Bivacco Casera Stavello

Il Bivacco Stavello è situato presso l'omonima casera, a monte di Delebio, in Val Lèsina, in una conca sulle pendici settentrionali del Pizzo Stavello di Luserna (m. 2259).
Il panorama verso nord mostra alcune cime della Val Chiavenna e alcuni paesi sul fondo della parte iniziale della Valtellina.

La Casera Stavello è composta da una baita e da una stalla. Il bivacco è stato edificato attaccato alla baita, sul lato ovest. C'è anche una croce di legno accanto ad un rudere. Altri ruderi si trovano poco più a ovest.
Il piccolo edificio dispone di un solo locale che contiene: una stufa, un camino e legna da ardere, un tavolone con due panche, due sedie, un fornello quattro fuochi con forno, un lavello con due vaschette, pentole piatti e stoviglie, ciabatte, cassetta per le offerte. Sul soppalco, raggiungibile con una scala a pioli, c'è un tavolato con quattro materassi, cuscini e coperte. Illuminazione a gas.
All'esterno ci sono un tavolo con panche sotto ad un tetto ed una fontana con una vasca di metallo inserita in una di pietre.

Alla prima rotonda di Delebio per chi proviene da Colico (km 3.0 della SP 30, ex SS 38), giriamo a destra e subito dopo a sinistra.
Arrivati in Piazza S. Domenica, proseguiamo diritto con Via Vittorio Emanuele II.
Superiamo un incrocio e poi giriamo a destra in Via Parascio che più avanti diventa Via Per Casale, una sterrata con la quale raggiungiamo uno slargo sulla sinistra dove, se decidiamo di fare l'intero percorso a piedi, possiamo lasciare la macchina (m. 240).

Poco più avanti sulla destra inizia la strada agro silvo pastorale della Val Lèsina. Vari cartelli indicano il divieto di strascico legname, il pericolo di caduta massi, telefoni e date apertura del Rifugio Legnone, e sopratutto il divieto di transito ai veicoli non dotati dell'apposito permesso che si può ottenere al costo di € 5 presso i seguenti esercizi pubblici di Delebio:
Bar Cioca - Via Roma n. 57; Bar Milvia - Via Stelvio n. 123; Bar Zero8 - Piazza S. Domenica n. 20; Blue Bar - Via Stelvio n. 19; Ristorante Domingo - Via Carcano n. 3.
Chi volesse lasciare qui la macchina e percorrere a piedi anche i sei chilometri che ci separano da Osiccio di Sopra, può trovare una descrizione dettagliata di questo tratto nella pagina del Rifugio Legnone, tenendo presente che allora (anno 2012) la strada era interamente sterrata mentre adesso (anno 2017) alterna tratti sterrati ad altri in cemento.

Questa volta paghiamo il ticket, lo esponiamo sul cruscotto e con un fuoristrada saliamo a Osiccio di Sopra.
Ad Osiccio di Sopra la sterrata si biforca. I segnavia indicano: Osiccio 922 m; verso sinistra: Canargo a ore 0.15, Bivacco Alpe Dosso a ore 2; verso destra: Piazza Calda a ore 0.20, Capanna Sociale Legnone a ore 0.40. Alla destra un'altra stradina retrocede con un tornante verso l'abitato, segnalato anche da una scritta incisa nel legno. Il piccolo borgo merita una visita. Potremmo riempire le borracce alle fontane e ammirare gli affreschi, generalmente a carattere religioso, realizzati dal pittore G. Abram negli anni 1995-96.

Lasciata la macchina dopo il tornante, tra le prime case del borgo, al bivio andiamo a sinistra verso Canargo. Tre segnali stradali indicano: divieto di transito ai veicoli non autorizzati, velocità max. 20 km/h, peso max. 4 t.
Iniziamo la nostra camminata alternando due tratti in leggera discesa ad altrettanti quasi in piano, su di una stradina sterrata con protezioni alla sinistra, nel bosco.
Continuiamo in leggera salita. Le protezioni alla sinistra terminano. Poi riprendono mentre alla destra c'è un muro di pietre.
In leggera discesa, lasciamo a sinistra uno slargo protetto a valle da una staccionata. Ora il fondo è in cemento.
Percorriamo un tratto con delle protezioni di ferro dipinte di verde alla sinistra ed un muro di pietre alla destra.
Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua. In alto a destra ci sono delle case su una delle quali vediamo un affresco, raffigurante una madonna, sormontato da una croce.
Alla sinistra troviamo una fontana con due vasche. La strada diventa una larga mulattiera che scorre tra le case. Superiamo una grata per lo scolo dell'acqua (m. 925).
Continuiamo in leggera salita.

