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Il rifugio è situato presso l'alpeggio di Premaniga, lungo il sentiero che da Premana porta al Pizzo Alto o all'Alpe Solino.
Lasciamo la statale 36 al km. 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la nuova ss 36 dir che sale in Valsassina.
Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, continuiamo diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle fino a Taceno.
Qui prendiamo a destra la provinciale 67 con la quale raggiungiamo Premana.
Primo itinerario: Sentiero n. 5 (accesso diretto)
Parcheggiamo l'auto nel centro del paese (m. 965) nei pressi della chiesa dove non c'è alcun segnavia che indichi il rifugio.
Ci incamminiamo lungo via Vittorio Emanuele che è la strada a sinistra guardando la chiesa.
Al primo tornante già la abbandoniamo e ci infiliamo in una strettoia (cartello: Municipio) nei pressi di una chiesetta.
Saliamo poi a sinistra con una gradinata che più avanti diventa una mulattiera. Arrivati in via della Repubblica, giriamo a destra.
Fatti pochi passi, all'altezza del civico 56, troviamo sulla sinistra via Valtellina; qui parte il sentiero numero 5 per il rifugio.
Un cartello recita: Alpe Premanica, rifugio Pizzo Alto: m. 1400 a ore 1; Alpe Solino: m. 1600 a ore 1.30; Pizzo Alto m. 2512 a ore 5; Domont a ore
0.45.
Percorriamo una stradina in salita con il fondo in cemento che ben presto si trasforma in mulattiera.
Passiamo tra le ultime case del paese e vediamo per la prima volta il segnavia n. 5.
Superiamo alcuni cascinali e la piccola costruzione dell'acquedotto, poi continuiamo quasi in piano tra prati e alberi.
Riprendiamo a salire e raggiungiamo Greghencighe (m. 1100), dove troviamo una cappella dedicata alla madonna e un ponticello con il quale
attraversiamo un torrente che scende dalla montagna alla nostra sinistra.
Subito dopo troviamo un bivio: a sinistra in salita si va verso Premaniga mentre a destra in piano verso Domont.
Saliamo tra gli alberi con la bella mulattiera che ora diventa più ripida.
Ignoriamo un sentierino a sinistra. Percorriamo un breve tratto in piano e subito riprendiamo a salire.
Troviamo un altro sentiero che si stacca sulla sinistra e anche questa volta continuiamo diritto.
Poi, percorrendo un tratto quasi in piano, raggiungiamo una cappellina con una madonna.
Superiamo alcune vecchie baite e arriviamo a Descol (m. 1220) dove c'è anche una bella fontana.
Un sentiero sulla destra conduce a Pezzapraa de sot. Continuiamo diritto e rientriamo nel bosco.
Percorriamo un breve tratto in piano e poi riprendiamo a salire.
All'uscita dal bosco (m. 1320) ci troviamo a Pezzapraa; anche qui ci sono una cappellina, una fontana e alcune case.
Superata l'ultima baita e l'annessa fontana, con un tratto in piano arriviamo ad un bivio e andiamo a sinistra in salita.
Superiamo un crocefisso in legno (vedi foto) e una panchina.
Giunti nei pressi di un'altra cappellina, troviamo un bivio dove vengono segnalati a sinistra in salita: Deleguaccio a ore 1.30, La Casniella a ore
3.30, Roccoli Lorla a ore 6.30; a destra in discesa: Domont a ore 0.20, Fraina a ore 2 e Forni a ore 2.
Premanica è li davanti a noi (vedi foto). Il rifugio è situato al centro dell'alpeggio, tra le case.
Tempo impiegato: ore 1.20 - Dislivello: m. 435
Data escursione: giugno 2004
Secondo itinerario: Sentiero n. 16 (per l'Alpe Solino)
Questo itinerario è più lungo e meno frequentato.
Giunti a Premana, superiamo la chiesa, e percorriamo via Vittorio Emanuele e via Repubblica fino all'altezza del civico numero 21.
