Rifugio Prabello

Il Rifugio Prabello sorge presso l'omonima colma situata tra il Sasso Gordona e il Poncione di Cabbio, spartiacque tra la Valle d’Intelvi e la Valle di Muggio, non lontano dal confine italo-elvetico.
In origine era una caserma della Guardia di Finanza, dismessa negli anni 70 e ricuperata a rifugio nel decennio successivo dal CAI di Monteolimpino.

Primo itinerario: dall'Alpe di Cerano (Piano delle Alpi)
Lasciamo la statale 340 Regina al km. 17.8, verso la fine di Argegno, per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 della Valle d'Intelvi con la quale raggiungiamo nell'ordine: Dizzasco, Castiglione Intelvi e S. Fedele Intelvi.
Prendiamo poi sulla sinistra la provinciale 15 per Casasco-Erbonne.
Attraversato l'abitato di Casasco con le sue strette viuzze, proseguiamo fino all'Alpe di Cerano (Piano delle Alpi) dove lasciamo l'auto nei pressi di un'area attrezzata a pic-nic (m. 960).

Un cartello indica il rifugio a sinistra. Attraversiamo un prato e raggiungiamo un bosco. Qui troviamo il sentiero che dovremo percorrere. Un segnavia indica il Rifugio Prabello a ore 0.45 e la lontana Cernobbio a ore 5.45. Nella direzione opposta vengono invece indicate: Ermogna a ore 0.30 e S. Fedele a ore 3.30. Ci troviamo infatti lungo la Via dei Monti Lariani con la quale è possibile percorrere in quota tutta la sponda occidentale del Lago di Como.

Ci addentriamo nel bosco e iniziamo a salire.
Dopo una curva a destra percorriamo un tratto incassato nel terreno circostante che termina alla successiva curva a sinistra (m. 980).
Proseguiamo in piano.
Il sentiero si biforca. Un cartello bianco e rosso collocato a cura del CAI Monteolimpino indica il Rifugio Prabello verso destra (m. 985).
Proseguiamo con il sentiero ancora incassato nel terreno circostante, dapprima con poca pendenza e poi in salita.
Dopo una curva a sinistra raggiungiamo un piccolo slargo pianeggiante. Teniamo la sinistra e troviamo un cartello che indica il rifugio (m. 1025).
Poi passiamo tra due alberi che recano entrambi un segnavia a bandierina con il n. 1.

Continuiamo in leggera salita con il sentiero incassato fino ad un bivio dove un altro cartello bianco e rosso indica il rifugio verso sinistra (m. 1040).
Riprendiamo a salire. Ora alla sinistra ci accompagna un solco che sembra il letto di un torrente in secca. Su di un albero vediamo un altro segnavia a bandierina (m. 1055).
Terminato il solco alla sinistra, percorriamo un tratto con poca pendenza (m. 1065). Poi riprendiamo a salire ancora con il sentiero incassato nel terreno circostante.

Incontriamo un altro sentiero che arriva dalla sinistra (m. 1085). La solita segnaletica indica di proseguire. Un piccolo cartello indica invece nella direzione dalla quale proveniamo: "Trail Lario".
Terminato il tratto incassato continuiamo con poca pendenza.
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra, pieghiamo a destra e poco dopo vediamo un altro segnavia a bandierina su di un albero (m. 1095).
Torniamo a salire con un tratto incassato (m. 1130).
Proseguiamo poi in modo abbastanza ripido fino ad incontrare un sentiero che si immette dalla sinistra. Ora la pendenza è poca e gli alberi sono più radi (m. 1160).

