Bivacco Alpe Pessina

Il Bivacco Alpe Pessina Ŕ situato nei boschi della Valsolda, tra le Cime di Bronzone (m. 1396) a nord e il Monte Bronzone (m. 1434) a sud.
Si tratta di una costruzione parte in muratura e parte in legno formata da un solo locale che dispone di: tavolone con panche e rudimentali sgabelli, camino, stufa economica, fornello con bombola, armadietto pensile, alcune pentole e stoviglie. Nel piccolo soppalco, raggiungibile con una scala a pioli, ci sono due posti letto con materasso, cuscini e una sola coperta. Acqua sorgiva, barbecue e legnaia all'esterno.

Seguiremo inizialmente il "Sentiero delle Quattro Valli" contrassegnato dal segnavia n. 3 barrato e poi il sentiero n. 24. Lungo il cammino il nostro percorso andrÓ a sovrapporsi parzialmente a due sentieri didattici: la "Via dei Canti", marcata con bolli di colore azzurro, lungo la quale troveremo dei pannelli informativi (A-L) riguardanti gli uccelli e il "Sentiero Faunistico", marcato da bolli rossi, con altri pannelli (1-11) che parlano della fauna di questa valle.
Nel periodo invernale la seconda metÓ del percorso Ŕ in ombra.

Con la statale 340 Regina seguiamo il Lago di Como fino a Menaggio. All'uscita dalla galleria continuiamo poi, sempre con la stessa statale, verso la Svizzera.
Superiamo Porlezza, Cima e Cressogno e poi, al km. 48.5 della statale, prendiamo sulla destra la strada della Valsolda.
Transitiamo dalle localitÓ che compongono il Comune di Valsolda: Loggio, Drano, Puria dove ad un bivio andiamo a destra, e poi arriviamo a Dasio.
A Dasio lasciamo la macchina nel parcheggio sottostante la chiesa, di colore giallo, dedicata a San Bernardino (m. 585).

Su di un muro ci sono due cartine della zona. Alla loro destra saliamo dei gradini.
Lasciamo poi a destra la chiesa e la grande casa nella quale Antonio Fogazzaro scrisse il finale del suo ultimo romanzo: "Leila".
Proseguiamo con un'ampia mulattiera a gradini che ben presto si biforca (m. 595). Andiamo a destra come indicato dal segnavia a bandierina n. 3 barrato, dal segnavia n. 5 e da una freccia.
Poi, sempre seguendo il 3 barrato, giriamo a destra e passiamo sotto ad un portico.
Continuando tra le case arriviamo ad un bivio. Ignoriamo a sinistra Via Leopardi e andiamo a destra in Via per Buggiolo. I segnavia infatti indicano a destra: Ranco a ore 0.20, Alpe Serte a ore 0.40.
Camminiamo su di un sentiero quasi in piano; alla sinistra c'Ŕ un muro di pietre a secco mentre alla destra ci sono alcune case, stalle e una rete metallica.
Al termine dell'abitato, vediamo un altro segnavia 3 barrato e proseguiamo tra gli alberi in leggera discesa (m. 610).

Poi, con il fondo in cemento, scendiamo verso il Torrente Solda, accompagnati alla destra da una protezione inizialmente di ferro e poi di legno. Vediamo un bollo bianco-rosso.
Al termine della discesa, giriamo a destra e con un ponticello di legno attraversiamo il torrente (m. 590).

Oltre il ponte, lasciamo il sentiero che prosegue diritto per prenderne un altro alla sinistra all'inizio del quale i segnavia indicano: Sentiero delle Quattro Valli, Ranco a ore 0.20, Alpe Serte a ore 0.40.
Saliamo alla destra del torrente agevolati da gradini di legno. Passiamo accanto ad alcuni massi ed entriamo nel bosco.
Su di un masso vediamo un segnavia a bandierina rosso-bianco-rosso ed uno giallo con il n. 1 mentre su di un albero vediamo il n. 3 barrato (m. 600).
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra. Vediamo vari bolli sui massi e sugli alberi.