Un cartello segnala che siamo arrivati a Canargo.
Continuiamo in discesa con delle protezioni dipinte di verde alla sinistra. Alla destra ci sono altre case. In alto davanti cominciamo a vedere le montagne.
Ignoriamo una stradina inerbita che retrocede in salita verso destra.
In leggera discesa tra altre case, raggiungiamo uno slargo (m. 910). Alla destra ci sono una fontana con due vasche, una madonnina e una cartina della Val Lesina con l'indicazione di alcune possibili mete. Ignoriamo una stradina che, dopo un tornante sinistrorso, retrocede in discesa e proseguiamo diritto passando accanto a due cartelli di legno sul primo dei quali leggiamo: "Canargo m 918 slm" mentre il secondo indica diritto: "Azienda Regionale delle Foreste. Rifugio Alpe Dosso. Consorzio Montagna Viva Delebio".
Continuiamo tra le ultime case su di una stradina con il fondo in cemento e pietre.
Alla sinistra c'è un sedile ricavato da un tronco. Superiamo due grate.
Percorriamo una curva a sinistra con il fondo in cemento.
Continuiamo in leggera salita su sterrato.  Una stradina sale a destra verso due cassottelli in lamiera.
Quasi in piano percorriamo uno zig-zag destra-sinistra; alla destra c'è una fontana con vasca sulla quale vediamo inciso l'anno 1905 (m. 915).
Proseguiamo nel bosco con delle semicurve appena accennate.
Lasciamo a destra uno slargo.

Ad una biforcazione i segnavia indicano a sinistra: Bivacco Alpe Dosso a ore 1.30; diritto: Alpe Luserna a ore 1.30; dietro: Canargo a ore 0.10, Osiccio a ore 0.25, Delebio a ore 1.15. Anche un cartello di legno segnala l'Alpe del Dosso a sinistra. Una freccia arancione invece indica la direzione dalla quale proveniamo (m. 920).
Continuiamo in leggera discesa.
Su di un masso alla sinistra vediamo un'altra freccia arancione.
Proseguiamo in discesa tra radi alberi.
Con minore pendenza, torniamo nel bosco e superiamo una curva a destra (m. 905).
Percorriamo quattro brevi tratti: quasi in piano, in leggera discesa, quasi in piano, in leggera salita.
Proseguiamo in leggera discesa e troviamo una freccia arancione dipinta su di un masso che, come le altre, indica la direzione dalla quale proveniamo (m. 900).
Continuiamo quasi in piano. Troviamo dei massi, prevalentemente alla destra, su alcuni dei quali c'è del muschio.
Proseguiamo in discesa e troviamo la solita freccia arancione.
Dopo alcuni passi in salita (m. 890), con delle semicurve appena accennate alterniamo due tratti in leggera discesa ad altrettanti quasi in piano. Cominciamo a sentire il fragore del Torrente Lesina ma per ora non riusciamo a vederlo tra gli alberi.
In leggera discesa percorriamo una curva a destra e continuiamo quasi in piano (m. 875).
Proseguiamo con una semicurva verso destra in leggera discesa.
Vediamo un bollo rosso. Continuiamo quasi in piano. Il fragore aumenta.
Dopo un tratto in discesa, proseguiamo con minore pendenza lasciando a sinistra un grande pino.
Quasi in piano percorriamo una curva a sinistra. Un cartello indica il divieto di transito ai mezzi non autorizzati.

