Rifugio Alpetto di Torno

Il Rifugio Alpetto di Torno situato nella valle di Torno che dal Pian del Tivano sale verso l'Alpe Spessola e il Monte San Primo.

Primo itinerario: dal Pian del Tivano (anche in auto)
Con la provinciale 41 Vallassina, saliamo da Erba e superiamo il Lago del Segrino, Canzo e Asso.
Deviamo poi a sinistra, seguendo le indicazioni per Sormano e arriviamo alla Colma del Piano (m. 1124) dove terminava un tempo il fatidico Muro di Sormano che toglieva il sonno anche ai pi provetti ciclisti (pendenza 25%).
Continuiamo in discesa. All'inizio del Pian del Tivano, la strada spiana.
Poco dopo, sulla destra, superato l'agriturismo Binda, troviamo la stradina asfaltata che, risalendo la Valle di Torno, in due chilometri conduce al rifugio. I segnavia indicano: Alpetto di Torno, Casello del Latte di Val Sorello, Alpe Grossa di Torno a ore 0.40, Alpe Spessola a ore 1, Monte S. Primo a ore 2.10. Siamo a quota m. 985.

La stradina, con un po' di precauzione, percorribile anche in auto. Bisogna per tener presente che stretta, priva di protezioni a valle e l'asfalto non sempre in buone condizioni.
Chi intende salire a piedi, pu lasciare la macchina nel grande slargo sterrato sulla sinistra della provinciale, proprio di fronte all'agriturismo. Qui troviamo una bacheca con una cartina della zona. In lontananza la lunga costruzione del rifugio gi visibile.

Ci incamminiamo, praticamente in piano tra i prati, con due recinzioni ai lati fatte con paletti e funi metalliche.
Troviamo sulla sinistra le aziende agricole "Alp e Stavell" e "Munt del Pino" e poi l'allevamento "La Conca d'Oro". La stradina passa tra le case e le stalle. Molti cavalli e altri animali pascolano nei pressi (m. 1000).
Continuiamo circondati da altre recinzioni, a volte con filo spinato.
Lasciamo a sinistra un pilone dell'alta tensione. Una freccia rossa sull'asfalto indica la nostra direzione.
Sulla sinistra troviamo una piccola costruzione utilizzata come deposito per mezzi agricoli. Su un albero, ben visibile a chi proviene dalla opposta direzione, una freccia punta verso l'alto.
Dopo una curva, sulla sinistra troviamo un rudimentale cancelletto realizzato riciclando la rete di un letto.
Sulla destra c' una protezione in legno verso il torrente che nel frattempo si affiancato alla stradina.

Percorrendo un breve tratto in salita, lasciamo a sinistra i resti di una nevera e poi, in piano, le tre case dell'Alpe Pinot (m. 1025).
Troviamo due paletti ai lati (forse per tendere una catena) e un cartello che indica l'Alpetto di Torno davanti a noi.
Proseguiamo in leggera salita. In basso a destra ci accompagna il torrente.
Con un tratto quasi in piano raggiungiamo un tornante sinistrorso (m. 1055). Qui troviamo una mulattiera che prosegue diritto; seguendola per un centinaio di metri possiamo raggiungere una fonte e l'Acquedotto dell'Alpe Scalot.
Continuiamo invece in salita seguendo la strada, dapprima tra alberelli e poi tra i prati.
Superato un tornante destrorso (m. 1080) davanti cominciamo a vedere il grande edificio del rifugio.
La pendenza diminuisce. Sulla sinistra, per un po', ci accompagna un muretto (m. 1100).
Poi riprendiamo a salire e percorriamo un tornante sinistrorso passando sotto i cavi dell'alta tensione.
Sulla destra troviamo un rudere davanti al quale c' una vasca piena d'acqua.
Subito dopo superiamo un tornante verso destra. La pendenza diminuisce e, poco dopo, sulla sinistra troviamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 0.35 - Dislivello: m. 150
Data escursione: aprile 2010
 