Poco dopo cominciamo a vedere il rifugio.
Alla sinistra c'è un muretto di pietre che fa da rinforzo alla stradina sterrata che proviene da Posa (vedi secondo itinerario) sulla quale ci immettiamo. Qui i segnavia oltre al Rifugio Prabello indicano anche il Sentiero Italia (m. 1180).
Andiamo a destra praticamente in piano. Pochi passi più avanti un cartello su di un albero conferma la giusta direzione.
Camminiamo circondati da faggi e vediamo un altro segnavia a bandierina con il n. 1.
Poi alla sinistra troviamo una vecchia recinzione realizzata con paletti di legno che reggono cavi di filo spinato. Alla destra l'assenza di alberi consente una bella veduta della Valle d'Intelvi e della cerchia di monti all'orizzonte (m. 1200).
Lasciamo a sinistra una cascina recintata e arriviamo al rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.45 - Dislivello: m. 241
Data escursione: febbraio 2013
 
Secondo itinerario: da Posa
Lasciamo la statale 340 Regina all'inizio di Argegno, al km. 17, per deviare a sinistra ed imboccare la provinciale 13 Erbonne, che sale verso le varie frazioni di Schignano.
Giunti ad Occagno prendiamo a sinistra Via Rosa del Sasso e con questa stradina, superate le frazioni di Perla, Vesbio e Marnico, arriviamo a Posa.
Verso la fine dell'abitato troviamo sulla sinistra l'inizio del percorso (m. 836). I segnavia indicano: Via delle Alpi, Monti Carolza (area di sosta) a ore 0.30, Sasso Gordona (fortificazioni) a ore 1.45, Colma Crocetta a ore 1.10. Su di una vecchia casa vediamo come segnavia due pallini gialli.

Ci incamminiamo in leggera salita tra gli alberi. Alla destra vediamo il Sasso Gordona.
Lasciamo a sinistra la costruzione dell'acquedotto e subito dopo a destra una casa sulla quale leggiamo l'insegna "Cà Cilin". In alto a sinistra, oltre una recinzione, ne vediamo altre.
Dopo una curva a sinistra iniziamo a salire nel bosco.
Superiamo un ruscello su di un ponte, presso una curva a destra (m. 880).
Troviamo poi una casa alla sinistra, in una zona con meno alberi, e rientriamo nel bosco.

Proseguiamo con poca pendenza e lasciamo a sinistra una stradina all'inizio della quale i segnavia indicano: Via delle Alpi, Alpe Nava a ore 0.10, Monti Onazzo a ore 0.30 (m. 920).
Subito dopo un'altra stradina si stacca alla destra; qui i segnavia indicano l'Alpe Fontanella a ore 0.20 e un faggio monumentale. Proseguiamo diritto in salita.
Alla destra c'è una zona recintata con una serie di paletti di legno che reggono due cavi, oltre la quale vediamo una casa bianca.
Un'altra stradina sale a sinistra (m. 930). I segnavia indicano a sinistra: Via delle Alpi, Monti Carolza a ore 0.15, Alpe Comana (agriturismo La Pratolina) a ore 0.30; davanti: Trincee militari, Colma di Binate (area di sosta) a ore 0.20, Sasso Gordona (fortificazioni) a ore 1.30; dietro: Posa a ore 0.15, Schignano a ore 0.40. Su di un albero un altro cartello indica davanti l'agriturismo Roccolo San Bernardo.
Proseguiamo diritto e poco dopo troviamo un altro percorso che sale dalla destra. Qui i segnavia indicano davanti la VML (Via dei Monti Lariani): Colma Murelli a ore 1.20, Pian d'Alpe a ore 1.40. Un cartello giallo su di un albero indica di proseguire diritto per il Rifugio Murelli.
Ora alla destra troviamo dapprima dei paletti di legno che reggono una rete a quadrotti e poi un'altra rete più vecchia e malridotta.

Percorriamo un'ampia curva a sinistra (m. 965). Camminiamo tra conifere, faggi e betulle.
Alla destra troviamo ancora la recinzione con paletti e rete a quadrotti oltre la quale c'è un prato. Qui l'assenza di alberi consente di vedere il Sasso Gordona, il Pizzo della Croce e il Monte San Zeno con la chiesetta sulla cima, oltre alla catena alpina all'orizzonte (m. 980).
Rientriamo nel bosco.

