Rifugio Biancadino

Il Rifugio Biancadino è situato in Val Grosina, su di un pianoro ai piedi del Sasso Campana, tra le poche case e la bianca chiesetta dell'omonimo alpeggio.

Il rifugio solitamente è chiuso. Per informazioni o per procurarsi le chiavi occorre rivolgersi alla Pro Loco di Grosio, Via Venosta 2 (tel.: 328 9396274) oppure alla Biblioteca di Grosio, Villa Visconti Venosta (tel.: 0342 841228).
Sempre aperto invece è il bivacco, situato sul lato opposto del rifugio rispetto alla direzione dalla quale si proviene. Dispone di quattro posti letto completi di materassi, cuscini e coperte, tavolo con due panche, fornello con bombola, stufa, armadietto con alcune stoviglie, cassetta per le offerte. Una porta alla destra conduce nel bagno. Illuminazione da pannelli solari.

Con la statale 38 della Valtellina arriviamo fino al km. 76.4 dove prendiamo la seconda uscita per Grosio.
Giriamo poi a sinistra, passiamo sotto alla statale e continuiamo diritto per trecento metri.
Giunti in fondo, andiamo a destra (Via Milano) percorrendo la provinciale 27 con la quale raggiungiamo il paese.
Nel centro di Grosio, seguendo le indicazioni per Ravoledo e Fusino, prendiamo una strada sulla sinistra che esce dall'abitato e sale con panoramici tornanti.
Giunti ad un bivio andiamo a sinistra (Via Cima Piazzi).
Superiamo la frazione di San Giacomo e arriviamo a Fusino dove la valle si divide: a sinistra si prosegue verso Malghera e a destra verso Eita. Andiamo a sinistra.
Paghiamo il pedaggio, infilando tre euro nell'apposita macchinetta, e ritiriamo lo scontrino da collocare sul cruscotto.
Scendiamo sotto la diga che chiude il lago, poi iniziamo a salire tra prati e gruppi di case.

Dopo km. 3.9 da Fusino, troviamo sulla destra una fontana (l'acqua arriva tramite un tubo e cade in una vecchia vasca da bagno riciclata allo scopo) e un piccolo slargo dove c'è posto per circa otto vetture. I segnavia indicano: Dòsa m. 1400; diritto seguendo l'asfalto: 258, Ortesedo a ore 0.45, Campo Pedruna a ore 1.40, Malghera a ore 2.30; a destra: 261/1, Cibèru a ore 0.25, Biancadino a ore 2.30, Frasöl a ore 3. C'è anche un vecchio cartello di legno che indica a destra: Fopp e Biancadin.

Lasciata la macchina ci incamminiamo in salita tra gli alberi su di una stradina in cemento e pietre che subito compie un tornante sinistrorso e poi diventa una bella e larga mulattiera.
Più avanti alla sinistra troviamo un altro tubo dal quale esce dell'acqua che cade in una vasca nera e in un vecchio lavandino. Più lontano ci sono delle case (m. 1435).
Poco dopo percorriamo un tratto con poca pendenza. Alla sinistra ci sono un muretto e una grata nella quale cade l'acqua di un ruscello che poi attraversa la sterrata passandole sotto.
Lasciamo a sinistra un vecchio manufatto in cemento e torniamo a salire con una sterrata. Entriamo nel bosco (m. 1445).
Di tanto in tanto troviamo una canalina di ferro per lo scolo dell'acqua posta di traverso alla stradina.
Percorriamo alcune semicurve. Alla sinistra ci accompagna un basso muretto in cemento.
Superato un ampio tornante sinistrorso, davanti in alto vediamo una cascina (m. 1460).
Poi alla sinistra ricomincia il muretto in cemento che ora è alto circa un metro.

Dopo una curva a sinistra usciamo dal bosco (m. 1480).
Alla destra, sull'altro lato della valle, vediamo una baita in una radura tra gli alberi. Lungo il cammino torneremo a vederla diverse volte, sempre più in basso.
Superiamo una griglia in ferro per lo scolo dell'acqua (m. 1500).
Lasciamo a destra una vecchia stalla (m. 1515).
Dopo una curva a sinistra continuiamo con poca pendenza. Alla destra scende un muro di rinforzo.
Camminiamo tra i prati nei quali vediamo alcune case e stalle sparse qua e là.
Superiamo altre due grate per lo scolo dell'acqua.
Accompagnati da un muretto di pietre alla sinistra, torniamo a salire e ignoriamo un sentiero che retrocede a sinistra verso alcune costruzioni.