Secondo itinerario: dalla Colma del Piano di Sormano (deviazione all'Alpe Spessola)
Come indicato all'inizio del precedente itinerario, arriviamo alla Colma del Piano e parcheggiamo la macchina (m. 1124).
Alla destra del bar-ristorante alcuni segnavia indicano verso destra: Alpe Spessola a ore 1, Bocchetta di Terrabiotta a ore 1.20, Monte San Primo a ore 2. C' anche un cartello che indica l'Alpetto di Torno.
Ci incamminiamo in piano lungo una sterrata, che inizia disegnando un'ampia curva verso sinistra, tra alcuni alberi e con una recinzione con filo spinato alla sinistra.
A destra, pi in basso, scorre la provinciale. In questo primo tratto gli alberi sono in prevalenza betulle alla sinistra e faggi alla destra.
Lasciato a destra un grande faggio, percorriamo un breve tratto in leggera salita e con il fondo in cemento (m. 1130).
Ignoriamo poi un ampio sentiero sulla sinistra e continuiamo in piano su fondo sterrato.
Dopo una curva a sinistra riprendiamo a camminare in leggera salita. Ora il fondo della stradina ben sistemato con pietre e cemento.

Ritroviamo il fondo sterrato e continuiamo quasi in piano. Un sentiero si innesta dalla sinistra (m. 1175). Una freccia rossa su un faggio e altre dipinte sulle pietre, indicano di proseguire diritto.
Nuovamente in piano, troviamo sulla sinistra uno slargo, seguito da un cancello e da una recinzione che chiudono l'accesso ad un prato nel quale vediamo: una tettoia, una porta da calcio e una rete da pallavolo. Siamo alla Colma Cippei (m. 1185).
Percorriamo un tratto senza alberi, in leggera salita con il fondo in cemento e pietre poi, su fondo nuovamente sterrato, rientriamo nel bosco, qui composto in prevalenza da alberelli. Una freccia rossa indica la nostra direzione di marcia.
In questo punto gli alberi sono in buona parte betulle. In alto a sinistra vediamo una piccola casa.
Con percorso quasi pianeggiante raggiungiamo uno slargo (m. 1205) dal quale sulla destra possiamo vedere i Corni e il Cornizzolo.
Rientriamo nel bosco e con pochissima pendenza superiamo un gruppo di abeti.

Raggiungiamo un prato dove incrociamo una stradina sterrata. I segnavia indicano: Colma del Bosco m. 1233; a sinistra: Alpetto di Torno; a destra: Sormano a ore 1.20; diritto: Alpe Spessola a ore 0.20, Bocchetta di Terrabiotta a ore 0.40, Monte San Primo a ore 1.20. In basso a sinistra vediamo gli edifici rossi dell'Alpe Grossa e il lungo edificio grigio del Rifugio Alpetto di Torno.
Per raggiungere l'Alpetto di Torno possiamo scendere a sinistra (vedi il terzo itinerario) ma decidiamo di proseguire fino all'Alpe Spessola dove troveremo un percorso che porta al rifugio in modo pi diretto.
Pertanto continuiamo diritto superando una fitta abetaia.
Poi troviamo altri alberi, in prevalenza betulle. La pendenza quasi nulla.
Dopo una curva a sinistra, mentre camminiamo quasi in piano tra prati e radi alberi, possiamo vedere tutta la dorsale del San Primo.
Superiamo un bosco con faggi e alberelli vari, e poi altri prati (m. 1260).
Troviamo una stradina sterrata che si stacca sulla destra. Un segnavia indica, dietro di noi, Brunate a ore 5.50.
Continuiamo in leggera discesa tra gruppi di faggi. Una freccia rossa indica la direzione dalla quale proveniamo.
Subito dopo un sentiero scende a sinistra. Possiamo prendere questo sentiero oppure proseguire un poco, quasi in piano, fino a trovare una palina con vari segnavia: Alpe Spessola m. 1237; diritto: Bocchetta di Terrabiotta a ore 0.20, Monte San Primo a ore 1; a destra: Sorgenti del Lambro a ore 1.10, Magreglio a ore 1.35; a sinistra: Alpetto di Torno; dietro: Colma di Sormano a ore 0.40.