Più avanti troviamo a sinistra una bella casa bianca con un robusto muro di contenimento (m. 1040). Ora gli alberi sono più radi.
La strada si restringe e passa tra due muretti. In alto a sinistra c'è una casa. Alla destra c'è una bella baita di pietra sulla quale una scritta in giallo, una freccia e due pallini segnalano il Rifugio Binate.
Subito dopo la stradina si biforca e i segnavia indicano: Località Treviglio m. 1058; a sinistra: Colma di Binate, Colma Murelli a ore 1; a destra: Colma Crocetta, Sasso Gordona; dietro: Posa a ore 0.20, Schignano a ore 0.40, Argegno.
Andiamo a destra in salita alternando due tratti ripidi ad altrettanti più comodi (m. 1120).
Superate alcune vecchie baite poste in posizione panoramica, raggiungiamo la Colma della Crocetta (m. 1128). Qui ci sono due case e la croce di ferro che da il nome al luogo.

Tenendo la destra, proseguiamo in lieve salita contornando una proprietà recintata e successivamente attraversiamo una faggeta.
Raggiungiamo così delle trincee, scavate sotto il monte, risalenti alla seconda guerra mondiale (m. 1210).
Contorniamo il Sasso Gordona sul versante nord, in leggera discesa, fino ad incontrare un altro percorso che proviene da Casasco e si immette da destra (m. 1158); poi pieghiamo a sinistra in leggera salita e recuperiamo i pochi metri persi.
Infine troviamo il sentiero che sale dall'Alpe di Cerano, sopra descritto, che si immette da destra. Superiamo una vecchia cascina e raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 365
Data escursione: aprile 2004
 
Terzo itinerario: da Cabbio (Svizzera) per l'Alpe Bonello
Da Como, con la strada che costeggia il lago (Via per Cernobbio), arriviamo alla rotonda che precede Cernobbio dove, evitando l'ingresso in paese, andiamo a sinistra.
Alla biforcazione che precede l'ingresso della prima galleria (cartelli stradali a sinistra: Menaggio, Porlezza, Chiavena, Sondrio; a destra: Ponte Chiasso, Maslianico), andiamo a destra, passiamo sotto il ponte e prendiamo la provinciale 16. Dopo aver costeggiato il Breggia, lo attraversiamo con un ponte, poi giriamo a sinistra e raggiungiamo il valico di Maslianico/Pizzamiglio.
Passato il confine, continuiamo diritto verso Vacallo e Morbio. Pieghiamo poi a destra per imboccare la strada della Valle di Muggio con la quale superiamo Caneggio e Bruzella.
Arrivati a Cabbio, nel punto in cui la strada spiana, prendiamo sulla destra una ripida stradina all'inizio della quale un cartello indica: Cabbio centro, Val Luasca, Valle della Crotta. Con questa stradina raggiungiamo l'ampio piazzale che precede la chiesa dedicata a "Deo Salvatori Coelos Ascendenti" dove parcheggiamo la macchina (m. 661).

Ci incamminiamo verso le case partendo dalla "Casa Comunale Uff. Patriziale" e andando verso destra; oppure risalendo le scale all'inizio del parcheggio.
In entrambi i casi, arrivati davanti ad una casa di colore beige, giriamo a sinistra e ci immettiamo su di una stradina asfaltata.
In leggera salita passiamo tra le case e sotto un portico.
Poi, usciti dal paese, continuiamo tra i prati e raggiungiamo un bivio (m. 695) dove i segnavia indicano:
- diritto: Alpe Bonello a ore 1.25, Rifugio Prabello a ore 2;
- a destra: Arla a ore 0.55, Rifugio Prabello a ore 1.35, Certo a ore 1.15, Alpe Bonello a ore 1.35.
E' pertanto possibile effettuare un giro ad anello.
Qui di seguito continuo con la descrizione del percorso che prosegue diritto; più sotto (vedi il quarto itinerario) trovi l'altro.

Continuiamo dunque diritto. A destra c'è un muretto a secco e a sinistra una recinzione metallica.
Superiamo un cancello, che troviamo aperto, e lasciamo a destra una stalla (m. 710).
Ignoriamo una stradina che sale a destra. La strada diventa sterrata.
Da questo punto iniziamo ad alternare tratti su asfalto ad altri su sterrato (ne abbiamo contati sette per tipo). Entriamo nel bosco. Generalmente la pendenza è poca. Di tanto in tanto troviamo delle canaline, ricavate da pezzi di guard-rail, messe di traverso per lo scolo dell'acqua.
Troviamo una casa e poi una recinzione sulla sinistra e, più avanti altre case oltre la valletta, sempre a sinistra.
Tornati definitivamente su fondo sterrato ignoriamo un sentiero che sale a destra (m. 830). Infatti il segnavia: <SENTIERO>, indica con le due frecce le direzioni di marcia all'andata e al ritorno.

