Bivacco Forcola

Il bivacco è situato nella parte alta della valle della Forcola presso l'omonimo alpeggio e gode di uno splendido panorama sulla piana dalla bassa Val Chiavenna fino al Lago di Novate Mezzola e sui monti circostanti tra i quali spicca l'aspra piramide del Pizzo di Prata (m. 2727).
E' una recente costruzione (inaugurata il 24 giugno 2001) ed è formato da due locali. A sinistra c'è una camera da letto con 12 brande a castello, materassi e coperte e un tavolo con relative panche; a destra invece c'è una cucina attrezzata con tavolo, sedie e sgabelli, fornello con bombola, lavandino, stufa economica, credenza, e stoviglie.
Il bivacco è a disposizione dell'escursionista al quale si raccomanda di mantenerlo in perfetto ordine e volendo, di contribuire con un'offerta che si può lasciare nell'apposito contenitore oppure effettuando un versamento sul c/c bancario presso il Credito Valtellinese di Chiavenna intestato alla pro Loco di Menarola in Amicizia (ABI 5216 CAB 52110).

Primo itinerario: da Voga (fraz. di Menarola)
Con la s.s. 36 superiamo Verceia, Novate, Somaggia e S. Cassiano e poi prendiamo lo svincolo a sinistra per Gordona.
Proseguiamo poi per Menarola imboccando la provinciale 3 sulla sinistra, dopo un ponte sul torrente Crezza.
La strada collega le varie frazioni di Menarola e dopo Coloredo inizia a salire nel bosco. Superiamo l'isolato municipio del comune e successivamente le frazioni di Castanedi, Foppo di dentro e di fuori. Poco prima di arrivare a Voga troviamo un bivio: la strada prosegue sulla destra (Strada per Maggenghi) come pista silvo pastorale ma il traffico è consentito solo agli automezzi autorizzati.
Possiamo percorrere un breve tratto sulla sinistra (Via Voga) e lasciare la macchina in uno dei due parcheggi (m. 1038).

Tornati al bivio, iniziamo a salire lungo la stradina asfaltata. Procedendo con lieve pendenza superiamo un tavolone in legno con delle panche e alcune vecchie baite. Ignoriamo poi la stradina sulla sinistra per Cermine e il sentiero sulla destra per Cigolino. Presso un tornante troviamo un altro tavolo con panche e poco più avanti la costruzione dell'acquedotto.
Dopo aver superato alcune case e un traliccio dell'alta tensione (m. 1150); un segnavia sulla sinistra indica l'inizio del sentiero D4 (Dardano a 0.30, Alpe Buglio a 0.50, Passo Forcola a 2.45).
Potremmo anche continuare lungo la strada, che in seguito alterna tratti su fondo in cemento ad altri su sterrato, ed arriva fino a Dardano. Però allungheremmo il cammino a causa dei lunghi tornanti. Meglio prendere il sentiero; i due percorsi si riuniranno nei pressi di un altro traliccio, poco prima della fine della strada.

Seguendo i segnavia a bandierina di colore rosso bianco rosso, iniziamo a salire nel bosco, dapprima in modo lieve e poi più ripidamente.
Troviamo un bivio poco evidente (m. 1218) ove una palina segnavia indica: a sinistra il sentiero D4 per Dardano a 0.20, Buglio, il Passo Forcola a 2.35; e a destra il sentiero D1 per Cigolino a 1.30, Sommarovina a 2, Olmo a 2.30.
Troviamo un rivolo d'acqua che si immette sul sentiero e lo bagna per alcuni metri.
Ora il cammino si fa più ripido. Ad un bivio ignoriamo un sentiero che procede diritto verso alcune baite e giriamo a destra. Al bivio successivo andiamo a destra verso un traliccio passando sotto il quale ci riportiamo sulla stradina sterrata.
Prendiamo a sinistra e in piano arriviamo alle baite di Dardano (m. 1334).

Qui troviamo due sentieri: ignorato quello di sinistra che porta all'Alpe Scima (m. 1875), prendiamo quello che sale alla destra della fontana.
Il sentiero, tra larici e betulle, si divide e riunisce alcune volte.
Troviamo poi due cartelli in legno che indicano Forcola davanti a noi.
All'uscita dal bosco ci troviamo all'Alpe Buglio (m. 1544).
Passiamo poco più in basso rispetto a una croce in legno e alle baite (alcune abitate durante il periodo estivo), e raggiungiamo una fontana.
Ci fermiamo un attimo per dissetarci e per ammirare il panorama sulla sottostante vallata e sulla cerchia dei monti circostanti.