Ad una biforcazione, andiamo a destra come indicato da un bollo bianco-rosso (m. 620).
Dopo un tornante destrorso saliamo con maggiore pendenza (m. 630).
Percorriamo un tornante sinistrorso poi la pendenza diminuisce.
Al successivo tornante destrorso torniamo a salire volgendo le spalle al torrente (m. 640).
Proseguiamo con un tornante sinistrorso seguendo la direzione indicata da una freccia di legno e ignorando un altro sentiero che continua diritto (m. 650).
Dopo il successivo tornante destrorso la pendenza aumenta. Alla destra ci sono delle protezioni realizzate legando ai tronchi dei rami tagliati.
Continuiamo con un tornante sinistrorso oltre il quale la pendenza diminuisce un poco (m. 660).

Raggiungiamo un cancelletto da aprire e richiudere dopo il passaggio. Ora gli alberi sono pi¨ radi e alla sinistra sale un erboso pendio (m. 670).
Passiamo sotto ad un cavo.

Raggiungiamo una vecchia casa di pietra, senza l'uscio, ora utilizzata come stalla e la aggiriamo alla destra con un tornante (m. 685).
In basso a destra vediamo le case di Dasio e davanti il Lago di Lugano. Alla destra ci sono il sostegno per una teleferica e il suo vecchio motore (m. 695).
Poi, in leggera salita, giriamo a destra e attraversiamo un prato. Alla sinistra spicca la cima appuntita del Sasso di Monte.
Continuiamo quasi in piano e in alto a sinistra vediamo una casa.
Torniamo tra gli alberi (m. 705).
Proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano (m. 715).

Ignoriamo una sterrata che si stacca alla sinistra e proseguiamo diritto seguendo il segnavia 3 barrato. In basso a destra vediamo il Lago di Lugano.
Dopo un tratto in leggera salita, continuiamo quasi in piano. Una freccia di legno indica la nostra direzione di marcia. Alla destra nei prati c'Ŕ una casa di colore rosa. Pi¨ in basso vediamo altre case sparse.
Torniamo a salire. Alla sinistra c'Ŕ una grande vasca in cemento (m. 725).
Proseguiamo con pochissima pendenza attraversando un prato in alto al quale, alla sinistra, vediamo la vecchia Cascina Ranco.
Superiamo un cancello di legno e rientriamo nel bosco (m. 735).

Pochi passi pi¨ avanti ci immettiamo su di una sterrata attraversata da un torrente, l'acqua del quale scende anche da un rubinetto. I segnavia indicano a sinistra con il sentiero delle Quattro Valli: Alpe Serte a ore 0.20, Seghebbia a ore 2; a destra: Drano a ore 0.25; dietro: Dasio e ore 0.20. Inoltre ci sono i segnavia 3 barrato verso sinistra e 2 giallo verso destra. Andiamo a sinistra in leggera salita.
Poco dopo aggiriamo la vecchia cascina lasciandola alla sinistra. Da questa posizione si gode una bella vista panoramica sul Lago di Lugano (m. 745).
Camminando su delle pietre ben sistemate, torniamo a salire e percorriamo un ampio tornante destrorso attorniati da pochi alberi.
Poi la strada ritorna sterrata. Dopo una curva a sinistra rientriamo nel bosco (m. 760).

Seguendo il segnavia 3 barrato percorriamo un tornante sinistrorso, ignorando il sentiero 23 che invece prosegue diritto verso Forcola e l'Alpe Cima (m. 770).
Subito dopo il tornante, alla sinistra c'Ŕ uno slargo.
Il fondo della stradina ora Ŕ formato da pietre fissate con il cemento (m. 785). Percorriamo una ampia curva a destra.

Raggiungiamo il confine della "Riserva Naturale Orientata della Valsolda" (m. 800). Alla sinistra ci sono due cartelloni intitolati "Valsolda una foresta da proteggere" e "Valsolda una foresta da vivere", una scritta su vetro che indica l'ingresso della riserva ed un'altra su di un paletto in legno che segnala il "Percorso nella Roccia". Alla sinistra un sentiero scende nella valle. Alla destra c'Ŕ una piccola croce con foto in memoria di una persona scomparsa.
Continuiamo diritto in salita. La stradina ora ha il fondo in cemento. Alla sinistra ci sono della protezioni verso il precipizio verticale, dapprima interamente in legno e poi con paletti di ferro che reggono traversi di legno. Di tanto in tanto troviamo dei cartelli che segnalano il confine della riserva. Passiamo accanto al pannello "A" della Via dei Canti che parla della "Foresta Demaniale Valsolda".