Poco dopo, con una curva a sinistra, superiamo un piccolo corso d'acqua che passa sotto la strada.
Dapprima in leggera salita e poi in piano, raggiungiamo un altro bivio dove un cartello uguale al precedente indica di andare a destra (m. 840).
Continuiamo con poca pendenza iniziando a percorrere alcuni lunghi tornanti al primo dei quali (destrorso) ignoriamo un sentiero che si stacca a sinistra (m. 860). Qui una palina segnavia reca le seguenti indicazioni: a sinistra: Muggio a ore 0.25; a destra, continuando con la sterrata: Alpe Bonello a ore 0.50, Rifugio Prabello a ore 1.25; dietro: Cabbio a ore 0.35.
Superate varie curve e tornanti, usciamo dal bosco (m. 1075).
Di fronte, tra i prati, vediamo la fattoria dell'Alpe Bonello raggiunta la quale il percorso si divide in due opposte direzioni (m. 1095). I segnavia indicano a sinistra: Alpe della Bolla a ore 0.05, Rondagno a ore 0.45, Moggio a ore 1.20; a destra: Rifugio Prabello a ore 0.35, Arla a ore 0.40, Cabbio a ore 1.30, Uggine a ore 1.45.

Andiamo a destra, praticamente in piano e quasi subito troviamo un altro bivio. Qui i segnavia indicano diritto il Rifugio Prabello e a destra: Arla, Cabbio e Uggine. Un altro piccolo cartello indica che stiamo percorrendo la sesta tappa del Sentiero Smeraldo.
Poco dopo raggiungiamo il confine. Sulla destra c'è una casa che reca l'iscrizione: "Guardie di Confine Bonello". Davanti abbiamo una bolla d'acqua e due sentieri. I segnavia indicano: m. 1100; a sinistra: Erbonne a ore 1, Casasco a ore 1.30; a destra: Rifugio Prabello e Sasso Gordona.

Aggirata la bolla, rientriamo nel bosco. Su un albero vediamo un cartello in legno che indica il rifugio.
Iniziamo ora a salire ripidamente lungo il crinale del Poncione di Cabbio, dove scorre la linea di confine. A destra di sono dei prati in territorio elvetico.
Saliamo tra i faggi seguendo i bolli. Il sentiero a volte si divide in due tracce per tornare poi a riunirsi.
Lasciamo a destra, uno dopo l'altro, alcuni cippi di confine. Ignoriamo una stradina sulla destra al limitare del bosco.
Troviamo un altro cartello in legno indicante il rifugio poi, superati alcuni pini, percorriamo un tratto allo scoperto, in piano (m. 1200). Da questo punto possiamo vedere, alla nostra destra, tutta la vallata e distinguiamo nettamente in basso il paese di Cabbio.

Ora il sentiero piega leggermente a sinistra e continua a mezza costa evitando di seguire il crinale e salire in cima al monte.
Un piccolo cartello su un albero indica le due direzioni: Bonello e Prabello.
Poi usciamo dal bosco e tra i prati, dopo una breve salita, continuiamo praticamente in piano ammirando il bel panorama sulla sinistra verso la Valle d'Intelvi e i monti circostanti. In primo piano spiccano il Pizzo della Croce (m. 1491) e il Monte San Zeno (m. 1025) con la chiesetta sulla cima. In fondo è visibile anche uno scorcio del Lago di Como.
Continuiamo il nostro cammino dirigendoci verso il Sasso Gordona e, dopo una curva a destra, arriviamo sul retro del rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello: m. 540
Data escursione: aprile 2009
 
Quarto itinerario: da Cabbio (Svizzera) per il Colle d'Arla
Al bivio dopo Cabbio dove i due percorsi si dividono (fin qui vedi il precedente itinerario), andiamo a destra (m. 695).
Saliamo con vista, alla destra, sulla chiesa. Troviamo poi un corrimano in ferro e arriviamo ad un altro bivio dove proseguiamo in salita a sinistra ignorando l'altro percorso che scende a destra.
Poco dopo passiamo accanto ad una stalla e a un ovile.
Trascurata una deviazione che si stacca alla sinistra, continuiamo diritto camminando tra un muretto a secco ed un prato.
Troviamo poi una vecchia casa sulla sinistra ed un bosco alla destra (m. 740).
Più avanti, una stanga in legno sulla destra chiude l'accesso ad una stradina.