Riprendiamo il cammino verso i larici alla nostra sinistra. Dopo un tratto quasi in piano, ci abbassiamo di una diecina di metri.
Oltrepassiamo un ruscelletto che scende dalla montagna e poi risalendo alcuni gradini raggiungiamo un cancello di legno (m. 1570).
Apriamo e richiudiamo il cancello, come richiesto da un cartello, superiamo un altro ruscelletto e continuiamo a mezza costa in lieve salita verso la testata della valle. Sull'altro versante vediamo una cascata.
Dopo alcuni ripidi tornantini iniziamo a vedere il passo Forcola davanti a noi mentre su un dosso alla nostra sinistra distinguiamo le baite dell'Alpe Forcola e tra esse sulla destra il bivacco.
Superiamo un terrapieno che dovrebbe fare da letto ad un torrente che troviamo in secca e raggiungiamo un cancello in ferro (m. 1750).

Un cartello ci da il benvenuto all'Alpe Forcola. Apriamo e richiudiamo anche questo cancello e continuiamo in piano passando tra parecchi cespugli di rododendri e di mirtilli. Alcune tane nel terreno ci rammentano la presenza delle marmotte che infatti, di tanto in tanto, sentiamo fischiare.
Sull'altro versante vediamo una cascatella. Raggiungiamo un masso sul quale è dipinta una freccia verso sinistra e la scritta: Bivacco F.
Guadiamo il Crezza, che in questo punto è un piccolo torrente; di solito è sufficiente camminare sui sassi che affiorano. Potremmo anche proseguire per alcuni metri e girare più avanti prendendo un altro sentiero parallelo.
Sull'altro versante risaliamo un dosso oltrepassando in successione altri quattro rivoli che scendono e vanno a gettarsi nel torrente.
Infine arriviamo all'alpeggio; il bivacco è la prima costruzione.

Tempo impiegato: ore 2.30 - Dislivello: m. 800
Data escursione: giugno 2006
 
Secondo itinerario: da Gordona
Lasciamo la statale 36 al km. 115.2 per prendere alla sinistra la provinciale 2 (cartello: Gordona).
Superato il ponte sul Mera arriviamo a Gordona. All'inizio dell'abitato troviamo una rotonda e andiamo a destra in Via Crezza.
Giriamo poi a sinistra in Via degli Emigranti.
Lasciamo a sinistra Via Crotti di Sopra che conduce ad un parcheggio (m. 360), dove potremmo iniziare il cammino con un sentiero nel bosco che conduce all'inizio della mulattiera. Seguiamo invece la strada che in seguito diventa Via Cimavilla.
Dopo le ultime case del paese, troviamo un parcheggio alla sinistra, una bacheca con una cartina della zona, dei segnavia che indicano: Donadivo, Val Pilotera, Val Bodengo e un cartello che avverte che da questo punto "il traffico è consentito con autorizzazione da acquistare nei bar di Gordona" (m. 390).

Lasciata la macchina, ci incamminiamo in leggera salita seguendo la carrozzabile asfaltata ed entriamo nel bosco.
Alla sinistra c'è una breve recinzione con pali di cemento che reggono una rete. Percorriamo alcune semicurve.
Troviamo alla destra un pozzetto in cemento e alla sinistra il sentiero che proviene da Via Crotti di Sopra.
Pochi metri più avanti alla destra riparte il sentiero, privo di indicazioni, che possiamo utilizzare come scorciatoia per evitare il primo tornante della carrozzabile.
Continuando con la strada troviamo alla destra una cappellina con la scritta "Ave Maria" che contiene una statua della Madonna di Lourdes (m. 415).
Un rivolo attraversa la strada passandole sotto. Alla sinistra c'è una corta protezione.
Percorriamo un tornante destrorso all'esterno del quale c'è un muro in cemento (m. 430).
Ritroviamo il rivolo che attraversa e questa volta la corta protezione è alla destra.

Subito dopo alla sinistra ci sono un cippo degli alpini e l'inizio ufficiale della mulattiera (m. 435). I segnavia indicano a sinistra: Donadivo a ore 0.50, Val Bodengo, Alpe Orlo a ore 1.50, Alpe Cermine a ore 2.20, Alpe Cima a ore 3.50; a destra: Gordona a ore 0.15 Un segnale stradale vieta il transito ai motocicli.
Saliamo con la bella mulattiera di pietre. Ogni metro circa c'è un piccolo gradino. Sul lato a monte in alcuni tratti ci accompagnerà un muretto di pietre.
Presso un tornante destrorso ignoriamo un sentiero che prosegue diritto (m. 455).
Dopo il successivo tornante sinistrorso alla sinistra ci sono due massi appoggiati alla mulattiera.
Troviamo poi alla destra una bassa pietra piatta e un muro sul quale vediamo un segnavia rosso-bianco-rosso a strisce orizzontali (m. 495).
Percorriamo con un lungo ripido tratto.