Subito dopo lasciamo a sinistra una baita (m. 1560) oltre la quale troviamo una palina con alcuni segnavia che indicano davanti: Moregno a ore 1.15, Biancadino a ore 2 (sentiero 260); dietro: Fusino a ore 1, Grosio a ore 2.45 (sentiero 260), Dòsa a ore 0.20, Campo Pedruna a ore 2, Malghera a ore 2.45 (sentiero 261.1).
Scavalchiamo un rivolo che attraversa il percorso e poi rientriamo nel bosco (m. 1570).
Percorriamo alcune semicurve. Superiamo una base in cemento sopra quale, in caso di pioggia, l'acqua dovrebbe attraversare la stradina.
Dopo un tratto con poca pendenza torniamo a salire.

Alla sinistra troviamo la colata di pietre di una vecchia frana che poco più avanti aggiriamo con un tornante sinistrorso all'esterno del quale c'è una protezione realizzata con dei tronchi (m. 1605).
Gli alberi ora sono più radi. Poco dopo alla destra troviamo altre pietre franate.
Superiamo un gruppo di larici (m. 1615).
Continuiamo tra radi alberi e alla destra vediamo un'altra colata di pietre.
In leggera salita superiamo una base in cemento per l'attraversamento dell'acqua. Alla destra c'è un muretto in cemento e nel soprastante prato vediamo un baitello in pietra (m. 1640).
Superata una curva a destra proseguiamo tra i prati. Lasciamo a destra un rudere. Troviamo un'altra grata per lo scolo dell'acqua.
Dopo un tratto in salita torniamo a camminare con poca pendenza. Alla destra ci sono due pezzi di muretto in cemento.
Continuiamo poi quasi in piano con alla sinistra delle protezioni realizzate con paletti di ferro e traversi di legno. Alla destra invece c'è un basso muretto in cemento.

Raggiungiamo una cascina davanti alla quale la sterrata compie un tornante destrorso.
Dopo il tornante, alla sinistra c'è un basso muretto in cemento. Proseguiamo in leggera salita tra i prati.
Troviamo poi alla sinistra un muretto di pietre a rinforzo e protezione anti-slavine (m. 1675).
Dopo una semicurva verso sinistra, in leggera salita, rientriamo nel bosco (m. 1685).
Superiamo una grata sotto la quale dovrebbe scorrere l'acqua di un ruscello che però troviamo in secca.

Raggiungiamo un tornante sinistrorso. I segnavia indicano proseguendo: Moregno a ore 0.50, Biancadino a ore 1.45; dietro: Cibèru a ore 0.20, Fusino a ore 1.20, Grosio a ore 3. C'è anche un'altra sterrata non segnalata che continua diritto (m. 1700).
La pendenza aumenta.
Dopo un tratto tra alberi radi, il bosco diventa fitto. Saliamo in modo abbastanza ripido (m. 1730).
Al termine del bosco proseguiamo con un muro di pietre alla destra mentre alla sinistra c'è una vecchia protezione realizzata con paletti di legno, dei tronchi in alto come traversi e un cavo metallico e mezz'altezza.
Poi la pendenza diminuisce (m. 1765).

In leggera salita, lasciato a sinistra un piccolo orto recintato, raggiungiamo un gruppo di vecchie baite disabitate che cominciano a mostrare i segni del tempo. Su una baita vediamo un poster raffigurante la Madonna di Lourdes. Sulla prima costruzione a destra c'è una pietra con le seguenti indicazioni: "X Biancadin: una freccia che compie un tornante destrorso; Loc. Zoca (Fopp) m. 1780 s.l.m.".
Proseguiamo dunque verso destra. Qui la stradina non solo è inerbita ma di fatto i prati l'hanno coperta completamente.
Dapprima in salita e poi con maggiore pendenza, lasciamo sfilare alla destra un alberello plasmato dal vento, due paletti di legno e un pezzo di muretto di pietre mentre alla sinistra troviamo solo un muretto di pietre.