Scendiamo a sinistra, nei prati, seguendo una stradina inerbita. Attorno ci sono radi alberi. Davanti in lontananza vediamo il M. Palanzone. Il Rifugio Alpetto di Torno e l'Alpe Grossa sono ben visibili in basso e saranno il principale punto di riferimento in quando il percorso non sempre evidente.
Dopo una curva a sinistra proseguiamo in leggera discesa (m. 1230) e dopo una a destra in discesa ci immettiamo su di una sterrata.
Continuiamo quasi in piano.
Percorriamo un tornante sinistrorso.
Dopo un breve tratto in discesa, scendiamo con minore pendenza (m. 1215).
Un sentiero si immette provenendo da dietro-destra.

La stradina inerbita, piega a sinistra ed entra nei prati dove pascolano delle mucche. Seguendola possiamo scendere fino ad intercettare una sterrata dove bisogna andare a destra. Preferiamo non disturbare gli animali e rimanere al margine destro del prato dove, senza sentiero, seguiamo una recinzione con quattro cavi di filo spinato sotto ad una fila di alberi (m. 1190).
Sul tronco di un grande faggio, una freccia dello Sci Club Sormano invita a proseguire (m. 1185).
Ora seguiamo un sentiero dapprima in discesa e poi con minore pendenza.

Lasciamo a destra una grande pozza-abbeveratoio per gli animali al pascolo e, scendendo a sinistra, ci immettiamo su di una sterrata collegandoci al percorso che arriva dalla Colma del Bosco descritto nel terzo itinerario (m. 1155).
Subito percorriamo una curva a sinistra.
Dopo un tratto quasi in piano, in leggera discesa superiamo due curve, entrambe verso destra.
Troviamo un cavo con una maniglia teso tra due pali per impedire il passaggio degli animali. Un cartello raccomanda di riagganciarlo dopo il transito.
Proseguiamo quasi in piano.
Percorriamo un tornante sinistrorso. Alla destra c' una obliqua parete di roccia (m. 1145).
Un cartello segnala il divieto di caccia.
Continuiamo quasi in piano con delle semicurve.
Dopo una curva a destra proseguiamo in leggera salita.

Arriviamo all'Alpe Grossa. Alla sinistra c' la casa dell'alpeggio. Un cartello indica dietro: M. S. Primo, Spezzola; una freccia l'Alpetto di Torno davanti.
Poco dopo lasciamo a destra le stalle dell'alpeggio e proseguiamo in leggera discesa su di una stradina asfaltata (m. 1145). Alla sinistra c' una recinzione con paletti che reggono quattro cavi mentre alla destra un muro di pietre.
Continuiamo accompagnati alla destra da un muretto altro una trentina di centimetri.
Percorriamo un tratto quasi in piano attorniati da alberi e prati.
In leggera discesa superiamo una curva a sinistra all'interno della quale c' una staccionata.
Dopo altre tre curve: dx-sx-dx raggiungiamo il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.15 - Dislivello: m. 141-130
Data escursione: aprile 2010
 
Terzo itinerario: dalla Colma del Piano di Sormano (deviazione alla Colma del Bosco)
Come descritto nel precedente itinerario arriviamo alla Colma del Bosco (m. 1235).
Lasciamo la sterrata che prosegue lungo la dorsale verso l'Alpe Spessola e il San Primo e prendiamo una stradina sterrata che, in leggera discesa, scende a sinistra nel bosco.
Troviamo poi uno slargo senza alberi e un bivio. Una freccia rossa su una pietra indica verso destra ma dobbiamo invece andare a sinistra.
Percorriamo una curva a sinistra. Poco prima di arrivare in una piccola radura, troviamo un sentiero che si innesta dalla sinistra.
Proseguiamo quasi in piano e, superato un gruppo di faggi, troviamo sulla sinistra una pozza d'acqua (m. 1200).