All'interno di una curva a destra, troviamo una piccola croce ormai arrugginita sotto la quale ci sono due quadretti tra le pietre raffiguranti il volto di Gesù e una Madonna. Subito dopo c'è un piccolo slargo (m. 550).
La pendenza diminuisce un poco. Percorriamo un tornante destrorso e poi uno sinistrorso (m. 570).
Alla sinistra, per un breve tratto, gli alberi sono radi e consentono una veduta del fondovalle e delle cime di fronte.
Proseguiamo con una liscia parete di roccia alla destra. Un albero caparbio è riuscito ad infilarvi le sue radici (m. 595).
Percorriamo un lungo tratto in modo abbastanza ripido.
Superiamo un tornante destrorso (m. 640) ed uno sinistrorso (m. 655).
Ora alla destra c'è un'altra parete di roccia (m. 665).
Un'altra apertura alla sinistra tra gli alberi consente una veduta panoramica.
Superiamo un tornante destrorso. Qui la mulattiera è ben rinforzata con un muro di pietre (m. 685).
Subito dopo alla sinistra troviamo un'altra parete di roccia liscia.
Anche al successivo tornante sinistrorso possiamo vedere il panorama sulla vallata (m. 700).

Raggiungiamo uno slargo (m. 715). Alla destra ci sono dapprima un tavolo in cemento con relative panche e, subito dopo, la bianca Cappella degli Alpini contenente un quadro raffigurante una madonna. Attorno ci sono dei bassi muretti che possono fungere da sedile per sostare un attimo ad ammirare il panorama.
Dopo la cappella, in salita, percorriamo due curve a destra e un tornante sinistrorso (m. 730).

Lasciata a sinistra un'asta con la bandiera, raggiungiamo la carrozzabile asfaltata e la attraversiamo.
Qui troviamo una fontana con l'acqua che cade in un tronco di legno scavato, una bacheca con una cartina della zona e una bella villetta con molti fiori. I segnavia indicano: Donadivo m. 737; seguendo la strada verso sinistra: Val Bodengo, Ponte del Vallone, Bedolina a ore 1.10; proseguendo diritto con la mulattiera: Alpe Orlo a ore 1, Alpe Cermine a ore 1.30, Alpe Cima a ore 3; dietro: Gordona a ore 0.50. Invece, seguendo l'asfalto verso destra per alcune diecine di metri è possibile arrivare dapprima all'imbocco della strada a pedaggio che sale all'Alpe Cermine e poco dopo alla trattoria Dunadiv.

Riprendiamo a salire nel bosco con la mulattiera.
Più avanti la pendenza aumenta (m. 755).
Arrivati davanti ad una liscia roccia, percorriamo un tornante destrorso, oltre il quale la pendenza diminuisce un poco (m. 765).
Superiamo una curva a destra (m. 780).
Subito dopo un tornante sinistrorso (m. 790) percorriamo una curva a destra.
Tra gli alberi alla destra vediamo un masso isolato.
Dopo la successiva curva a destra, troviamo un altro masso appoggiato alla mulattiera.

Percorriamo una curva a sinistra (m. 820).
Subito dopo alla destra troviamo una casa recintata con una siepe. La recinzione prosegue con un muretto sormontato da paletti di legno che reggono una rete verde.
Arrivati davanti ad un cancelletto di legno, percorriamo un tornante destrorso (m. 840). Vediamo un segnavia a bandierina con strisce orizzontali di colore rosso-bianco-rosso.
In alto passa un cavo retto da pali di metallo.
Alla sinistra c'è un muretto di pietre. Dalla destra sale un'altra mulattiera.

Poco dopo raggiungiamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale ci sono tre vecchie case di pietra (m. 855).
La pendenza aumenta un poco.
Incrociamo un sentiero. Alla destra troviamo una fontana con vasca in cemento.
Poco dopo alla sinistra c'è un'altra baita di pietra. Qui ignoriamo un sentiero che prosegue quasi in piano alla sinistra verso una baita, che vedremo poco più avanti dall'alto, e proseguiamo in salita con la mulattiera (m. 870).
La pendenza aumenta. Alla destra c'è un muretto coperto dal muschio.
Percorriamo un tornante destrorso e vediamo un segnavia a bandierina (m. 900).
La pendenza diminuisce un poco. Ora il muretto è alla sinistra, vale a dire, come sempre, sul lato a monte.