Ci addentriamo in un fitto bosco. Ora il percorso è ben evidente (m. 1810).
Lasciamo a sinistra una scorciatoia.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1825).
Saliamo in modo abbastanza ripido. Presso il successivo tornante destrorso ritroviamo la scorciatoia che rientra (m. 1835).
Proseguiamo con un tornante sinistrorso (m. 1855) e uno destrorso (m. 1885).
Poi in bosco diventa più fitto (m. 1920).
Superiamo un altro tornante sinistrorso (m. 1950) e arriviamo al termine del bosco (m. 1970).
Proseguiamo nei prati mentre la pendenza diminuisce un poco.

Giriamo a destra e raggiungiamo le due Baite Masuncel. Davanti alla prima ci sono un tavolone e due panche (m. 1995).
Continuiamo con un diagonale verso destra e ricominciamo a trovare delle canaline di ferro per lo scolo dell'acqua.

Poco dopo ci immettiamo sulla gippabile che proviene dalla diga di Fusino. Qui troviamo una palina con vari segnavia che indicano: Moregno m. 2006; a sinistra con il percorso 260: Biancadino a ore 0.45, Lavazè a ore 1.40, Malghera a ore 3.40; a destra con il 261: Frasöl a ore 1.15, Fusino a ore 2.15, Ponte del Gùer a ore 2.30; dietro con il 260: Cibèru a ore 1.00, Fusino a ore 2.00, Grosio a ore 3.45; c'è anche un sentiero non segnalato che prosegue diritto. Andiamo a sinistra in leggera salita.

All'esterno del successivo tornante destrorso si stacca un sentiero (m. 2020). I segnavia indicano seguendo la sterrata: 260, Biancadino a ore 0.45, Lavazè a ore 1.40, Malghera a ore 3.40; dietro con il 260: Cibèru a ore 1, Fusino a ore 2, Grosio a ore 3.45; dietro con il 261: Frasöl a ore 1.15, Ponte del Gùer a ore 2.30; a sinistra con il 261: Remundiga a ore 1.45.
Seguiamo la sterrata e riprendiamo a salire tra prati e conifere.
Troviamo alla sinistra dapprima un muretto di pietre (m. 2030) e poi dei pali posti in orizzontale allo scopo di prevenire uno smottamento del terreno (m. 2055).
Percorriamo un ampio tornante sinistrorso all'esterno del quale ci sono delle protezioni realizzate con delle vecchie traversine ferroviarie. Subito dopo, sempre alla destra, ci sono dei pali e delle pietre a rinforzo (m. 2065).
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua. Troviamo a sinistra una corta protezione realizzata con traversine.

Presso un tornante destrorso, un sentiero sale a sinistra (m. 2125). I segnavia indicano a sinistra con il sentiero 260: Biancadino a ore 0.25, Lavazè a ore 1.15, Malghera a ore 3.15; dietro con il 260: Moregno a ore 0.15, Cibèru a ore 1.10, Fusino a ore 2.15; dietro con il 261: Frasöl a ore 1.30, Ponte del Gùer a ore 2.45. Prendiamo il sentiero che consente di accorciare il percorso evitando gli ultimi tre tornanti.
Davanti cominciamo a vedere l'asta con la bandiera e i tetti delle case di Biancadino.
Dopo un ripido tratto, pieghiamo a sinistra. La pendenza diminuisce un poco.
Seguendo tracce di sentiero torniamo poi a salire in modo abbastanza ripido (m. 2160).
Alterniamo due tratti con poca pendenza ad uno in salita. Ora davanti l'alpeggio è ben visibile (m. 2200).
Superiamo con precauzione il punto dove il sentiero è parzialmente franato. In basso vediamo delle protezioni para valanghe.

Dopo un tratto quasi in piano, in salita ci riportiamo sulla sterrata (m. 2230).
Seguendola andiamo a sinistra in leggera salita e poco dopo arriviamo a Biancadino.
Il rifugio è la costruzione più grande sulla sinistra. Alla destra ci sono le altre baite e la bianca chiesetta dedicata a Sant'Antonio. Per arrivare al bivacco bisogna passare davanti al rifugio e portarsi sul lato opposto.

Tempo impiegato: ore 2.15 - Dislivello: m. 858
Data escursione: luglio 2013

Escursioni/Ascensioni partendo dal Rifugio:


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