Al termine della salita la strada torna sterrata (m. 810). Dopo un tratto con pochissima pendenza, alterniamo due tratti in salita ad uno quasi in piano. Alla destra ci accompagna una parete rocciosa (m. 820).
Quasi in piano percorriamo una curva a sinistra ignorando un largo sentiero che retrocede verso destra accanto ad un cancelletto di ferro divelto (m. 835).
Continuiamo con poca pendenza. Le protezioni alla sinistra terminano.
Poi torniamo a salire.

Sul lato destro della strada ci sono delle pareti parzialmente sporgenti mentre su quello sinistro troviamo un masso in bilico, che parrebbe dover precipitare nella valle sottostante da un momento all'altro (m. 840).
Subito dopo alla destra troviamo il pannello "B" che parla degli "Acrobati del bosco" vale a dire: la cinciarella, la cincia bigia e la cinciallegra.
Cominciamo a trovare della canaline di legno, per lo scolo dell'acqua, di traverso alla strada.
Saliamo in modo abbastanza ripido camminando su pietre ben sistemate (m. 850).
Alla destra troviamo una paretina di rinforzo con pietre e tronchi collocati in orizzontale (m. 865).
Proseguiamo dapprima in leggera salita e poi quasi in piano.

Entriamo in una pineta e troviamo un sentiero che sale a destra (m. 870). I segnavia indicano diritto con il Sent. della Quattro Valli: Alpe Riccola a ore 1, Seghebbia a ore 2; a destra con il sentiero n. 24: Alpe Pessina a ore 0.30, Alpe di Cima a ore 0.55, Porlezza; dietro: Dasio a ore 0.35, Drano a ore 0.40. Andiamo a destra. (Se invece continuiamo diritto per un centinaio di metri, raggiungiamo una calchera, un cartellone che ne spiega il funzionamento ed il pannello "C" della Via dei Canti intitolato "Troglodita per vocazione" che parla dello scricciolo e del regolo).
Andiamo dunque a destra in salita con il sentiero.
Percorriamo un tratto abbastanza ripido, incassato nel terreno circostante (m. 895).
Poi la pendenza diminuisce un poco. Camminiamo sopra delle radici affioranti. Vediamo molti bolli sia sugli alberi che sulle pietre.
Giriamo dapprima a destra e poi a sinistra.

Lasciamo a sinistra un rudere accanto al quale su di un cartello leggiamo: "Alpe Serte Nuova 901 m." (m. 925).
Attraversiamo un ruscelletto tramite un ponticello di legno che ha solo la sponda di sinistra.
Subito dopo passiamo accanto al pannello "L" che parla di altri "Acrobati del bosco": la cincia mora, la cincia del ciuffo, il codibugnolo.
Su di una grande pietra vediamo i bolli rosso e azzurro (m. 940).
Subito dopo giriamo a destra e saliamo in modo abbastanza ripido.
Percorriamo una curva a destra (m. 955) seguita da una a sinistra (m. 975).

Con un'altra curva a sinistra superiamo un tratto incassato tra terra e pietre e vediamo un quadretto raffigurante il Sacro Cuore sotto ad un masso (m. 985).
Con minore pendenza percorriamo un ampio tornante destrorso, poi torniamo a salire in modo abbastanza ripido (m. 995).
Sempre seguendo bolli azzurri e rossi, continuiamo ripidamente con alcune serpentine appena accennate (m. 1010).
Dopo un breve tratto con minore pendenza torniamo a salire ripidamente (m. 1025).
Poi la pendenza diminuisce un poco. Continuiamo a trovare bolli azzurri e bianco-rossi, generalmente i primi sono stati dipinti sulle pietre e i secondi sul tronco degli alberi.
Dopo una curva a destra riprendiamo a salire ripidamente. Gli alberi sono diventati radi (m. 1040).
Con minore pendenza percorriamo tre tornanti sx-dx-sx (m. 1060-1075).
Poi con uno zig-zag passiamo accanto ad un faggio sul quale vediamo un bollo giallo-rosso (m. 1095).
Troviamo un faggio aggirabile da entrambi i lati.
Subito dopo percorriamo un tornante destrorso ignorando un altro sentiero che continua diritto (m. 1100).
Superiamo un tornante sinistrorso.