Lasciamo a sinistra una fontana con vasca in cemento.
Subito dopo percorriamo un tornante sinistrorso all'esterno del quale ci sono delle vecchie baite di pietra. In una nicchia vediamo un quadretto raffigurante una madonnina. Alla destra c'è un muretto sormontato da pietre piatte che possono fungere da sedile (m. 925). Con poca pendenza passiamo accanto alle baite poi riprendiamo a salire.
Poco dopo percorriamo un tornante destrorso.
Il muretto ora è alla sinistra ma, dopo una semicurva, si allontana dalla mulattiera salendo a monte.
Proseguiamo con maggiore pendenza.

Presso un tornante sinistrorso ignoriamo un sentiero che continua diritto in discesa. Anche qui c'è un segnavia a bandierina (m. 975).
Lasciamo a destra un piccolo slargo e un muretto di pietre.
Poco dopo percorriamo un tornante destrorso (m. 1000). Ora il muretto è alla sinistra. La pendenza diminuisce.
Dopo il successivo tornante sinistrorso proseguiamo in modo abbastanza ripido. Alla destra dapprima c'è il solito muretto (m. 1025) e successivamente una parete di roccia (m. 1035).

Incrociamo la strada asfaltata (m. 1055). La attraversiamo e riprendiamo la mulattiera che in salita, subito dopo, compie un tornante destrorso.
Superiamo un tornante sinistrorso.

Poco dopo, salendo alcuni gradini, ci riportiamo sulla strada che in questo punto effettua un tornante sinistrorso con il fondo in cemento (m. 1075).
Seguiamo la strada. Alla destra c'è una parete di roccia. Alla sinistra ci sono delle protezioni di legno.
Percorriamo un tornante destrorso passando sotto tre cavi della corrente. Alla sinistra il panorama spazia sulla sottostante piana e sui monti circostanti (m. 1085).
Dopo il tornante, alla sinistra ci accompagna un'altra parete di roccia.

Al successivo tornante lasciamo la strada che piega a sinistra e proseguiamo diritto, in leggera salita, riprendendo la mulattiera (m. 1105).
Nel primo tratto alla destra ci sono alcuni pali che reggono dei cavi.
Alla sinistra alcune pietre formano una rudimentale panca.

Ritroviamo la strada, ora nuovamente asfaltata. La attraversiamo da destra a sinistra e riprendiamo a salire con la mulattiera (m. 1120).
Su di un masso alla sinistra vediamo un segnavia a bandierina. In basso a destra c'è la strada asfaltata.
Per un tratto alla sinistra ci accompagna un muro.

Alla destra si affianca la strada asfaltata che ha appena effettuato un tornante destrorso. Una bacheca in legno reca una cartina della zona appesa sul lato rivolto verso valle (m. 1140).
Continuiamo con la mulattiera. Su di un muretto alla sinistra vediamo un bollo bianco-rosso. La strada ci accompagna alla destra per circa settanta metri.

Raggiungiamo la prima baita dell'Alpe Orlo davanti alla quale ci sono due approssimativi cervi di legno. Qui troviamo anche una fontana con l'acqua che cade in un tronco scavato (m. 1150).
Ignoriamo un sentiero che si stacca alla sinistra; tre frecce rosse dipinte su di una pietra indicano le possibili direzioni.
Proseguiamo tra le case dell'alpeggio tutte ben ristrutturate ad eccezione di qualche rudere. La case sono quasi tutte alla sinistra della mulattiera.
Passiamo tra due recinzioni; alla sinistra c'è un muretto sormontato da una staccionata, alla destra dei paletti di legno e una rete.

Raggiungiamo una fontana con due cannelle e vasca in cemento dietro la quale c'è una cappellina contenente un crocefisso. Qui il percorso si divide. I segnavia indicano: Alpe Orlo m. 1165; a sinistra con il sentiero D7: Val Pilotera, Alpe Piodella a ore 3; diritto con il sentiero D6: Alpe Cermine; dietro: Gordona a ore 0.50. Proseguiamo diritto in salita.

Alla destra una pietra può fungere da sedile.
Alla sinistra c'è una corta recinzione con una rete a quadrotti.
Ignoriamo una deviazione a destra. In basso a sinistra vediamo i tetti delle altre case dell'alpeggio e il viadotto sul fondovalle.
Proseguiamo tra gli alberi. Alla destra su di un masso vediamo i bolli bianco-rossi (m. 1190).
Troviamo poi alla destra una vecchia baita, un grande masso ed un ampio sentiero. Alla sinistra invece ci sono dei faggi secolari (m. 1200).
Entriamo nel bosco.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 1215).
Alla destra vediamo la strada asfaltata effettuare un tornante destrorso.

