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Il rifugio Prabello sorge presso l'omonima colma situata tra il Sasso Gordona e il Poncione di Cabbio.
Primo itinerario: dall'Alpe di Cerano
Lasciamo la statale 340 Regina verso la fine di Argegno per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 della Valle d'Intelvi con la quale
saliamo a Casasco e successivamente all'Alpe di Cerano dove possiamo lasciare l'auto nei pressi di un'area attrezzata a pic-nic (m. 960).
Un cartello indica il rifugio a sinistra. Attraversiamo un prato e raggiungiamo un bosco. Qui troviamo il sentiero che dovremo percorrere.
Un segnavia indica il rifugio Prabello a 45 minuti e la lontana Cernobbio a ore 5.45. Ci troviamo infatti lungo la Via dei Monti Lariani con la quale
è possibile percorrere in quota tutta la sponda occidentale del lago di Como.
La stradina, scavata nel terreno, sale nel bosco.
Dopo un primo tratto abbastanza ripido, continuiamo in piano. Raggiungiamo un bivio e andiamo a destra come indicato da un segnavia.
Torniamo a salire e poi in piano raggiungiamo uno slargo dove non c'è alcuna indicazione. Ci teniamo sulla sinistra e poco più avanti ritroviamo i
segnavia.
Quasi in piano arriviamo ad un altro bivio, giriamo a sinistra e riprendiamo a salire.
Successivamente ignoriamo un altro sentiero che si immette da sinistra in un tratto pianeggiante.
Nuovamente in salita, raggiungiamo un altro bivio; è indifferente prendere l'uno o l'altro percorso in quanto poco dopo i due sentieri tornano a
riunirsi.
Il bosco termina. Poco dopo ci immettiamo sulla sterrata pianeggiante che proviene da Posa (vedi secondo itinerario) e andiamo a destra.
Superiamo una vecchia cascina e raggiungiamo il rifugio.
Tempo impiegato: ore 0.45 - Dislivello: m. 241
Data escursione: novembre 2003
Secondo itinerario: da Posa
Lasciamo la statale 340 Regina all'inizio di Argegno per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 Erbonne, che sale verso le varie frazioni
di Schignano.
Giunti a Retegno prendiamo a sinistra Via Rosa del Sasso (cartello indicatore: rifugio Prabello) e con questa stradina superiamo alcune frazioni ed
arriviamo a Posa.
Verso la fine dell'abitato troviamo, ben segnalato, l'inizio del percorso (m. 836); un cartello infatti indica la Via delle Alpi: il Sasso Gordona a
ore 2.10 e la Colma della Crocetta a ore 1.10.
Ci incamminiamo in questa direzione, passiamo accanto all'acquedotto e ad alcune case e iniziamo a salire ripidamente nel bosco.
Ad una curva superiamo un ruscello su di un ponte. Poi percorriamo un breve tratto in piano durante il quale ignoriamo una stradina sulla sinistra.
Poco dopo raggiungiamo un altro bivio e andiamo sinistra (cartello rifugio Binate), mentre dall'altra parte si va in 20
minuti all'Alpe Fontanella.
Trascuriamo una deviazione che conduce verso un agriturismo e riprendiamo a salire.
Superata una curva, cominciamo a vedere il Sasso Gordona.
In località Treviglio (m. 1058), la stradina si restringe, passando accanto ad una bella baita di pietra.
Poco dopo troviamo un bivio e andiamo diritto, seguendo le indicazioni, mentre a sinistra si va alla Colma di Binate. Il rifugio Prabello viene
indicato a 45 minuti.
Continuiamo in salita alternando due tratti ripidi ad altrettanti più comodi (m. 1120).
Superate alcune vecchie baite poste in posizione panoramica, raggiungiamo la Colma della Crocetta (m. 1128). Qui ci sono due case e la croce di ferro
che da il nome al luogo.
Tenendo la destra, proseguiamo in lieve salita contornando una proprietà recintata e successivamente attraversiamo una faggeta.
Raggiungiamo così delle trincee, scavate sotto il monte, risalenti alla seconda guerra mondiale (m. 1210).
Contorniamo il Sasso Gordona sul versante nord, in leggera discesa, fino ad incontrare un altro percorso che proviene da Casasco e si immette da
destra (m. 1158); poi pieghiamo a sinistra in leggera salita e recuperiamo i pochi metri persi.
Infine troviamo il sentiero che sale dall'Alpe di Cerano, sopra descritto, che si immette da destra. Superiamo una vecchia cascina e raggiungiamo il
rifugio.
Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 365
Data escursione: aprile 2004
Terzo itinerario: da Cabbio (Svizzera) per l'Alpe Bonello
Da Como, con la strada che costeggia il lago (Via per Cernobbio), arriviamo alla rotonda che precede Cernobbio dove, evitando l'ingresso in paese, andiamo a
sinistra.
Alla biforcazione che precede l'ingresso della prima galleria (cartelli stradali a sinistra: Menaggio, Porlezza, Chiavena, Sondrio; a destra: Ponte Chiasso,
Maslianico), andiamo a destra, passiamo sotto il ponte e prendiamo la provinciale 16. Dopo aver costeggiato il Breggia, lo attraversiamo con un ponte, poi
giriamo a sinistra e raggiungiamo il valico di Maslianico/Pizzamiglio.
Passato il confine, continuiamo diritto verso Vacallo e Morbio. Pieghiamo poi a destra per imboccare la strada della Valle di Muggio con la quale superiamo
Caneggio e Bruzella.
Arrivati a Cabbio, nel punto in cui la strada spiana, prendiamo sulla destra una ripida stradina all'inizio della quale un cartello indica: Cabbio centro, Val
Luasca, Valle della Crotta. Con questa stradina raggiungiamo l'ampio piazzale che precede la chiesa dedicata a "Deo Salvatori Coelos Ascendenti" dove
parcheggiamo la macchina (m. 661).
Ci incamminiamo verso le case partendo dalla "Casa Comunale Uff. Patriziale" e andando verso destra; oppure risalendo le scale all'inizio del parcheggio.
In entrambi i casi, arrivati davanti ad una casa di colore beige, giriamo a sinistra e ci immettiamo su di una stradina asfaltata.
In leggera salita passiamo tra le case e sotto un portico.
Poi, usciti dal paese, continuiamo tra i prati e raggiungiamo un bivio (m. 695) dove i segnavia indicano:
- diritto: Alpe Bonello a ore 1.25, Rifugio Prabello a ore 2;
- a destra: Arla a ore 0.55, Rifugio Prabello a ore 1.35, Certo a ore 1.15, Alpe Bonello a ore 1.35.
E' pertanto possibile effettuare un giro ad anello.
Qui di seguito continuo con la descrizione del percorso che prosegue diritto; più sotto (vedi il quarto itinerario) trovi l'altro.
Continuiamo dunque diritto. A destra c'è un muretto a secco e a sinistra una recinzione metallica.
Superiamo un cancello, che troviamo aperto, e lasciamo a destra una stalla (m. 710).
Ignoriamo una stradina che sale a destra. La strada diventa sterrata.
Da questo punto iniziamo ad alternare tratti su asfalto ad altri su sterrato (ne abbiamo contati sette per tipo). Entriamo nel bosco. Generalmente la pendenza è
poca. Di tanto in tanto troviamo delle canaline, ricavate da pezzi di guard-rail, messe di traverso per lo scolo dell'acqua.
Troviamo una casa e poi una recinzione sulla sinistra e, più avanti altre case oltre la valletta, sempre a sinistra.
Tornati definitivamente su fondo sterrato ignoriamo un sentiero che sale a destra (m. 830). Infatti il segnavia: <SENTIERO>, indica con le due frecce le
direzioni di marcia all'andata e al ritorno.
Poco dopo, con una curva a sinistra, superiamo un piccolo corso d'acqua che passa sotto la strada.
Dapprima in leggera salita e poi in piano, raggiungiamo un altro bivio dove un cartello uguale al precedente indica di andare a destra (m. 840).
Continuiamo con poca pendenza iniziando a percorrere alcuni lunghi tornanti al primo dei quali (destrorso) ignoriamo un sentiero che si stacca a sinistra (m.
860). Qui una palina segnavia reca le seguenti indicazioni: a sinistra: Muggio a ore 0.25; a destra, continuando con la sterrata: Alpe Bonello a ore 0.50,
Rifugio Prabello a ore 1.25; dietro: Cabbio a ore 0.35.
Superate varie curve e tornanti, usciamo dal bosco (m. 1075).
Di fronte, tra i prati, vediamo la fattoria dell'Alpe Bonello raggiunta la quale il percorso si divide in due opposte direzioni (m. 1095). I segnavia indicano a
sinistra: Alpe della Bolla a ore 0.05, Rondagno a ore 0.45, Moggio a ore 1.20; a destra: Rifugio Prabello a ore 0.35, Arla a ore 0.40, Cabbio a ore 1.30, Uggine
a ore 1.45.
Andiamo a destra, praticamente in piano e quasi subito troviamo un altro bivio. Qui i segnavia indicano diritto il Rifugio Prabello e a destra: Arla, Cabbio e
Uggine. Un altro piccolo cartello indica che stiamo percorrendo la sesta tappa del Sentiero Smeraldo.
