Rifugio Cristina in Valmalenco

Il Rifugio Cristina č situato all'Alpe Prabello, ai piedi del Pizzo Scalino.

A Sondrio prendiamo la provinciale 15 con la quale risaliamo la Val Malenco. Al km. 13.5 deviamo a destra. Superate Lanzada e Franscia, proseguiamo con quattro chilometri di ripidi tornanti fino a Campo Moro (m. 1990).

Primo itinerario: da Campomoro

Lasciamo l'auto nel vasto parcheggio sotto il rifugio Zoia, di fronte al lago. Alla destra di una fontana, troviamo la stradina che sale a questo rifugio.
Alcuni segnavia indicano con il sentiero 346/301: Alpe Prabello e Rif. Cristina a ore 1.10, Passo degli Ometti a ore 2.40; con il sentiero 346: Rifugio Zoia a ore 0.05, Alpe Campagneda a ore 0.50, Rif. Cą Runcasch a ore 0.50.
Ci incamminiamo in salita su questa stradina. Arrivati ad un bivio, seguendo le indicazioni, continuiamo a sinistra con la vecchia mulattiera.
Passiamo sotto i cavi della teleferica di servizio. Un cartello avverte di prestare attenzione.
Percorriamo un tornante verso destra e raggiungiamo il Rifugio Zoia (m. 2021).

Il sentiero prosegue sulla sinistra; alcuni segnavia indicano il sentiero 346 per l'Alpe Campagneda a ore 0.40, il Passo di Campagneda a ore 2.20 e il Monte Spondascia a ore 2.30.
Gią possiamo ammirare verso sud l'imponente piramide dello Scalino, al quale ci avvicineremo, mentre sull'altro lato ci accompagnerą per un tratto la vista sul sottostante lago di Campomoro.
Mentre procediamo tra pini silvestri e rododendri, passiamo accanto ad un grande masso sotto il quale č stato collocato un quadretto raffigurante una madonnina.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e percorriamo un tratto con lievi saliscendi con vista sulla diga del Lago di Alpe Gera e sul soprastante Ghiacciaio Fellaria (in piccolo riusciamo a distinguere sulla sinistra anche il rifugio Bignami m. 2401).
Superiamo un casello dell'acquedotto e torniamo a salire tra rocce e radi larici ignorando un sentierino sulla destra.

Dopo aver percorso un altro breve tratto in piano, riprendiamo a salire e raggiungiamo la Falesia dello Zoia (m. 2100). Qui troviamo dapprima un grosso masso sporgente e poi una parete attrezzata come palestra di roccia con varie vie di salita (quinto, sesto e settimo grado).
Passando sotto un tubo nero, percorriamo un breve tratto in discesa e poi torniamo a salire.
Lasciamo a sinistra un altro casello dell'acquedotto con una freccia rossa che indica il rifugio Zoia alle nostre spalle.
Quasi in piano, superiamo alcuni rigagnoli che attraversano il cammino e raggiungiamo un bivio dove i segnavia indicano a sinistra: il Monte Spondascia a ore 2.10; diritto: l'Alpe Campagneda a ore 0.20, i Laghi e il Passo di Campagneda a ore 2.

Troviamo poi un paletto in legno con il segnavia 1B. Ora il Pizzo Scalino si erge di fronte a noi (m. 2160).
Scendiamo in una valletta percorsa da un torrente.
Poi ci immettiamo su di una pianeggiante stradina sterrata. Andiamo a sinistra e con un ponte attraversiamo il torrente. Alla destra ci sono le baite dell'Alpe Campagneda e il sentiero che continua verso l'Alpe Prabello.
Diversi segnavia indicano: Alpe Campagneda m. 2140; diritto (sent. 346): Rifugio Cą Runcasch a ore 0.05, Laghi di Campagneda a ore 0.50, Passo di Campagneda a ore 1.40; a destra (sent. 346/1): A. Prabello a ore 0.30, Rifugio Cristina a ore 0.30, Passo degli Ometti a ore 2; a sinistra (sent. 346): Campo Moro a ore 0.30.

Andiamo a destra verso l'agriturismo Il Cornetto ma, fatti pochi passi, prendiamo un sentiero sulla sinistra.
Con un rudimentale ponticello, fatto con due tronchi e due assi di legno, superiamo un affluente del torrente che troviamo poco pił avanti.
Superato anche il torrente con un altro ponticello di legno, riprendiamo a salire.
Un rivolo bagna il sentiero.
Percorriamo un breve tratto su fondo roccioso poi continuiamo quasi in piano tra larici e rododendri.
Scavalchiamo un altro rivolo e torniamo a salire.
Raggiungiamo un pianoro al centro del quale superiamo un ruscelletto tramite un ponticello di legno (cinque tronchi) con le sponde.
Tra prati e cespugli di rododendro, raggiungiamo una zona acquitrinosa che attraversiamo camminando su alcune pietre.
Troviamo un paletto di legno con dipinto in alto un segnavia bianco-rosso.

Arriviamo ad un bivio (m. 2160). Dalla destra arriva il percorso descritto nel secondo itinerario. I segnavia indicano, diritto (sentiero 347): Prabello - Rifugio Cristina a ore 0.20, Alpe Acquanera a ore 0.50; dietro a destra (sentiero 346/1): Alpe Campascio a ore 0.10, Franscia a ore 1.40; dietro di noi (sentiero 346/1): Alpe Campagneda a ore 0.10, Rifugio Cą Runcasch a ore 0.10, Campo Moro a ore 0.40.