Dopo una curva a sinistra, troviamo una cappelletta con un dipinto raffigurante un santo che tiene un rosario tra le mani (m. 770).
Proseguiamo in leggera salita fino ad una vecchia cascina, che troviamo sulla sinistra; poi la pendenza aumenta.
Camminiamo con un basso muretto a secco sulla sinistra, tra faggi, castagni e betulle.
In un tratto fuori dagli alberi, con bella vista sulla vallata alla destra, superiamo una casa e altre due costruzioni (m. 830).
Poco dopo, con un tornante a sinistra, rientriamo nel bosco.
La pendenza diminuisce. Sulla sinistra troviamo una recinzione e un cancelletto (m. 850).
Più avanti arriviamo ad un bivio e andiamo a sinistra seguendo l'indicazione per Arla su un muretto. C'è anche un cartello che indica a sinistra il percorso per chi sale in bici (m. 865).
Passiamo sotto dei cavi. In questo punto la vista spazia sulla vallata in basso a sinistra.

Poco dopo raggiungiamo una stalla e una casa sulle cui pareti una targa informa che siamo a Vallera (m. 875).
Qui la stradina si biforca. Non ci sono indicazioni. Andiamo a destra tra castagni e agrifogli.
Percorriamo una ampia curva a sinistra, in leggera salita (m. 895).
Più avanti ignoriamo un sentiero che sale a sinistra verso alcune case (m. 920).
Riprendiamo a salire e seguiamo un muretto a secco. Poi la pendenza diminuisce.
Rientriamo nel bosco, ora composto anche da larici.

Torniamo a salire e raggiungiamo un cancello (cartello:"Per favore chiudere il cancello dopo il passaggio"), superato il quale ci troviamo in una zona recintata dove ci sono alcune stalle e una vasca abbeveratoio. Una targa recita: "Cisterna (C8) Betuela m. 940". Con un altro cancello, identico al primo, usciamo dal recinto e proseguiamo quasi in piano.
Continuiamo poi in leggerissima salita lasciando a sinistra due ruderi.
Troviamo alcuni vecchi castagni e i bolli bianco rossi dipinti sui loro tronchi.
Successivamente, alla sinistra vediamo una recinzione fatta con tre fili metallici.
Troviamo altre due vecchie costruzioni, poco prima di una curva a destra.
Un cartello informa che siamo percorrendo un "sentiero di montagna".
Ora alla sinistra c'è un muretto a secco e sopra del filo spinato.
Con una curva a sinistra aggiriamo una cascina chiusa da una mura e da una recinzione. Sul cancello vediamo la scritta: "Monte Laurina" (m. 990).

Troviamo un altro cartello con la scritta: "Sentiero di montagna" e raggiungiamo un bivio dove ignoriamo il sentiero a destra in discesa e continuiamo diritto seguendo i bolli.
Più avanti, lasciata a sinistra una stalla, proseguiamo in leggera salita.
Superiamo una canalina per lo scolo dell'acqua messa di traverso al sentiero.
Subito dopo troviamo un bivio (m. 1010). I segnavia indicano a sinistra in salita: Arla, Rifugio Prabello, Alpe Bonello; diritto in piano: Cetto, Uggine e il percorso consigliato ai cicilisti; dietro: Vallera e Cabbio. Poco più avanti è visibile una sorgente coperta; l'acqua esce da un tubicino e si getta in un vascone in pietra.