Poco dopo con un tornante sinistrorso raggiungiamo la strada e la attraversiamo (m. 1220).
Sull'altro lato ritroviamo la mulattiera che riparte con due curve ravvicinate sinistra-destra.
Subito dopo alla destra ci sono alcuni massi. Poco più in basso alla sinistra ci accompagna la strada che ora ha il fondo in cemento.
La pendenza diventa abbastanza ripida. Alla sinistra ci accompagnano dei pali in metallo che reggono un cavo.
Alla destra c'è una parete di roccia, scolpita per ricavarne le pietre utilizzate nella costruzione della mulattiera; in alcuni punti si vedono ancora i segni degli scalpelli.
In leggera salita percorriamo una curva a destra oltre la quale alla destra c'è un basso muretto di pietra (m. 1285).
Proseguiamo in salita.

La strada, nuovamente asfaltata, con un tornante sinistrorso si affianca alla mulattiera (m. 1300).
Poco più avanti saliamo alcuni gradini, raggiungiamo la strada mentre questa compie un tornante destrorso e la attraversiamo.
Subito dopo la strada termina in un parcheggio sterrato alla destra (m. 1305). Chi è arrivato fin qui in auto ora deve iniziare a camminare.

Poco dopo alla destra troviamo una bacheca con una cartina in rilievo e una fontana con vasca in legno.
Pochi passi più avanti, salendo quattro gradini, raggiungiamo una chiesa con portico, all'ombra di alcuni faggi secolari.
Un bollo bianco rosso su di una pietra invita a proseguire diritto con un sentiero verso le baite dell'Alpe Cermine, già visibili più avanti.
Terminati gli alberi, continuiamo in leggera salita attraverso i prati. Troviamo un paletto dipinto, nella parte alta, con i bolli.

Passiamo accanto a due fontane con vasca in cemento e raggiungiamo le prime case dell'Alpe Cermine.
Le aggiriamo verso sinistra poi, piegando a destra, ci addentriamo nell'alpeggio.
Tra le case arriviamo ad un bivio (m. 1346) dove i segnavia indicano a destra il sentiero D5 per Menarola, Fraz. Voga a ore 1.10 e diritto il sentiero D6 per l'Alpe Scima a ore 1.30.

Superato il nucleo principale dell'alpeggio, proseguiamo diritto in salita con un sentiero tra i prati. Alla destra vediamo altre case recintate.
Lasciamo a destra un cancelletto di legno (m. 1360).
Troviamo poi alla destra una recinzione formata con delle traversine che reggono tre cavi.
Giriamo a destra e subito dopo a sinistra, seguendo la recinzione. Una freccia ed una scritta indicano l'Alpe Cima (m. 1375).
Dopo un'altra curva a destra proseguiamo quasi in piano. Alla destra vediamo dall'alto l'Alpe Cermine (m. 1380).

Terminata la recinzione giriamo a sinistra e seguendo pallide tracce di sentiero tra l'erba, cespugli e qualche albero iniziamo a risalire l'ampia cresta orientale del Dosso Mottone.
Poi il sentiero diventa più visibile.
Lasciamo a destra una fontana con vasca (m. 1415).
Poco dopo troviamo un casello dell'acquedotto, basso e semi interrato.
Vediamo un bollo bianco rosso.

Entriamo in un bosco di larici e saliamo in modo abbastanza ripido con lievi serpentine (m. 1435).
Dopo una curva a destra percorriamo un tratto con poca pendenza.
Poi, superato un tornante sinistrorso, riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 1460).
Percorriamo una curva a destra con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Con pendenza minore arriviamo ad una curva a sinistra oltre la quale torniamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 1470).
Il sentiero si sdoppia e poco dopo si ricompone.
Ora saliamo ripidamente. Ai lati ci sono delle betulle (m. 1490).
Il sentiero si divide solo per aggirare una betulla e si ricompone (m. 1500).
Poco dopo si divide ancora in due tracce parallele. Andiamo a sinistra seguendo quella più marcata, poi giriamo a destra e ritroviamo l'altra che rientra (m. 1525).
Attraversiamo una piccola radura (m. 1545).

La cresta ora è larga solo alcuni metri. In leggera salita arriviamo ad un bivio. I segnavia indicano diritto: Alpe Cima; a destra: Alpe Cima con il sentiero nel bosco, Rif. Forcola.
Proseguendo diritto si risale in modo decisamente ripido la cresta del Dosso Mottone che non si restringe ulteriormente e che quindi possiamo percorrere in tranquillità, per lo meno nella bella stagione, nonostante che i precipizi ai lati siano verticali. Il sentiero alla destra invece sale con pendenza meno marcata rimanendo sempre tra gli alberi. Lanciamo la monetina e andiamo a destra (al ritorno poi abbiamo percorso la cresta).