Rientriamo nel bosco e, tra faggi e betulle, riprendiamo a scendere leggermente. Su un faggio vediamo dipinto il numero 18, su altri invece c' una striscia azzurra.
Sbuchiamo poi in un prato e proseguiamo quasi in piano. Alla sinistra, oltre la valletta, vediamo il rifugio e l'Alpe Grossa. Potrebbe sembrare che ci stiamo dirigendo nella direzione opposta, in realt dovremo aggirare la valletta e poi piegare a sinistra.
Troviamo altri alberi, pi radi. Poi, in leggera discesa, raggiungiamo una curva a sinistra (m. 1185). Qui un sentiero esce sulla sinistra e prosegue parallelo ma pi in basso rispetto alla stradina.
Prendiamo questo sentiero, che ben presto diventa ampio.
In leggera discesa raggiungiamo un torrente (m. 1165). Lo attraversiamo senza problemi in quanto non vi troviamo acqua ma solo un po' di fango.
Poi il percorso gira a sinistra e diventa pianeggiante. Davanti vediamo il rifugio.
Continuiamo in lieve discesa e troviamo, un po' pi in alto verso destra, una palina con il segnavia n. 1 (m. 1155). Dalla destra arriva il percorso descritto nel precedente itinerario con il quale continuiamo verso l'Alpe Grossa e il rifugio.

Tempo impiegato: ore 1.15 - Dislivello: m. 114 -103
Data escursione: aprile 2010
 
Quarto itinerario: da Barni
Con la SP 41 che da Canzo-Asso porta al Ghisallo, arriviamo fino al km. 24 dove lasciamo la macchina in uno slargo alla destra della strada (m. 675).
Attraversata la provinciale, imbocchiamo una sterrata agro-silvo-pastorale all'inizio della quale un segnale stradale vieta il transito ai veicoli. In questo punto non ci sono indicazioni.
Dopo alcuni passi in leggera salita, percorriamo un tornante sinistrorso entrando nel bosco.
Proseguiamo in salita seguendo i bolli rossi e cominciamo a trovare, di traverso alla sterrata, delle canaline di legno (vecchie e ormai interrate) per lo scolo dell'acqua.
Vediamo i bolli su due pietre alla destra (m. 685) e su di una roccetta alla sinistra (m. 700).
Continuiamo in modo abbastanza ripido.
Percorriamo un tornante destrorso (m. 715).
La pendenza diminuisce un poco.

Superiamo un tornante sinistrorso e arriviamo ad una biforcazione dove lasciamo la sterrata che piega a destra e proseguiamo diritto con una mulattiera (m. 730). Due cartelli appesi al tronco di un albero indicano diritto: Capelina de Scengher, Alpe Spessola.
Vediamo un bollo rosso su di una roccetta.
Dopo alcuni passi con poca pendenza riprendiamo a salire.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra (m. 750).
Lasciamo a sinistra una pietra aguzza.
Saliamo alcuni rudimentali gradini di pietra.

Un altro sentiero arriva da dietro-destra e una freccia rossa indica la giusta direzione a colore che scendono (m. 770).
La mulattiera si divide per aggirare alcuni alberi e dopo alcuni metri si ricompone (m. 790).
Percorriamo un tornante destrorso seguito da uno sinistrorso molto ampio (m. 805).
Troviamo un albero nel mezzo del percorso.

Proseguiamo in leggera salita e, poco dopo, con una curva a destra, raggiungiamo il Bivacco Scengher (m. 820). Si tratta di una costruzione interamente in legno contenente: un tavolo di legno, due panche in metallo e vari attrezzi. Sul soppalco, raggiungibile con una scala a pioli, ci sono pentole, stoviglie e altri attrezzi. Illuminazione con corrente elettrica. All'esterno ci sono una fontana scavata in un grosso tronco, un barbecue e vari tavoli e panche realizzati utilizzando la legna del bosco. Alla destra, a pochi metri di distanza, c' la minuscola "Capelina de Scengher" contenente alcune statuette e immagini a carattere religioso.

Proseguiamo passando a fianco del bivacco.
Pieghiamo leggermente a sinistra e continuiamo con minore pendenza.
Ignoriamo un sentiero che scende a sinistra (m. 840).
Torniamo a salire.
Alla destra ci sono delle rocce che affiorano dal terreno (m. 855).
In modo abbastanza ripido percorriamo una semicurva molto ampia verso destra (m. 860).