Dopo alcuni passi in salita e altrettanti in discesa, quasi in piano raggiungiamo il ponte sospeso sul Lesina (m. 847). Un cartello a cura della ERSAF parla della sua realizzazione e degli interventi sui sentieri per l'Alpe Luserna e l'Alpe Dosso. La solita freccia arancione indica la direzione opposta al nostro procedere. Troviamo il primo di una serie di fogli in una cartellina di plastica affissi ai tronchi degli alberi, a cura del Consorzio Montagna Viva, che ci terranno compagnia lungo il cammino con barzellette, quiz e aneddoti vari; questo propone una tipica barzelletta di Pierino. In basso, nel letto del torrente, vediamo il vecchio ponte distrutto.
Giriamo a sinistra e iniziamo ad attraversare il ponte. Inizialmente camminiamo su di un muraglione di pietra, poi inizia la passerella sospesa formata da quattro assi e dei tiranti. Ai lati, come protezione, ci sono delle reti di colore verde.
Sull'altra sponda, un cartello invita a tenere i cani al guinzaglio.
Dopo pochi passi in salita, con il sentiero incassato nel terreno circostante, continuiamo quasi in piano. Un cartello ricorda che è bandita la caccia.

Alla destra, c'è una piccola croce in memoria di una persona caduta nel torrente nel luglio 2014.
Torniamo a salire camminando su di una mulattiera di pietre. Alla sinistra c'è una staccionata protettiva; alla destra una parete di roccia.
Dopo un breve tratto quasi in piano, nel quale vediamo la solita freccia arancione, continuiamo con poca pendenza e con le protezioni a valle (m. 870).

Tramite una passerella di legno con le sponde, superiamo un tratto che altrimenti sarebbe esposto.
Giriamo a sinistra e continuiamo con poca pendenza.
Terminate le protezioni a valle, proseguiamo in salita.
Presso un tornante destrorso, in alto, vediamo dei tronchi che formano la base del successivo tratto di sentiero (m. 890).
Accompagnati da una staccionata alla destra arriviamo ad un tornante sinistrorso (m. 900).
Continuiamo in leggera salita. Alla sinistra troviamo dapprima una staccionata e poi dei tronchi collocati raso terra.
Dopo un altro tratto protetto a valle, percorriamo una curva a sinistra (m. 910).

Superiamo un tratto quasi in piano, con il pendio che alla sinistra precipita ripidamente.
Proseguiamo in leggera salita, per un breve tratto con le protezioni a valle.
Vediamo un bollo rosso su di un masso.
Continuiamo quasi in piano con le protezioni alla sinistra (m. 920).

Saliamo alcuni gradini di pietra con le protezioni alla sinistra e delle rocce alla destra (m. 930).
Proseguiamo con poca pendenza. Superiamo un altro tratto protetto a valle.
Vediamo la solita freccia arancione che indica dietro.
Quasi in piano percorriamo un'ampia semicurva verso sinistra (m. 940).
Continuiamo con un tratto in salita ed uno quasi in piano, entrambi brevi.
Saliamo alcuni gradini di pietra.
Proseguiamo in leggera salita con le protezioni a valle.
Vediamo la solita freccia arancione.

Con le protezioni a valle, saliamo 23 gradini di pietra (m. 950).
Continuiamo quasi in piano. Alla sinistra ci sono dei tronchi collocati raso terra a rinforzo del sentiero.
Con le protezioni a valle, superiamo uno zig-zag destra-sinistra attraversando un ruscelletto (m. 965).
Riprendiamo a salire, alternando due tratti su mulattiera ed uno su sentiero sterrato.
Vediamo un segnavia a bandierina. In leggera salita, protetti a valle, superiamo due semicurve destra-sinistra (m. 985).

Attraversiamo un ponticello di legno.
Saliamo dei rudimentali gradini.
Quasi in piano percorriamo una semicurva verso destra. Un'apertura tra gli alberi consente una veduta sui monti (m. 995).
Vediamo un bollo rosso e la solita freccia arancione.
Con pochissima pendenza, camminiamo sopra delle radici affioranti dal sentiero.
Vediamo nuovamente la freccia arancione.
Alla sinistra troviamo un tronco raso terra nel quale è stata scolpita la frase: "Consorzio Montagna siamo noi".

Ad un incrocio di sentieri, i segnavia indicano a sinistra in discesa con il sentiero 125: Ponte di Stavello a ore 1, Andalo Valtellino a ore 2.30; diritto: Baita del Piano Consorzio Montagna Viva; dietro: Canargo a ore 0.40, Delebio a ore 1.45; a destra: Bivacco Alpe Dosso a ore 1 (ma occorre una mezzora in più). C'è anche una panca di legno con inciso: "La Posa" (m. 1010). Continuiamo verso destra inizialmente in modo abbastanza ripido poi la pendenza diminuisce un poco.

