Rifugio Almici
- Altezza: m. 1861
- Gruppo: Valli Bresciane
- Ubicazione: Monte Guglielmo
- Comune: Zone - BS
- Carta Kompass: 106 F2
- Coordinate Geografiche: 45°45'29.60"N 10°09'45"E
- Gestore: Maddalena Galbardi
- Telefono gestore: 339 8255153
- Telefono rifugio: 339 8255153
- Posti letto: 30
- Apertura: estiva e weekend maggio-novembre
- Pagina aggiornata il: 04/10/2011
Il Rifugio Almici è situato qualche diecina di metri sotto la cima Castel Bertino (m. 1948) del Monte Guglielmo, sul versante sebino.
Lasciamo la statale 510 Sebina Orientale al km. 24 circa per immetterci sulla provinciale 32 in direzione di Zone.
In alternativa possiamo prendere questa provinciale al suo inizio partendo dal centro di Marone (Via Roma, Via Ponzano).
Troviamo una teleferica che incrocia varie volte la strada. Subito dopo il quinto sottopassaggio a protezione da eventuali cadute di materiale, troviamo sulla
sinistra uno specchio stradale e l'indicazione per il Rifugio Croce di Marone verso destra.
Giriamo pertanto a destra imboccando una stretta strada asfaltata. La percorriamo per km. 6.9 fino ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Ora la strada è sterrata con due strisce di cemento ai lati per agevolare il passaggio degli automezzi. Dopo un centinaio di metri troviamo sulla destra il
Rifugio Croce di Marone. Poco più avanti parcheggiamo sulla sinistra (m. 1166).
I segnavia indicano davanti a noi il Monte Guglielmo a ore 2.10 e dietro la Forcella di Sale a ore 0.50. Un cartello stradale segnala il divieto di
transito agli automezzi.
Possiamo seguire integralmente una sterrata oppure tagliarne alcuni tornanti con il sentiero della 3V contrassegnato da bandierine di colore
azzurro-bianco-azzurro.
Lungo il cammino troveremo parecchie paline di colore giallo oppure giallo e arancio del metanodotto.
Ci incamminiamo in salita, tra alberi e prati, lungo la strada che inizialmente ha il fondo in cemento. Sulla destra troviamo subito una fontana con una
grande vasca abbeveratoio e a seguire la piazzola dell'elicottero e una manica a vento. Più in basso c'è un'area pic-nic.
La strada poi diventa sterrata. Dopo un tratto in leggera salita, la pendenza aumenta.
Nei pressi di un tornante sinistrorso troviamo una stradina con i segnavia della 3V che si stacca verso destra (m. 1215).
Possiamo continuare con l'uno o l'altro percorso (a=sentiero b=strada).
1a) Seguendo i segnavia della 3V andiamo a destra, dapprima in leggera salita e poi con maggiore pendenza.
Ignoriamo una stradina che si stacca sulla destra e arriviamo ad un bivio (m. 1240). Possiamo continuare diritto, risalendo ripidamente un prato con un sentiero, oppure prendere
una più agevole mulattiera che sulla sinistra entra nel bosco.
Seguiamo la mulattiera. Dopo un tornante destrorso saliamo in modo abbastanza ripido, poi la pendenza diminuisce.
Percorriamo un tratto fuori dal bosco all'inizio del quale il sentiero si innesta dalla destra.
Nuovamente tra gli alberi superiamo un ripido strappo e torniamo ad immetterci sulla sterrata.
1b) Seguendo la strada percorriamo un altro tornante.
In leggera salita entriamo nel bosco. Essendo la strada abbastanza larga gli alberi non riescono
mai a coprirla interamente e in alto vediamo sempre il cielo.
Troviamo una grande roccia sulla sinistra con una statuetta raffigurante la Madonna di Lourdes (m. 1270).
Continuiamo nel bosco. In alcuni punti gli alberi sono solo sul lato destro.
Poi ritroviamo il sentiero che si innesta da destra.
In questo punto i segnavia indicano: Malpensata (m. 1350); dietro: Rifugio Croce di Marone a ore 0.20, Forcella di Sale a ore 1.10, Punta Almana a ore 2.10.
Percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale c'è una casa; all'interno invece ci sono delle recinzioni.
Al successivo tornante, sulla sinistra troviamo il Rifugio Malpensata.
Poco più avanti ritroviamo i bolli bianco azzurri che indicano il sentiero della 3V che sale a sinistra.
2a) Seguendo il sentiero saliamo ripidamente tra l'erba fino a raggiungere un manufatto in cemento (m. 1380).
Entriamo nel bosco e continuiamo alternando alcuni tratti ripidi ad altri con poca pendenza.
Poi il bosco diventa più rado. Il sentiero si divide in due tracce ma subito torna a riunirsi.
Esciti dal bosco (m. 1425) saliamo ripidamente a zig-zag, a volte aiutati da alcuni gradini di legno.
Dopo un tratto quasi in piano ed una breve salita, raggiungiamo una crestina e la percorriamo quasi in piano con gli alberi alla destra (m. 1460).
Torniamo a salire. Il sentiero è rinforzato con dei tronchi di legno.
Proseguiamo poi con minore pendenza.
Troviamo altri gradini di legno e una corta protezione sulla destra.
Risaliamo un tratto roccioso (m. 1500), poi continuiamo con un ripido sentiero a zig-zag tra erba e cespugli.
Con minore pendenza proseguiamo con altre serpentine. Anche in questo punto il sentiero è rinforzato con dei tronchi di legno (m. 1540).