Prendiamo il sentiero a sinistra e saliamo in modo abbastanza ripido lasciando a destra due ruderi.
Percorriamo poi un breve tratto con poca pendenza per tornare subito a salire ripidamente.
Superiamo due corti tornanti (m. 1050) e proseguiamo fino ad una curva a sinistra dove troviamo una palina senza segnavia (m. 1060).
Ora la pendenza è minore e camminiamo tra alberelli. A destra, oltre la Val Cugnolo, distinguiamo nettamente la dorsale lariana che collega il Bisbino al Sasso Gordona.
Camminiamo a mezza costa e dopo un tratto quasi in piano, riprendiamo a salire. Poi la pendenza aumenta ancora.
Al termine della salita, il sentiero gira a sinistra e prosegue quasi in piano (m. 1100). Alla destra ci sono dei paletti di legno che reggono due fili metallici che fanno da protezione sullo scosceso pendio.
Continuiamo con poca pendenza seguendo i bolli bianco rossi sugli alberi, poi riprendiamo a salire verso sinistra con alcuni tornanti (m. 1145).
Arriviamo in cima al Dosso d'Arla (m. 1170) dove l'assenza di alberi consente di ammirare un bel panorama. Una panchina di legno inviterebbe ad una sosta. I segnavia indicano verso sinistra l'Alpe Bonello e verso destra il Rifugio Prabello e il Sasso Gordona.

Prendiamo dunque il sentiero che scende verso destra e rientra nel bosco.
Continuiamo poi ancora in discesa ma con poca pendenza fino ad una curva a sinistra (m. 1140), oltre la quale, alla destra del sentiero, il pendio alberato torna a scendere scosceso.
Proseguiamo in leggera salita. Il Sasso Gordona ora è davanti a noi e cominciamo anche a vedere le case dell'Alpe Prabello.
Tra betulle, faggi e castagni percorriamo un altro tratto quasi pianeggiante.
Alla destra del sentiero il pendio scende ancora ripidamente.

Troviamo un cippo che porta le iscrizioni S35A da un lato e I1923 dall'altro. Ora, con lievi e brevi saliscendi, camminiamo lungo la linea che demarca il confine italo svizzero.
Seguendo una recinzione, fatta con paletti e filo spinato, raggiungiamo il secondo cippo.
Giunti al termine della recinzione, alla sinistra troviamo dei larici e alla destra un ripido pendio, questa volta privo di alberi.
Superato un altro cippo di confine, alzando lo sguardo in alto a sinistra, cominciamo a vedere, tra gli alberi, il rifugio.
Proseguiamo in leggera salita, camminando verso il Sasso Gordona.
Poco prima di raggiungere le case dell'Alpe e una nevera, troviamo una palina con alcuni segnavia che indicano davanti: Alpe del Corno a ore 0.45, Crotta a ore 1.20, Bruzella a ore 2.15; dietro: Arla a ore 0.30, Cabbio a ore 1.20, Uggine a ore 1.35.
Giriamo a sinistra e raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.40 - Dislivello: m. 570-30
Data escursione: febbraio 2010

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • alla Vetta del Bisbino (m. 1325) in ore 2.45
  • al Rifugio Bugone (m. 1119) in ore 2.10
  • al Monte S. Bernardo (m. 1351) in ore 1.10
  • al Monte Colmegnone (m. 1383) in ore 1.30
  • al Rifugio Murelli (m. 1190) in ore 1.30
  • al Sasso Gordona (m. 1410) in ore 0.40 (vedi foto)
  • al Rifugio Binate (m. 1200) in ore 0.50
  • al Poncione di Cabbio (m. 1262)




Dati del Rifugio Prabello

Altezza:
m. 1201
Gruppo:
Monti Lariani
Ubicazione:
Colma del Prabello
Comune:
Cerano Intelvi - CO
Carta Kompass:
91 - B6
Coordinate Geo:
45°54'47.60"N
9°04'22.10"E
Gestore:
Massimo Mascheroni
Luca Ronzoni
Telefono gestore:
347 7162780
339 1123459
Telefono rifugio:
031 831905
Posti letto:
24
Apertura:
venerdì sabato e
domenica tutto l'anno;
da inizio giugno a fine
settembre tutti i giorni
Pagina aggiornata
il: 08/03/2013
Il Rifugio Prabello Il rifugio e il Sasso Gordona Panorama dal rifugio verso la Valtellina Dosso Arla Veduta invernale del rifugio Il Sasso Gordona in inverno Il sentiero nel bosco dopo una nevicata

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