Dopo un breve tratto in leggera salita, proseguiamo in salita con alcuni gradini di legno (m. 1050). Dalla sinistra sale e si immette il sentiero che proviene dalla Baita del Dosso (sempre aperta) che vediamo poco più in basso tra gli alberi.
Continuiamo con poca pendenza. Troviamo una pietra liscia nel sentiero (m. 1070).
Torniamo a salire e ne troviamo un'altra. In questo punto il bosco è formato da faggi alla sinistra e pini alla destra (m. 1080).
Proseguiamo con poca pendenza (m. 1095).
Vediamo un bollo bianco rosso e riprendiamo a salire.
Con una corta staccionata alla sinistra percorriamo un tornante destrorso (m. 1110).

Su di un albero troviamo il secondo dei fogli, a cura del Consorzio Montagna Viva, che ci accompagnano simpaticamente lungo il cammino; su questo notiamo il contrasto, forse voluto, tra il testo della canzone: "Quello che le donne non dicono" inno alla tenerezza femminile ed una barzelletta di stampo maschilista (m. 1120).
Superiamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 1135).
Continuiamo con uno zig-zag destra-sinistra.
Percorriamo una curva a sinistra, preceduta e seguita da due corte protezioni sul lato a valle.
Proseguiamo con un tornante destrorso ed una curva a sinistra (m. 1145).

Con dei tratti di staccionata a protezione sul lato a valle superiamo alcuni zig-zag: sx-dx-sx-dx. Vediamo un bollo bianco rosso su di una pietra.
In modo abbastanza ripido percorriamo due tornanti sinistra-destra (m. 1160).
Con minore pendenza ne superiamo uno sinistrorso e riprendiamo a salire (m. 1170).
Proseguiamo con altri tornanti: dx-sx-dx-sx-dx.
Il sentiero si divide (m. 1195). Teniamo la sinistra, comunque dopo un tornante destrorso anche l'altro sentiero rientra (m. 1210).

In alto cominciamo a vedere una baita in un prato.
Usciamo dal bosco e, con una recinzione di legno alla sinistra, percorriamo un tornante destrorso (m. 1215).
Continuiamo con un ampio tornante sinistrorso.
In questo punto il fondo del sentiero alterna tratti su legno ad altri su pietre ben sistemate.
Dopo una curva a sinistra continuiamo in leggera salita.
Alla destra c'è una vecchia staccionata. Due cartelli di legno indicano a sinistra: "Baita de Mez; diritto: Rifugio".
Alla sinistra c'è la Baita di Mezzo (chiusa) accanto alla quale troviamo un tavolo con panche sotto ad una tettoia, una legnaia, una piastra per barbecue e una fontana (m. 1231). Il panorama verso nord mostra alcune cime della Val Codera e della Val dei Ratti.

Continuiamo in salita con una recinzione alla sinistra. Poco dopo, con uno zig-zag destra-sinistra rientriamo nel bosco (m. 1240).
Prima di un tornante destrorso, troviamo un albero nel mezzo del sentiero (m. 1250).
Saliamo alcuni gradini di legno e camminiamo sopra delle radici affioranti dal terreno.
Troviamo una canalina di legno per lo scolo dell'acqua, di traverso al sentiero.
Percorriamo un tornante sinistrorso seguito da uno zig-zag destra-sinistra.

Il terzo foglio affisso al tronco di un albero ci propone sei indovinelli.
Continuiamo con due tornanti destra-sinistra vicini tra loro (m. 1265).
Superiamo un tratto con il fondo composto da legni e pietre ben sistemate.
Proseguiamo con due tornanti destra (m. 1270) e sinistra (m. 1280).

Al successivo tornante destrorso, il quarto foglio appeso ad un albero comunica le soluzioni ai precedenti quesiti.
Dopo un tornante sinistrorso proseguiamo con poca pendenza e dopo il successivo destrorso torniamo a salire.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1295).
Camminiamo sopra delle radici affioranti.