Il percorso si mantiene al margine destro del pianoro, prima in piano e poi in salita tra radi larici. Nel valloncello a sinistra scorre un rivolo.
Poi il sentiero si divide in due tracce parallele.
Giriamo a destra e saliamo in modo abbastanza ripido. In cima voltiamo a sinistra e ci immettiamo su di una sterrata (m. 2210). I segnavia indicano a sinistra: A. Campagneda a ore 0.25, Laghi di Campagnera a ore 0.40, Passo di Campagneda a ore 1.40, Rifugio Cą Runcasch; a destra: A. Prabello - Rif. Cristina a ore 0.15, A. Acquanera a ore 1, Passo degli Ometti a ore 2.

Andiamo a destra in piano. Poco pił avanti superiamo un rivolo con un ponte.
Continuiamo in leggera salita e raggiungiamo una insellatura (m. 2225). Alla sinistra ritroviamo il sentiero. Da questo punto cominciamo a vedere, in lontananza, la chiesetta della Madonna della Pace all'estremitą dell'Alpe Prabello.
Possiamo continuare con la sterrata, che si abbassa in un avallamento per poi risalire, oppure, seguendo i bolli, con il sentiero che, dopo un tratto in piano, sale, prosegue in leggera discesa e poi ancora in piano, ed infine torna ad immettersi sulla stradina.
Continuiamo in piano, superiamo un ruscello con un ponticello di legno e pietre, e arriviamo all'alpeggio (m. 2225).
Il rifugio č di fronte a noi. Passiamo tra le baite dell'alpe, superiamo alcuni ruscelletti e lo raggiungiamo.

Tempo impiegato: ore 1.10 - Dislivello: m. 277 -40
Data escursione: settembre 2009

Secondo itinerario: dalla strada che sale a Campo Moro

Percorrendo la strada che porta a Campo Moro, superate due delle otto gallerie, troviamo uno slargo sulla sinistra e vi parcheggiamo la macchina (m. 1960).
Sulla destra parte una sterrata e i segnavia indicano in quella direzione: sentieri 347/301, Alpe Campascio di Caspoggio a ore 0.25, Alpe Campagneda a ore 0.50, Rifugio Cą Runcasch a ore 0.50, Alpe Prabello e Rifugio Cristina a ore 1, Passo degli Ometti a ore 2.30.

Il primo tratto č asfaltato ed č percorribile in auto.
Ci incamminiamo in salita. Dopo il primo tornante vediamo in alto a sinistra, oltre la vallata, il Ghiacciaio di Fellaria.
Poi la pendenza diminuisce. Passiamo sotto i fili della corrente.
Troviamo il cartello che indica il divieto di transito ai veicoli non autorizzati (m. 2000). La strada ora č definita come agro silvo pastorale. Il fondo č in cemento con alcune canaline in metallo per il deflusso dell'acqua.
Saliamo tra i larici. La pendenza aumenta. Superati alcuni corti tornanti abbastanza ripidi, continuiamo quasi in piano con il fondo sterrato.
Passiamo sotto i cavi dell'alta tensione e proseguiamo in leggera salita.
Un ruscello passa sotto alla strada che torna ad avere il fondo in cemento (m. 2030).

Troviamo poi un sentiero che si stacca a destra e sale tagliando un paio di tornanti: possiamo prendere l'una o l'altra via.
Il sentiero per un po' segue il ruscello, poi lo abbandona e sale tra radi larici.
Pił avanti torna ad immettersi sulla strada nel punto in cui questa ridiventa sterrata (m. 2055).

Poco dopo, terminato il bosco, superiamo una croce di legno con due bracci e continuiamo con poca pendenza tra i prati.
Troviamo un sentiero che si stacca verso destra. I segnavia indicano: Alpe Campascio di Caspoggio m. 2068; a destra (sentiero 347): Alpe Prabello e Rifugio Cristina a ore 0.30, Passo degli Ometti a ore 2.10; diritto (sentiero 347/1): Alpe Campagneda a ore 0.20, Cą Runcasch a ore 0.25, Passo Campagneda a ore 2. Andiamo a destra.

In vista dell'alpeggio il sentiero gira a destra. Con un ponticello, fatto con assi di legno, superiamo un ruscello (m. 2075).
Continuiamo in salita e passiamo tra alcune rocce.
Alla destra scorre un ruscello. Pił avanti lo attraversiamo.
Ignoriamo un sentiero che arriva da destra e saliamo abbastanza ripidamente. Alla destra c'č una parete rocciosa (m. 2115).
Pił avanti troviamo un rivolo che scorre alla sinistra del sentiero.
Giunti in cima alla salita (m. 2140), cominciamo a vedere davanti a noi il Pizzo Scalino.

Proseguiamo quasi in piano. Una freccia bianca indica le due direzioni.
A sinistra scorre un rivolo. Per un po' lo seguiamo e poi lo attraversiamo.
Dopo una breve salita su fondo roccioso, continuiamo con minore pendenza in un valloncello.
Raggiungiamo un pianoro acquitrinoso (m. 2160). Su di una pietra alla destra una freccia bianca indica le due direzioni.
Dalla sinistra arriva il sentiero descritto nel primo itinerario con il quale continuiamo fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1 - Dislivello: m. 267
Data escursione: settembre 2009

Escursioni/Ascensione partendo dal Rifugio:


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