Poco dopo raggiungiamo il confine. Sulla destra c'è una casa che reca l'iscrizione: "Guardie di Confine Bonello". Davanti abbiamo una bolla d'acqua e due
sentieri. I segnavia indicano: m. 1100; a sinistra: Erbonne a ore 1, Casasco a ore 1.30; a destra: Rifugio Prabello e Sasso Gordona.
Aggirata la bolla, rientriamo nel bosco. Su un albero vediamo un cartello in legno che indica il rifugio.
Iniziamo ora a salire ripidamente lungo il crinale del Poncione di Cabbio, dove scorre la linea di confine. A destra di sono dei prati in territorio elvetico.
Saliamo tra i faggi seguendo i bolli. Il sentiero a volte si divide in due tracce per tornare poi a riunirsi.
Lasciamo a destra, uno dopo l'altro, alcuni cippi di confine. Ignoriamo una stradina sulla destra al limitare del bosco.
Troviamo un altro cartello in legno indicante il rifugio poi, superati alcuni pini, percorriamo un tratto allo scoperto, in piano (m. 1200). Da questo punto
possiamo vedere, alla nostra destra, tutta la vallata e distinguiamo nettamente in basso il paese di Cabbio.
Ora il sentiero piega leggermente a sinistra e continua a mezza costa evitando di seguire il crinale e salire in cima al monte.
Un piccolo cartello su un albero indica le due direzioni: Bonello e Prabello.
Poi usciamo dal bosco e tra i prati, dopo una breve salita, continuiamo praticamente in piano ammirando il bel panorama sulla sinistra verso la Valle d'Intelvi
e i monti circostanti. In primo piano spiccano il Pizzo della Croce (m. 1491) e il Monte San Zeno (m. 1025) con la chiesetta sulla cima. In fondo è visibile
anche uno scorcio del Lago di Como.
Continuiamo il nostro cammino dirigendoci verso il Sasso Gordona e, dopo una curva a destra, arriviamo sul retro del rifugio.
Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello: m. 540
Data escursione: aprile 2009
Quarto itinerario: da Cabbio (Svizzera) per il Colle d'Arla
Al bivio dopo Cabbio dove i due percorsi si dividono (fin qui vedi il precedente itinerario), andiamo a destra (m. 695).
Saliamo con vista, alla destra, sulla chiesa. Troviamo poi un corrimano in ferro e arriviamo ad un altro bivio dove proseguiamo in salita a sinistra ignorando
l'altro percorso che scende a destra.
Poco dopo passiamo accanto ad una stalla e a un ovile.
Trascurata una deviazione che si stacca alla sinistra, continuiamo diritto camminando tra un muretto a secco ed un prato.
Troviamo poi una vecchia casa sulla sinistra ed un bosco alla destra (m. 740).
Più avanti, una stanga in legno sulla destra chiude l'accesso ad una stradina.
Dopo una curva a sinistra, troviamo una cappelletta con un dipinto raffigurante un santo che tiene un rosario tra le mani (m. 770).
Proseguiamo in leggera salita fino ad una vecchia cascina, che troviamo sulla sinistra; poi la pendenza aumenta.
Camminiamo con un basso muretto a secco sulla sinistra, tra faggi, castagni e betulle.
In un tratto fuori dagli alberi, con bella vista sulla vallata alla destra, superiamo una casa e altre due costruzioni (m. 830).
Poco dopo, con un tornante a sinistra, rientriamo nel bosco.
La pendenza diminuisce. Sulla sinistra troviamo una recinzione e un cancelletto (m. 850).
Più avanti arriviamo ad un bivio e andiamo a sinistra seguendo l'indicazione per Arla su un muretto. C'è anche un cartello che indica a sinistra il percorso per
chi sale in bici (m. 865).
Passiamo sotto dei cavi. In questo punto la vista spazia sulla vallata in basso a sinistra.
Poco dopo raggiungiamo una stalla e una casa sulle cui pareti una targa informa che siamo a Vallera (m. 875).
Qui la stradina si biforca. Non ci sono indicazioni. Andiamo a destra tra castagni e agrifogli.
Percorriamo una ampia curva a sinistra, in leggera salita (m. 895).
Più avanti ignoriamo un sentiero che sale a sinistra verso alcune case (m. 920).
Riprendiamo a salire e seguiamo un muretto a secco. Poi la pendenza diminuisce.
Rientriamo nel bosco, ora composto anche da larici.
Torniamo a salire e raggiungiamo un cancello (cartello:"Per favore chiudere il cancello dopo il passaggio"), superato il quale ci troviamo in una zona
recintata dove ci sono alcune stalle e una vasca abbeveratoio. Una targa recita: "Cisterna (C8) Betuela m. 940". Con un altro cancello, identico al
primo, usciamo dal recinto e proseguiamo quasi in piano.