Continuiamo in modo abbastanza ripido su sentiero sterrato (m. 1305).
La pendenza diminuisce un poco e alterniamo alcuni tratti camminando su pietre ben sistemate ad altri su sterrato.
Superiamo alcuni tornanti: dx-sx-dx (m. 1335).
Torniamo a salire in modo abbastanza ripido.
Vediamo un bollo su di una pietra nel mezzo del sentiero. In questa zona sono parecchie le radici affioranti dal terreno (m. 1350).

Con minore pendenza percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio. Vediamo un bollo (m. 1360).
Superiamo un tornante destrorso (m. 1370).
Continuiamo con uno zig-zag sinistra-destra subito seguito da un tornante sinistrorso (m. 1375).

Sul tronco di un albero troviamo il quinto foglio sul quale leggiamo alcuni proverbi e detti.
Camminiamo su delle radici affioranti.
Altri tornanti si susseguono: dx-sx-dx-sx. Vediamo un bollo su di una pietra.
Dopo un altro tornante sinistrorso ne percorriamo uno ampio destrorso (m. 1405).
Presso un tornante sinistrorso scavalchiamo una canalina per lo scolo dell'acqua (m. 1410).
Un'altra canalina la troviamo al successivo tornante destrorso (m. 1420).

Proseguiamo in modo abbastanza ripido. Vediamo un bollo su di una pietra.
Percorriamo due tornanti destrorsi vicini tra loro (m. 1430).
La pendenza diminuisce un poco. Camminiamo su delle radici affioranti.
Presso un tornante sinistrorso ignoriamo un sentiero che prosegue diritto. Vediamo un bollo. (m. 1440).

Troviamo il sesto foglio con la scritta: "ultimo sforzo ... dai ... ce la puoi fare" (m. 1445).
Subito dopo percorriamo due tornanti destra-sinistra.
Un tubicino semi affiorante attraversa il sentiero.
Presso un tornante destrorso vediamo un fungo scolpito nel legno (m. 1455).
Continuiamo con un tornante sinistrorso seguito da uno zig-zag destra-sinistra (m. 1465).
La pendenza aumenta. Ora camminiamo su delle pietre ben sistemate.
Giriamo a destra e poi a sinistra sempre accompagnati da vecchie staccionate sul lato a valle.
Continuiamo con altri zig-zag: sx-dx-sx-dx.

Davanti, in alto, cominciamo a vedere le baite della Casera del Dosso (m. 1485).
Ancora altri zig-zag: sx-dx-sx.
La pendenza diminuisce un poco. Dopo un paio di tornanti proseguiamo con delle semicurve appena accennate.
Superiamo un tratto con maggiore pendenza.
Camminiamo sopra delle radici (m. 1500).

Transitiamo sotto al cartello con la scritta: "Benvenuti all'Alpe Dosso".
Saliamo alcuni gradini di legno.
Giriamo a destra e raggiungiamo l'alpeggio (m. 1513). [Fin qui abbiamo impiegato ore 2.30 per superare un dislivello di +686 -95]

Il complesso della casera è formato da tre baite; la prima è un bivacco che dispone di un locale sempre aperto con: due tavoloni e quattro panche, fornello cinque fuochi e forno a gas, lavandino con due vaschette, dispensa con stoviglie e generi di prima necessità, due stufe, cassapanca contenente legna da ardere, cassetta per le offerte; locale bagno completo con: lavandino, water, bidet, doccia con boiler per l'acqua calda, armadietti e cassetta per il pronto soccorso. Al piano superiore ci sono sei letti completi di materassi, cuscini e coperte. Illuminazione tramite pannelli fotovoltaici. Acqua sia all'interno che all'esterno dove ci sono anche parecchi tavoloni con relative panche, postazioni per cucinare, vari giochi per bambini nei prati e casette di legno sugli alberi.
Le altre due baite adiacenti sono in gestione al Consorzio Montagna Viva (http://www.cmviva.it/), un gruppo di amici appassionati di trial (che ringraziamo per la bella accoglienza) i quali, firmata una convenzione con ERSAF, si occupano della gestione dei fabbricati dell’Alpe Dosso e della manutenzione ordinaria dei sentieri della Val Lesina. Inoltre, in collaborazione con Lega Ambiente, Parco delle Orobie e Comune di Delebio realizzano un campo estivo presso l'alpeggio (oltre 50 posti letto disponibili) con volontari provenienti da tutto il mondo.
Il panorama mostra alcune cime della Val Chiavenna come: Pizzo Ledù (m. 2503), Pizzo Tambò (m. 3279), Groppera (m. 2948), Pizzo di Prata (m. 2727) e Sasso Manduino (m. 2888).

