Baita Salinų

La Baita Salinų č situata sotto l'Alpe Meriggio, sul versante nord del Pizzo Meriggio.
Si tratta di un edificio in muratura che dispone di un locale principale con: camino, due stufe, due tavoli con panche e sedie, fornello con bombola, lavandino con due vaschette, boiler a legna, armadietto con stoviglie. Ci sono inoltre il bagno (con water, lavandino e piatto doccia), una camera (con due letti) e un soppalco (con tre materassi doppi) al quale si accede tramite una scala. Illuminazione elettrica da pannello solare. All'esterno c'č il baitello della legnaia.
La baita, di proprietā del Comune di Albosaggia, č gestita dal Gruppo Giacche Verdi di Albosaggia, un gruppo di amici con la passione per l'equitazione. L'utilizzo č gratuito per tutti, cavalieri e non. Per maggiori informazioni si puō chiamare il Sig. Fabiano al n. 339 3455837.

Lasciamo la tangenziale di Sondrio (statale 38) al km. 37.3 per prendere verso sud la prima uscita (Via Vanoni) per chi proviene da Morbegno.
Andiamo a destra in direzione di Albosaggia. Superiamo il ponte sul Fiume Adda e subito dopo giriamo a sinistra per imboccare la provinciale 17.
Pių avanti ignoriamo la provinciale 18 che si stacca a sinistra.
Nel centro di Albosaggia, continuiamo con la carrozzabile che prosegue ampia verso i Campelli.

Parcheggiamo accanto alla chiesetta dei Campelli (m. 1265). Qui troviamo anche una baita di legno, delle sculture ricavate da ciocchi di legno e dei cartelloni che parlano del Parco Regionale Orobie Valtellinesi e della Valle del Livrio. I segnavia indicano: Campelli m. 1250, con il percorso 216: Pizzo Meriggio a ore 2.45.

Ci incamminiamo seguendo la strada asfaltata, ora pių stretta, in leggera salita. In basso alla sinistra, tra gli alberi, vediamo una sterrata parallela. Alla destra un prato sale verso delle case delle quali vediamo solo i tetti.
Tra i larici percorriamo due tornanti, il primo verso destra (m. 1285) e l'altro verso sinistra (m. 1295).
Poco dopo ignoriamo un sentierino che sale a destra.
Continuiamo con un tornante destrorso, seguito da uno sinistrorso presso il quale transitiamo sotto a tre cavi (m. 1315).

Alla destra troviamo il parcheggio di un agriturismo e la sterrata, chiusa da una catena, che sale a raggiungerlo (m. 1320). Continuiamo diritto in un bosco di larici.
Subito dopo un tornante destrorso, trascuriamo una scorciatoia che sale a sinistra (m. 1330).
Presso il successivo tornante sinistrorso ignoriamo una stradina che prosegue diritto verso una casa (m. 1335).
La scorciatoia rientra poco prima di un tornante destrorso (m. 1340).
All'esterno di un tornante sinistrorso troviamo uno slargo e una cabina Enel (m. 1345).

Ad un bivio, ignoriamo la stradina che gira a destra con un tornante e prendiamo l'altra che, dopo due semicurve destra-sinistra vicine tra loro, sale con il fondo in cemento. Un segnale stradale indica che la pendenza č del 30% (m. 1360).
Alla sinistra c'č il bosco; alla destra salgono dei prati e in alto vediamo una casa.
La pendenza diventa abbastanza ripida (m. 1375).
Lasciamo a destra quattro betulle (m. 1395).
Pochi passi pių avanti percorriamo una curva verso sinistra. Su di una pietra vediamo un bollo bianco-rosso.
Continuiamo nel bosco.
Dopo un tratto con poca pendenza, riprendiamo a salire.
Proseguiamo in leggera salita. Vediamo un segnavia a bandierina sul tronco di un larice.

Presso un tornante destrorso alla sinistra si staccano un sentiero e una sterrata chiusa da una stanga all'inizio della quale un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli eccetto quelli autorizzati (m. 1425). Seguiamo il tornante come indicato dal segnavia: 216 Pizzo Meriggio. La stradina diventa sterrata e procede con poca pendenza.
Lasciamo a sinistra un baitello semi interrato. Davanti ad una baita percorriamo un tornante sinistrorso con il fondo in cemento (m. 1435).

Dopo il tornante alla destra c'č un maggiociondolo. Lasciamo la stradina e prendiamo un largo sentiero che sale a sinistra tra larici e prati. Un cartello indica di tenere il cani al guinzaglio.
Alla destra vediamo 14 arnie.
Alla sinistra troviamo una vecchia baita ridotta a rudere e alla destra una struttura in cemento. Fanno parte di un vecchio impianto sciistico (m. 1465).
Poco dopo alla sinistra troviamo anche la base in cemento che tempo fa fungeva da sostegno ad un palo di ferro.
Continuiamo nei prati piegando leggermente a destra (m. 1475). Dietro cominciamo a vedere le cime della Val Masino.
Il sentiero sale con due tracce parallele che si uniscono prima di immettersi nella sterrata che in questo punto effettua un tornante sinistrorso. Vediamo un bollo bianco-rosso e proseguiamo in leggera salita (m. 1515).

