnato da un rivolo d'acqua.
Ignoriamo un sentierino che scende a destra e superiamo altre costruzioni dell'acquedotto.

Raggiungiamo un bivio (m. 1775). Su una pietra, due frecce indicano a sinistra il sentiero 217 per i Tre Pizzi, e a destra il sentiero 215 per i Laghi Gemelli.
Pochi passi più avanti alcuni segnavia ribadiscono:
- a sinistra: Tre Pizzi a ore 1.30 e Monte Pietra Quadra a ore 2.30 (sentiero 217)
- a destra: Passo Mezzeno a ore 1 e Rifugio Laghi Gemelli a ore 1.30 (sentiero 215)
Andiamo a destra in salita tra prati e qualche albero. Il sentiero si divide in più tracce che a volte corrono parallele oppure si intersecano.
Al termine di questo tratto in salita, percorriamo pochi passi in discesa e poi continuiamo quasi in piano. In basso a destra vediamo una vasca-abbeveratoio per gli animali, mentre poco più avanti c'è la Baita delle Foppe (m. 1862).
Riprendiamo a salire. Superiamo un ruscello e il bivio per la baita; su un masso la scritta Gemelli indica che dobbiamo andare a sinistra.
Poco dopo ignoriamo un altro sentiero che scende alla baita e torniamo a salire ripidamente.
Più avanti, in basso a destra vediamo una pozza e una stalla.
Passiamo tra due massi (m. 1900) ed entriamo in una valletta nella quale scorre un ruscello; seguendolo, la attraversiamo e torniamo a salire.
Poco dopo raggiungiamo il pianoro al centro della quale è situato il bivacco Mezzeno (m. 1933).

Superato il bivacco, continuiamo seguendo il ruscello. Poco dopo lo scavalchiamo verso destra. In alto è ben visibile la croce al Passo di Mezzeno.
Lasciamo a destra un grosso masso e saliamo con poca pendenza fino ad un ometto (m. 1990).
Qui pieghiamo a sinistra e saliamo ripidamente verso un contrafforte tra due vallette, raggiunto il quale giriamo a destra e continuiamo con un ampio sentiero di sfasciumi tra magri pascoli.
La neve che avevamo trovato già prima del bivacco, ora diventa abbondante e a volte ci costringe ad uscire dal sentiero per salire più agevolmente tra l'erba.
Più avanti la pendenza diminuisce.
Giunti ad una curva verso sinistra (m. 2095), vediamo il Passo Mezzeno davanti a noi.
Torniamo a salire ripidamente. Superiamo due corti tornanti e qualche passaggio su fondo roccioso.
Infine con un ultimo tratto con poca pendenza raggiungiamo il passo (m. 2142). Accanto alla croce ci sono delle targhe a memoria di alcuni escursionisti. I segnavia indicano: Rifugio Laghi Gemelli a ore 0.30, Carona a ore 2.30, Rifugio Calvi a ore 4.30.

Iniziamo a scendere lungo il versante nord. Il sentiero è sparito sotto l'abbondante neve. Seguiamo pertanto le tracce lasciate da chi ci ha preceduto.
Dopo una breve discesa, continuiamo in piano passando accanto ad una palina segna neve. In basso a destra vediamo i Laghi Gemelli coperti da una coltre nevosa.
Continuiamo in leggera discesa, poi la pendenza aumenta. A sinistra vediamo una cascata.
Con pochi passi in salita arriviamo in cima ad un dosso e poi ne scendiamo l'opposto versante.
In basso a destra cominciamo a vedere il sentiero 216 che costeggia il lago.
Decidiamo pertanto di scendere tra la neve e, raggiuntolo, lo seguiamo verso sinistra con percorso quasi pianeggiante.
Il sentiero alterna tratti su sterrato ad altri ancora ricoperti di neve e, percorrendo questi ultimi, procediamo con la dovuta cautela per non correre il rischio di scivolare verso il lago.

Lasciamo a sinistra una baita. Su di un masso vediamo i segnavia 215-216.
Continuiamo quasi in piano e raggiungiamo una croce in ferro a ricordo di un giovane escursionista. Più sotto, sulla destra c'è una casa in riva al lago.
Poco dopo cominciamo a vedere il rifugio davanti a noi. Su un masso, una freccia rossa indica alle nostre spalle il Passo Mezzeno e il Passo Gemelli.
Troviamo una baita sotto il cui portico c'è una panca in legno. Qui il sentiero si divide e, ignorato il ramo di destra che si dirige verso la diga, con pochi passi raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 2.00 - Dislivello m. 542 fino al Passo Mezzeno e m. -174 da qui al rifugio.
Data escursione: maggio 2009

Escursioni partendo dal Rifugio:


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