Dietro alle baite dell'alpeggio proseguiamo con un sentiero inerbito che sale tra i prati lasciando a destra un'area giochi per bambini con altalene, scalette verticali e orizzontali ecc.
Proseguiamo tra radi larici e rododendri (m. 1530) e andiamo ad immetterci sul sentiero della Gran Via delle Orobie (m. 1540) dove una palina con vari segnavia indica: Alpe Dosso 1560 m; a destra: Alpe Capello a ore 0.50, Alpe Legnone a ore 2, Piazza Calda a ore 3.20; a sinistra: Casera Stavello a ore 0.20, Casera Mezzana a ore 0.50, Alpe Piazza a ore 2.10; dietro: Casera del Dosso a ore 0.10, Avert a ore 1.20, Piazzo - Andalo a ore 3.10.
Andiamo a sinistra e, dopo pochi passi in discesa, proseguiamo quasi in piano in una pineta.
Percorriamo un tratto in leggera salita ed uno in leggera discesa e continuiamo quasi in piano.

Con due passi in discesa arriviamo ad una curva a sinistra dove guadiamo un ruscello.
Continuiamo dapprima quasi in piano e poco dopo in salita con delle protezioni alla sinistra.
Ancora pochi passi in discesa e proseguiamo a mezza costa alternando tratti quasi in piano ad altri con poca pendenza. Alla sinistra del sentiero il pendio precipita ripidamente.
Torniamo a salire. Alla sinistra ci sono delle protezioni (m. 1545). Di tanto in tanto troviamo un bollo bianco rosso.
Saliamo ripidamente con il sentiero incassato tra delle roccette e, al temine di questo tratto (m. 1565), ci abbassiamo per cinque metri e risaliamo per altrettanti.
Continuiamo quasi in piano seppur con lievi saliscendi.
Troviamo una pietra con i bolli nel sentiero che riprende a salire ripidamente.
Alcune roccette affiorano in mezzo al sentiero (m. 1580).

Superiamo una piccola insellatura tra pareti erbose (m. 1600), giriamo a destra e proseguiamo in leggera discesa.
Il sentiero si divide e subito si ricompone. Continuiamo in discesa.
Troviamo una pietra con i bolli nel sentiero.
Alla sinistra, tra gli alberi, cominciamo a vedere la Casera Stavello.
Alterniamo due tratti in leggera discesa ad uno in discesa.

Quasi in piano raggiungiamo una porta di legno da aprire e richiudere dopo il passaggio.
Una freccia bianca su di una pietra indica dietro Dosso (m. 1580).
Oltrepassiamo un cancelletto che si richiude da solo.
Quasi in piano, percorriamo una curva a sinistra e torniamo a scendere.
Dopo un'altra curva a sinistra proseguiamo tra pochi alberi. Davanti vediamo l'alpeggio.
Percorriamo una curva a destra. Alla sinistra c'è un rudere, alla destra ci sono molti cespugli di rododendro (m. 1565).
Attraversiamo un prato in direzione delle baite. Lontano, in alto a destra, vediamo due piccole cascate.

Giriamo a sinistra guadando un ruscello (m. 1560).
Superiamo uno zig-zag sinistra-destra.
Continuiamo tra erba e pietre. Alla destra vediamo parecchi ruderi.
Scavalchiamo un ruscello.
Passiamo accanto ad una pietra con una freccia che indica Dosso nella direzione dalla quale proveniamo.
Raggiungiamo il baitello della legnaia.
Alcuni segnavia indicano: Casera Stavello 1551 m; a sinistra in discesa con il sentiero 128: Ponte Stavello a ore 1, Avert a ore 2.20, Andalo a ore 3.10; diritto con la GVO: Casera Mezzana a ore 0.30, Alpe Piazza a ore 1.50, Alpe Tagliata a ore 2.20; dietro con la GVO: Alpe Capello a ore 1.10, Alpe Legnone a ore 2.20, Piazza Calda a ore 3.40.
Proseguiamo quasi in piano passando accanto ad un cartello di legno con due frecce che indicano: "Mezzana - Dosso" e raggiungiamo il bivacco.