Poco dopo, la sterrata piega leggermente a sinistra. Proseguiamo con il sentiero, indicato da un segnavia a bandierina dipinto sul tronco di un larice, che sale diritto in un largo corridoio prativo tra gli alberi (m. 1525).
La pendenza diventa abbastanza ripida (m. 1545).
Troviamo delle mucche al pascolo (m. 1565).
Incrociamo la sterrata e continuiamo con il sentiero che sale nel bosco (m. 1585).
Ci immettiamo nuovamente sulla sterrata (m. 1600).
Per un tratto il sentiero prosegue, in leggera salita, parallelo alla destra della sterrata e poi rientra (m. 1615).

Da questo punto, a causa del clima molto caldo, riteniamo opportuno seguire sempre la sterrata che sale con pendenza minore anche se fa un giro pių lungo rispetto al sentiero.
Superiamo una curva verso sinistra, seguita da un tornante destrorso tagliabile con il sentiero che sale in modo abbastanza ripido (m. 1625).
Poco dopo percorriamo un tornante sinistrorso. In questo tratto camminiamo allo scoperto, tra i prati e con gli alberi attorno (m. 1635).
Continuiamo in salita. Dalla sinistra rientra il sentiero.

Torniamo nel bosco (m. 1645).
Percorriamo subito un tornante destrorso mentre il sentiero continua diritto.
Per un tratto camminiamo allo scoperto con poca pendenza e con vista sui sottostanti tornanti.
Superiamo un tornante sinistrorso (m. 1655).

Rientriamo nel bosco e proseguiamo in salita.
Percorriamo un tratto con minore pendenza. Da dietro-sinistra si innesta il sentiero. Continuiamo in salita (m. 1680).
Presso una semicurva verso sinistra, il sentiero riparte diritto (m. 1695).
Dopo un tratto con maggiore pendenza (m. 1705) proseguiamo in leggera salita (m. 1720).
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1725).

Quasi in piano, percorriamo un tornante destrorso aggirando una parete rocciosa (m. 1730).
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire tra larici e cespugli di rododendro.
Superiamo un tratto in leggera salita (m. 1760).
In salita percorriamo un altro tornante (m. 1765).
Continuiamo con poca pendenza tra radi larici.

Presso un tornante destrorso, ignoriamo la stradina che si stacca alla sinistra e conduce verso un alpeggio giā visibile a poca distanza (m.1780). Su di un cartello leggiamo: "Alpe Campello 1800".
Alla sinistra, sull'altro lato della valle, vediamo il Lago di Scais.
Quasi in piano percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio (m. 1785).
Continuiamo in leggera salita tra radi larici e rododendri.
Dopo una curva verso destra riprendiamo a salire (m. 1795).

Poco dopo il sentiero che sale dalla destra attraversa la sterrata e riparte dall'altro lato. I segnavia indicano a sinistra: Pizzo Meriggio a ore 1.45; dietro: Alpe Campello. Come giā detto, seguiamo sempre la sterrata.
Con poca pendenza superiamo delle serpentine: dx-sx-dx.
In salita percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1830).
Proseguiamo con serpentine appena accennate: dx-sx-dx.

Incrociamo il sentiero (m. 1850).
Superiamo una semicurva verso sinistra (m. 1855).
Con poca pendenza arriviamo ad un tornante destrorso e proseguiamo in salita (m. 1865).
Il sentiero incrocia nuovamente la serrata attraversandola da destra verso sinistra (m. 1870).
Quasi in piano percorriamo un tornante sinistrorso (m. 1875).
Continuiamo in salita con una parete di roccia alla destra.
Proseguiamo con minore pendenza.

All'inizio di una semicurva molto ampia verso destra, incrociamo il sentiero che attraversa la sterrata da sinistra verso destra (m. 1885). La semicurva termina in salita.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1905).
Il sentiero attraversa la sterrata da destra verso sinistra (m. 1915).
Continuiamo con poca pendenza. Percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 1920).
Poco dopo, presso una semicurva verso destra, il sentiero rientra dalla sinistra. Proseguiamo in salita.

Ora saliamo ripidamente (m. 1940).
Poi la pendenza diminuisce un poco e percorriamo un tornante destrorso tagliabile con una scorciatoia (m. 1960).
Il sentiero riparte salendo a sinistra (m. 1970). Percorriamo un tornante sinistrorso con la sterrata e subito ritroviamo il sentiero che la attraversa.
Superiamo un tornante destrorso (m. 1985).