Torniamo a salire, raggiungiamo un muretto a secco e lo scavalchiamo.
In piano tra i prati, seguiamo un altro muretto alla nostra destra. A sinistra ci sono due pozze d'acqua.
Poco più avanti ci immettiamo sulla strada nel punto in cui questa ha appena superato la Malga Guglielmo di Sotto.
2b) Seguendo la strada, dopo la Malpensata, rientriamo nel bosco.
Percorriamo una curva a sinistra fuori dal bosco per rientrarci subito dopo.
Ignoriamo un sentiero, chiuso da una stanga di legno, che si stacca sulla sinistra (m. 1380).
In leggera salita percorriamo un lungo tratto.
Superiamo due tornanti, anch'essi fuori del bosco e, in entrambi i casi, vi rientriamo subito.
Terminato il bosco (m. 1445), ignoriamo un sentiero che sale a sinistra. Alla destra possiamo cominciare ad ammirare un bel panorama sulla verde vallata.
Superiamo altri tre tornanti (m. 1470-1480-1505).
Più avanti, ai lati della strada ci sono due strisce di cemento.
Raggiungiamo la Malga Guglielmo di Sotto. Passiamo tra una stalla e una cascina e, subito dopo, troviamo il sentiero 3V che arriva da sinistra.
I segnavia indicano: Malga Guglielmo di Sotto m. 1571; nella direzione da cui proviene il sentiero 3V: Malpensata a ore 0.20, Rifugio Croce di Marone a ore
0.40, Forcella di Sale a ore 1.30.
Continuiamo lungo la sterrata. Alla destra c'è una fontana con vasca.
Poco più avanti a sinistra vediamo una pozza seguita da una grande vasca quadrata recintata. Sulla destra si affianca una canalina in cemento per lo scolo
dell'acqua.
La pendenza aumenta. Superata una curva a destra, sulla sinistra in basso cominciamo a vedere il Lago d'Iseo.
Incrociamo il sentiero 232 che conduce a Gasso in ore 1 oppure a Rucca in ore 1.50. Nei pressi ci sono un tavolone e relative panche. Continuiamo con la
sterrata che, in questo punto, gira a destra.
Superiamo un altro tornante (m. 1635)
Più avanti la strada è ricoperta da due strisce in cemento e, alla destra, è accompagnata da un muro.
Raggiungiamo una selletta (m. 1725). Alla sinistra nei prati ci sono un tavolone con relative panche. In alto, davanti cominciamo a vedere il Rifugio Almici e a
destra la Cappella del Redentore.
La strada ritorna completamente sterrata e procede dapprima in leggera salita e poi in piano.
Troviamo sulla sinistra una pozza e una vasca abbeveratoio per gli animali.
Poco più avanti, in leggera salita, arriviamo ad un'altra pozza che precede la Malga Guglielmo di Sopra (m. 1744).
Trascuriamo un sentiero che continua diritto e giriamo a destra. Ora la strada ha ancora due strisce di cemento ai lati. Alla sinistra c'è una vasca quadrata.
Torniamo a salire e ben presto troviamo alcune frecce bianco-azzurre che indicano il sentiero 3V sulla sinistra (m. 1775).
3a) Seguendo il sentiero saliamo direttamente e in modo abbastanza ripido tra l'erba e alcune pietre fino a ritrovare la strada.
3b) Seguendo la strada compiamo un ampio giro sulla destra alternando tratti in leggera salita ad altri con maggiore pendenza. La parte che precede
l'unico tornante ha il fondo in cemento. Poi, nuovamente su sterrato, incontriamo il sentiero che sale da sinistra.
Riunificatisi definitivamente i due percorsi (m. 1830), seguiamo la strada.
Percorriamo due coppie di corti tornanti e raggiungiamo il rifugio.
a) Con il sentiero - Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello m. 695
b) Con la strada - Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello m. 695
Data escursione: settembre 2009
Note
Giunti al rifugio vale la pena di proseguire per alcune diecine di metri e raggiungere Castel Bertino una delle due cime del Monte Guglielmo (l'altra è il Dosso
Peralta m. 1952). Sulla vetta sorge il monumento al Redentore eretto nel 1901.
Molto bello il panorama sul Lago d'Iseo e le cime circostanti.
Lungo il percorso tra il rifugio e la vetta una tavola riporta profilo e nomi delle cime visibili sul versante sebino: Punta dell'Orto, Monte Cognolo, Montecolo,
Monte Orfano, Punta Val Mora, Santuario Madonna della Ceriola, Punta Tisdel, Monte Alto, Corno Pendita, Punta Alta, Monte Pingiolo, Corno Buco, Colle del Giogo,
Monte Bronzone, Monte Soresano, Punta Piagnole, Monte Cremona, Costa dei Ronchi, Monte Mandolino, Punta Castello, Monte Pendola, Monte Creò, Monte di Grone,
Colle S. Fermo, Monte Foppa, Monte Torrezzo, Monte Boario, Monte Sicolo, Colle di Lùen, Corna Trentapassi, Monte Grione.
Nel basamento del monumento è stato ricavato un locale utilizzabile come bivacco. Occorre però portarsi un sacco a pelo e quant'altro può servire in quanto
questo locale è completamente spoglio.
Escursioni partendo dal Rifugio:
- al Monumento al Redentore - Cima Castel Bertino (m. 1948) in ore 0.15
- al Dosso Peralta (m. 1957)
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