Continuiamo poi in leggerissima salita lasciando a sinistra due ruderi.
Troviamo alcuni vecchi castagni e i bolli bianco rossi dipinti sui loro tronchi.
Successivamente, alla sinistra vediamo una recinzione fatta con tre fili metallici.
Troviamo altre due vecchie costruzioni, poco prima di una curva a destra.
Un cartello informa che siamo percorrendo un "sentiero di montagna".
Ora alla sinistra c'è un muretto a secco e sopra del filo spinato.
Con una curva a sinistra aggiriamo una cascina chiusa da una mura e da una recinzione. Sul cancello vediamo la scritta: "Monte Laurina" (m. 990).
Troviamo un altro cartello con la scritta: "Sentiero di montagna" e raggiungiamo un bivio dove ignoriamo il sentiero a destra in discesa e continuiamo
diritto seguendo i bolli.
Più avanti, lasciata a sinistra una stalla, proseguiamo in leggera salita.
Superiamo una canalina per lo scolo dell'acqua messa di traverso al sentiero.
Subito dopo troviamo un bivio (m. 1010). I segnavia indicano a sinistra in salita: Arla, Rifugio Prabello, Alpe Bonello; diritto in piano: Cetto, Uggine e il
percorso consigliato ai cicilisti; dietro: Vallera e Cabbio.
Poco più avanti è visibile una sorgente coperta; l'acqua esce da un tubicino e si getta in un vascone in pietra.
Prendiamo il sentiero a sinistra e saliamo in modo abbastanza ripido lasciando a destra due ruderi.
Percorriamo poi un breve tratto con poca pendenza per tornare subito a salire ripidamente.
Superiamo due corti tornanti (m. 1050) e proseguiamo fino ad una curva a sinistra dove troviamo una palina senza segnavia (m. 1060).
Ora la pendenza è minore e camminiamo tra alberelli. A destra, oltre la Val Cugnolo, distinguiamo nettamente la dorsale lariana che collega il Bisbino al Sasso
Gordona.
Camminiamo a mezza costa e dopo un tratto quasi in piano, riprendiamo a salire. Poi la pendenza aumenta ancora.
Al termine della salita, il sentiero gira a sinistra e prosegue quasi in piano (m. 1100). Alla destra ci sono dei paletti di legno che reggono due fili
metallici che fanno da protezione sullo scosceso pendio.
Continuiamo con poca pendenza seguendo i bolli bianco rossi sugli alberi, poi riprendiamo a salire verso sinistra con alcuni tornanti (m. 1145).
Arriviamo in cima al Dosso d'Arla (m. 1170) dove l'assenza di alberi consente di ammirare un bel panorama. Una panchina di legno inviterebbe ad una sosta.
I segnavia indicano verso sinistra l'Alpe Bonello e verso destra il Rifugio Prabello e il Sasso Gordona.
Prendiamo dunque il sentiero che scende verso destra e rientra nel bosco.
Continuiamo poi ancora in discesa ma con poca pendenza fino ad una curva a sinistra (m. 1140), oltre la quale, alla destra del sentiero, il pendio alberato
torna a scendere scosceso.
Proseguiamo in leggera salita. Il Sasso Gordona ora è davanti a noi e cominciamo anche a vedere le case dell'Alpe Prabello.
Tra betulle, faggi e castagni percorriamo un altro tratto quasi pianeggiante.
Alla destra del sentiero il pendio scende ancora ripidamente.
Troviamo un cippo che porta le iscrizioni S35A da un lato e I1923 dall'altro. Ora, con lievi e brevi saliscendi, camminiamo lungo la linea che demarca il
confine italo svizzero.
Seguendo una recinzione, fatta con paletti e filo spinato, raggiungiamo il secondo cippo.
Giunti al termine della recinzione, alla sinistra troviamo dei larici e alla destra un ripido pendio, questa volta privo di alberi.
Superato un altro cippo di confine, alzando lo sguardo in alto a sinistra, cominciamo a vedere, tra gli alberi, il rifugio.
Proseguiamo in leggera salita, camminando verso il Sasso Gordona.
Poco prima di raggiungere le case dell'Alpe e una nevera, troviamo una palina con alcuni segnavia che indicano davanti: Alpe del Corno a ore 0.45, Crotta a ore
1.20, Bruzella a ore 2.15; dietro: Arla a ore 0.30, Cabbio a ore 1.20, Uggine a ore 1.35.
Giriamo a sinistra e raggiungiamo il rifugio.
Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello: m. 570-30
Data escursione: febbraio 2010
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