Andiamo dunque a destra e poco dopo percorriamo un tratto in discesa.
Proseguiamo in leggera salita e poi quasi in piano con una semicurva a destra (m. 1535).
Alla destra troviamo alcune pietre ammucchiate.
Alterniamo due tratti in leggera discesa ad altrettanti quasi in piano poi riprendiamo a salire (m. 1530).
Continuiamo quasi in piano e vediamo un tubo nero, parzialmente interrato nel sentiero.
Percorriamo due tratti in salita intervallati da uno con poca pendenza.
Superiamo due ampie curve, destra-sinistra (m. 1545).
Passiamo accanto a due tombini; entrambi hanno il coperchio chiuso da un lucchetto (m. 1570).
Continuiamo con alcuni brevi saliscendi.
Percorriamo una curva a sinistra assecondando un'ansa della montagna e superando il letto di un ruscelletto che troviamo asciutto (m. 1590).
Dopo un tratto quasi in piano ne percorriamo uno breve abbastanza ripido.
Continuiamo in salita. Alla sinistra c'è una parete di roccia e alla destra varie pietre franate.

Giriamo a sinistra e saliamo agevolati da alcuni cilindretti fissati con delle viti e da pietre ben sistemate che fanno da gradino. A lato ci sono alcuni massi (m. 1600).
Poi il riprendiamo il sentiero.
Dopo un tornante sinistrorso (m. 1610) percorriamo due tratti con poca pendenza intervallati da uno quasi in piano.
Riprendiamo a salire (m. 1630)
Percorriamo una curva a sinistra molto ampia oltre la quale continuiamo con pochissima pendenza (m. 1645).

Torniamo a salire. Su di un larice un cartello indica l'Alpe Cima (m. 1660).
Dopo una curva a sinistra percorriamo un tratto con poca pendenza e riprendiamo a salire.
La pendenza aumenta. Percorriamo delle serpentine (m. 1680).
Poi la pendenza diminuisce un poco. Passiamo accanto ad alcuni cespugli di rododendro.
Percorriamo una curva a sinistra molto ampia (m. 1690).
Superiamo due tornanti sinistra-destra (m. 1700). Sotto gli alberi ci sono rododendri e felci.
Passiamo tra due basse pietre lisce; su quella a destra è stato dipinto un bollo rosso (m. 1725).
Alterniamo due tratti quasi in piano ad altrettanti in salita. Proseguiamo con lievi saliscendi.
Poi in salita superiamo una ampia curva a destra (m. 1735).

Percorrendo un tratto quasi in piano troviamo quanto rimane di un albero cresciuto nel bel mezzo del sentiero e poi segato. (m. 1740).
Subito dopo riprendiamo a salire con delle serpentine, inizialmente in modo abbastanza ripido, poi la pendenza diminuisce un poco (m. 1760).
Dopo un tornante sinistrorso (m. 1765), con un breve tratto abbastanza ripido, arriviamo ad un tornante destrorso (m. 1780).
Con minore pendenza percorriamo un breve tratto con il sentiero incassato nel terreno circostante.
Superiamo un tornante sinistrorso subito seguito da uno destrorso presso il quale vediamo un bollo bianco rosso (m. 1785).

Con un tratto infangato raggiungiamo un rivolo parzialmente bloccato da due lastre di pietra infisse nel terreno. Giriamo a sinistra e proseguiamo quasi in piano (m. 1795).
Riprendiamo a salire agevolati da alcuni gradini di pietra (m. 1805).
Superiamo due tornanti ravvicinati destra-sinistra. Nell'incavo di un muretto di pietre vediamo un quadretto raffigurante una madonna (m. 1815).
La pendenza aumenta.
Saliamo altri rudimentali gradini di pietra. In alto a sinistra tra gli alberi riusciamo a intravedere una casa (m. 1825).

Arriviamo ad un bivio (m. 1845). Il sentiero prosegue a sinistra in salita oppure a destra in discesa. Una scritta ed una freccia su di una pietra indicano "Cermine" nella direzione dalla quale proveniamo. Andiamo a sinistra.
Sotto ai larici vediamo diversi cespugli di rododendro.
Arriviamo alla fine del bosco.