Qui troviamo sulla destra un piccolo parcheggio e sull'altro lato l'inizio del nostro percorso (m. 980). Un cartello indica: Piode dal Croos m. 1300 a
ore 0.45; Alpe Piancalada m. 1480 a ore 1.30.
Iniziamo salendo una gradinata poi pieghiamo e sinistra e proseguiamo con una ripida mulattiera.
Percorso un breve tratto in piano, riprendiamo a salire. Superiamo un ruscelletto chiuso fra sponde in cemento per evitarne la tracimazione.
Ci troviamo in un bosco di castagni. Fatti pochi passi in piano, torniamo a salire.
Passiamo accanto a un muretto sovrastato da una rete protettiva, forse per prevenire delle frane.
Con un tratto in piano costeggiamo un burrone.
Troviamo poi alla nostra destra una cappelletta con un'immagine della madonna e la scritta: "Ave Maria". A sinistra invece, sotto di noi, c'è una
casa.
Continuiamo con minore pendenza. Passiamo accanto a una piccola costruzione di un acquedotto ignorando una traccia in salita. Pieghiamo a sinistra.
Poco dopo, in piano, raggiungiamo una costruzione in pietra al cui interno c'è una fontana (m. 1090); un cartello dice: "Casel".
Superiamo alcune vecchie baite; su una di queste vediamo il segnavia n. 16 a bandierina e su un altra una freccia bianca.
Riprendiamo a salire ripidamente nel bosco accompagnati da vari bolli bianchi.
A un bivio andiamo a sinistra.
Percorriamo alcuni passi in piano camminando su dei sassi franati dalla montagna tempo fa e ora ben sistemati, poi riprendiamo a salire.
Ora i castagni lasciano il posto a faggi e betulle.
Raggiungiamo un masso con delle iscrizioni rupestri quasi illeggibili (m. 1300); un cartello indica: Piode dai Croos. In basso si vede Premana.
Ignoriamo un sentiero in discesa sulla sinistra segnalato con dei bolli rossi e continuiamo seguendo quelli bianchi.
Raggiungiamo un pianoro dove troviamo una cappellina dedicata alla madonna, un tavolo e delle panche che invitano ad una sosta. Un cartello su di un
albero indica Piancalada a sinistra della cappella.
Arriviamo poi ad un bivio dove ignoriamo sulla destra la deviazione per Bianden.
Poco dopo raggiungiamo le baite dell'Alpe Piancalada (m. 1480) tutte ben restaurate e sostiamo un attimo per ammirare il sottostante panorama.
Proseguiamo e troviamo un altro bivio: a sinistra si va a Deleguaccio; a destra all'Alpe Solino e a Premaniga.
Superiamo un bel crocefisso. Al termine della salita, continuiamo dapprima in piano e poi in discesa tra larici e betulle.
Con un ultimo tratto in salita raggiungiamo l'Alpe Solino (m. 1600) il punto più elevato della nostra escursione. Qui troviamo una cappelletta, una
fila di baite tutte rivolte a mezzogiorno e alcuni tavoli e panche. Molto bella la vista sui monti circostanti.
Vediamo il segnavia n. 26 e una freccia che indica Premaniga in discesa alla nostra destra.
Scendendo troviamo un bivio e un cartello su un larice che indica Premaniga a sinistra e Premana a destra.
Proseguiamo verso sinistra alternando tratti in piano ad altri in lieve discesa.
Troviamo un originale cappellina, ricavata da un tronco, contenente una statuetta della madonna.
Continuiamo in leggera discesa incontrando delle frecce bianche in direzione contraria al nostro cammino in quanto segnalano la salita da Premanica
all'Alpe Solino.
Dopo un tratto più ripido, ignoriamo un sentiero sulla destra.
Continuiamo in leggera discesa fin quando vediamo, sotto di noi, la cappellina che precede il borgo di Premaniga.
Scendendo lungo un sentierino tra i prati arriviamo alla meta.
Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello: m. +620 -200
Data escursione: marzo 2005
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