Poco dopo raggiungiamo un valico aperto tra il versante montuoso alla sinistra e un dosso alla destra (m. 1990). Un cartello pubblicizza la vendita di formaggio, ricotta, latte e burro presso un'azienda agricola. I segnavia indicano diritto con la sterrata 217: Alpe Meriggio a ore 0.30, Lago della Casera a ore 1.30; a sinistra con il sentiero 216: Pizzo Meriggio a ore 1.10. [Questo sentiero conduce anche alla Baita Piada, situata a quota m. 2100 con bella vista sul Lago di Scais, in 25 minuti. L'abbiamo trovata chiusa e guardando all'interno dai vetri della porta abbiamo potuto vedere solo una stufa e degli scatoloni].

Al valico continuiamo diritto. La sterrata comincia a scendere.
Dopo un tratto con minore pendenza continuiamo in discesa.
Percorriamo due semicurve sinistra-destra.
Proseguiamo in lievissima discesa (m. 1950). In basso a destra vediamo i Campelli e il fondovalle valtellinese con l'Adda e la cittā di Sondrio.
Alterniamo due tratti quasi in piano ad altrettanti in leggera salita.
Davanti vediamo la croce sulla cima del Pizzo Meriggio.
Continuiamo quasi in piano.
All'esterno di una curva verso destra troviamo un rudere.
Alla sinistra vediamo un abbeveratoio per gli animali, in cemento e pietre. Alla destra ci sono altre due vasche in metallo.
Proseguiamo in leggera discesa.

Una stradina si stacca con un tornante sinistrorso (m. 1965). [Questa stradina in pochi minuti conduce alla Baita Tromba, situata a quota m. 1990 e giā visibile dal bivio. La baita č aperta e per il momento č arredata solo in parte.] Al bivio continuiamo diritto con la sterrata, quasi in piano.
Proseguiamo in leggera salita con delle rocce alla sinistra.
In leggera discesa percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio.
Continuiamo in discesa (m. 1960).

Quasi in piano percorriamo un'ampia curva verso sinistra (m. 1955). Alla sinistra, pių in basso, vediamo una pozza. Alla destra si stacca la stradina per la Baita Salinų segnalata da un evidente cartello. Lasciamo pertanto la sterrata che prosegue verso l'Alpe Meriggio [situata a quota m. 2000 e raggiungibile in una diecina di minuti] e prendiamo la stradina inerbita che, alla destra, scende tra i larici.
Dopo una curva verso sinistra (m. 1940) continuiamo dapprima in leggera discesa e poi quasi in piano (m. 1935). Alla destra si abbassa una grande radura chiusa in fondo dai larici.
Con un ultimo tratto in discesa, lasciamo a sinistra il baitello della legnaia e raggiungiamo la Baita Salinų.

Tempo impiegato: ore 2.25 - Dislivello: m. 750 -85 [al netto delle tre deviazioni]
Data escursione: giugno 2017

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DALLA BAITA:
  • alla Baita Piada (m. 2100)
  • alla Baita Tromba (m. 1990)
  • all'Alpe Meriggio (m. 2000)
  • alla Baita di Sciuch (m. 2000)
  • al Rifugio Baita Növa (m. 2025)
  • al Rifugio Lago della Casera (m. 1966)
  • al Laghetto delle Zocche (m. 2046)
  • al Pizzo Meriggio (m. 2358)
  • al Pizzo Campaggio (m. 2502)



Dati della Baita Salinų

Altezza:
m. 1930
Gruppo:
Orobie Valtellinesi
Ubicazione:
Pizzo Meriggio
versante Nord
Comune:
Albosaggia - SO
Carta Kompass:
93 B8/9
104 B2
Coordinate Geo:
46°06'49.60"N
9°52'01.10"E
Gestore:
Gruppo Giacche
Verdi Albosaggia
Per info e chiavi:
Fabiano
339 3455837
Telefono baita:
-
Posti letto:
8
Apertura:
di solito č aperta
Pagina inserita
il: 25/06/2018
La Baita Salinų La chiesetta dei Campelli Una baita ai Campelli Panorama dai Campelli Escursionisti e mucche al pascolo Sequenza di tornanti Rododendri tra i larici Prima deviazione verso la Baita Piada con vista sul Lago di Scais Seconda deviazione per visitare la Baita Tromba Terza deviazione per visitare l´Alpe Meriggio Il Pizzo Meriggio visto dall´Alpe Meriggio La porta della Baita Salinų Il camino e il boiler Una stufa Altra stufa e fornello Lavandino e armadietto Uno dei tavoli Bagno Camera con due letti Soppalco con materassi La scala che sale al soppalco La legnaia Veduta della Baita Salinų dai prati sottostanti; sullo sfondo il P. Meriggio

clicca qui per stampare questa pagina (solo testo)

ex Rifugio Saffratti torna su Rifugio Salmurano

 Valid HTML 4.01! Copyright  Valid CSS!

Pagina vista da 657 visitatori