Con uno zig-zag, saliamo dei rudimentali gradini, poi giriamo a destra e in modo abbastanza ripido raggiungiamo la bianca chiesetta rotonda dell'Alpe Cima (o Scima).
A seguire troviamo una diecina di vecchie baite sparse lungo il crinale e il piccolo campanile edificato su di un masso, anch'esso dipinto di bianco. Sembra quasi che la chiesetta e il campanile, ai due lati del crinale, vogliano accogliere tutte baite in un abbraccio per assicurarle alla cima. E' questo uno degli alpeggi più fotografati dalle Alpi, sopratutto nel periodo invernale quando la neve lo rende simile ad un presepio. Dalla sinistra arriva il sentiero che scende dal Dosso Mottone. Tra le baite troviamo alcuni vecchi segnavia che indicano a sinistra con il sentiero D6: A. Cermine a ore 1, A. Orlo a ore 1.15, Gordona a ore 2; a destra con il sentiero D9: Alta Via Lendine Bodengo, Passo Forcola a ore 1.15; diritto con il sentiero D9: Alta Via Lendine Bodengo, Avert di Mezzo a ore 1.15. L'altezza del luogo viene erroneamente indicata in m. 1785 anziché 1875.

Andiamo a destra quasi in piano e, seguendo i bolli, attraversiamo un prato. Da questo punto percorreremo vari saliscendi, a volte con il sentiero un po' obliquo verso valle.
Dopo un tratto in discesa, quasi in piano arriviamo alla fine del prato.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra in discesa tra gli alberi.
In leggera discesa attraversiamo un altro prato oltre il quale continuiamo tra i larici (m. 1855).
Camminando quasi in piano troviamo un muretto che scende verso destra e alcuni mucchi di pietre (m. 1840).
Tra larici e rododendri proseguiamo in leggera salita.
Poi quasi in piano giriamo a sinistra (m. 1845).
Continuiamo in leggera discesa. Troviamo quanto resta di un albero cresciuto in mezzo al sentiero ed in seguito tagliato.
Percorriamo un tratto quasi in piano (m. 1835), uno abbastanza ripido ed un altro quasi in piano (m. 1850).
Dopo una ampia curva a sinistra torniamo a salire, sempre attorniati da larici e rododendri.
Dopo un breve tratto in discesa, ed un breve tratto quasi in piano, riprendiamo a salire.
Seguendo i bolli continuiamo quasi in piano tra rododendri e pietre (m. 1870).
In leggera discesa arriviamo ad una curva a sinistra oltre la quale proseguiamo in discesa.

Quasi in piano attraversiamo una pietraia (m. 1855).
Poi in salita riprendiamo il sentiero.
Lasciata a destra una roccia, al termine della salita (m. 1865), percorriamo pochi passi in discesa e riprendiamo a salire.
Proseguiamo quasi in piano con lievi saliscendi. In un anfratto tra le rocce vediamo una madonnina.
Continuiamo con saliscendi camminando tra larici, rododendri e pietre.
Dopo pochi passi in ripida discesa proseguiamo con vari saliscendi rimanendo mediamente alla stessa quota (m. 1860).

Il sentiero si biforca. Possiamo andare a sinistra in salita oppure a destra in discesa. In ogni caso poi le due tracce si riuniscono.
Dopo un'altra serie di saliscendi, percorriamo un tratto in discesa (m. 1855).
Torniamo a salire e scavalchiamo una pietra (m. 1865).
Percorriamo altri lievi saliscendi e poi un tratto in discesa (m. 1860).
Dopo altri saliscendi troviamo il tronco segato di un albero che spunta raso terra alla sinistra del sentiero.

Risaliamo brevemente e agevolmente una roccetta (m. 1875).
Quasi in piano superiamo un'altra roccetta situata nel sentiero.
In leggera discesa raggiungiamo un ansa della montagna attraversata da un rivolo.

Quasi in piano passiamo sotto i cavi dell'alta tensione. Alla destra del sentiero c'è uno dei tralicci.
Cominciamo a vedere l'Alpe Forcola davanti a noi.
Dopo un tratto in discesa ed un altro quasi in piano, torniamo a scendere alternando tratti con maggiore e minore pendenza. Sull'altro lato della valle distinguiamo nettamente il sentiero descritto nel primo itinerario.
Passiamo tra due roccette. Un rivolo bagna il sentiero.
Con un breve tratto quasi in piano arriviamo ad una curva a sinistra.
Dopo un tratto in leggera discesa proseguiamo quasi in piano.
Davanti torniamo a vedere le baite dell'alpeggio (m. 1840).

Dopo una curva a sinistra scendiamo ripidamente agevolati da una serie di rudimentali gradini di pietra.
Giunti in basso troviamo quanto resta di un vecchio cancelletto (m. 1820).
Proseguiamo quasi in piano tra erba, rododendri e pietre.
Poi pieghiamo a destra e proseguiamo in leggera salita.
Su di una pietra leggiamo l'indicazione, dietro di noi, per l'Alpe Cima e la Traversata Alta.
Continuiamo tra i prati.
Dopo una curva a sinistra raggiungiamo la baite dell'Alpe Forcola. Il bivacco è l'ultima costruzione.