Ad un bivio, ignoriamo il sentiero che prosegue diritto e continuiamo in salita con un tornante destrorso come indicato da un bollo rosso (m. 880).
Tra gli alberi del bosco vediamo alcuni massi, da entrambi i lati.
Dopo un breve tratto con minore pendenza riprendiamo a salire.
Di tanto in tanto vediamo ancora qualche masso ai lati del sentiero.
Dopo un tratto con poca pendenza, pieghiamo leggermente a sinistra e proseguiamo in salita (m. 895).
Troviamo un altro gruppo di massi (m. 910).

Presso un tornante sinistrorso molto ampio, ignoriamo un sentiero che scende a destra e un'altro che prosegue diritto in salita (m. 920).
Ora il sentiero pi largo ed leggermente incassato nel terreno circostante. Nel mezzo, uno dopo l'altro, troviamo alcuni alberi che possiamo aggirare da entrambi i lati.
Dopo un tratto con poca pendenza riprendiamo a salire.
Vediamo un grosso masso alla sinistra e un altro nel mezzo del sentiero (m. 940).
Percorriamo un breve tratto con minore pendenza e torniamo a salire.
Superiamo uno zig-zag destra-sinistra.
Continuiamo con un breve tratto quasi in piano ed uno in leggera discesa. Di tanto in tanto vediamo ancora qualche masso tra gli alberi.

Percorriamo un'ampia curva a destra e torniamo a salire (m. 955).
Continuiamo con delle semicurve appena accennate (m. 970).

Arriviamo ad un bivio e, seguendo i bolli, andiamo a destra ignorando l'altro sentiero che prosegue diritto (m. 985).
La pendenza aumenta.
Dopo alcuni passi quasi in piano, riprendiamo a salire (m. 1005).

Ad una biforcazione possiamo prendere il sentiero alla sinistra che procede diritto in modo abbastanza ripido oppure quello alla destra che sale con pendenza minore (m. 1015). Se prendiamo quest'ultimo, percorriamo una curva a sinistra, seguita da una curva a destra incassata tra terreno e roccette, dopo di che possiamo rientrare nell'altro sentiero subito o poco pi avanti.
Continuiamo in modo abbastanza ripido.
Percorriamo un tratto con poca pendenza attorniati da alcuni massi (m. 1035).
Torniamo a salire.
Proseguiamo in modo abbastanza ripido. Alla sinistra ci sono delle roccette affioranti dal terreno (m. 1045).
Dopo un tratto nel quale la pendenza diminuisce un poco, riprendiamo a salire in modo abbastanza ripido.

Arrivati davanti ad una roccia, percorriamo un tornante sinistrorso molto ampio al termine del quale risaliamo per un metro una roccetta gradinata (m. 1065).
Continuiamo con poca pendenza. Un'apertura tra gli alberi alla sinistra consente di vedere le Grigne, i Corni, il M. Rai e il M. Cornizzolo (m. 1075).

Riprendiamo a salire passando tra due piccoli dossi erbosi (m. 1085).
Subito dopo, girando a destra, bastano pochi passi per raggiungere un bel punto panoramico con vista sul lago (una parte del ramo di Colico ed una di quello di Lecco) e sui monti circostanti.
Tornati sul sentiero, proseguiamo in salita.
Lasciamo a sinistra una roccetta e, dopo due ripidi passi, proseguiamo quasi in piano.
Continuiamo con delle serpentine appena accennate. Un'apertura alla destra tra gli alberi consente una veduta del M. S. Primo.
Superiamo una curva a sinistra in salita seguita da una a destra quasi in piano (m. 1100).
Proseguiamo con poca pendenza.

Un grande faggio alla sinistra mostra le sue possenti radici che affiorano del terreno (m. 1120).
Dopo pochi passi quasi in piano continuiamo in salita.
Vediamo un bollo rosso dipinto sul tronco di un albero tagliato.
Lasciamo a sinistra un masso e percorriamo un tratto di sentiero incassato nel terreno circostante che termina presso una curva a sinistra (m. 1130).
Continuiamo in leggera salita. Alla sinistra c' un masso coperto dal muschio.

