Rifugio Schiazzera

Il rifugio sorge al margine inferiore dell'ampia conca dell'Alpe Schiazzera, in Val Saiento.
E' stato ricavato da una caserma della guardia di finanza, recentemente ristrutturata.
Una targa posta sulla facciata recita:
- Queste mura sono ricordate da molti con timore, per altre sono state dimora nello svolgimento di un dovere, in tempi diversi rifugio nella lotta partigiana. Le vediamo oggi, dopo la ristrutturazione e l'ampliamento, con occhi diversi. Le vediamo come luogo dove trascorrere alcune ore in amicizia, in allegria, in comunione con il "Signore delle Cime". Schiazzera 14 luglio 2002
Il rifugio è gestito da volontari dell' Operazione Mato Grosso, ed il ricavato viene destinato ad opere umanitarie in terre di missione.

Località di partenza della nostra escursione è Vervio (m. 549), che incontriamo sulla sinistra lungo la statale 38 dello Stelvio, alcuni chilometri dopo Tirano, in direzione di Bormio.
Superato il ponte sull'Adda, arriviamo ad un bivio all'inizio del paese.
Un cartello indica di proseguire verso sinistra e informa sull'apertura o meno del rifugio.
La strada è stretta ma ben asfaltata fino a Susen (m. 1508) che raggiungiamo dopo undici chilometri superando via via le località di: Scalotti (m. 700), Roncace (m. 760), Bosca (m. 860), La Presa (m. 950), Al Solt (m. 1030), Quatro Rui (m. 1100), Sas del Sul (m. 1150), La Lunga (m. 1250), I Presi (m. 1380), I Piani (m. 1430).
Vale veramente la pena di fare una sosta in una di queste località o perlomeno a Susen, per osservare alcune vecchie abitazioni che fungevano da stalla, fienile e abitazione.
Da Susen la vista spazia sulla piana del Mortirolo e sulla sottostante vallata. Qui lasciamo l'auto e ci incamminiamo.

Poco più avanti la strada diventa sterrata; è comunque transitabile con dei fuoristrada o, prestando molta attenzione, con delle normali autovetture, ma è sicuramente meglio percorrerla a piedi.
Ci addentriamo in una pineta e procediamo in costante e leggera salita.
Poco più avanti ignoriamo una ripida sterrata che sale a destra.
Per un tratto i pini lasciano il posto alle betulle, poi usciamo allo scoperto in località Culumbee (m. 1650).
Rientriamo nel bosco, che non copre quasi mai interamente lo spazio sopra di noi in quanto la sterrata è abbastanza ampia.
Il percorso prosegue abbastanza monotono, con qualche tornante.
Lasciamo a sinistra uno spiazzo (m. 1824).
Percorriamo poi l'unico tratto pianeggiante (m. 1840) e torniamo a salire.
Ad un tornante usciamo dal bosco e possiamo così vedere la lunga catena delle Orobie.
Rientrati nel bosco, presso due successivi tornanti, sentiamo lo scroscio di un torrente che però non riusciamo a vedere.

Arriviamo poi ad un parcheggio dove chi ha voluto arrivare fin qui in macchina, deve lasciare la sua autovettura (m. 1992).
La strada, chiusa da una sbarra, diventa una mulattiera e sale ripidamente fino al rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 572
Data escursione: settembre 2004

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Laghetto di Pian Fusino (m. 2261) in ore 0.45
  • al Lago Schiazzera (m. 2392) in ore 1
  • al Rifugio Malghera (m. 1964) in ore 8
  • al Monte Masuccio (m. 2816) in ore 2
  • al Pizzo Banderola (m. 2795) in ore 2
  • al Passo Zuchet (m. 2546) in ore 2.30
  • al Monte Schiazzera (m. 2800) in ore 3.30





Dati del Rifugio Schiazzera

Altezza:
m. 2080
Gruppo:
Alta Valtellina
Ubicazione:
Alpe Schiazzera
Comune:
Vervio - SO
Carta Kompass:
94 - A2
Coordinate Geo:
46°15'50.40"N
10°12'06"E
Gestore:
Stefano Panizza
Telefono gestore:
0342 705417
Telefono rifugio:
347 2608250
Posti letto:
42
Apertura:
giugno-settembre
Pagina aggiornata
il: 05/08/2011
Il Rifugio Schiazzera Tra il rifugio e i laghetti Il Lago di Schiazzera

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