Tempo impiegato: ore 4.50 - Dislivello: m. 1638 -190
Data escursione: luglio 2014

Varianti più corte, da Dunadiv e dall'Alpe Cermine
E' possibile abbreviare il cammino partendo da Dunadiv (m. 737) o dal parcheggio che precede l'Alpe Cermine (m. 1305).
 
2/a - da Dunadiv
Per salire in auto a Dunadiv dobbiamo farci rilasciare l'apposito permesso (costo due euro; validità 31.12 dell'anno in corso). Possiamo farlo in uno dei bar di Gordona, per esempio il Bar Doc in Via degli Emigranti, che è situato lungo il percorso. Esponiamo la ricevuta in modo ben visibile sul cruscotto e ripartiamo.
Al termine dell'abitato troviamo il parcheggio alla sinistra e il cartello che avverte che, da questo punto, il traffico è consentito solo ai mezzi autorizzati (m. 390).
Entriamo nel bosco. Dopo tre chilometri e quattro tornanti arriviamo a Dunadiv.
Lasciata la macchina nel parcheggio alla sinistra della strada, di fronte alla trattoria, ci incamminiamo in lievissima discesa con bella vista panoramica sui paesi situati nella piana di fondovalle.
Ignoriamo alla destra una stradina che entra in una proprietà privata e subito dopo la strada a pagamento per l'Alpe Orlo e l'Alpe Cermine.
Quasi in piano arriviamo ad una curva a destra, dove troviamo alcune case, una fontana con l'acqua che cade in un tronco di legno scavato, una bacheca con una cartina della zona. Qui incrociamo la mulattiera. I segnavia indicano: Donadivo m. 737; proseguendo diritto con la strada: Val Bodengo, Ponte del Vallone, Bedolina a ore 1.10; a destra con la mulattiera: Alpe Orlo a ore 1, Alpe Cermine a ore 1.30, Alpe Cima a ore 3; dietro: Gordona a ore 0.50.

Partendo da questo punto per arrivare al Bivacco Forcola:
Tempo occorrente: 4 - Dislivello: m. 1291 -190
 
2/b - dal parcheggio che precede l'Alpe Cermine
Come poco sopra descritto arriviamo a Dunadiv (m. 737).
Presso la locale trattoria ritiriamo il permesso di transito e la chiave della sbarra che chiude il passaggio sulla stretta strada per l'Alpe Orlo e l'Alpe Cermine (costo euro 5 per una giornata). Questa stradina inizia poco dopo la trattoria, sulla destra.
Superato il primo tornante, apriamo la sbarra e la richiudiamo dopo il passaggio. La strada, parte su asfalto e parte su cemento, sale con vari tornanti, incrociando o sfiorando alcune volte la mulattiera, e termina nel parcheggio che precede l'Alpe Cermine (m. 1305).

Partendo da questo punto per arrivare al Bivacco Forcola:
Tempo occorrente: 2.30 - Dislivello: m. 723 -190

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • al Passo della Forcola (m. 2227) in ore 1
  • all'Alpe Scima (m. 1875) in ore 1










Dati del Bivacco Forcola

Altezza:
m. 1838
Gruppo:
Val Chiavenna
Ubicazione:
Alpe Forcola
Comune:
Menarola - CO
Carta Kompass:
92 A5
Coordinate Geo:
46°18'58.10"N
9°18'46.90"E
Gestore:
Pro Loco di Menarola
Telefono gestore:
0343-32966/42485
41325/43225/42500
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
12
Apertura:
sempre
Pagina aggiornata
il: 28/07/2014
Il Bivacco Forcola Interno del bivacco - cucina Interno del bivacco - dormitorio Alpe Buglio La mulattiera tra Gordona e Dunadiv La cappella degli alpini poco prima di Dunadiv Panorama sul fondovalle dalla mulattiera La trattoria Dunadiv Villetta a Dunadiv Incrocio con la mulattiera a Dunadiv Uno dei tornanti della mulattiera tra Dunadiv e Alpe Orlo Alcune baite accanto alla mulattiera La cappellina dellˈAlpe Orlo Alpe Orlo La chiesetta accanto al parcheggio sotto lˈAlpe Cermine Alpe Cermine Gradini Il sentiero sulla cresta del Dosso Mottone In cima al Dosso Mottone Alpe Cima Alpe Cima - la chiesetta Alpe Cima - il piccolo campanile Alpe Forcola Panorama dal bivacco Il Pizzaccio visto dal bivacco

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