Passiamo accanto a tre paletti che formavano l'angolo di una recinzione che ora non c' pi.
Continuiamo in salita e troviamo un paletto dipinto di rosso.
Quasi in piano, raggiungiamo un altro paletto e percorriamo una curva a destra.
Proseguiamo con poca pendenza. Alla sinistra ci sono alcuni massi coperti dal muschio.
Superiamo due curve sinistra-destra vicine tra loro (m. 1150).
Dopo due passi in leggera discesa riprendiamo a salire.
Passiamo sotto al tronco di un faggio sradicato.
Subito dopo, alla sinistra c' uno slargo. Percorriamo un tratto con poca pendenza.
Torniamo a salire. Attorno ci sono dei massi.

Superiamo un'ampia curva a sinistra (m. 1175).
Continuiamo con pochissima pendenza.
Dopo un breve tratto quasi in piano proseguiamo in leggera salita. In basso a destra tra gli alberi riusciamo a scorgere una parte del lago.
In questo punto gli alberi sono pi radi.

Rientriamo nel bosco. Alcuni faggi sono molto alti (m. 1195).
Riprendiamo a salire. In alto verso sinistra cominciamo a vedere la staccionata di legno che cinge la cascina dell'Alpe Spessola.
Percorriamo un ampio tornante sinistrorso (m. 1220).
La pendenza aumenta. Alla destra c' una recinzione con una rete e del filo spinato mentre pi in alto c' la staccionata.

Con un ripido tratto raggiungiamo l'Alpe Spessola. La lasciamo alla destra, oltre la recinzione. Alla sinistra c' una vasca rotonda, in cemento. Una freccia rossa indica il sentiero a chi scende (m. 1237).
Continuiamo in leggera salita costeggiando la recinzione, al termine della quale un sentiero si stacca alla destra. Proseguiamo diritto con una stradina inerbita.

Tra gli ultimi alberi del bosco, ormai radi, raggiungiamo una lastra di pietra con la seguente incisione: "Valico Alpe Spezzola metri 1265 s/m. Carica 25 mucche 1730 - 1961".
Proseguiamo diritto con pochi passi tra l'erba e andiamo ad immetterci sulla sterrata che alla sinistra scende alla Colma di Sormano mentre alla destra prosegue verso il San Primo. Davanti, pi in basso, vediamo le rosse costruzioni dell'Alpe Grossa seguite da quella grigia del Rifugio Alpetto di Torno. Andiamo a destra in leggera salita seguendo la sterrata.

Poco dopo troviamo una palina con i seguenti segnavia: Alpe Spessola 1237 sm; diritto con il segnavia 1: Bocc. di Terrabiotta a ore 0.20, M. S. Primo a ore 1; dietro: Colma di Sormano a ore 0.40; a sinistra: Rifugio Alpetto di Torno a ore 0.10; con un sentiero alla destra: Sorgenti del Lambro a ore 1.10, Magreglio a ore 1.35. Il sentiero per Barni che abbiamo percorso non viene indicato.
Proseguiamo in discesa verso l'Alpetto di Torno come gi descritto nel secondo itinerario.

Tempo impiegato: ore 2 - Dislivello: m. 570 -110
Data escursione: maggio 2017

ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
  • all'Alpe Spessola (m. 1237) in ore 0.20
  • al Monte San Primo (m. 1686) in ore 1.20











Dati del Rifugio Alpetto di Torno

Altezza:
m. 1135
Gruppo:
Triangolo Lariano
Ubicazione:
M. San Primo
versante sud
Comune:
Sormano - CO
Carta Kompass:
91 - C6
Coordinate Geo:
4554'15.40"N
914'09.10"E
Gestori:
Ugo Vincenzi
(tel. 349 0842203)
Daniele Zerboni
(tel. 347 9190505)
Telefono rifugio:
031 684313
Posti letto:
25
Apertura:
estate e weekend
(chiuso d'inverno)
Pagina aggiornata
il: 22/05/2017
Il Rifugio Alpetto di Torno Alpe Spessola Valico Alpe Spezzola. Carica 25 mucche. 1730-1961 Mucche al pascolo Alpe Grossa Panorama verso Alpe Grossa Panorama verso il S. Primo La croce sulla vetta del S. Primo

clicca qui per stampare questa pagina (solo testo)

Rifugio Alpe Stavello torna su Bivacco Alpe Vecchio

 Valid HTML 4.01! Copyright  Valid CSS!

Pagina vista da 15522 visitatori