Tempo impiegato: ore 3 - Dislivello: m. 789 -160
Data escursione: giugno 2017

Note
E' possibile tornare a Osiccio facendo un giro ad anello come di seguito in breve descritto.
Prendiamo il sentiero 128 che scende davanti al Bivacco Stavello piegando leggermente a destra. Poi entra nel bosco.
Più avanti, dopo un tratto in leggera salita verso destra, continuiamo in discesa.
All'Alpe Stavello (m. 1262) troviamo una radura con due baite e mucche della razza Highlander al pascolo. Qui il sentiero si perde tra l'erba. Lo cerchiamo verso sinistra, lo troviamo senza difficoltà e continuiamo a scendere.
Ci immettiamo poi su di un altro sentiero. I segnavia indicano a destra: Mezzana; dietro: Stavello. Andiamo a sinistra.
Percorriamo un tornante sinistrorso lasciando a destra il Torrente Lesina di Mezzana.
Più avanti, quasi in piano, seguendo il torrente che fa alcune cascatelle, arriviamo ad un bivio. Dobbiamo andare a sinistra in salita seguendo il sentiero 125 (segnavia: Baita Dosso a ore 0.30, Baita di Mezzo a ore 1, Casera del Dosso a ore 1.40) ma vale la pena proseguire diritto per un minuto per andare a vedere il bel ponte in pietra di Stavello, detto anche "Ponte delle Guardie" (m. 889). Poi, tornati indietro al bivio, prendiamo il sentiero 125 con il quale alterniamo tratti in salita ad altri in discesa, seguendo delle frecce di colore arancione.
Guadiamo un torrente.
Ad un bivio, le frecce arancione accompagnano il sentiero che sale a sinistra; continuiamo invece diritto seguendo bolli bianco-rossi.
Chiudiamo l'anello rientrando nel sentiero dell'andata al quadrivio con la panca di legno: "La Posa" (m. 1010); proseguiamo verso destra scendendo al ponte sospeso (m. 847).
In salita superiamo il bivio per Luserna (m. 920) e passando per Canargo torniamo a Osiccio di Sopra.
L'intero anello richiede un tempo, al netto delle soste, di ore 5.30 superando un dislivello di m. +1050 -1050.

ESCURSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • al Ponte di Stavello (m. 889) in ore 1 (sentiero 128)
  • a Avert in ore 2.20 (sentiero 128)
  • a Andalo in ore 3.10 (sentiero 128)
  • alla Casera Mezzana in ore 0.30 (G.V.O.)
  • all'Alpe Piazza in ore 0.50 (G.V.O.)
  • all'Alpe Tagliata in ore 2.20 (G.V.O.)
  • alla Casera di Alpe Dosso (m. 1513) in ore 0.20 (G.V.O.)
  • all'Alpe Capello in ore 1.10 (G.V.O.)
  • all'Alpe Legnone (m. 1700) in ore 2.20 (G.V.O.)
  • a Piazza Calda in ore 3.40 (G.V.O.)



Dati del Bivacco Casera Stavello

Altezza:
m. 1551
Gruppo:
Orobie Valtellinesi
Ubicazione:
Val Lèsina
Comune:
Andalo - SO
Carta Kompass:
92 BC9
105 B2
Coordinate Geo:
46°05'49.10"N
9°28'16.60"E
Gestore:
-
Telefono gestore:
-
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
4
Apertura:
sempre
Pagina inserita
il: 16/06/2017
Il Bivacco Casera Stavello Interno del bivacco Posti letto sul soppalco Osiccio di Sopra Affresco ad Osiccio Canargo Canargo Il ponte sospeso sul Lesina Il vecchio ponte crollato Un altro ponticello La Baita Dosso di Mezzo Casera di Alpe Dosso Arrivo alla Casera Stavello La fontana accanto al bivacco La croce Il panorama sulla Bassa Valtellina Lungo la via del ritorno, una piccola deviazione per vedere il Ponte Stavello

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Bivacco Baitel di Staur torna su Rifugio Stella

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