Rientriamo nella faggeta e vediamo un quadretto raffigurante il Sacro Cuore in un incavo sotto un faggio (m. 1125).
Ora saliamo agevolati da alcuni gradini di legno collocati a circa un metro di distanza l'uno dall'altro. Alla sinistra ci sono alcuni massi.
Percorriamo uno zig-zag destra-sinistra e continuiamo con delle serpentine (m. 1135).
Poi giriamo a destra e proseguiamo in leggera salita fino ad un tornante sinistrorso dove torniamo a salire con delle serpentine (m. 1145).

Dopo una curva a sinistra arriviamo ad un bivio. Alla sinistra c'Ŕ una corta protezione. Una freccia azzurra indica verso sinistra ed un bollo bianco-rosso verso destra.
Facciamo la piccola deviazione a sinistra che, quasi in piano, conduce ad una altana, con panchine al sole e al coperto, situata in un punto panoramico dal quale possiamo vedere la vallata, il Lago di Lugano e, nelle giornate limpide, anche il Monte Rosa che spunta in fondo a destra (m. 1165). Qui troviamo anche il pannello "I" intitolato: "Volteggiare e cantare" che parla dell'aquila reale e del gheppio.

Tornati al bivio, proseguiamo con poca pendenza, seguendo il bollo bianco-rosso.
Dopo una curva a sinistra continuiamo in salita.
Raggiungiamo il pannello "11" del Sentiero Faunistico intitolato "Gli ungulati" sotto al quale in una cassetta con coperchio possiamo vedere delle tracce di camoscio, capriolo e cervo e una mandibola di capriolo/cervo (m. 1175).
Proseguiamo verso destra, con poca pendenza.
Su di un faggio vediamo un bollo bianco-rosso e uno giallo con il n. 24. Continuiamo in salita.
Davanti, tra gli alberi, cominciamo a vedere il bivacco e, superato un tratto di sentiero rinforzato con dei tronchi, lo raggiungiamo.

Accanto al bivacco ci sono: un barbecue, un tavolone in legno con relative panche, il pannello "H" della Via dei Canti intitolato "Picchiare o cantare" che parla del picchio rosso maggiore, del picchio verde e del picchio nero e il pannello "10" del Sentiero Faunistico intitolato "l'entomofauna forestale" che parla degli insetti del bosco.

Tempo impiegato: ore 1.45 - Dislivello: m. 655 -20
Data escursione: dicembre 2014

ESCURSIONI/ASCENSIONI PARTENDO DAL BIVACCO:
  • al sorbo monumentale (m. 1289) in ore 0.10
  • all'Alpe di Cima in ore 0.25










Dati del Bivacco Alpe Pessina

Altezza:
m. 1220
Gruppo:
Valli Lariane
Ubicazione:
Versante nord del
Monte Bronzone
Comune:
Valsolda - CO
Carta Kompass:
91 B3
Coordinate Geo:
46░02'41.00"N
9░05'06.60"E
Gestore:
ERSAF
Telefono gestore:
02 67404.451
Telefono bivacco:
-
Posti letto:
2
Apertura:
sempre
Pagina inserita
il: 01/01/2015
Il Bivacco Alpe Pessina Il soppalco con due posti letto Il ponticello sul Torrente Solda Inizio della Riserva Naturale Orientata Il Sasso di Mont Una calchera Le Cime di Bronzone Punto panoramico con altana Panorama dalla finestra dellˈaltana Il barbecue accanto al bivacco Altra veduta del bivacco

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